Ore 20 circa, camerini del centro di produzione romano di Mediaset. Prima della puntata di Matrix rileggo le cifre dell’Osservatorio di Pavia sulla presenza femminile nei talk show televisivi. Una su quattro. Conto: con me ci sono Nanni Delbecchi, Gianluca Nicoletti e Fabrizio Rondolino.
I conti tornano.
Dice sempre l’Osservatorio che quasi nel settanta per cento dei casi gli ospiti di sesso maschile vengono chiamati per competenza, mentre le donne sono chiamate per fornire “una testimonianza”.
Mentre ci rifletto, la truccatrice, gentilissima, mi chiede di cosa si parlerà.
“Drive In”, rispondo. Da quanto ho capito, l’idea è quella di mostrare un’ora del programma e interrogarsi su quanto abbia influito sui modelli televisivi a venire. Per quanto riguarda il femminile, soprattutto.
“Ah”, esclama la truccatrice. “Allora lei era una delle ragazze Drive In!”.
Ps. La puntata on line.
Pps. New York Times.
@ Marco : se seguissimo Madre Natura e il dna, le donne magre sarebbero
considerate brutte, e il massimo dell’attraenza sarebbero questi bei corpi cellulitici:
http://environ314.net/wp-content/uploads/2008/04/les_3_gr_ces_de_rubens.jpg
per dirne una, eh…
“Le donne sono oggetti per colpa di chi le giudica a seconda di come vivono il loro corpo e la loro sessualità.”
Mi spiego meglio: le donne non sono MAI oggetti, ma se vengono considerate tali è colpa di chi le giudica in questo modo per via di come vivono il loro corpo e la loro sessualità
Io dico che i nostri VIP potrebbero dare un buon esempio.
E che i VIP sono le figure più ascoltate dei Papi e degli intellettuali, perché viviamo di icone.
A tutte le polemiche sterili, mi rifiuto di rispondere.
Non ho toccato il tema dell’evasione, è vero. Ma la sostanza del mio discorso non è demonizzare Valentino Rossi: ho scelto un esempio di vita a caso, una vita a caso, un VIP a caso. Perché mi interessa solo dire che i VIP potrebbero dare il buon esempio. Punto. Non capisco perché ci si debba stupire se non ho elencato altri presunti peccati di Valentino Rossi, dal momento che è solo un esempio dei tanti.
C’era in drive in un che di culturale, non solo perché piaceva a molti intellettuali, ma perché i riferimenti all’attualità, al cinema di allora presuppongono preparazione, conoscenza e studio. per me i discorsi che si fanno sono forvianti. un certo numero di donne può indignarsi per come le dipinge la tv ma per me sarebbe meglio lottare per altri diritti che ancora mancano per esempio la difficoltà ancora molto forte di conciliare famiglia e lavoro, la mancanza di asili nido in azienda, ma che dico! asili comunali dove poter iscrivere il proprio bambino senza farlo quando ancora deve essere concepito per essere sicuri che sia inserito in tempo, il silenzio duro a morire delle violenze domestiche, queste sono battaglie da portare avanti. e non venitemi a dire che se combatti contro un modello di donna in tv si risolvono questi problemi. Se riuscite a ottenere che la tv cambi, state sicure che le future mamme per iscrivere il proprio figlio all’asilo tra vent’anni lo dovranno comunicare insieme al primo vagito
ho visto ora che l’articolo del N.Y. Times qui linkato è illustrato con una foto della manifestazione di Firenze…prima che dalla didascalia lo si capisce dal cartello in secondo piano: “Tromba meno che ci schianti ni’lettone” (se non erro questo nell’articolo non l’hanno tradotto!)
Marco, forse non ti rendi conto che sei tu stesso che legittimi i VIP come autorità morali, ma visto che faccio polemiche sterili mi ritiro.
