SNOBISMI

Volevo fare un post su “Vieni via con me”.  Nei fatti, mi limito a poche righe e a un paio di considerazioni. Ieri Il giornale ha definito “snob e senza popolo” Fazio e Saviano. I dati Auditel hanno smentito la seconda definizione: peraltro, il programma è stato visto da molti spettatori giovani, e in particolare nella fascia tra i 15 e i 24 anni il programma ha raggiunto il 28 per cento di share, superando il 30 per cento (30,14 per cento) in quello tra i 25 e i 34 anni.
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Per quanto riguarda lo snobismo, è sufficiente farsi un giro in rete, specie nei social network, per verificare che soprattutto da parte intellettuale l’accusa che viene rivolta al programma è esattamente opposta: troppo “popolare” e “retorica”, che noia.
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A chiosa, una semplice notizia: a trasmissione ancora in corso, nella mia casella di posta è arrivato questo comunicato stampa.
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104 pensieri su “SNOBISMI

  1. mi scuso se mi faccio coinvolgere da un istinto di disgusto, mi riferisco all’idea di pubblicare ‘sandokan’. non è censura verso l’opportunità della forma libro come espressione per chiunque. è che il contenuto dovrebbe riguardare una sorta di contradditorio con saviano. è incredibile. la letteratura che si sostituisce ai tribunali e alle garanzie costituzionali date dall’esistenza di sede competenti ad affrontare simili questioni di gravità enorme. sedi peraltro sempre più delegittimate.
    dove stiamo andando? sono stata troppo dura?

  2. Be’, un libro che “imita” la voce di Sandokan è già stato pubblicato due volte. L’ha scritto Nanni Balestrini. Quando è uscito per Einaudi ha ricevuto un po’ di querele e l’editore l’ha ritirato dal mercato. La riedizione di DeriveApprodi, attualmente in commercio, tiene conto di quelle querele e aggiunge una inutile prefazione di Saviano. Credo che la voce di Sandokan sia quella che gli dato Balestrini. Una bella provocazione letteraria, l’unica possibile. Il resto, quel comunicato, sono solo intemperanze mediatiche.

  3. Non so perchè si è perso un mio commento precedente.
    Senza popolo certo no, anzi c’è un gran popolo che aspetta di accomodarsi davanti alla TV ed esercitare indignazione e opposizione a buon mercato. Tele-spettatori, appunto.
    Non ce l’ho con la qualità del programma di Fazio (su cui nemmeno mi pronuncio, dando per scontato che la televisione la sa fare) ma con la natura del mezzo, che risucchia ogni eccentricità nella telecrazia (in questo caso: la malattia che pretende di essere la cura)
    Non so se qualcuno vorrà darmi dello snob, ma io considero la declinazione televisiva dell’autore di Gomorra un modo per dilapidare il patrimonio etico e politico che quel libro aveva prodotto.
    Quel che scrive Spinato qui
    http://www.giampaolospinato.it/?p=1153
    andrebbe confutato, se si è capaci.
    Io lo trovo ineccepibile.

  4. c’è chi, per ottenere udienza nei media, è abituato a spararla grossa. di solito sono quelli che hanno meno a dire, ma sono anche quelli che finiscono per essere più ascoltati. l’unico problema mi pare questo.

  5. Valter, wordpress blocca i commenti con link, quasi sempre. Non ho nessuna intenzione di confutare Spinato, perchè quel che mi interessa è un altro punto: possiamo amare o meno la televisione, ma il fatto che alcuni degli argomenti trattati lunedì siano arrivati a persone che non ne avevano mai sentito parlare, e di certo non ne avevano discusso in amabili ambienti critico-letterari, è importante. Temo che, come spesso avviene, si confonda il proprio mondo familiare o amicale con il resto del paese.

  6. Mi sembra un bell’esempio di sciacallaggio.
    Una cosa è la battuta di pace di Benigni chiaramente mirata all’opinione pubblica, altra cosa è montare un caso letterario che abbia come beneficiari il pluriomicida e mai pentito Schiavone, un vero mostro sociale, e un’avida casa editrice che cavalchi l’onda di questa cosa. La paura è che l’inno alla pace diventi una richiesta di contraddittorio su Gomorra, in stile berlusconiano.
    Già mi immagino la gente dire “vedi però Sandokan ha risposto a Saviano, ha le palle, se pensi che non ha nemmeno studiato si è difeso bene..”
    Senza pensare che coi miliardi della camorra un esercito di ghost writer potrebbe invadere le librerie di testi plagianti rivolti all’opinione pubblica ..
    Quale migliore modo di sgonfiare la carica valoriale di Saviano.
    Se Gomorra ha insegnato qualcosa è che la camorra è un potere economico militare di altissimo livello, Schiavone, è un ex capo di stato e non un semplice bandito. La camorra non necessita certo di un’arma in più.
    D.

