DUBBI

Eppure, c’è qualcosa che mi disturba.

162 pensieri su “DUBBI

  1. Si, ha decisamente passato il segno, se anche provassi a capire l’intento provocatorio rimarrebbe comunque il fastidio, per il modo di accostarsi a questa vicenda, strumentalizzandola per farne una tirata antiberlusconi, raccontare così quella che, fino a prova contraria, è una violenza, mi nausea un po’.
    si inizia scrivendo per ridicolizzare “certi potenti e i loro servitori” e si finisce col vedere il mondo con i loro stessi occhi.

  2. Travaglio non perde mai l’occasione di stare zitto.
    Qualunque cosa, in quei cinque minuti di editoriale seguiti da milioni e milioni di persone che pendono dalle sue labbra, viene ridotta alla barzelletta italiota di Mister B e dei suoi viscidi seguaci. Io trovo che Travaglio sia semplicemente dannoso, e da molto tempo. E’ uno degli elementi, a mio parere, che più hanno contribuito all’incredibile provincialismo che caratterizza gran parte dell’opposizione antiberlusconiana.
    Questa volta poi ha proprio superato se stesso.

  3. Ricordi, Loredana? Si parlò di qualcosa del genere anche nel caso dei fumetti sulla Meloni di Alessio Spataro. Si fa sessismo anche nella satira, ed è comunque uno strumento deplorevole: non conta nulla che il bersaglio sia quello che è, gli strumenti andrebbero cambiati.
    Anche qui Travaglio, per colpire l’obiettivo, si disinteressa completamente di qualcosa d’imporante: la vittima, le vittime, e i loro corpi, come dice Luca. E non ripulisce il linguaggio come dovrebbe.

  4. Travaglio e Schiffer da una parte sono opposti, nel momento in cui il primo si concentra sulla possibilità di arrestare un potente e il secondo sull’esibizione di un uomo che ancora non è stato dimostrato colpevole. Ma sono accomunati dal fatto che le loro posizioni ignorano totalmente ciò che è alla base di tutta la vicenda, e cioè lo stupro. Così facendo, anche le questioni che sollevano, e che sono reali (l’impunità, la degradazione degli indagati) ne risultano dimezzate: sono argomenti che riguardano l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, sia in termini di responsabilità che di difesa dei propri diritti, ma di fatto i due li trattano in maniera tale da escludere una parte di umanità – le donne – dalla discussione.

  5. A me disturba che sia già stato condannato. E se fosse un nuovo Enzo Tortora? La piazza ha già emesso il proprio verdetto.

  6. vi è mai capitato di premere il tasto ON dello stereo, uno di quelli compatti con radio – tape – lettore CD, pensando chessò che la funzione CD sia attiva, ed essere investiti da un rumore assordante perché, invece, è la radio che si è accesa, magari su AM, fuori sintonizzazione, con volume ‘a palla’?
    questa è l’impressione che ho avuto davanti ai cinque minuti di Travaglio: un rumore assordante, fuori sintonizzazione, che mi colpisce e mi fa sussultare e mi disturba, proprio come dici tu, Loredana.
    Cosa c’entra, chiederei a Travaglio? Cosa vuoi dire?
    E di tutta la vicenda di Ny, per l’ennesima volta, e di tutta la vicenda di Milano, per l’ennesima volta, restano i protagonisti maschili: quelli che agiscono, quelli che li difendono in tribunale, quelli che ne scrivono, quelli che pensano di farci su della satira…