Marco, sei consapevole che nel tuo discorso le donne strafighe hanno esattamente la stessa posizione dello yacht e del macchinone? Cose, e cose che i comuni mortali non possono permettersi. Cose a cui i VIP, rigorosamente maschi, dovrebbero rinunciare per dare il buon esempio. A chi? A me? Io sono una donna, tra l’altro strafiga, per cui eventualmente il buon esempio me lo dovrebbe dare la donna, non mettendosi col belloccio riccastro poco intelligente.
Mi pare che qualcuno l’abbia già detto, per me fai parte esattamente della stesso culturale di Berlusconi, di cui occupi l’estremità opposta, magari, ma non meno inquietante (per non usare il termine repellente).
La realtà ha più fantasia di noi per fortuna. Se ci soffermiamo sulle belle persone, ne vedo ovunque. Non saranno un maggioranza, caro Marco, ma tengono salda una comunità e sono invincibili.
A me piace leggere e ci sono ottimi esempi, in Italia, di uomini e donne che scrivono. Da Cesare de Marchi (La furia del mondo è un gran libro) a Letizia Muratori ad Ornela Vorpsi (bravissima albanese che scrive in italiano). Ci sono intellettuali di grande spessore, come Claudio Magris o Remo Bodei. Anche in televisione ci sono ottimi giornalisti come Cristina Fantoni (su la 7), esempi di umanità come Enrico Vaime. Ma si posso fare nomi in ogni campo e si troveranno sempre, se le si cerca, le belle persone. Da Carmen Consoli alla brillante miss Italia siciliana che conduce uno mattina week end, Miriam Leone. Non è vero nemmeno che personaggi belli e famosi si siano sposati con donne dalla bellezza mozzafiato, penso a Raul Bova o a Fabio Cannavaro. Hanno scelto donne che sono cresciute con loro, il fascino non è così facile da definire, come la vita, per fortuna. Qualcuno diceva (mi pare Walter Chiari) che la Magnani era più bella delle donne belle. Di nome se ne possono fare un’enormità, ognuno con le sue predilezioni.
Poi un’ultima cosa sul pessimismo; ovviamente non sono né pessimista né ottimista, non trovo senso in certe definizioni, semmai sono di indole vagamente malinconica, se dovessi accorgermi che di belle persone se ne trovano sempre meno, non direi mai che stiamo andando a ramengo ma le cercherei con più forza, attenzione, fretta. Diceva un grande poeta (Milosz): “Noi non siamo come nel nostro farneticare, conserviamo ancora una tacita onestà”.
“Non capisco perché ci si debba stupire se non ho elencato altri presunti peccati di Valentino Rossi” Marco
torno solo per specificare che l’evasione fiscale non è un peccato è un reato.
Scusate.
Adesso sarei anche berlusconiano. Bene bene, forse qualcuno ha ancora un altro insulto da darmi?
Siamo al colmo.
Questa è l’Italia che ci ritroviamo, cara Loredana, e mi spiace per tutte le donne ma a mio parere c’è proprio niente da fare. Prevale l’insulto, la rissa e la gente non è in grado di confrontarsi. E allora, non essendo in grado di argomentare, resta solo l’insulto e la replica di modelli aggressivi a cui mi rifiuto di rispondere.
Cara Loredana, mi spiace molto dirti questo, ma la battaglia è persa in casa.
Mancano gli strumenti emotivi e culturali per fondare una società civile.
Senza civiltà, non si va da nessuna parte.
Speravo di trovare gente più interessante sul tuo blog, invece vedo che è perfettamente in linea con il resto del paese.
Scusa Marco, se ti riferisci a me io non ti ho dato del berlusconiano. Ho detto che appartieni allo stesso brodo culturale di Berlusconi, che non nasce con lui e non morirà con lui. Scusami se sono stata troppo dura, potresti però comunque rispondere alle mie osservazioni, forse ingenerose, sulla posizione delle “donne belle”, in opposizione alle donne a cui avete accesso voi comuni mortali, nel tuo discorso, e dirmi per chi dovrebbe valere il buon esempio dei vip? E tanto che ci sei, chiarificarmi anche vip rispetto a quale scala, stabilita da chi?