  7. a lato: lunedì mattina, Marcello Veneziani in rasegna stampa ha riassunto (non citato) l’intervento di Roberto Saviano circa la macchina del fango e ha chiosato “non capisco allora quale sia la diferenza tra le vicende di Ruby e quelle della casa a Montecarlo di Tulliani”. Cioè, ha mostrato in azione l’esatto principio del ‘siamo tutti uguali’ descritto da Saviano. Notevole, decisamente notevole.

  8. io ho visto la trasmissione e mi è piaciuta. mi è piaciuto benigni, mi è piaciuto il finale di fazio e saviano con la lista dei motivi validi per andarsene e rimanere, mi è piaciuto che saviano abbia abbandonato il suo precedente ecumenismo (le parole contro i dossieraggi de il giornale, contro la lega e il suo falso riferimento a cattaneo ecc). critiche se ne possono sempre rivolgere (saviano sta diventando più uomo di spettacolo che di cultura, certe banalizzazioni retoriche di abbado e fazio) ma complessivamente penso che quel programma abbia meritato il successo che ha avuto.

  9. Rispetto Loredana Lipperini che posso considerare un’ex collega, visto che scrivevo per lo stesso giornale, per questo preciso: 1) voto a sinistra; 2) non mi si può iscrivere al partito degli snob; 3) “gli argomenti trattati lunedì siano arrivati a persone che non ne avevano mai sentito parlare”: ho già sentito questa argomentazione, non la condivido, non perché non sia fondata, ma perché rientra perfettamente nel totalitarismo dei rapporti di forza vigente nel dibattito pubblico; 4) lo stesso punto indicato da Loredana è materia di riflessione, oltre che nel pezzo già linkato, in quest’altro intervento: http://www.giampaolospinato.it/?p=1155; e indirettamente nel pezzo su Pasolini: http://www.giampaolospinato.it/?p=1156

  10. L’odissea, la cappella sistina, il teatro tutto o la lirica o la rappresentazione visiva in generale cosa sono se non spettacolo? La cultura è molto spesso spettacolo, ho appreso nella puntata di Loredana di Fahreneight dell’altra settimana che prima del seicento si leggeva la letteratura prevalentemente a voce alta e in gruppo: spettacolo.
    Benigni è un uomo di spettacolo, l’ho visto intrattenere per tre ore me e migliaia di altre persone a bocca aperta e in silenzio tombale, recitando e commentando Dante in piazza, nessuna istituzione educativa o culturale ci potrebbe mai riuscire, con tale portata.
    Cerchiamo di non lasciarci sfuggire il valore delle cose, specialmente nel contesto generale del paese, prima i lasciarci andare al brusio narcisistico, che non è sempre discussione giusta e meritevole.
    D.

  11. Abbiate pietà dell’impiegato scribacchino del Giornale. Immaginate il suo volto di bambino che si illuminava davanti alla domanda “Cosa farai da grande?”, immaginate le sue parole scintillanti di sogni: “Il giornalista!”, immaginate la gioia dei genitori che lo videro andare all’università dopo il liceo… e adesso, immaginatelo adesso, guardate le sue unghie che richiamano un verso scatologico della Divina Commedia. Immaginatelo e cercate di non vomitare.

  12. L’articolo di Sallusti, con pure la splendida chiosa su Vendola, mi fa sorgere una domanda: ma quanto prende per scrivere certe cose?
    Vorrei sapere qual è il cursus ho(mi)n(or)um per diventare così.

  13. “Oggettivare la profonda verità fra Letteratura e Vita” è la scusa migliore che abbia mai sentito. Subito dopo “sei stato tu con la tua pietra” del celerino del 21 luglio 2001.
    .
    Questa provocazione oggettiva la profonda estraneità sia alla Letteratura che alla Vita di certa gente, oggettiva la pericolosità dell’Ego di chi – creativamente alla frutta – spera in… in cosa? in due copie vendute in più? in un paio di clic? In cosa? E’ questo che mi sfugge.

  14. Che bella l’idea di una collana dedicata agli Impresentabili. Quasi quasi passo a Serino il mio “La bufala del New Italian Epic”, pubblicata su ilmiolibro.it di Repubblica e presto rimossa dalla vetrina per motivi di censura. Più impresentabile di così!!!!!!