  7. Ho seguito anche io ieri sera Anno Zero e mi sono profondamente irritato. Ho lavorato per 6 anni in una cooperativa dove arrivavano persone con vari problemi, disabili, ex tossici, ex alcolisti, eccetera e fra le varie persone anche due donne con storie di violenze. Non fu facile lavorare con loro, parlare con loro, instaurare un minimo di rapporto solidale. Ogni gesto sembrava sbagliato, ogni “ordine” (è brutto dirlo, lo so) correva il rischio di sembrare una violenza. Dovetti ragionare sul tono di voce, sul mio carattere, sulle mie certezza. Ci furono mille difficoltà anche perchè nell’ambiente che doveva proteggerle e aiutarle a ritrovare una nuova vita, non tutti erano così disposti a confrontarsi con loro. C’erano discussioni fuori luogo, qualcuno le accusava di essersi svegliate troppo tardi, qualcuno, sottovoce ma neanche tanto, azzardava che in fin dei conti una se la cerca se si mette con Mister X e poi non può venire a piangere.
    Il nostro, perchè col tempo ho imparato a chiamarlo “nostro” era un percorso che poteva essere vanificato dalla minima stronzata.
    Ecco, mi chiedo cosa potrebbero aver pensato quelle due donne davanti a questo pezzo.

  8. Il caso di Strauss-Kahn è diventato tristemente di dominio mediatico, in questo ci perdono giustamente tutti, ci perde l’imputato che a ragione è stato condannato dall’opinione pubblica e ci perde la vittima che viene messa in mezzo ad un carosello da cui uscirà certamente ancor più danneggiata.
    Kahn non è stato condannato dai media e dalla gente ma direi piuttosto sputtanato. Sputtanato è diverso che condannato, uno riguarda il profilo pubblico che è legato alla situazione in sé e nei paesi normali mina la rispettabilità, la condanna riguarda la legge e la possibililtà di vedere ristrette le libertà personali.
    Cioè puoi essere innocente per la legge, ovvero libero di circolare ma sputtanato per le vicende che ti vedono coinvolto e quindi indegno di coprire ruoli pubblici.
    In nessuno dei due casi, lo sputtanamento mediatico e la condanna giuridica si accerta una verità ontologica, ma in entrambi i casi si attestano delle verosimiglianze anche se su piani diversi.
    Ogni personaggio pubblico rischia il complotto o la trappola e questo è un motivo in più per stare accorti alle proprie debolezze e non mettersi a rischio.
    Poi quando non hai più ruoli istituzionali di ributti nella mischia e cedi a tutti i vizi che ti pare, in quanto sei tornato a tutti gli effetti privato cittadino.
    Del resto anche nella famiglia o nell’impresa pubblica non ci si accompagna con piacere a soggetti coinvolti in eventi scandalosi e di dubbia natura etica, morale o penale.
    Ci rimette anche la ragazza, la vittima, la cui tragedia viene sbattuta in prima pagine, la cui vita verrà sgrufolata in tutti i modi possibili.
    In ogni caso la vicenda è diventata di dominio pubblico e ognuno a torto o a ragione la utilizza per dire la sua, tra gli altri lo fa Travaglio e lo stiamo facendo noi qui…
    La linea di Travaglio, a mio parere è certamente sgradevole ma anche incredibilmente efficace nel segnare la differenza di senso tra la vicenda americana in questione e quella dei recenti accadimenti del costume italiano.
    Personalmente vedere Strauss-Khan in manette trattato indipendentemente della sua posizione mi ha fatto piacere, mi ha dato leggerezza e sollievo l’idea che la sua potenza e influenza non abbiano potuto ostacolare il corso della legge.
    Non c’entra la verità o la giustizia, ma il semplice assunto che la legge dovrebbe essere uguale per tutti. In tal senso ho apprezzato l’uso del caso Strauss_Kahn da parte di Travaglio come cartina tornasole per vedere quanto da noi la semplice consecuzio: scandalo-accusa-colpa-perdita dei privilegi-giudizio-sentenza, sia inquinata da infiniti distinguo e argomentazioni, tutti al servizio della giustizia e della verità? Certo che no tutto per il dibattito politico e l’utilitarismo, l’interesse o la convenienza economica.
    La deriva di senso della nostra cultura politica e mediatica attuale mi sembra un male ben più grave dell’uso brutale di una vicenda mediatica già montata, strumentalizzata e pervasiva senza l’aiuto di Travaglio
    D.

