STATISTICHE

Ore 20 circa, camerini del centro di produzione romano di Mediaset. Prima della puntata di Matrix rileggo le cifre dell’Osservatorio di Pavia sulla presenza femminile nei talk show televisivi. Una su quattro. Conto: con me ci sono Nanni Delbecchi, Gianluca Nicoletti e Fabrizio Rondolino.
I conti tornano.
Dice sempre l’Osservatorio che quasi nel settanta per cento dei casi gli ospiti di sesso maschile vengono chiamati per competenza, mentre le donne sono chiamate per fornire “una testimonianza”.
Mentre ci rifletto, la truccatrice, gentilissima, mi chiede di cosa si parlerà.
“Drive In”, rispondo. Da quanto ho capito, l’idea è quella di mostrare un’ora del programma e interrogarsi su quanto abbia influito sui modelli televisivi a venire. Per quanto riguarda il femminile, soprattutto.
“Ah”, esclama la truccatrice. “Allora lei era una delle ragazze Drive In!”.
Ps. La puntata on line.
Pps. New York Times.

383 pensieri su “STATISTICHE

  1. Ciao Loredana,
    ieri ti ho vista a Matrix. E vorrei farti una domanda.
    Che differenza c’è tra una donna che ha una relazione con un uomo per puro interesse economico, e una Ruby?

  2. Perchè non capovolgere la domanda, invece di focalizzarsi sempre e comunque sulle donne, e non chiedersi che differenza c’è fra un uomo che concepisce il rapporto con il femminile nell’ottica del compro-ottengo e un uomo che ha con il femminile medesimo un rapporto adulto, libero, rispettoso?

  3. Hahahaha! Si sarà parlato di quanto sia stato geniale quel volpone “di sinistra” (?) di Antonio Ricci…
    Beh, dai, gli ospiti maschili erano assolitamente al di sopra delle aspettative, insoma, persone serie… ti saresti potuta trovare affiancata da Enzo Braschi, Ezio Greggio e il Commissario Zuzzurro!
    🙂

  4. E’ interessante leggere i commenti sulla bacheca Facebook di Nicoletti, che ha proposto fra l’altro un simpatico filmato che alternava le ragazze Drive In alle manifestazioni femministe dei Settanta, spiegando che con Tinì Cansino la televisione apriva alle donne che non avevano fatto il Sessantotto (come se ci fossero mai state, in televisione, quelle donne). In sostanza, una glorificazione di Ricci e un grazioso quanto prevedibile tentativo di annichilire l’interlocutore in quanto bigotto e nostalgico delle calzamaglie delle Kessler.
    Dicevo dei commenti: uno mi ha colpito, femminile. Questo:” ‎’Sta bionda riccioluta si fa troppi problemi. Le donne di Drive in erano belle, sexy e DIVERTENTI!!!”

  5. Simpatica la truccatrice :-). Scherzi a parte mi viene in mente un bel documentario visto a tarda sera sulla rai. Spiagge, palme e belle fanciulle thailandesi a puket mi pare. Tutte sorridenti e presumo divertenti. Minorenni e maggiorenni. E un manipolo di maschi in trasferta, tutti molto maggiorenni, che riassumevano la preferenza (a pagamento) per le belle thai: “sono piu’ sorridenti, gentili e divertenti di quelle musone e complicate delle europe (non a pagamento). Beh, se paghi, gli faceva notare I il gioralista. Lungi da me paragonare la situazione delle fanciulle thai dalle fanciulle di arcore, ma che differenza c’e’ tra l’ottantenne che vola a puket e l’ottantenne seduto in poltrona ad arcore? Perche’ uno ha la massima riprovazione di casalinghe e pensionati morigerati e l’altro ancora lo voterebbero? Mah!

  6. Grazie Davide. Sembra che la cosa che abbia destato più orrore nel fandom nicolettiano sia stata la mia difesa degli anni Settanta. Che, peraltro, erano gli anni del diritto al divorzio, all’aborto, della riforma del diritto di famiglia e che si sono aperti con lo Statuto dei lavoratori. Drive In, oltre a tutto quel che si può dire sulla rappresentazione del femminile, liquidava con una battuta e risatine registrate piazza Fontana e il terrorismo. Un’allegria che si rivelerà, come oggi constatiamo, forzata e velenosa. E niente affatto pungente nei confronti del potere.