  15. Gentile Loredana,
    tralascio i soliti insulti e la vecchia storia “Il Giornale” e “Il Giornale” no., Scrivendo, come sai, su diverse testate appartenenti ai gruppi di Potere (di questo, in sintesi, si tratta) più diversi non mi sento “super partes” ma lontano da tutto. Finchè me lo permettono, nel mio piccolo, continuo. Da responsabile di Satisfiction, al quale ricordo lo stesso Roberto Saviano ha collaborato nel numero da Settembre in libreria con uno scritto (tra l’altro oggi messo sul blog http://satisfiction.menstyle.it/) e responsabile di Satisfiction libri rispondo: non è sciacallaggio (accusa abbastanza scontata) ma “noi crediamo nel linguaggio, e riteniamo che il ‘punto di vista’ di Schiavone-Sandokan, e la sua ‘lingua’ possano davvero introdurre nel dibattito odierno, al di là di ogni moralismo retorico, una ‘realtà’ che sarebbe da ignoranti lasciarsi sfuggire”
    Il problema è quello che scriviamo oggi su Satisfiction: che Berlusconi (attraverso Endemol che produce “Vieni via con me e Il Grande Fratello) ha fatto in totale il 45% di share.
    Questo secondo me non è da poco.
    Mi spiace altresì che si parli di Satisfiction, sulla cui qualità o tentativo di qualità non credo che nessuno possa discutere dato gli inediti che ogni volta, da 9 numeri, pubblichiamo.
    Mi dispiace che della casa editrice non si sia parlato nel precedente comunicato in cui se ne annunciava la nascita.
    Credo che una casa editrice, come Satisfiction Libri, che decida di rimborsare il costo di copertina se il libro non piace sia comunque una sfida non da poco e una dimostrazione della passione che abbiamo per la cultura.
    Se ne sono accorti in molti, fortunatamente, da “L’Espresso” a “Libero” (per andare ai presunti estremi). Mi spiace che Rete veniamo sempre accusati di qualsiasi nefandezza. Un bel post sul CORAGGIO DEGLI EDITORI: quantia ltri editori sarebbero disposti a rimborsare i libri di tasca propria? Credo sarebbe davvero interessante. Ci sarebbero SI’ o NO.
    Risposte NON INTERPRETABILI ma chiare.
    Per la rivista abbiamo affronatto mille difficoltà: adesso siamo nelle librerie (da perfezionare come stiamo facendo la distribuzione ma dal 2011 una grande sorpresa), siamo stati nei Palzzetti dello Sport durante il tour di Vasco Rossi (80 mial copie distribuite), l’anno prossimo saremo negli stadi, aumentando sempre più la tiratura con oltre 60collaboratori di tutte le testate nazionali: dal Corriere a Repubblica, da La Stampa a Il Manifesto, da Libero a L’Unità, da Il Riformista a Il Mattino, da Rolling Stone a Gq, da Mucchio Selvaggio a Stilos.
    Sul blog presentiamo anteprime (come Life di Keith Richards) , inediti (come Stephen King su Brett Easton Ellil e alla sett prossima KIng su John Lennon) , interviste (come le 100 domande a Joe Lansdale).
    Non mi si accusi di farmi pubblicità perchè fortunatamente non ne abbiamo bisogno.
    Sono solamente dispiaciuto che, paradossalmente, si stia sempre a discutere di liti-blog e mai di essere chiamato in causa, qui come altrove, per questioni meno puntigliose.
    Grazie a tutti, scusate il papiro.
    Gian Paolo

  16. @ Valter Binaghi: apprezzo (anzi, adoro) quasi tutte le tue riflessioni, in generale. Però quando identifichi il mezzo con il messaggio e fai di tutta l’erba un fascio, non so, mi vengono un po’ i brividi. Non riesco a non pensare alla censura che nel passato si faceva ai fumetti (considerati TUTTI dannosi alla salute mentale, sia da destra che da sinistra) o alla musica rock. Sono d’accordo con Loredana sul fatto che i sistemi (in questo caso, quello mediatico) si cambino sovvertendone il linguaggio “da dentro”.

  17. Il problema, credo, è che “Vieni via con me” e “Il Grande Fratello” (prodotto dalal Endemol di Berlusconi), hanno fatto il 43&% di share.
    Il problema, credo, è che si parla di una casa editrice per la “Gomorra” di Schiavone (vedrete che lo pubblicherà Mondadori o Einaudi, ci posso scommetere. ditemi quanto) ma non per un’idea, credo, rivoluzionaria: il soddisfatti o rimborsati nell’editoria.
    Noi pubblicheremo libri (da Maggio Yves Simon e Elia Kazan) che, se al lettore non piacciono, rimborsiamo.
    Quanti editori sono disposti a farlo?
    Questo credo sarebbe un bel post o un bell’articolo.
    Sugli attacchi a Satisfiction, quasi sempre riferiti a Roberto Saviano, la mioglior risposta credo che l’abbia data proprio Roberto Saviano regalandoci per il numero 9 della rivista un Suo scritto. Scritto che da stamattina è on line anche sul blog di Satisfiction.
    Gian Paolo Serino

  18. Chiedo scusa perchè sta succedendo qualcosa a wordpress e spariscono e appaiono commenti. Segnalo il disguido.
    E’ saltato anche il mio commento dove rispondevo a Spinato a proposito della necessità, a mio parere, di ribaltare “dall’interno” i totalitarismi mediatici.
    Gian Paolo, io ho riportato un comunicato.

