HOW TO

Le dichiarazioni delle donne a Striscia sono state ottenute in questo modo.
Ho appena sentito via telefono Geppi Cucciari, una delle intervistate di oggi. Le si è presentata una donna con la parrucca, che si è spacciata per una giornalista di “Lei, canale tematico”. Le ha mostrato la fotografia di una pubblicità per un divano, chiedendole  “Che ne pensi?”. E Geppi: “deprecabile”. Poi le ha chiesto cosa pensa degli uomini che legano le donne per avere un rapporto sessuale. Il resto della dichiarazione di Geppi (intuibile) , così come si può vedere nei servizi di ieri e oggi, viene utilizzata “contro Repubblica”.
Capito come si fa?

227 pensieri su “HOW TO

  1. @ Loredana, complimenti.
    Capisco le ipotesi di Adrianaaaa, che zaub sottoscrive: come non farlo?
    Però mi sembra più che utile questa prima segnalazione: se si riuscissero a raccogliere in brevissimo tempo molte altre interviste e presentarle tutte insieme, ci farebbero una figura … maleodorante, diciamo così.

  2. Alla fine del servizio hanno detto anche “c’è una macchina del fango contro di noi, ma Striscia resiste”. Più che ridicoli, dato che era evidente che il fango lo stavano buttando loro. Il programma è ovviamente liberissimo di criticare determinati comportamenti di La Repubblica o qualunque altro giornale, ma non strumentalizzando una battaglia che tante donne stanno portando avanti da anni e in aggiunta senza cercare di fare un minimo di autocritica. Poi se il metodo di realizzare i servizi è questo che hanno usato con Geppi Cucciari allora vuol dire che stanno proprio alla frutta.

  3. l’impressione è che quelli di Striscia siano nel panico – il colpo di coda dell’animale in agonia.
    Non devono dormire sonni tranquilli, ultimamente.
    Già l’operazione sul video di Lorella la diceva lunga.

  4. I campi obbligatori per la segnalazione a Striscia (leggete l’informativa sulla privacy per capire dove finiranno e come verranno utilizzate le segnalazioni) sono e-mail, telefono e – naturalmente – la segnalazione. Lasciare nome e cognome è facoltativo. Complimenti anche a te per l’approssimazione, cara Stilla.

  5. Ma Stilla non aveva dichiarato na decina di sputazzi più su, che ci avrebbe privato della sua preziosa presenza? Che sta a fare qui a dire bruttone di li, cattivacce di la?

  6. Mah vedo che al di là degli attacchi non sapete scrivere altro.
    Non credo che nessuno/a di voi manderà alcuna mail a Striscia come credo che nessuna smentita arriverà da Geppi.
    ‘notte.

  7. Certo che i cagnolini da lecco del padrone, per reagire così, devono sentirsi in pericolo – se cade lui, niente cuccia, niente osso con i resti della ciccia, niente collare antipulci. Una vita randagia: un Niccolò abbandonato ha la strada segnata.

  8. Sia felice, Stilla: come vede, la stiamo trattando molto meglio di come avete trattato Natalia Aspesi, Lorella Zanardo e le donne di cui, per anni, avete mostrato solo pezzi di carne. Vuole che le posti qualche galleria fotografica delle Veline?

  9. Il video di Striscia con le interviste comunque ha tutta l’aria di un montaggio.
    L’intervistatore è immobile e guarda sempre altrove…

  10. Volevo far sapere a Stilla che ho appena scritto al… Gabibbo (temo); all’indirizzo che segnalava lei. E ora che faccio? Aspetto una risposta da Ricci? Mi chiedo anche: perché quel tono da commissario di polizia; anzi: un tono intimidatorio, forse, non so, una nuance che non riesco a mettere a fuoco: tipo “vediamo se avete il coraggio di lasciare le vostre generalità”; che mi devo aspettare? che mi può succedere, adesso che ho scritto a Striscia? Mi vengono a portare il tapiro di bronzo? 🙂 giuseppe girimonti greco

  11. A Loredà, solo na cosa: l’ho già detto più volte, e mi ripeto: ti leggo da tanto. Ma so’ ‘n paio de settimane che me c’hai mannato a rota, cazzo. 🙂 Entro a controllare i commenti in un modo ce sta rasentando la compulsione. E intanto leggo la Irigaray, e mi compiaccio, (ancora troppe poche volte), di essere donna. 🙂 Tanto amore 🙂

  12. Ho notato che ultimamente perfino Panorama ha rinunciato a tette e culi in copertina. Certo, la linea è la stessa, ora c’è una bomba con la miccia accesa, l’Africa naturalmente. Dal sessismo al terrorismo razzista, apparentemente un cambiamento, in realtà grande coerenza.

