IL VOI INTELLETTUALI

Il “voi intellettuali”. Ieri a Fahrenheit abbiamo discusso con Giorgio Caravale  del suo “Senza intellettuali”, dove spiega molto bene il progressivo allontanamento fra politica e, appunto, intellettuali. Con colpe da entrambe le parti (il ricorso ai “tecnici” nel primo caso, l’individualismo nel secondo).
Mi colpisce ma non mi sorprende la messe di messaggi arrivati. Contro la stessa parola. “Che significa? Che c’è chi sa e chi è deficiente?”. “Basta con la supponenza di chi pensa di sapere di più”. “Possiamo fare a meno di quelli che ci umiliano”.
Allora. Da una parte è comprensibile. Dall’altra meno.
Perché invece di comparare il proprio sapere a quello degli altri è possibile fare una cosa semplicissima: studiare. Le biblioteche sono gratis. Internet è gratis. Diciamocelo.