  19. @Daxman e Loredana
    Ammetto che certe cose sono difficili da declinare nel commento di un blog, ma la mia posizione non è “tutti quelli che guardano la TV sono scemi”. Semmai si tratta di comprendere che cosa diventa un messaggio di origine verbale o peggio letteraria quando è trasmesso in tv. E questa è una prima cosa, di natura strettamente massmediologica su cui secondo me McLuhan è ancora da studiare e da capire. Il secondo aspetto è più politico e italiota. Per quello che è la tv in Italia, per quello che è diventata, per il carattere telecratico che il potere ha assunto nel nostro paese, per l’assenza o quasi di una stampa non dico indipendente ma che non si limiti a “echeggiare” il primo palco che è sempre televisivo, io dico che la scelta di tradurre in spettacolo televisivo quella che inizialmente era l’eccentricità dirompente del libro di Saviano è una scelta sbagliata (se s’intendeva valorizzarla politicamente) giustissima invece se sìintendeva capitalizzarla editorialmente.
    E non ditemi che senza televisione non si fa politica: il declino del berlusconismo è l’occasione buona per una sterzata nel linguaggio di una politica che voglia essere opposizione. E voglio vedere alle prossime elezioni se le liste di Grillo (non perchè io aderisca ma perchè prescindono dal mezzo televisivo) non cresceranno in modo significativo.
    Gli italiani si stanno svegliando, forse, ma come sempre i generali combattono la guerra precedente.

  20. Non voglio polemizzare direttamente col sig. Serino di cui non conosco né la vita né le opere, ma se c’è stato bisogno di stendere tutto il curriculum di Satisfaction e di dire che lo farebbero comunque altri editori mi sembra tanto un segnale che si cerca di profumare un odore di sciacallaggio che di fatto resta nell’aria.
    Il problema di Endemol riguarda in caso l’antitrust e la politica e non c’entra troppo con il vostro tentativo, di fatto, di riciclare un pluriomicida camorrista come scrittore.
    Entri nel merito del fatto, altrimenti, se per il paese e per Saviano sia dannoso, o meno, anche solo il dare forma di progetto ad una Gomorra scritta dai Casalesi e di quale utilità sia pubblicarla per un’editore già impegnato su lavori interessanti e importanti piuttosto che in caso lasciar passare questo abominio letterario, morale e civile.
    Il fatto che l’accusa di sciacallaggio sia scontata non vuol dire che sia sbagliata, non siamo mica a stupire con effetti speciali, si cerca solo di tenere un senso delle cose, o no?
    D.

  21. Chi ha letto ” Dialettica negativa ” sa che il lavoro di Saviano rende Sandokan più forte che mai, qualunque Sandokan possibile e immaginabile, magari nelle vesti buone del criminale pentito che vuol fare del bene alla società. Del resto è quello che chiede Saviano stesso a Sandokan Schiavone, come il convitato a Don Giovanni: PENTITI! Questo è uno degli effetti ” imprevisti ” di azioni nella prassi sbagliate. Le questioni di giustizia, se no è un casino, vanno lasciate in mano alla magistratura, no agli eroi, menochemeno agli eroi di carta. Ma su questo aspettiamo l’annunciato incontro tra Saviano e Dal Lago in una delle prossime puntate del programma.
    Ps: è vergognoso anche che si usi Falcone come stampella delle proprie vanità intellettuali, per non dire del vomitevole attacco a Sciascia. Vedrete, finiranno per criminalizzare chiunque abbia da ridire sulle loro prassi, e, semmai, sui loro risultati artistici, modesti, anche se contenuti in grandi numeri di ascolto televisivo (ma anche il mio gatto e il solo Benigni avrebbero fatto quell’ascolto, magari alzando pure il livello artistico).

  22. In questi giorni stavo riflettendo su un concetto che è ancora attaccato ai neuroni e stenta a prendere una forma certa.
    Ultimamente in Italia i media stanno proponendo la realtà come fiction invece i romanzi si affollano di realtà.
    La realtà proposta dai media non trova un reale riscontro nel mondo che ci circonda. Finito un TG ho l’impressione di aver spendo, dopo molte ore, la console di gioco, ho un senso di stordimento e di attesa per quello che potrà arrivare dopo. Zombi e politici nel mio immaginario si stanno, pericolosamente, sovrapponendo. Non è normale.
    Aprendo un libro ritrovo, invece, una rincorsa al reale più reale e il romanzo si trasforma nell’unico strumento per capire che, in fondo in fondo, non sono stata catapultata in un fiction.
    Da scrittrice devo dire che questa situazione inizia a spaventarmi…

  23. Spavento condiviso, Alessandra.
    (a proposito di spaventi: Larry Massino, il giorno che avrà un po’ di tempo – magari sottraendolo a quello che impiega a concepire geniali battute come quella sulle senzatette – mi spiega come si concilia l’aggettivo “modesti” con “grandi numeri di ascolto televisivo”).