  9. Condivido pienamente la sensazione di disagio perché è quella che ieri sera abbiamo provato io e mio marito.
    E’ già discutibile che un giornalista essenzialmente “giudiziario” si lasci andare abitualmente alla satira (ma tant’é, si sa che Travaglio ha un piglio brillante e quello è il suo ruolo nella trasmissione) ma costruire un divertissement su un’accusa di stupro mi pare troppo

  10. @Daniele Marotta: lo so che parlavi molto genericamente, però non mi sembra giusto leggere questo caso alla luce di quello che dici qui:
    “Ogni personaggio pubblico rischia il complotto o la trappola e questo è un motivo in più per stare accorti alle proprie debolezze e non mettersi a rischio.
    Poi quando non hai più ruoli istituzionali di ributti nella mischia e cedi a tutti i vizi che ti pare, in quanto sei tornato a tutti gli effetti privato cittadino.”
    Se le accuse sono vere, non sono certo vizi o debolezze. Da quello che sta emergendo, sembra che questo personaggio molestasse sistematicamente le donne con cui aveva a che fare.
    Poi, è vero che l’hanno ammanettato e trattato da “uomo normale”, ma poi l’hanno rinchiuso in un braccio Vip del carcere di Harlem e adesso è libero su cauzione. Uomo normale non proprio.

  11. Mi scuso, ho dato per scontato un passaggio.
    Se è colpevole è giusto che la leggo lo persegua nei modi e nei tempi preposti indipendentemente dal potere politico che ha, se è un complotto, cavoli suoi, un personaggio pubblico deve stare attento a non mettersi a rischio in situazioni rischiose per l’immagine.
    D.

  12. Si, una cauzione da un milione di dollari più altri sei a garanzia.
    Quello è il sistema con cui funziona la legge americana, e che è tutt’altro che perfetta.
    Travaglio alla fine ha ragione, certamente lo scenario che ha paventato è credibile, le uscite che ha citato sono tutte cose accadute e simili ne avremmo sentite se il caso fosse accaduto da noi, a mio avviso ha fatto bene a fare il confronto.
    E’ sgradevole che una vicenda diventi di pubblico dominio e che di fatto non appartenga più ai soggetti coinvolti, ripeto, ma non rabbrividite nell’immaginare una prima pagina di Libero in merito, o un’uscita Leghista, della Santanché o del Tg1? Non vi fa senso pensare a quanta opinione pubblica viene plagiata continuamente fino a rendere plausibili posizioni che fino a qualche anno fa sarebbero state ritenute assurde e intollerabili?
    La nostra deriva del principio di realtà è ancor più raggelante.
    D.

  13. Precisazione: Strauss-khan è uscito su cauzione ma, come è giusto che sia, è tutt’altro che libero: braccialetto elettronico, domiciliari, sorveglianza continua e ovviamente ritiro del passaporto.

  14. Io personalmente penso che Travaglio volesse mettere l’acento su come una persona “potente” possa usare tutti i mezzi possibili e immaginabili per difendersi dai reati. Non credo volesse far ridere, tanto per ridere, ma che volesse far riflettere su come un reato viene reso ridicolo dalle giustificazioni che vengono trovate, volendole far passare a tutti i costi come verità. Personalmente non mi sono sentita disturbata da quello che ha detto Travaglio.

  15. “Dopo il caso Strauss Kahn, l’ex-direttore del Fmi accusato di aver sequestrato e stuprato una donna, cambierà qualcosa tra i potenti ai vertici delle istituzioni mondiali? Nell’attesa, vediamo come sono fatte, queste istituzioni dell’economia: la presenza delle donne, pari a zero nelle poltrone massime, è molto bassa anche nei board e nelle seconde cerchie. Vale la pena pensarci qui da noi, dove tra un po’ si rifanno i vertici della Banca d’Italia….”
    I dati qui
    http://www.ingenere.it/articoli/caso-dsk-sesso-e-potere-ecco-i-numeri

