Poi, non è che io sia una santa.
Non sono immune, ovvero, da tutte le passioni tristi che osservo negli altri.
Ma se c’è una cosa che ho imparato, in tanti anni di frequentazione del mondo dei libri e altrettanti, direi, del mondo dei social, è contare fino a dieci. Non riesce sempre, intendiamoci, perché appunto non sono una santa, e magari i santi non esistono e neanche, chissà, servono. 
Però, ho imparato a riconoscere quando le polemiche vengono avviate con l’idea non di discutere davvero ma di piantare un casino, oppure di sfogarsi e dire apertamente quello che si pensa senza mediazioni. Questa mattina mi sono trattenuta dall’intervenire in un paio di discussioni, perché non avrebbero portato molto in là.
E allora non si scrive più niente? E allora ci si lascia andare in questo mondo di ladri e per fortuna almeno non ci sono gli eroi? In un mondo che, ma guarda quanta gente si sveglia adesso, si sta autoavvitando su se stesso? 
No, affatto. A parte che, volendo essere pignolissime, di quella crisi e di quel distacco della letteratura della realtà ho personalmente scritto centinaia di volte fin ad annoiarmi da sola. E non mi tiro indietro se c’è da parlarne di nuovo: ma per quel che mi riguarda preferisco scegliermi le cause su cui vale la pena impegnarsi. E sinceramente, quando sento puzza di chiuso, preferisco aprire le finestre.
E ci sono altre due cose nel piccolo mondo dei libri così come in quello grande, che dovremmo imparare: la prudenza e la pietà. Concederci la fragilità dello spavento o della delusione, sempre, ma provare a non alimentare le risse, perché ce ne sono già troppe, e in moltissimi casi non servono. Per dire, la polemica sul trailer dell’Odissea di Nolan mi interessa pochissimo: andrò a vedere il film  e dopo dirò la mia, ma adesso, onestamente, accapigliarsi serve solo a passar tempo davanti a uno schermo.
Non mi sto trasformando in cavaliere jedi, gente, sto solo cercando di essere lucida, sto cercando di tirar fuori da me stessa qualcosa di buono, per nascosto che sia: perché questi non sono tempi da trascorrere prendendoci a morsi per delle sciocchezze, direi.