  13. Mi chiedo se la redazione di Striscia la notizia sia composta, o meno, da giornalisti professionisti. Perché se lo sono, manipolare in questo modo le interviste mi sembra una violazione deontologica piuttosto grave. O sbaglio?

  14. Rispondo a Salvatore. Guarda “il corpo delle donne” di Lorella Zanardo. Subito dopo guarda “Il corpo delle donne 2” di Striscia la notizia. Gli studenti a cui li ho mostrati, che non conoscevano nessun retroscena, hanno tratto da soli le conseguenze. A proposito di manipolazione.

  15. Non ho ancora visto i due documentari. La mia preoccupazione era che quelli di Striscia potessero difendersi allegando un loro “status” di programma non giornalistico bensì di intrattenimento, o qualcosa del genere. Mi sembra che abbiano giocato molto su questa ambiguità di fondo, e ho letto, tempo fa (non ricordo se qui su Lipperatura o su Nazione Indiana), un commento che lo faceva notare: a Striscia fanno del giornalismo, ma senza mai assumersi le responsabilità connesse con il ruolo. Vorrebbero accreditarsi come programma televisivo “di denuncia” e allo stesso tempo godere della licenza accordata ai comici (“ehi, non prendeteci sul serio: siamo un programma di varietà, ecc.”).

  16. x salvatore:
    i programmi televisivi (The Awful Truth, 1999-2001, per es.) e i documentari di Michael Moore sono realizzati più o meno con lo stesso approccio (giornalismo d’assalto+varietà) di Le Iene e Striscia. Come Ricci o Parenti, Moore non si fa troppi problemi se deve manipolare, rimaneggiare o costruire ad arte la sua narrazione. Personalmente lo apprezzo, anche se so come lavora (consiglio la visione del documentario realizzato su di lui da due documentaristi canadesi, di sinistra, “Manufacturing Dissent”). Cioè, vado a vederlo perché ci trovo sempre qualcosa di divertente o interessante, ma prendo tutto con le molle. Il suo primo documentario di successo, “Roger & Me”, era la storia dei suoi ripetuti fallimenti a ottenere un’intervista dal perfido presidente della General Motors. Quando poi venne fuori che l’intervista c’era stata ma Moore l’aveva cestinata, personalmente ho smesso di considerarlo un giornalista, e ho cominciato a seguirlo come abile entertainer (partigiano) e imprenditore di se stesso. Che va benissimo. Quando poi è venuto fuori che aveva acquistato azioni della Halliburton (lui nega), ho smesso anche di andare a vedere i suoi film, perché c’era poco da ridere.
    Striscia e Iene non mi fanno ridere, in generale. Che qualcuno trovi Greggio o Iacchetti divertenti, per me resta un mistero.

  17. ilberza, grazie per avermi fatto ridere: stamattina ne ho bisogno. Collaboro con Repubblica, alle pagine culturali, dal 1990.
    Ci tengo a dire, però, che non sto affatto difendendo Repubblica. Sto difendendo la manifestazione delle donne e le rivendicazioni delle donne, che non possono essere manipolate in questi termini. Grazie ancora.

  18. Striscia e le Iene hanno operato secondo me un pervertimento sottile e molto furbo dell’idea dell’informazione e della sua affidabilità. Tutto è screditato, tutto può essere vero ma anche falso e costruito, e dunque perché dovremmo fidarci di Mentana o del tg 3 più che del tg di Minzolini?
    In più, creano un circolo che purtroppo vedo funzionare. Se nella nostra scuola, dove sono rappresentante, i dirigenti se ne sono fregati per un anno che la porta restasse aperta e incustodita, i genitori mi invitavano a chiamare Striscia, “così risolviamo” (e intanto non facevano niente per aiutarmi). Non è stato facile fargli vedere, nel senso di riconoscere, che Striscia è l’altra faccia dello stesso potere che ci lascia con la porta che non funziona e con dei bambini a rischio che entri chiunque nella scuola.
    Ho risolto con altri argomenti, ma mi resta il problema del ruolo di questi programmi ibridi, che con le loro pseudo-denunce screditano e cercano di oscurare i programmi che fanno vere inchieste e vero giornalismo (tra le altre cose, chiaro, non come unico fine). Non so se qui è davvero appropriata, ma continua anche a tornarmi in mente l'”operazione margarina” di Mitologie di Barthes. Il risultato di questi programmi è un po’: che importa se l’ordine è un po’ brutale (disonesto, immorale, illegale), se ci permette di vivere come ci pare? Non si sta meglio liberi da pregiudizi che costano troppo in termini di scrupoli e di solitudine? In fondo, tutto si risolve, basta chiamare Striscia o Le Iene, appunto.