  7. “che differenza c’è fra un uomo che concepisce il rapporto con il femminile nell’ottica del compro-ottengo e un uomo che ha con il femminile medesimo un rapporto adulto, libero, rispettoso?”
    Che il primo uomo, che ha un rapporto “compro-ottengo”, purtroppo (e nota bene: dico purtroppo) corrisponde alla maggioranza degli uomini.
    Perché, so che sembra un discorso da cinici e da materialisti, ma bisogna anche essere un minimo onesti: da sempre le cose funzionano esattamente così.
    La donna non ha mai raggiunto un rapporto adulto, libero, rispetto e paritario in tal senso, neanche dopo il 68 e il femminismo, perché il modello culturale-biologico è sempre stato il “compro-ottengo” per entrambi i sessi.
    Cambiano solo i fattori, ma il risultato è identico.
    Per l’uomo, il “compro” è stato il denaro così “ottengo” il corpo e lo status di avere una bella compagna.
    Per la donna, il “compro” è stato il corpo così “ottengo” lo status di avere figli e una famiglia normale.
    Tu ora mi dirai che ho una visione ridotta, e che sono cinico, ma a me risulta che storicamente sia sempre andata così. E oggi stia semplicemente continuando ad andare così.
    E’ vero che ci sono anche donne “normali” che studiano, lavorano e che non vendono il proprio corpo. Ma credo che appartengano ad una minoranza così esile che non faccia testo. Se una donna ha un bel corpo, sicuramente lo userà a suo vantaggio, sempre per la solita teoria “compro-ottengo”, e difficilmente metterà da parte la sua avvenenza e si metterà alla pari con l’uomo.
    Allo stesso modo difficilmente un uomo ricco rinuncerà ai superpoteri dati dal suo denaro, per mettersi alla pari con una donna.
    E’ biologicamente onesto che sia così. Così è stato e così sarà sempre.
    Trovo invece intellettualmente disonesto farne motivo di scandalo.

  8. Marco, io credo che invece la maggioranza delle donne e degli uomini, grazie al cielo o a quel che vuoi, non ragioni in termini di domanda e offerta. E se così non fosse, voglio pensare che possa esserlo. Ho, anzi, il dovere di pensarlo.
    Storicamente è andata così? Quali sono i dati, in proposito?
    E, di grazia, la parola “scandalo” non è mai stata pronunciata. Semmai, la parola è una sola: “basta”.

  9. Lo “status di avere figli e una famiglia”? Una “minoranza” non si comporta cosi? Scusa marco, ma che italia frequenti? Io vedo donne che lavorano e mantengono figli e famiglia tanto quanto I mariti, se non di piu’. E uomini, vivaddio, che si confrontano con donne alla pari

  10. Drive In allora piaceva, sembrava nuovo, scacciapensieri nelle domeniche sera. Ammetto che lo guardavo volentieri, ridevamo per i comici e ripetevamo i tormentoni. Un po’ mi infastidivano le belle oche (perche’ tali erano, obiettivamente non sapevano neppure recitare una battuta) con le tette in primo piano, ma gia’ allora “pareva brutto” criticare, voleva dire che non eri spiritosa, eri muffa, noiosa, patetica. Stavano gia’ isolando chi la pensava cosi’.
    Col senno di poi mi sono resa conto che quell’apparente leggerezza e innocuita’ in realta’ stava scavando un solco, una breccia terribile con il passato, che avrebbe aperto la strada a un pericoloso cambiamento, spazzando via, stravolgendo ricordi e valori di un’epoca.
    Una riflessione che facevo proprio stamattina. Se a fine ‘700, in Francia, ci fossero state le tv reali, il popolo avrebbe preso a odiare quei barbosi intellettuali snob che pretendevano di arringarli, si sarebbe convinti che le brioches fossero davvero trendy. Si sarebbero scannati fra loro e avrebbero venduto i figli pur di procurarsi brioches. E forse in Francia ci sarebbe ancora la monarchia assoluta.

  11. Vorrei tanto darti ragione, ma basta prendere un qualsiasi libro di Storia, passata e recente, e guardare come – da sempre – i “potenti” abbiano scelto le proprie consorti (e viceversa, naturalmente, perché l’interesse non bisogna mai dimenticare che è reciproco). Anche alla donna ha fatto sempre comodo che sia così.
    Dire basta? Lo vorrei anche io, credimi, ma non lo vedo realizzabile perché è nel DNA del genere umano.

  12. “da sempre” non significa nulla scusa. Mia nonna non votava, partoriva nel dolore, non lavorava, non protestava. Oggi le donne votano, lavorano, protestano (forse perchè lavorano e sono indipendenti??) e partoriscono con l’epidurale. Non te ne sei accorto?