  16. La tirata di travaglio mi pare in totale coerenza con due tendenze di ora: la prima è quella di servirsi politicamente della discriminazione sulle donne e della violenza sulle donne: delle donne non frega mica a travaglio, ma travaglio sa che delle donne frega a qualcuno dei suoi lettori (non lettrici: è evidente che qui c’è un maschio che parla ad altri maschi di un argomento da maschi.).
    La seconda è nella passione storica che accomuna molti, di sociologizzare lo stupro, e mettere sullo stesso piano stupro e rapporto sessuale conseziente fondato su un’asimmetria. E’ la solita retorica del maschio culturalmente sedato – che piace tanto ai maschi autocritici e li fa sentire evoluti rispetto agli altri, quando sono solo maschi sani. (Non so donne – voi vi sentite ste gran fighe perchè non avete provato ad ammazzare qualche d’uno?) Questa cosa, ha come conseguenza prima, una falsificazione della realtà, che passi – ma come conseguenza seconda, un disconoscimento della responssabilità e della sofferenza. Un disconoscimento del dolore provato da una donna stuprata, e una strana posizione qualunquista sulla sua responsabilità nel gioco: perchè se tra la finta nipote di Obama e la finta nipote di Mubarak non c’è differenza, vuol dire che 1. che lo stupro è una sciocchezza, e le donne che vengono stuprate sono corresponsabili della violenza che subiscono, 2. che la capacità di discernere delle donne è una sciocchezza e non bisogna interrogarsi sul perchè tante avvallino un sistema culturale sessista a cui partecipano. In ogni caso quando si accomun rapporto asimmetrico ma conseziente ad abuso sessuale si finisce sempre per cadere in un grave maschilismo, anche nascondendosi dietro a tutta la retorica del mondo.

  17. @ Zauberei
    Secondo me è aberrante lo stupro, aberrante un certo tipo di rapporto dispari, aberrante che un settantenne conosca ad una festa una diciassettenne e le faccia delle avances, o sentendola in difficoltà famigliare le offra dei soldi per sostenerla.
    Aberrante approccio all’altro, uomo o donna c’entra poco. Se fosse stata una violenza omosessuale su un cameriere o se ruby fosse stato un ragazzo non cambiava nulla.
    Vuol dire che si mette sullo stesso piano? No.
    Si accomuna? No.
    Travaglio ha fatto una previsione satirica? No.
    Era ironico il tono, ma qualcuno qui ha dubbi su come avrebbero reagito i nostri media, anche in caso di stupro, se al posto di Kahn ci il signor Berlusconi?
    Il panorama nostrano è fuori controllo. E quelli si che non guardano in faccia a nessuna distinzione se si tratta di proteggere i padroni.
    D.

  18. @barbara
    ?! Merlo che cosa beve? Riferendosi a DSK: ..”uno dei duri di Marsiglia, quell’impermeabile è diventato un mantello”.
    Boh.

  19. Più che altro sembra il canovaccio riuscito male scritto per una apparizione a Zelig. Alle volte anche se si hanno delle buone intenzioni si può scivolare nel cattivo gusto.
    Non mi sembra proprio che il caso Strauss-Khan possa essere paragonato anche solo alla lontana a quello di Enzo Tortora. Strauss-Khan non è la prima volta che cede alle sue debolezze sessuali. Non ne facciamo una vittima del sistema giudiziario. Si fosse trattato di uno qualsiasi, e non di Strauss-Khan, lo avrebbero sbattuto in cella ammanettato dove in un minuto i detenuti ti fanno subito provare cosa significa essere violentato. Uno qualsiasi non avrebbe avuto l’opportunità (la possibilità) di uscire su cauzione: 6 milioni di dollari non sono pochi. C’è gente che neanche lavorando tutta una vita fino a 100 anni li vede mai tutti questi soldi. Strauss-Khan è un privilegiato, ha avuto modo di uscire, di esser messo in libertà vigilata: gli hanno messo il braccialetto, gli hanno ritirato il passaporto. E’ il minimo. Fossi stato io non gli avrei concesso proprio un bel niente. Così invece c’è il rischio che Strauss-Khan inquini le acque, che comperi testimoni, etc. etc. nonostante la sorveglianza cui è sottoposto. Non è l’ultimo dei poveri fessi Strauss-Khan, tutt’altro: un uomo con le mani in pasta dappertutto.