  24. @Lippperini
    mi scuso prima di tutto per il mio modesto umorismo, magari mi faccia sapere in privato quali e quante penitenze debbo fare per redimermi, se sono bastevoli le penitenze o se devo intraprendere qualche cammino spirituale più serio, se devo fare qualche pellegrinaggio a piedi scalzi, sottopormi a fustigazione, a qualche salasso o digiuno o quello che vuole Lei. Poi mi congratulo vivissimo sempre con Lei: se non capisce la differenza tra risultati numerici (enormi) e risultati artistici (modesti) questo va tutto a suo vantaggio, della sua copiosa audience e dei suoi numerosi incarichi professionali.

  25. E’ chiaro Larry Massimo che l’appello di Saviano a Schiavone è di pentirsi alla magistratura e quindi di cambiare fronte, e non a Saviano stesso o all’opinione pubblica.
    Qui esiste un conflitto secco tra civiltà dell’umanità e parassite forze della morte.
    Non voglio sempre fare il bacchettone ma, in questo caso o se non si sta con gli umani, anche non volendo, facciamo un favore ai disumani.
    Gli eroi di carta purtroppo poi si beccano proiettili veri.
    Facciamo così Larry Massimo, alla prossima persona ammazzata per essersi opposta a una mafia, ci troviamo e andiamo al funerale insieme, e parliamo, che dici?
    D.

  26. Dai, continuiamo a parlare di spettacolo (o di letteratura, che ormai è quasi lo stesso). Sulla moralità di pubblicare Schiavone o meno deciderei se fossi un editore a cui si propone il testo, ma sul fatto che nello spettacolo la vittima e il carnefice occupano lo stesso posto centrale non ho dubbi (e qui è Girard che insegna).
    Nel mio piccolo, la cosa l’ho raccontata così:
    http://valterbinaghi.wordpress.com/2010/11/10/la-tv-e-il-dispositivo-sacrificale-di-valter-binaghi/

  27. @Alessandra C: è una sensazione condivisibile senza essere necessariamente scrittrici e scrittori, La realtà che ci circonda è un frullato di rassegnazione e piccoli passetti in avanti, in cui anche Roberto Saviano diventa “oggetto” di discussioni, invece che “soggetto” su cui condividere pareri anche non necessariamente omologati. La tv frulla tutto e per questo, credo, alcuni pensano che sia uguale Vieni via con me al Grande Fratello, perché entrambi prodotti Endemol. Non è riconosciuto nemmeno un po’ di spirito critico alla gente comune che non usa il telecomando solo per seguire l’Evento? Lo zapping è ormai il risultato dell’intermittenza dell’attenzione che ci rende incapaci di riflettere su propri personali desideri e speranze? La solfa dello snobismo c’entra veramente poco (una parola vuota che non significa più niente, usata malamente e in qualunque contesto).
    @Marotta: non devi necessariamente conoscere Serino, ma mi chiedo se leggete i quotidiani. Spesso non mi convince, ma è sulfureo quanto basta e spezza un conformismo un po’ trito. Ho in mente un attacco alla Policastro per il suo romanzo e parole belle per il saggio di Loredana (non sapendo nulla di social network, di cui ho massimo orrore spero poi che non si facciano altri giri di valzer, affari loro).

  28. Solo per dire che non sono un troll né sono stato mai bannato da nessuna parte. Ho opinioni che a molti non piacciono, ma sono solo opinioni. Mi domando con che faccia fate le battaglie per la libertà di informazione, quando censurate, o peggio lo infangate, calunniando (” è un troll ” ” mi stanno dicendo la stessa cosa per mail ” ” provvedo “), chiunque non la pensi come voi. Boh.

  29. magari se quel comunicato stampa invece che mandartelo a trasmissione ancora in corso avessero provveduto a inoltrartelo in orari confacenti ai valori cristiani dell’occidente avresti potuto trascorrere ore meno salgariane.Ma l’esotico è tornato di moda,evidentemente con certi articoli di giornale che sembrano scritti sulla falsariga delle cinetiche Thugs(e per decifrare meglio lo spettacolo mi sto dilettando col dickens dei misteri di edwin drood).Salut
    http://paleomag.geology.ucdavis.edu/luigi/peramore/Paolo%20Conte/The%20Collection/01%20Hemingway.mp3

  30. Non ho né guardo Tv da 15 anni e il programma me lo sono cercata e guardata su Internet. È della gran bella televisione e da Fazio non mi aspettavo di meno. Basterebbe il balletto finale a confermarlo. Se ce ne fosse di più a questo livello penso che ricomincerei a guardare la TV.
    Saviano che come scrittore apprezzo moltissimo non mi ha delusa neanche qui anche se pure un bambino capisce che se il mezzo è diverso, diverso è il linguaggio usato. Infatti la cosa più bella di Saviano in quel programma è la parte che non si è potuto preparare in anticipo, ovvero la faccia che faceva nell’interazione con Benigni.
    Benigni che si è definito un buffone, un fool, e che è il personaggio che gli calza a pennello e gli permette di dire cose che pensiamo spesso, ma che come le dice lui sono pura poesia. Ed è giusto quindi che Benigni chieda libro per libro. Quello che Saviano ha da dire e ha detto nei suoi libri e in questo programma, e il modo in cui l’ha detto, non c’è ghost writer che tenga. Anche per questo vorrei vederlo comparire il libro di Schiavone. Perché i fatti si possono addomesticare, lo stile no.