  13. Cara Loredana, cari lettori di questo bel blog, io non credo di essere pessimista se in questo DNA vedo un mutamento negativo.
    Vedo sempre meno donne disposte a mettersi davvero alla pari con l’uomo, e vedo sempre meno uomini disposti a mettersi alla pari con le donne.
    Al contrario, invece, vedo una civiltà sempre più individuale e individualista ed egocentrica. E quindi questo DNA è destinato solo a peggiorare. I toni si sono inaspriti. “Maschi contro femmine” diventa anche film.
    Con questo non voglio dire che non ci siano famiglie sane, con buone mogli e buoni mariti, che lavorano onestamente e senza interesse. Ci sono, ci sono ancora, ma sono una minoranza che di certo non cambierà le sorti del futuro.
    Perché il pensiero prevalente è un altro. Ce lo insegna Musil, e ce lo riconferma Darwin, in natura prevalgono sempre i grandi numeri.
    E i grandi numeri vanno sempre verso la stessa direzione.
    Hai un bel corpo? Comprati un uomo potente.
    Hai tanti soldi? Comprati una bella donna.
    E’ terribile, lo so, e mi viene la pelle d’oca solo a scriverlo, ma è tremendamente reale.
    Bisogna essere onesti, e ammettere che è sempre andata così. E madre natura in qualche modo “giustifica” anche questa scelta.

  14. Per la donna, il “compro” è stato il corpo così “ottengo” lo status di avere figli e una famiglia normale
    Mentre concordo per l’ uomo (cerca la bellezza), per la donna non mi risulta che sia proprio così. A quanto pare la donna è più interessata a razza, intelligenza e altre caratteristiche che in qualche modo si riflettano sul reddito futuro atteso. diciamo che l’ uomo compra un corpo e la donna un’ assicurazione.
    Qualche link per chi vuole approfondire sulle sperimentazioni in merito:
    http://www.micromotives.com/2006/08/economic-theory-and-the-search-for-a-mate/
    http://bayesianheresy.blogspot.com/2007/12/link-between-corruption-and-dating.html

  15. se stessimo a madre natura, caro marco, tu ti faresti curare i denti senza anestesia e probabilmente rischieresti di morire di qualche infezione e io tra un mese e mezzo rischierei di morire di parto. madre natura non giustifica un bel niente, sono alcuni uomini che si giustificano così

  16. Infatti. Se stessimo a Madre Natura, moltissimi di noi non sarebbero qui, perché stroncati da malattie quand’erano neonati. Invece abbiamo preso gli antibiotici.
    Se stessimo a Madre Natura, io a quest’ora – sempre se risparmiato dalle suddette malattie – sarei cieco, come accadeva un tempo, e invece a due anni qualcuno scoprì che avevo un problema agli occhi e mi prescrisse quella diavoleria contronatura che si chiama “paio di occhiali”.

  17. Comunque è sempre interessante l’alternanza dell’argomento madre natura: ossia anche li ladri sono una costante storica, più antica delle mignotte – pur tuttavia è interessante come nessuno dica no! I ladri sono una cosa vecchia come ir monno! E’ utopistico metterli ar gabbio!

  18. Purtroppo ieri sera ero a suonare e mi sono perso la puntata di Matrix.
    Quanto a Drive-In, ai tempi ho avuto la netta sensazione che quello fosse un punto di svolta, ovviamente in negativo. Era l’italia di crax, e vcomunque dopo il delitto moro la scponfitta del movimento era per me evidentissima. Mi sono rifugiato nel privato, era la mia maniera di vivere “il riflusso”, come si diceva allora. Abbiamo lasciato il “pubblico”, che è sempre politico, alle Tini cansino e agli Enzo braschi, “il paninaro”.
    A proposito di Braschi, anni dopo, facendo da consulente per il gruppo Mursia, mi hanno spiegato trattarsi di persona serissima, che ha scritto bei libri di antropologia sugli Indiani d’America.
    Ne ho letto uno, devo ammettere che è un libro interessante, per niente superficiale. Ho pensato: come si spiega questa schizofrenia apparente? Profondo e documentato negli studi, cretino per cretini in televisione?
    Se avessi meditato maggiormente su questa discrasia avrei capito di più del berlusconismo che si formava in quegli anni. Gli italiani non erano così stupidi, cercavano evasione spettacolare. Solo quando lo spettacolo ha fagocitato la vita fino a diventarne la rappresentazione totale (la pornografia che ingloba il fruitore escludendo ogni distanza critica) allora gli italiani sono stati veramente pronti per il regno di Porco-Silvio I.
    Ci sono voluti dieci anni di telescema, di una sinistra che ha continuato a recitare un copione a cui era la prima a non credere più e l’azzeramento di un’intera classe di politici di professione, via tangentopoli.
    Non solo Drive-In, insomma.