  20. L’attenzione si sta concentrando su un’altra preoccupazione: forse la cameriera del sofitel è sieropositiva.
    Non vuole essere una battuta, l’attenzione si sta veramente concentrando (solo) su questo…

  21. Non so cosa beva Merlo -) però il suo videocommento è inquietante come quello di Travaglio, soprattutto la parte in cui sostiene che “noi europei siamo più sensibili alla crudeltà dell’uguaglianza” come se essere uguali di fronte alla legge non fosse un principio cardine delle democrazie. Se in Usa gli accusati di stupro sono ammanettati – ammanettano tutti. Mentre da noi ammanettano, indipendentemente dal reato, solo i sventurati. Su Travaglio quoto il commento di Zaub. Uno stupro è un reato e non ha niente a che vedere con il sesso – anche se asimmetrico – di due persone consenzienti. Tutti sono pronti a plaudire le dimissioni di un ministro che ha copiato un dottorato mentre un’accusa di stupro pare sia incompatibile con l’essere potenti. Lo stupratore è riconosciuto solo se corrisponde lombrosianamente a uno stereotipo. In barba a qualunque statica provante il contrario. Detto questo, magari al processo risulta innocente ma chi ha un ruolo pubblico deve mettere in conto di finire in prima pagina quando è accusato di un reato penale.

  22. @ ienax
    No, mi spiace, esiste la presunzione di innocenza, per chiunque, ricco o povero che sia.
    Noi non eravamo in quella camera d’albergo e quindi commentiamo solo su fatti riportati dalla stampa e dalla tv.
    Concordo sul trattamento di “favore” (cella vip..), ma le foto sono terribili al pari di quelle di Tortora. Mi riferivo a quello. Si vuole forse provare soddisfazione a buttare giù un potente, un uomo pubblico?
    Le voci sulle sue pesanti avances alle collaboratrici o giornaliste circolavano da tempo, come mai non è stato fermato per tempo? Perchè le vittime si sono silenziate?

  23. Al punto, Miriam e altri. Abbiamo capito il parallelismo con Tortora. Si sta discutendo, qui, dell’intervento di Travaglio e non sui risvolti, i complotti e quant’altro. Grazie.

  24. Non so, avevo postato un commento, ma è sparito … si riferiva al fatto che Strauss-Kahn auspicava l’abbandono del dollaro a favore di un paniere di monete internazionali… diciamo che un po’ di fastidio agli USA avrebbe potuto darlo… al punto da aspettarlo al varco, conoscendo le sue inclinazioni maialesche e stavolta, invece di coprirlo e ignorare la vittima femminile, le hanno dato credito e lo hanno rovinato politicamente.
    Non sarebbe né la prima né l’ultima volta che questo accade.
    La donna, in buona sostanza, è stata usata come pedina di un gioco enorme.
    Se questo è un buon motivo per togliere un post nel giro di qualche nanosecondo… continuate pure il dibattito.

  25. Ovviamente non sto dicendo che la donna sia complice. Probabilmente è l’ennesima di una lunga serie che non è mai stata ascoltata. Lei invece lo è stata e la trappola è scattata.
    Ripeto: non è la prima e non sarà l’ultima volta che succedono cose così.

  26. Girando in rete o su FB ci si rende conto facilmente che purtroppo Travaglio non è ne il primo ne l’unico ad aver accostato il caso Strauss-Khan alla vicenda del Bunga-bunga.
    c’è chi la butta sul nazionalismo ed è contento perché i cugini francesi che ci facevano la morale ora hanno anche loro il loro scandalo sessuale e devono stare zitti, chi la butta in politica sottolineando l’estrazione socialista di DSK, chi è semplicemente stupido e fa battute del genere “Ma Strauss avrà pensato che facesse parte del servizio in camera” (Mi astengo dal commentare sono certa capirete), chi ha bisogno di tutti i particolari, foto, dettagli e reperti perché “altrimenti è tutto un complotto”.
    Chiedo cortesemente a lor signori o signore di farsi un giro in un centro anti-violenza, poi tornare a casa a rileggere quello che hanno scritto e magari la prossima volta una bella autocensura ci starebbe proprio bene.
    Si può essere privi di buon senso, si può non avere il senso della misura, si può mancare di rispetto a ciò che non ci riguarda, ma quel che mi lascia sconvolta è la mancanza di semplice ed istintiva solidarietà umana…