  19. L’arroganza di Antonio Ricci non ha limiti e lo sappiamo da molti anni. Se si ha l’ardire di non essere d’accordo con lui (o di togliergli ascolti) parte lancia in resta e non fa mai prigionieri. Non importano i mezzi, lui deve ottenere il risultato. E da’ voce a chiunque purche’ si presti a sputtanare il “nemico” del momento. Lo dico con cognizione di causa, lavorando in Rai e avendolo visto all’opera ogni volta che il suo predominio nel post-tg veniva messo in pericolo.

  20. Mica che se scrivi per Repubblica ti sei sposato il giornale, eh? Tra un po’ ci manca qualcuno che accusi la Lipperini di aver ordino un complotto pro gruppo espresso al solo scopo di danneggiare Ricci e soci che, mi pare, si stiano dando un bel po’ da fare per difendersi. E’ divertente però vederli in versione Tafazzi. Scorrettezza dopo scorrettezza la loro immagine si sbriciola. Un vero autogol! Bravi continuate così -)

  21. tecniche di comunicazione squallide e mistificatorie…senza voler difendere nessuno, penso che quello che voglia fare Ricci sia intuibile anche solo di “pancia”, si sente che c’è qualcosa che non va nel suo farsi paladino delle donne (contro qualcuno naturalmente, d’altronde è questa l’impostazione del programma…)… Le contro-argomentazioni alle accuse sono poi la Hunziker e Greggio che dicono “Ma non è verooo!” con il loro affabile sorriso (“fiducia nel testimonial”, più o meno si chiama così una tecnica pubblicitaria se non erro)…
    Posso supporre che tutte le dichiarazioni delle donne famose presenti alla manifestazione (si badi bene, sempre personaggi conosciuti) siano state prodotte senza che l’intervistatore si qualificasse. Striscia che mette in evidenza lo sfruttamento del corpo delle donne per fini pubblicitari?! Il bue che dice cornuto all’asino.
    Forse sarebbero proprio tutte le intervistate a dover produrre un documento, una dichiarazione congiunta per denunciare le modalità con cui sono state manipolate quelle dichiarazioni.
    Non Per difendere Repubblica. Ma per ribellarsi alla strumentalizzazione della loro immagine e della loro voce. All’ennesima battaglia combattuta sul “corpo delle donne”. E non per e con loro. Semplicemente una bagarre da osteria.

  22. Email inviata al gabibbo (sigh, cosa mi tocca fare) tramite il link di Stilla per chiedere gentilmente che le interviste vengano mandate in onda per intero mostrando la parte in cui l’intervistatrice si presenta, le domande poste e le foto commentate. Mi sembra veramente il minimo sindacale di un giornalismo accettabile!
    Quanto scommettiamo che non rispondera’ nessuno?
    PS per non far torto all’altra Barbara che commenta, da adesso mi firmero’ con il mio nome e l’iniziale del mio cognome 😉

  23. @
    Barbara F – grazie, ma di fronte al tuo gesto (la mail al gabibbo) non posso che proporti di firmarmi sempre barbara1 o barbara2 così non ci si confonde tra noi barbare! Se posti il link scrivo anche io – sacrificio comune mezzo gaudio.

  24. ecco il link per i suggerimenti
    http://www.striscialanotizia.mediaset.it/osservazioni.shtml
    o in alternativa, il sito di striscia la notizia pubblica anche la “email del gabibbo” cioe’ gabibbo@mediaset.it
    vedete che ci tocca fare per campare, scrivere ai pupazzi televisivi, peraltro copiati dalla mascotte delle universita’ statunitensi 😉 al prossimo giro, per tutelarci contro la manipolazione dei servizi di informazione ci tocchera’ scrivere al Tonio Cartonio della Melevisione (anche se forse scrivere a Montgomery Burns sarebbe piu’ appropriato…)

  25. lipperini sono contento di averla fatta ridere, beh anche kataweb fa parte del gruppo espresso quindi sapevo che avevi le mani in pasta 🙂 rido anch’io sembra che si mette in contrapposizione per difendere repubblica come ricci (secondo me giustiamente) difende striscia