  19. Basta guardare gli annunci matrimoniali.
    La donna si presenta sempre come “bella”, “formosa”, “dolce”.
    L’uomo, invece, si presenta sempre come “ben posizionato”, “responsabile”, “in salute”.
    E’ così innaturale?
    Io credo di no.

  20. Scusate, mi sono un po’ stufata di veder considerare l’italiana gente come geneticamente immutabile, storicamente determinata, e tante altre verità di base su cui tanti concordano -e a ragione, per carità. Solo che tutti i popoli dei paesi che consideriamo più avanzati erano così, ognuno con le proprie discutibili caratteristiche. Niente ci nega l’evoluzione: qui ci sono responsabilità precise, volontà precise, e si ha il diritto di pensare e soprattutto lavorare per cambiare le cose. Non mi sembra si possa fare altro oltretutto. E che prendiamo a craniate i muri sennò?

  21. @ Wu Ming 1.
    Dopo aver ricordato il pauroso incidente capitatogli da giovane, in cui per poco la sua Volkswagen Scirocco non finì travolta da un grosso camion, Massimo Fini svolge le seguenti riflessioni:
    “Se fossi morto quel giorno, a trent’anni, mio figlio non sarebbe nato, non sarei diventato un giornalista noto, non avrei scritti dei libri, non avrei avuto delle relazioni sentimentali importanti. Ma non credo che sarebbe stato decisivo. L’essenziale l’avevo già capito, da tempo: la mancanza di senso… [cut]… Se quell’incidente sull’Autosole fosse andato in modo diverso sarei morto ragazzo, sarei semplicemente morto un po’ prima degli altri, senza sapere, al pari degli altri, perché avevo vissuto, ma mi sarei risparmiato gli insulti e la decadenza della vecchiaia. Sarei morto nello splendore della giovinezza. Nella pienezza della salute. Sarei morto in bellezza. «Caro agli Dei è chi muore giovane» canta Menandro. Ma forse ad essere baciati in fronte dagli Dei sono solo coloro che non sono mai nati. Perché una volta che ci sei dentro, nella vita, non hai più scampo, non puoi più evitare il torturante confronto col Tempo. Sei entrato nel Tempo e non ne puoi più uscire. Nemmeno la Morte può cancellare il fatto che sei nato. E finché ci sei te la devi giocare questa partita col Tempo… [cut]… Ora la vecchiaia è qui. Mi circonda. Mi assedia. Guardo la mia mano. Non ci sono ancora le macchie che deturpano la pelle dei vecchi. Il sangue pulsa generosamente nelle vene. Nulla di veramente essenziale mi è, per il momento, impedito. Ma come Antonius Blok, il Cavaliere del Settimo Sigillo, io so che sto giocando a scacchi con la Morte. E che siamo alle ultime mosse.” (Da Massimo Fini, Ragazzo, Marsilio Editori 2007)

  22. Su Drive in l’errore è cercare di utilizzare quella trasmissione per rilanciare il discorso sul corpo delle donne; infatti, imho, si è toppato. Molto più efficace il tentativo di critica sulla satira: certo che era satira, cara Lipperini, ma un po’ spicciola (pur se innovativa); satira catto-comunista se vogliamo. Quella stessa che oggi s’è ridotta alle pagliacciate di Striscia o alle sbracate battute becero-populiste di una Littizzetto (almeno Drive in non si voleva dare il tono di una trasmissione di denuncia o di alto profilo culturale). Poi ovviamente ci si indigna quando a parlare sono le Guzzanti (attacco alle ministre G&C) o i Luttazzi (metafora dell’inculata). Suvvia, decidiamoci, gli anni Settanta hanno indicato una direzione rivoluzionaria, poi presto convertita in capitalizzazione per la serenità di un popolo sostanzialmente bacchettone e moralista. Ora si tratta di avere il coraggio per ricuperare certi “insegnamenti”. Ma finché c’è qualcuno che sputa su una frase di Hilmann è gli altri utenti non si indignano……