  27. Mi pare sintomatico dello stato del Paese quando non si capisce più la differenza tra l’odioso Bunga-bunga e uno stupro. Travaglio – i suoi commentatori sul fatto – e parte della rete sembrano infischiarsene delle donne. Sono troppo presi da Mr B. Forse varrebbe la pena – come per il caso di striscia – di scrivere due righe alla redazione di Anno Zero.

  28. Massimo, rimane l’indubitabile fatto che dalla teoria del complotto ne conseguono due fatti: 1) Strauss-Kahn viene messo sotto la luce della “vittima di una cosa più grande di lui ordita da cattivoni che stavolta non l’hanno lasciato in pace”, e buonanotte al reato che lui ha forse commesso – o forse addirittura reiterato; 2) se già adesso della donna violentata non se ne sta impipando nessuno, con la teoria del complotto l’impipamento è addirittura di secondo grado, relegando la persona che ha subito più violenza, in tutto ciò, a passare proprio nel dimenticatoio.
    Tra l’altro, se c’era voglia di complotto, bastava ritirare fuori la storia di Tristane Banon, lasciando perdere occasionali cameriere, e DSK era bruciato lo stesso.
    Prima di elucubrare fantasie indimostrabili e di buttarci in metafore sessiste e analogie travagliesche, cerchiamo di accertare le cose più semplici e di applicare le pene previste. Stupro? Allora galera e qualche forma di risarcimento. Poi, se in tribunale se ne sente il bisogno, passiamo a mandanti, trame, complotti, tricchetracche e quant’altro.

  29. L’equiparazione bunga bunga stupro a fine accusatori e auto-incensatori (nel caso di Travaglio: del suo acume, del suo essere contro, della sua bravura; di chi lo legge: del potersi sentire intrinsecamente acuto e rivoluzionari) è fenomeno costante, e aiuta a spiegare, paradossalmente, come l’Italia sia arrivata dove è. Colpisce il qualunquismo dell’accostamento, la tracotanza del tono e fa paura pensare che tutto questo è ascoltato e ripetuto come legge da tanti para-rivoluzionari (che perdipiù sono spesso convinti in buona fede di difendere un femminismo di avanguardia). Mah.

  30. La satira di Travaglio innanzitutto non funziona perchè riusa meccanicamente lo stesso prevedibile paradosso (e in questo assomiglia proprio a Silvio).
    Confrontare poi l’ipotesi di uno stupro con la certezza di un vecchio che ha corrotto ragazze per possederle, non solo non è giornalisticamente corretto e non fa un bel servizio a DSK (al momento innocente), ma in qualche modo dà già implicitamente della prostitua alla donna abusata.
    In questo Dazieri mi sembra abbia visto giusto: dalla trama di Travaglio escono fuori i soliti beceri retropensieri nei confronti della vittime di violenza.
    @laura
    In rete è facile andare sopra le righe (lo dico per esperienza: ti sembra di poter stare con gli amici del calcetto a fare battutacce ed invece sei world wide) però mi sembra che la metti giù troppo pesante; ma questo è un altro discorso.

  31. beh, magari l’accostamento bunga bunga strauss kahn non è per minimizzare il secondo ma per aggravare il primo no? ora non ho letto tutti i commenti sul fatto, ma non possiamo accollare ad un articolo i pregiudizi che scatena, semmai continuare a tenere i conti e proseguire. ad un primo ascolto io capisco che a travaglio interessi porre l’accento su come due persone accusate di qualcosa vengono trattate, che non dipende solo dal sistema giudiziario. il cattivo gusto è vero, ma ce l’ha da sempre. inferire che con la battuta finale stava equiparando mi pare sbagliato.