  26. non guardo striscia… non l’ho mai fatto perche’ l’ho sempre trovata “scioccamente irritante”….. e mi sono presa del tempo oggi per vedere in rapida sequenza il documentario della zanardo e il rimescolamento di striscia…..
    quello della zanardo E’ un documentario, condivisibile o meno, ma cio’ non di meno istruttivo….
    il reimpasto di striscia, oltre al cattivo gusto dell’utilizzo dei testi del primo riarrangianti a seconda della necessita’, non e’ altro che una sequenza di immagini piu’ o meno pruriginose, cosi’ come tutta la produzione di ricci, e che nulla aggiunge al dibattito, nessuna idea e dal quale traspare solo un “buaaaa quelli di repubblica sono piu’ puzzoni di noi”…. dopo i primi minuti e’ di una noia mortale….. e il sovraffollamento di tette e culi non lo rende piu’ interessante….. trasuda astio….. patetico
    p.s. stiamo continuando a giocare anche senza il pallone di stilla 😉

  27. se aveste guardato bene il servizio, si vede che non viene mostrata a geppi una foto ma una pagina di repubblica.
    chiaramente identificabile in quanto composizione e grafica.
    il tutto si può tranquillamente verificare, come ho appena fatto, sul sito di striscia dove il servizio è in linea.
    inoltre mi ricordo bene che a matrix, quando venne presentato “il corpo delle donne 2” il conduttore Vinci specificò che si trattava di una provocazione non per attaccare un giornale specifico, ma per far vedere come la situazione delle donne sia talmente ridotta male che perfino sui giornali progressisti (ridadisco, La Repubblicca ne era un esempio) il corpo delle donne viene trattato come merce.
    poi, se volete dire che anche io faccio parte del gruppo di striscia e li devo difendere a tutti i costi fate pure.
    i fatti parlano da soli

  28. scusatemi ma per curiosità sono andata a vedere il filmato di cui parlate e si vede bene che la tipa che fa la domanda a geppi mostra la repubblica, non voglio dir nulla contro la cucciari che mi sta simpaticissima ma forse non l’ha capito lei però si vede

  29. lipperini il berza ha fatto ridere anche me! comunque volevo rispondere a ilaria che è sbagliato che in un paese per risolvere i problemi si debba chiamare un programma televisivo, però è vero che striscia e le iene in tante occasioni hanno contribuito a risolverli. sono programmi che seguo e ricordo problemi risolti nella vita di tutti giorni. per esempio striscia ha denunciato problemi per i disabili portandoli all’attenzione delle amministrazioni, forse per qualcuno sono piccolezze ma se certi problemi non hanno voce ben venga chi se ne occupa. poi ripeto non va bene che le amministrazioni si muovano dopo che arrivi striscia e ancora peggio che venga suggerito a un cittadino di rivolgersi a striscia o iene.

  30. Raga’ avete la vista lunga allora. Io nel servizio intravedo solo una pagina con una foto che potrebbe essere di giornale, ma di un quotidiano/rivista di cui non si legge il titolo (e solo nel caso dell’intervista di Geppi Cucciari si vede qualcosa, peraltro! Nel caso delle altre intervistate, non sappiamo quale foto stiano commentando).
    E in ogni caso NON vengono mandate in onda ne’ le domande della intervistatrice ne’ il momento in cui costei si presenta. Mi sembra una di quelle VOX POPULI televisive da tg4 che sono, in realta’, una grande manipolazione…
    Se Ricci si sta scagliando contro una campagna pubblicitaria/articolo (o delle campagne pubblicitarie/articoli), farebbe bene a specificare QUALI. Altrimenti veramente sembra una resa di conti mafiosa contro Ezio Mauro.

  31. Esatto, nel servizio si vede solo una pagina, peraltro sfocata dal sole. Peraltro, le altre donne intervistate non guardano verso il basso: Silvia Costa sembra rispondere a una questione posta dall’interlocutore, non commentare una foto.
    Alessandro, non ti accuso di far parte di Striscia. SEI l’ufficio stampa di Striscia. Avete lo stesso IP 😀
    Ugualmente. Vanessa, ma non ti chiamavi Fabio e non ti occupavi di denigrare Stephen King, diversi mesi fa? (noto che hai parlato anche di nidi, e ci hai messo in guardia contro le strade a senso unico nella discussione sulle donne, con i nomi, oltre che di Fabio, di Lele) 😀
    ilberza. E’ vero, Ricci sta difendendo qualcosa. Non Striscia, però.

  32. Loredana, lo so che il tuo è un blog molto seguito quindi non la prendere come una diminutio – ma non è indice di quanto stanno alla frutta questo scrivere ossessivo ignorando pure l’ip – che è una cosa nota anche alla mi mamma di anni settanta?

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