  23. Cara Loredana,
    ieri sera ho aspettato sveglio la puntata, ti ho seguito. Ti faccio prima di tutto i miei complimenti: eccezionale, come sempre.
    Devo ammettere, però, che alcune affermazioni di Rondlino e ancor più di Nicoletti mi hanno lasciato sconcertato. Vorrei provare a sintetizzare le mie impressioni di ieri, desideroso di sapere se tu, e ovviamente gli altri lettori, siate d’accordo o meno.
    Molti sono stati i momenti in cui, seppur con lo stomaco sottosopra dal nervoso, ho sorriso, perchè mentre stavo per espoldere contro il televisore tu, Loredana, anticipavi la mia reazione, con tanto di dati e con la tua solita puntualità. Sei davvero una speranza, grazie!
    Prima di tutto. Più di una volta si è parlato di “trasgressione”. Mi chiedo: perchè e come è possibile vedere in Drive-in la svolta dal moralismo e dalla morigeratezza – ieri chiamata castità – delle casalinghe alla liberazione dell’erotismo e dell’espressione femminile? A questo proposito vorrei citare alcune parole di Genziana Brullo, autrice del testo “Studi sullo stupro”, Aracne, 2010:”Quando la donna trasgredisce, quindi, non compie il passaggio (che sarebbe sì rivoluzionario) da oggetto a soggetto, da passività ad attività, non oltrepassa cioè la frontiera della femminilità; oltrepassa invece quella che socialmente è stata concessa al femminile, ovvero la frontiera tra castità e prostituzione (rimanendo comunque nel recinto del femminile).” Trovo questo pensiero calzante. Perchè le donne devono passare dall’impossibilità di agire sul mondo attraverso la loro persona e intelligenza alla possibilità di mostrarsi al mondo usando il suo corpo come UNICO mezzo di comunicazione? Come ieri dicevi tu, Loredana:”E tutte le altre donne dove sono? Perchè a loro non si da voce?”. E poi arriva precisa precisa la risposta – inquietante – di Rondolino:”Ma forse le donne non devono per forza sentirsi rappresentate, no? Questa è tv dell’intrattenimento, serve a divertirsi! Non si deve essere per forza tv pedagogica!”. Allora mi richiedo: se noi uomini fossimo stati quasi totalmente esclusi dal mondo televisivo per anni, senza che la maggioranza sapesse nulla del nostro contributo al mondo, per poi essere accolti sottoforma di peni turgidi che si scontrano, come bei testicoli vigorosi o natiche ben sollevate da uomini di sport, ci saremmo sentiti … sentiti, appunto? Credo proprio di no. La tv è uno specchio, riflette i nstri umori, le nostre ambizioni, i nostri progetti, i nostri investimenti. E dico nostri per intendere della società ,per intero.
    Si è avuto il coraggio di accostare le ragazze del Drive-in a raffaella Carrà – “anche lei ha fatto scandalo!”. Mi sembra banale riconoscere in Raffaella Carrà una professionalità e una preparazione straordinarie, a partire dal ballo – quello, è ballo, non passare sui pattini mostrando le grazie a noi spettatori – fino ad arrivare al canto, agli sketch, ecc.. E’ stata in gamba, e lei faceva davveri divertire! Lei era il suo corpo, lo mostrava, lo manifestava, ma tutto teso ad una comunicazione globale. Questa è una vera rivoluzione. Le ragazze del Drive-in, invece, usavano il corpo per compiacere. Un tantino diverso, no?
    Infine, ma altrettanto grave, Faletti. Devo dire che mi ha davvero deluso, non sapevo di questo suo passaggio. Mi è spiaciuto molto, l’ho trovato molto offensivo. E mi ha sbalordito sentir dire da Nicoletti: “Faletti può essere preso come uno schiaffo all’omofobia!”. Schiaffo all’omofobia?! Per faro ironia, e quindi dare uno schiaffo, ci vuole coscienza critica: stiamo parlando degli anni ’80, pochi anni prima Mario Mieli riceveva critiche lapidarie per la sua tesi, divenuta poi un libro cult della realtà LGBT.
    Insomma: da rifletterci, no?
    Finisco qui.
    Ti ringrazio ancora tanto, Loredana. Sei una guida, una sicurezza.

  24. Suvvia, la Carrà a metà anni Ottanta s’era ridotta a far contare i fagioli agli italiani. Lo sdoganamento delle tette e delle cosce in tv arriva alla fine degli anni Settanta; il formato Drivi-in tenta di mettere assieme qualcosa di innovativo con un po’ di trasgressione che molti di noi avevano già vissuto per altri canali (la musica in primis) e in maniera molto più concreta. La tv italiana arranca durante gli anni Ottanta nel tentativo di fare qualcosa di nuovo pee poi implodere progressivamente trascinandosi appresso l’intero paese. Questo in sintesi.

