“Celeno l’oscura è la storia che Viola Di Grado ha scritto per Hacca, con le meravigliose illustrazioni di Elisa Seitzinger: e c’è tutta la tenebra e c’è tutto l’incanto della sua scrittura già nella scelta dell’arpia terza, quella che Esiodo non nomina insieme ad Aello e Ocipete. Perché le arpie, qui, portano via i morti come nella leggenda ma soprattutto sono creature del rifiuto, che sanno di essere odiate da tutti, e i cui nidi sono fatti di caramelle filamentose rubate ai bambini, rovi e profilattici usati raccolti nei parchi. Sono orribili e bellissime. Le madri le hanno respinte appena hanno aperto gli occhi. Sono al bordo del cielo e del mondo.
La novella di Viola Di Grado racconta dunque del margine, e di come dal margine, avrebbe detto bell hooks, si possa formare un luogo di trasgressione e di resistenza.”
La mia recensione a “Celeno l’oscura” di Viola Di Grado per Linus in una giornata un po’ frettolosa, alla vigilia della mia partenza per Torino (sabato sarò alla Maratona Simenon del Circolo dei lettori).
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