Giovanni, rispondo io, visto che – perdonate – o Luziferszorn cambia toni o non vedo perché debba sopportare le sue isterie (come giudicare un commentatore che si annida in tutti i blog che parlano di questione femminile ululando “dalli alla bacchettona”? E basta).
Io penso che nessuno sia “garanzia” di satira.
Lo dico, anche, reduce da una telefonata di un’ora e mezza con Antonio Ricci, in cui abbiamo parlato di questo e di altro.
Per correttezza, due piccoli errata corrige: nonostante l’attribuzione che gli è stata fatta da più parti, Antonio Ricci non era nel gruppo che fece il Pomofiore. E, come mi ronzava in testa ieri sera, una denuncia per vilipendio di capo di stato estero (il Papa) Drive In la ebbe. Personalmente, continuo ad avere un altro concetto di satira, che non sia satira della lusinga ma di affondo, duraturo. Ma sono opinioni, eh.
Dato che non cambio toni, tantomeno pensieri (non ritenendoli affato offensivi per i miei interlocutori) mi autosospendo pubblicamente per la “serenità” del luogo. Spero almeno questa comunicazione possa arrivare al blog. Saluti e buona fortuna a tutti.
“Bè a Corona gli si potrebbe invidiare il fatto che sta con Belen Rodriguez, ma io più che provare invidia per lui provo dispiacere per lei”
Ci tengo comunque a ribadire che neanche Belen, come nessuno di noi, deve giustificarsi per la persona che ha scelto. Scusate se sono pedante, ma è un concetto che mi sta a cuore.
Ho scoperto l’esistenza della signora Loredana Lipperini ieri sera a Matrix e devo dire che raramente mi era capitato di provare tanta antipatia per un essere umano 🙂 Un concentrato di banalità politically correct da ex femminista istituzionalizzata, pronunciate con quella spocchia tipica di chi ancora si crogiola nell’illusione della “superiorità morale” di berlingueriana memoria. Un tipico esempio di quello che penso ormai da parecchi anni: il problema dell’italia è l’esistenza di Berlusconi e quella degli anti-berlusconiani, due facce della stessa medaglia, due modi di pensare, agire e fare politica vecchi, stanchi, bolsi, noiosi, che si vampirizzano a vicenda, apparentemente all’infinito e senza valide terze alternative. Da cumunista (cumunista e non quella robetta pappetta che chiamate centrosinistra) dico: w Ricci, w la sua televisione vitale, seminatrice di dubbi, il suo riuscire a criticare/incarnando, la sua vertigine, il suo gioco rischioso, la sua gara a guardie e ladri con il sistema: criticare dall’interno, usando i mezzi del nemico, beffardamente, con il continuo rischio di essere acchiappato e fagocitato. Questo è un gioco eccitante, vivo e non quel volersi mettere da una parte, con quel fare da maestrini e maestrine. Chi non si contamina muore (di noia). Meglio rischiare che morire nel grigiore.
Ma chi sono i “cumunisti”??Comunque non ho trovato Lipperini spocchiosa, nessuno era spocchioso nè niente del genere….Lipperini è stata molto pacata, è stata una bella discussione a parte la cavolata di Rondolino sulla “saggezza del mercato”..poi vabbè io, l’avrete già capito, contro Drive In non riesco a dir nulla, quella trasmissione come L’Albero azzurro o telefilm come I Robinson e Super Vicky mi riporta alla mia infanzia..sono i mei primi ricordi televisivi..ci sono affezionato.
Pacatamente spocchiosa. Mai sentiti così tanti luoghi comuni politically correct uscire dalla bocca di una sola persona.
Caro Alberto, tolga pure l’ex. Quanto al politicamente corretto, io la chiamo etica. Brutta parola, me ne rendo conto. La saluto cordialmente.
Alberto, la tua definizione di Ricci magari poteva andare bene venti anni fa. Adesso penso possiamo tutti dire con tranquillità che “il continuo rischio di essere acchiappato e fagocitato” abbia avuto il sopravvento, e di fatto Ricci è parte integrante della televisione di “Uomini e donne” o “Pomeriggio 5”. Potrei dire di non aver mai sentito (o letto) tanti luoghi comuni politically uncorrect dalla bocca di una sola persona, ma non è vero, negli primi anni 90 un sacco di gente che si autorappresentava come comunista diceva le cose che dici tu.