  25. Hillmann è un apprendista stregone, che sta alla terapia psicoanalitica come un piromane a un pompiere.
    Indignatevi, utenti, se no il diavolino in sedicesimo frigna.

  26. Secondo me è una questione di esempi.
    Mancano degli esempi CONCRETI, positivi, come quelli che auspicano Loredana Lipperini e le donne che dicono di credere in una “alternativa femminile”, e che faranno questa manifestazione “se non ora quando” a mio parere inutilmente – perché non è una piazza di un giorno a risolvere un cancro così devastante.
    Insomma. Bisogna farsi questa domanda: esiste oggi un esempio CONCRETO, una donna in grado di essere ICONA reale per le nuove generazioni, per tutte le ragazzine che potrebbero incarnare questo mutamento?
    Esiste oggi un Pasolini, o meglio ancora una Pasolini al femminile, in grado di scuotere le coscienze?
    No. Esistono i talk show come quello a cui ho assistito ieri sera, le piazze e gli slogan che vedremo alla manifestazione, ma poi tutto resta come è.
    Mancano esempi CONCRETI, figure intellettuali di vera rivoluzione culturale. Capirai Eco che impatto avrà con la sua adesione. Durerà il tempo di un telegiornale. Come mai invece Pasolini faceva parlare di sè? Perché era un contestatore, che si sporcava le mani, che finiva in prigione, che veniva processato per ogni parola.
    Oggi figure di questo tipo non ce ne sono. Oggi abbiamo Wu Ming.
    Oggi abbondano, dall’altra parte, le ICONE negative: tutto seno rifatto e facebook e al massimo ci ridiamo sopra con “qualunquemente” per poi continuare nella stessa direzione.

  27. @luziferszorn Preciso una cosa. Ci sarebbero molti altri aspetti della puntata di ieri che sarebbe interessante sviluppare, come la satira – credo l’abbia notato proprio tu poco sopra. Assolutamente sì, ma non mi sento abbastanza preparato per argomentare.
    Mi limito, quindi, a parlare della rappresentazione delle donne in tv. Su questo livello ammetterai che la Carrà, ma molte altre insieme a lei, non hanno mai fatto del loro corpo uno strumento sterile.
    Far contare i fagioli è di sicuro idiota, ma non offensivo sul piano di cui stiamo parlando.

  28. No mi spiace marco ma non credo che manchino esempi concreti, figure intellettuali di vera rivoluzione culturale, semmai a mancare è la volontà nelle persone di mettersi ad ascoltare ciò che questi hanno da dire, manca la voglia di ragionare su questioni che vengono etichettate come discorsi pesanti, purtroppo ho il dubbio che ciò accada perché come dici tu alcune cose si ritengono, a torto, immutabili. perché per abitudine o pigrizia mentale si lasciano andare le cose. come dice zauberei anche i ladri o gli assassini sono sempre esistiti ciò non vuol dire che l’uomo nella sua storia non abbia lavorato su se stesso e su leggi che potessero mutare la situazione. Infine per farti anche solo un singolo esempio di personalità che hanno il coraggio di sporcarsi le mani pensa a Dario Fo e Franca Rame, non si sono mai accontentati di risposte preconfezionate, e hanno il dono di farci ridere ma anche, se vuoi, pensare

  29. Beh, un uso del corpo nudo creativo lo fecero, in tramissioni analoghe a Drive-in, Moana Pozzi e Cicciolina. Ora mi si dirà che la Carrà era una ballerina e una cantante. Infatti. L’esposizione di sesso di Drive-in era funzionale alla mera esposizione di tette e culi. Qualcuno l’ha foorse negato?? Ora se vogliamo proibire l’esposizione parliamone, altrimenti meglio sarebbe far notare che la tv accoglie anche altro: la Dandini ad esempio, e non mi risulta abbia mai fatto vedere il culo; idem per le Bignardi, Gabanelli, Gruber, D’Amico, Costamagna, Colò, etc………

  30. Senza neanche scomodare studi contemporanei e il National Geographic basterebbe leggersi la quarta di copertina del Ramo d’oro di Frazer per togliersi il vizio di parlare di storia, cultura, natura e societa avendo come riferimento la sola vista del cortiletto di casa.
    Ma tutti questi maschi che conferment l’innata tendenza dell belle donne a seguire I soldi dedicheranno mai 5 minuti a chiedersi cos’hanno da offrire a chicchessia in termini umani o almeno una conversazione interessante? Che sono code important pure quelle.