  31. @C’è in quello che scrive Sallusti qualcosa di raccapricciante che bisognerebbe evidenziare: “Che la presunta rivolta antiberlusconiana non sia invece cosa seria lo si è capito anche ieri sera guardando «Vieni via con me», ennesimo contenitore Rai di pattume vario ma, ovviamente, d’autore. Come possono interpretare i bisogni della gente uno scrittore miliardario (Saviano), due conduttori televisivi strapagati (Fazio e Littizzetto, due milioni all’anno di reddito a testa), un direttore d’orchestra con la puzza sotto il naso (Abbado), il solito Benigni più furbo che bravo (4 milioni di reddito per sparare battute) e l’immancabile Vendola, comunista da 16mila euro mese? Cosa c’entra gente così con i cassaintegrati, gli alluvionati, i terremotati? I cittadini cercano leader politici credibili e soluzioni concrete”.
    Qui c’è proprio la disperazione, il gossip, una rancorosa acrimonia. Questa sfilza di 740 e di redditi a che pro? Soldi a perdere mentre quelli del premier soldi che vivificano l’alluvionato, il cassaintegrato, il terremotato?

  32. Vieni via con me ha avuto un gran successo, è stata vista come qualcosa d’eccezionale: questo deve far riflettere su come la televisione è caduta in basso e non perché la trasmissione di Fazio e Saviano sia scarsa, anzi, ma perché dovrebbe essere la normalità, non l’eccezione.
    Sul prendere sul serio la battuta di Benigni da parte di editori, mi viene in mente che siamo nell’Era dell’Economia e che per far soldi si farebbe di tutto. Davvero ci si svende per poco.

  33. Edward Bunker è stato un rapinatore. Tra dentro e fuori ha fatto circa vent’anni di galera.
    Edward Bunker è stato un grande scrittore. Ha raccontato il carcere come pochi. Ha raccontato come anche una canaglia possa contrarre il virus della lettura, e la passione della scrittura. Ha raccontato, come forse nella letteratura americana contemporanea solo l’Autobiografia di Malcolm X, il margine, lo spazio che esiste per tutti, per cambiare la propria vita.
    Se Sandokan Schiavone avesse DAVVERO un libro da proporci, un testo, sarebbe legittimo porsi il problema. Sarebbe giusto leggere quel manoscritto, e non porre pregiudiziali fuori dal testo per una eventuale pubblicazione.
    Ma siccome non è così, e siccome l’affare è che Benigni ha lanciato l’ipotetico prodotto davanti a otto milioni di persone, e siccome addetti ai lavori come Serino non vanno molto oltre gli impresentabili, allora ecco che la miserabilità nostrana viene fuori in questo horror quotidiano.
    Ultimamente mi sembra di vivere in Society, un grandioso e visionario film horror degli anni ’80, che consiglio a tutti coloro che non l’hanno visto. Siamo noi, oggi.
    Perchè è obbligatorio, Sandokan non potrebbe che scrivere l’AntiGomorra, e in quanto tale sarebbe appetibile da Serino o Sallusti o Sciacalli (ho un amico che si chiama così). Non potrebbe mai sorprenderci con altro, e se lo facesse non ce ne fotterebbe nulla.
    Mamma mia, che schifo.
    Ah dimenticavo: anche io ho un amico negro. E pure uno frocio.
    L.

  34. @Binaghi Sì, il potere della nostra cultura è che assimila ogni cosa a sè. I suoi sostenitori, siano essi adoratori del Soldo o dell’ Immagine o di qualunque diabolica combinazione tra essi sono i nuovi Borg. Poichè tutto fa soldo e tutto fa spettacolo, assistiamo alla morte del Fine, alla morte dell’ Intenzione. “Perchè è famoso?” “Perchè piace?” si chiede il vecchio pensatore. Ma non il mercante. L’importante infatti è che lo sia, che renda. Ogni cosa è dunque comparabile ad un’altra sulla base della riduzione della veneranda logica qualitativa ad una logica più “trendy”, convintamente quantitativa, quella del contasoldi per l’appunto. In altri termini ogni cosa, anche la proposta o l’argomento più destabilizzante smette di essere fine e diventa il mezzo della conservazione del sistema-presente, immutabile e fine a sè stesso, dietro al quale c’è il profitto di persone (tante) che semplicemente non si pongono il problema della felicità: fanno (soldi) e, convinti di essere nel giusto, sacrificano la vita interiore prima ancora di quella sociale