(per la precisione, voglio aggiungere che io su Ricci non ero d’accordo nemmeno venti anni fa).
alberto siamo in parecchi a trovarla simpatica, se ne faccia una ragione.
Aggiungo una cosa, dopo aver letto un intervento di Nicoletti che bolla la discussione come fiotto di invidia nei confronti delle donne belle. Al solito, per annientare l’interlocutore si usa la semplificazione dei discorsi: chi critica è invidioso, oppure è un comunista politicamente corretto.
“Sono comunista!”, mi ha detto Ricci al telefono, ieri sera, dichiarandosi d’accordo con quanto sostenuto da Nicoletti in trasmissione: ai tempi, loro erano dalla parte dei “buoni”. La divisione in buoni e cattivi non la comprendo, non mi appartiene, non mi interessa. Quello che mi interessa è la presa d’atto di un mondo che non è quello degli anni Ottanta, dove quella che allora veniva considerata trasgressione è oggi norma e dove, anziché moltiplicare i modelli, se ne offrono soltanto due, per quanto riguarda il femminile. Santa e moglie oppure oggetto del desiderio. Nel corso della telefonata, Ricci mi ha chiesto perchè nessuno parla mai di Stefania Petix, l’inviata di Striscia la notizia che indaga sulla mafia. Ha ragione. Però, pensandoci, una risposta posso fornirla: perchè è, a sua volta, invisibile. Le inviate sono due su diciannove.
Altra questione: Ricci mi ha detto, appassionatamente, che il finto-Grillo che se la prende con le Barbie non è una parodia delle donne che riflettono sui modelli forniti alle bambine. Eppure moltissime spettatrici l’hanno interpretata così. Il problema di un certo tipo di comicità- e lo dico davvero pacatamente – è che, nel momento stesso in cui ritiene di graffiare il bersaglio ne viene assorbita, e diviene parte del mondo che contesta.
A me questo sembra un punto su cui chi fa televisione, oggi, dovrebbe riflettere. Le veline che “fanno satira” su determinate aspirazioni di chi desidera entrare nello show-business sono diventate modello. Allora, ci si ferma a riflettere o si continua a difendere quel che c’è?
(e, cazzo, Berlusconi in questo non c’entra. Mi sembra di aver detto, sia in trasmissione sia da svariati anni a questa parte, che il problema – mi perdoni Tronti per l’ennesima citazione – è il cavallo).
Striscia un programma che critica il sistema? Ah ah ah!
Dove si può trovare questo intervento di Nicoletti?
Sulla sua pagina facebook. Lo riporto: “chi nasce bello deve sempre dimostrare di essere pure intelligente…chissà perchè mai il contrario? Mi sono un pò stufato di questa discriminazione a priori dell’ apparenza, come se fosse una colpa per una donna essere avvenente. E’ autorizzata ad aver tette purchè passi l’ esame dell’ intelligenza, sennò è un’ immagine svilente per le altre che son colte profonde….Beato chi nasce bello e non deve dimostrare nulla di più, beato chi nasce intelligente e profondo…almeno tanto da non invidiare i belli.”
E’ buffo (?) dover constatare come Ricci quando è impegnato nel difendersi rivendicando una posizione “giusta” si trae d’impaccio utilizzando la posa di un candore quasi infantile: «ma noi eravamo i buoni». La semplificazione, appunto. Quella che usa la lingua del commercio, assertiva: dice, non dà strumenti: «Questo spot è un messaggio chiaro». Cioè: è chiaro perché lo dico io.
dunque secondo il “ragionamento” di Nicoletti tutte le donne belle dovrebbero amare Drive in e l’attuale tv…il che non ci risulta.