  31. @ Barbapapà
    Io da 26enne constato che i miei amici non sono ricchi e le ragazze le trovano lo stesso e sono carine. E tutti i discorsi sul DNA il “compro-ottengo” e gli uomini per natira in un modo e le donne in un altro mi danno il voltastomaco.
    Quanto a Drive In, bè non posso negare che è stato un pezzo della mia infanzia (guardavo le repliche degli anni ’90, ovviamente), e rivedere la parodia di Casablanca ieri mi ha divertito.
    A differenza di Rondolino ricordo di più i comici che le ragazze fast food, ma sarà che da piccolo mi interessava di più gianfranco D’Angelo-Tenerone e la cagnetta Has Fidanken (fantastica!) che Tinì Cansino.
    Amedeo, io sinceramente non trovo Vito Catozzo omofobo (ma non essendo gay, forse ho una sensibilità diversa), prendeva in giro lo stereotipo del padre del Sud ma ovviamente tu hai tutto il diritto di sentirti offeso da quello che vuoi, spero che questo non ti spinga a buttar via il Faletti-scrittore
    Binaghi, oltre a Braschi ci sarebbe anche l’esempio di Ambra Angiolini: sembrava una sciocchina antipatica a Non è la Rai, adesso è una splendida donna e un’attrice di ottimo livello, mai giudicare una persona dal personaggio che interpreta o che ha interpretato in passato.
    Non so che dire sulla questione dell’immagine femminile, per quanto mi riguarda la mia visione delle donne non si è certo formata su Drive In e come me credo anche quella di molti italiani che considero migliori di quanto sembra.
    @Lipperini: spero che non se la sia presa per la truccatrice, d’altronde se lei fosse stata davvero una ragazza di Drive In questo ai miei occhi non sarebbe un disonore e non le toglierebbe il diritto di difendere le donne.

  32. Il discorso di Marco non è strampalato. Trentanni in cui si sono rimossi gli anni sessanta e settanta hanno prodotto la deficienza acuisita di un popolo di giovani e meno giovani incapaci di percepire la differenza tra libertà sessuale e capitalizzazione della stessa. Gente come Eco scriveva contro la tv italiana 50 anni fa (cfr. fenomenologia di MikeB); poi ci fu una crescita; e come o già detto, da metà ottanta iniziò il declino progressivo. Per il piacere di Binaghi citerei Gurdjieff che identifica appunto i cicli di “crescita interiore” e conseguente “implosione” come una costante dell’evoluzione umana.

  33. Paolo1984, perché non provi a definire quel “carine”; messo così puzza di razzismo involontario. (e scusate i refusi, vadio di fretta)

  34. Lipperini ha citato una cosa che non sapevo: Berlusconi voleva cambiare l’immaginario degli italiani con tre programmi: Drive In, Dallas e Costanzo Show: intrattenimento leggero, fiction USA che parla di un riccone, e talk show (pseudo)serio e con venature “intellettual-popolari”.
    Mi colpisce che solo una delle tre sia una fiction e penso sia quella che alla fine ha influito meno se ha influito: si è vero che il protagonista era un miliardario spregiudicato e cinico (il petroliere J.R. interpretato da Larry Hagman), ma comunque era una figura negativa, affascinante sì ma come possono esserlo tutti i “cattivi” delle fiction.
    Con questo non voglio fare quello che difende sempre le fiction specie quelle made in USA…m anche sì. Scusate.

  35. “Paolo1984, perché non provi a definire quel “carine”; messo così puzza di razzismo involontario. (e scusate i refusi, vadio di fretta)”
    Non volevo esser razzista, io trovo che le ragazze dei miei amici siano carine o “non brutte” tenendo conto che chi è bello per qualcuno può non esserlo per qualcun’altro, come ciò che offende me può non offendere te. è che non sopporto il luogo comune della bella ragazza che cerca il ricco solo perchè è ricco, certamente ci sono, ma non sono tutte così.
    Fermo restando che nessuno deve giustificarsi per la persona con cui sta, ci si sceglie sempre in due e per ragioni personali e complesse: certo la posizione sociale di una persona può far parte del suo fascino, ma non ti ci metti solo per quello: se sto con una ragazza ricca non è detto che m’interessino solo i suoi soldi e vale anche per chi si fidanza con un ragazzo ricco. Io la penso così.