  35. Come tutti i lunedì, mi sono visto la diretta del GF, passando su Rai3 durante gli stacchi pubblicitari.
    Fazio non mi entusiasma, Saviano l’ho letto ma non mi interessa vederlo, Benigni per me è morto con le ‘letture dantesche’ e, da gay, approvo Vendola ma non tanto da sentire cose che so già. Bella musica.
    Il problema di questo tipo di programma è che servono solo a ‘risvegliare le coscienze’, cioè a far sentire un certo segmento della popolazione nobile, colto, educato, coraggioso e civile – insomma, un po’ di autostima all’americana. Lo si guarda e ci si sente – gratis – superiori a quanti non lo guardano, gente che non ha il coraggio di combattere la camorra e la corruzione come noi…
    Quando guardo il GF, invece, mi ci riconosco, riconosco le persone che frequento, riconosco l’Italia in cui vivo, riconosco il mondo d’oggi. Chiaro, c’è modo e modo di vederlo ed è necessario un certo spirito critico per ricavarne tutto ciò che può dare. Ma per quelli come me è una terapia diversa da quello di Vieni via con me: se ne esce un po’ più tristi ma anche un po’ più consapevoli di se stessi e del proprio posto nel mondo.
    (e il mio concorrente preferito è andato in nomination…)

  36. “Che la presunta rivolta antiberlusconiana non sia invece cosa seria lo si è capito anche ieri sera guardando «Vieni via con me», ennesimo contenitore Rai di pattume vario ma, ovviamente, d’autore. Come possono interpretare i bisogni della gente uno scrittore miliardario (Saviano), due conduttori televisivi strapagati (Fazio e Littizzetto, due milioni all’anno di reddito a testa), un direttore d’orchestra con la puzza sotto il naso (Abbado), il solito Benigni più furbo che bravo (4 milioni di reddito per sparare battute) e l’immancabile Vendola, comunista da 16mila euro mese? Cosa c’entra gente così con i cassaintegrati, gli alluvionati, i terremotati? I cittadini cercano leader politici credibili e soluzioni concrete”.
    che merda umana che è sallusti.

  37. Occhio a usare i numeri come giustificazione, signora Lipperini. Il 25,48% (7,6 milioni) di share per il Fazio che gioca in casa, per lo scrittore italiano più letto degli ultimi tre anni (con oltre 3 milioni di copie vendute solo nel Bel Paese) in compagnia del comico italiano per definizione e dopo tutta la buriana pubblicitaria del “non ci fanno andare in onda” faranno gridare al successo solo Ruffini e co. Certo, su Rai tre Benigni non era mai andato in prima serata…
    Quindi su quasi 30 milioni di telepassivi guardanti, oltre 23 milioni si dividevano il resto. Il 20% del totale (quasi 5 milioni) prediligeva il GF, realizzato con bel altro cast e sicuro di poter contare su quel risultato per svariate decine di puntate.
    Sulla questione compensi Sallusti ha perfino ragione, e questo è tutto dire. Ma dopo che la comunque valida Concita de Gregorio, direttrice di quel giornale fondato da Gramsci, ci ha deliziato ad Annozero affermando di trovare “allucinante” la critica ai cachet dei vari ospiti e conduttori di Vieni via con me, sostenendo che “fanno il loro lavoro mica sono lì a dipingere la staccionata” e appellandosi ad una meritocrazia di Mercato che premia tali migliori con gli introiti della pubblicità, cosa vorrete mai aggiungere?
    Sono finiti i tempi in cui a Sinistra si diceva che la cultura si fa gratis o non è cultura.

  38. Pardon dimenticavo di ribadire come i dati diffusi dalla nostra prediletta Repubblica soffrano come sempre di analfabeti aritmetici.
    Leggiamo l’asinino passaggio nell’articolo citato da Loredana:
    “Vieni via con me: con 7 milioni seicentomila spettatori e il 24,48 è il programma più visto della Rai[…]su Canale 5 la puntata del Grande Fratello è stata seguita da 4 milioni 850 mila telespettatori pari al 20 per cento di share”.
    Ora, io non pretendo che tutti i giornalisti siano la medaglia Fields Bombieri, tanto per restare in casa. Però se prendiamo per buoni i dati di Vieni via con me, i telespettatori totali sono oltre 31 milioni e 45 mila. Ma quale dei due dati prendere del GF? Perché se è vero il dato sull’audience allora lo share è diventa del 15,62% ma se prendiamo per buono il dato dichiarato dello share (20%) allora l’audience balza a 6 milioni 200 mila.
    Ah, cara la mia Repubblica..