  32. Non concordo. Travaglio inizia consigliando all’imputato di assumere gli avvocati di Mr B, sapranno ben cavarlo dai guai… e inizia una serie di parallelismi dimenticandosi completamente dell’accusa di stupro. Non ho simpatie per B ma lui è accusato d’altro e – come notava Zauburei qualche commento prima – l’equiparazione assolve il maschio e deresponsabilizza la donna. Nel caso di B ci possono essere state pressioni psicologiche, economiche ecc ma si tratta pur sempre di persone consenzienti (omettiamo un momento la questione dei minori) questo signore è accusato di stupro. In questo caso la donna – a casa mia – non ha alcuna responsabilità – è vittima di una orribile violenza. Punto e fine. Per accertare la colpevolezza ci va un processo – per paragonare basta il buon senso

  33. @cacioman se la metto giù pesante è perché mi sono stancata di avere a che fare con persone (A diversi livelli) che non pesano le conseguenze delle proprie parole, che non pensano mai agli altri prima di parlare o scrivere nel caso del web, ma anche se fossimo a calcetto certe cose prima di dirle sarebbe meglio contare fino a 100! ad esempio perchè chiedere un applauso per l’ad della Thissen e poi solo dopo scusarti con i familiari delle vittime?Non era il caso di pensarci prima a queste persone e tenersi le manine in tasca prima di applaudire?E nello specifico di Travaglio non era il caso di pensare alla vittima di quella violenza e alle altre vittime e chiedersi se davvero ne valesse la pena? se questo paese ha davvero bisogno di fare ironia su berlusconi usando uno stupro per mettere su un siparietto?
    In fondo non è così vero che è un altro discorso, per me si tratta sempre di mancanza di rispetto…

  34. @barbara, se ti riferisci al mio commento, provo ad aggiungere.
    ma è un errore pensare che travaglio abbia equiparato le due vicende. travaglio non ha detto il caso x è uguale o simile al caso y, ha detto invece che in un momento in cui i valori di verità non sono più rispettati, succede come qua che un’espressione come “utilizzatore finale” riesce ad avere cittadinanza.
    certo che poi con i linguaggi bisogna stare attenti, ma io per questo non ho l’occhio o l’orecchio, però neanche per un nanosecondo ho accostato la donna vittima alle ragazze ecc. anzi la vittima dovrebbe essere tolta da questo discorso, e forse sta qui l’errore di travaglio, non so. togliere alcune battute, quelle che evocano le immagini del fatto magari, e che comunque non fanno ridere, ma possono far ridere, e uno si deve interrogare anche di ciò che sta ridendo va bene; ma l’ultima battuta, quella sulla nipote io l’ho percepita amara, non compiacente.

  35. Per chiarire quello che ho scritto ed è stato graziosamente citato. Per me la questione non è l’equiparazione di DSK con B. Per me la questione è la satira. Secondo me un uomo non può fare satira sullo stupro, non si può permettere, per alcun motivo, di fare battute sullo stupro. Anche se vuole colpire un potente, anche se vuole mostrare che B è cattivo e fetente, non se lo deve permettere. Perché su certe cose esiste una differenza di genere. Sono le donne a essere stuprate dagli uomini e molte battute fatte da Travaglio, pur con altre intenzioni, somigliano tantissimo, tantissimo, a quelle che fanno i maschietti che parlano di stupro, dandosi di gomito. Se Travaglio avesse fatto un arringa accusatoria, avesse urlato il suo sdegno mi sarei alzato ad applaudirlo. Ma lui ha usato lo stupro per far ridere! Come cazzo si fa a voler far ridere con battute com “utilizzatore finale di cameriera” quando questa cameriere è stata stuprata sul pavimento di un hotel? C’erano delle compagne che, quando militavo nei centri sociali, facevano degli spettacoli teatrali sullo stupro, a volte anche con amara ironia, ma era un’ironia che veniva dal vissuto quotidiano, dalla sofferenza personale! E noi maschietti magari ridevamo, ma ci stavamo anche male. Ieri sono stato male e basta a pensare che il signor Travaglio sia diventato un simbolo della sinistra.

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