  36. Il discorso sulla natura ci puo’ al limite istruire su quali siano le preferenze profonde e se si possano in qualche modo cambiare cambiarle (per esempio, sappiamo che gli uomini di tutte le culture preferiscono le donne con un rapporto vita/bacino di 0.7).
    C’ è poi la domanda se vale la pena di cambiarle. Domanda imbarazzante, e non solo perchè la risposta è difficile.
    Infatti, se le preferenze cambiano, il metro per valutare se il cambiamento è un miglioramento del benessere è già venuto a mancare.

  37. @luzifeszorn “L’esposizione di sesso di Drive-in era funzionale alla mera esposizione di tette e culi. Qualcuno l’ha forse negato??” Forse ti mancano dei pezzi, ma noi proprio di questo stiamo parlando. Non solo del fatto che nessuno l’abbia negato, ma soprattutto che in molti, adesso, continuino a sostenere l’innocenza di questo tipo di esposizione del femminile. In molti cercano di buttarla in vacca con affermazione a mio avviso pericolose, a partire da “Voleva solo essere tv del divertimento”, “volevano solo far divertire”, a cose come “Queste donne sono consapevoli di ciò che fanno. Sono libere di scegliere come usare il loro corpo. Questa è la libertà sessuale”,alla Sgarbi, per intenderci. Come dicevi ieri Loredana, il problema non è la morale: che queste donne – o questi uomini – mostrino il loro corpo, non credo affatto sia offensivo né tantomeno un problema. L’inquietudine nasce quando si nota che al femminile esiste quasi solo questo.
    @ paolo1984 Ho detto che ci sono rimasto molto male proprio perchè negli anni avevo apprezazato molto Faletti scrittore – che continuerò a trovare in gamba, per quel poco che ho letto. Ma al di là di questo: riconoscere nel personaggio lo stereotipo ci sta, e sono d’accordo con te. Mi lascia basito sentir dire che si tratti di uno schiaffo all’omofobia, come se dietro ci fosse pensiero critico, di protesta, emancipato. Non mi sembra affatto.

  38. Ho voglia di vedere online la trasmissione, ma ho paura di dover fare i conti con la mia bile (ultimamente ogni talk show rischia di trasformarmi in un picchiatore)!
    @ Marco: ti hanno già risposto gli altri. Ma la questione è: chi ha stabilito che le differenze sessuali e il rapporto “compro/ottengo” siano “naturali”? C’è qualche ricerca scientifica, presente o passata, che ne parla? E’ la stessa cosa che vale per gli storici che avrebbero affermato che “è sempre stato così”. ‘Ste cose, mi pare, le dici tu e nessun altro. E, come già ti hanno invitato a fare altri, parla per te.
    *
    @ Wu Ming 1 (ma in realtà, ancora @ Marco): parlare di cosa sia naturale e cosa no rischia di portarci fuori strada, in un terreno pieno di buche e sassi appuntiti. Perché da un lato, per dire, approviamo una “modifica” alla natura come gli occhiali, ma dall’altro condanniamo l’innaturalezza dell’accanimento terapeutico. Con questo, prima di finire OT, voglio solo dire che, forse, sarebbe meglio affrontare la questione di genere da un punto di vista diverso dal “cos’è naturale, cos’è innaturale”.
    *
    Comunque, all’epoca di Drive In ero bambino (sono dell’81), e ricordo che non mi faceva ridere per niente (la cosa mi faceva persino sentire stupido!).

  39. A memoria drive in è stata la trasmissione che ha dato il via ad un certo tipo di utilizzo del corpo delle donne in tv. Il corpo a pezzi con inquadrature nel dettaglio non lo si era mai visto prima, di Tinì Cansino ricordo solo le tette. Inquietante è che da allora fino ad oggi nessuno abbia mai analizzato e protestato per tutto quello che accadeva quotidianamente sotto i nostri occhi, e c’è voluta Zanardo con il suo “corpo delle donne” per dare una scossa a molti di noi e far ripartire il dibattito.
    p.s. di Faletti dovendo scegliere perferisco Catuozzo all’ultimo libro

  40. Ciao Marco, è innegabile che quello che dici tu accada. Lo vedo succedere, in grande scala ma qualche volta anche nella piccola realtà intorno a me.
    Ma non è la regola, secondo il mio parere. Io non sono così. La maggior parte delle persone conosco non è così. Perciò non c’è alcuna predestinazione o necessità nel meccanismo di cui parli tu. Per fortuna.

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