  39. Ultimo umile consiglio a maneggiare con cura i dati rivolto alla signora di casa che, sottolineo, stimo molto.
    Lei riporta da Repubblica: ” in particolare nella fascia tra i 15 e i 24 anni il programma ha raggiunto il 28 per cento di share, superando il 30 per cento (30,14 per cento) in quello tra i 25 e i 34 anni […] e, infine, è andato oltre il 46 per cento di share (46,21 per cento) nel pubblico laureato.”
    Ma come si fa a leggere questi dati senza che una spia nel cervello si accenda?
    46% di share nel pubblico laureato, 30% di share superato nella fascia 25-24, no dico. Ma capite quando leggete? La domanda non è retorica.
    Prendiamo l’odierno cartaceo di Repubblica in mano e facciamo chiarezza di queste boiate: a pagina 13 si legge chiaramente la suddivisione dei telespettatori per fasce di età, le stesse da lei citate. Ma i risultati sono i seguenti: 15-19 (130.620); 20-24 (241.234); 25-34 (760.789); 35-44 (1.192.118). Sommano quindi i telespettatori da 19 a 45 anni, escludendo numeri rilevanti al di sotto dei 14 anni, si ottiengono un totale di 2.324.761.
    Perciò c’è da dedurre una triste verità, che annulla ogni ipotesi ottimista di un giovane pubblico ovvero il futuro: oltre 5 milioni e 275 mila spettatori, hanno oltre 45 anni di età. Quindi il 69,4 % è il passato che guarda, in buona parte costituito dallo zoccolo duro dei teledipendenti anziani che accende la tv comunque.
    Siccome Repubblica (e lo Studio Frasi) vuol mostrare invece che la trasmissione è “giovane” e apprezzata da “colti” cosa fa, con mossa da mago sabbiolino? Prende in considerazione la somma delle 4 fasce (da 15 a 44 anni), esclude tutti gli altri, quindi il 70% degli spettatori, e conclude che il 46,21% del campione è laureato.
    Saranno anche calcoli di bassa ragioneria questi, ma non si può mentire in modo così becero. Per i meno ferrati calcolo la VERA percentuale totale di laureati che hanno visto quella trasmissione: 14,13%.
    Ma bravi, complimenti. Davvero.

  40. @Hommequirt
    “Sono finiti i tempi in cui a Sinistra si diceva che la cultura si fa gratis o non è cultura.”
    Quei tempi sono finiti da almeno cinquant’anni e questa era una falsità già allora.
    La cultura non è mai stata gratis, MAI.
    Le vette supreme dell’ingegno umano sono state raggiunte da persone che hanno incassato un compenso.
    Ancora stiamo ai soldi che puzzano…
    D.

  41. Hommequirit: ho il sospetto che tu sia Tremonti. Con quel che consegue. Domani cerco di attingere alla suddivisione per fasce della Rai, ad uso interno, e ne riparliamo.
    Non mi piace il giochino del ragioniere che contesta l’umanista, e per favore fai a meno di dire che mi stimi. Sai benissimo che non è vero, basta salamelecchi.

  42. @Daniele Marotta
    No, mi dispiace ma non cedo al ricatto. I soldi sono il criterio ultimo e definitivo di giudizio a sinistra, soprattutto quando si pretende di fare trasmissioni in cui si danno sulle spalle ai tanti disagiati, disoccupati, precari, etc. Dimmi quanto prendi e ti dirò chi sei, con chi vai e come vedi il mondo. Perché il problema della sinistra è tutto qui: disintegrare nel privato dell proprie richieste oscene il pubblico che si pretende di rappresentare. E lo dico da sinistra, si badi. Se Benigni per riciclarmi la sua canzoncina aggiornata mi chiede 250000 euro, un’ora di prestazione che equivale a vent’anni di lavoro di un precario a mille euro nette al mese, io mi incazzo, perché sono soldi pubblici, perché siamo sulla Rai che fa servizio pubblico, perché è uno schiaffo a chi si pretende di chiamare ancora compagno. Un Fazio a due milioni di euro l’anno, il paradigma dell’uomo senza qualità, non può forse essere sostituito da legioni di promettenti alternative a una frazione del suo stipendio?
    Perché qualsiasi idea di sinistra sia abbia e si voglia difendere, passa da un criterio di sobrietà nella sperequazione. Se tu mi prendi quelle cifre, sottrai ad altri la possibilità di guadagnare, ci ha pensato? E questo vale in tutte le professioni. Il tuo stipendio di dipendente di una Rai che ha i debiti fino alla generazione dei nipoti, quanto deve essere? Perché qui non si sta parlando di vette umane: qui si sta parlando di persone rimpiazzabili. E poi non dica sciocchezze: la maggior parte delle ingegni che lei pensa di citare e crede di conoscere, quindi scienza in primis, ha incassato una frazione di quello che prende quella mediocrità di Fazio.
    Ricordo agli splendidi che si dicono avventatamente di Sinistra che un premio Nobel prende un milione di euro, e lo stesso becca una medaglia fields. Non so se ho reso l’idea dell’abisso di ingnegno…

  43. @Lipperini
    Io non faccio salamelecchi. La stimo e la leggo. E la critico per quel che posso, perché lei ha una visibilità e doti che io non avrei mai e perciòè importante che correggera se stessa per correggere chi la segue.

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