Nicoletti ha detto cose condivisibili, meno infognate nei luoghi comuni di altre. La televisione, anche quella commerciale, non è stata solo drive in. Su Striscia condivido l’opinione che sia formativa, leggera e corrosiva. La faccia di Greggio la preferisco a quella finta e servile di Fazio. L’accanimento nel giudicare qualche eccesso libidinoso, giudicandolo peccato mortale sollecita un’insorgenza di un pernicioso puritanesimo. Ci manca solo la bandiera (come suggerito da Della Rovere) con su una bella “patonza” con sotto la scritta “è mia e me la gestisco io” ed esporla dalle finestre.
Questa faccenda del puritanesimo è francamente noiosa. E in profonda malafede. Valga – lo cito per la cinquecentesima volta – il ringhioso “bigotta” di Ghedini nei confronti di Emma Bonino. Sta alla pari con le crisi isteriche dei sindaci leghisti verso gli immigrati. Ripetere lo stesso frame (le femministe sono bigotte – e hanno i baffi – gli immigrati rubano e bla bla) fino allo sfinimento, finchè non è penetrato fino in fondo nel loro pubblico di riferimento. Mi rendo conto che è una strategia. Ma forse, guarda un po’, c’è qualche ramo che scricchiola, infine. Aggiornatevi, ragazzi.
Ieri sera dopo il lavoro ho guardato la puntata di matrix, quindi a la lipperini va tutta la mia solidarietà, credo sia stato faticoso.
sinceramente ho trovato fastidioso: il discorso di rondolino sulla saggezza del mercato, per esperienza personale comincio a credere che chi difende questa saggezza è perché ci guadagna (fama o denaro o entrambi), chi ne paga il prezzo economico o morale difficilmente lo trova saggio. e poi ciò che diceva nicoletti sul coraggio di antonio ricci &co di fare satira politica nel drive in, su cui farei due riflessioni, prima di tutto penso che in larga maggioranza gli spettatori di drive in fossero minorenni o comunque non votanti, io stessa lo guardavo e non ero certo in grado di cogliere la satira, de michelis o spadolini erano personaggi come tanti altri, proprio come il tenerone! in secondo luogo: se allora per fare drive in ci voleva coraggio oggi per fare Report o Presa diretta cosa ci vuole? la gabanelli e iacona dovrebbero essere eroi nazionali!
ora sfogo a parte vorrei sottolineare come sia passata piuttosto inosservata la frase centrale di tutto il discorso che lei ha fatto a matrix “forse bisognerebbe ripensare i nostri modelli di femminilità e di mascolinità”. purtroppo molti preferiscono continuare a vivere in compartimenti stagni, i maschietti e le femminucce, i buoni e i cattivi, i moralisti e i bacchettoni, così non devono fare nessuno sforzo e nessun lavoro su se stessi, al limite si offendono un pochino e ci chiamano spocchiose.
@ dinosauro (e molti altri) Potrei parlare per molti, ma intanto lo faccio per me, chi vuole si aggiunga.
Dunque. Non capisco come ancora non sia chiaro un concetto: qui non si rincorre nessun puritanesimo, non si ha nessuna intenzione di giudicare peccato mortale un “eccesso libidinoso”, e sai perchè? Perchè non c’è nessun eccesso: il corpo femminile frammentato, oggettivizzato e vetrinizzato in tv rappresenta la norma, caratterizza la maggior parte della sua presenza nella tv commerciale. Non siamo in presenza di pochi casi – a questo punto sì che magari queste donne sarebbero rivoluzionarie se si mostrassero per portare un messaggio!
Ad esempio: io sono un amante sfegatato di Mina, e ho avuto la possibilità di vedere alcuni filmati, interviste e varie altre cose in cui vi assicuro che era scosciatissima, nudissima… ma unitamente alla sua professionalità risultava trasgressiva davvero.
Non so come questo non emerga.
@ dinosauro guarda che nessuno giudica le veline un peccato mortale! stiamo dicendo da giorni, mesi, anni che le donne sono anche altro!! Questo è il discorso, forse se cominciassimo a ripeterlo in maniera ossessiva stile sgarbi e lega comincereste ad ascoltarci?
“Meglio rischiare che morire nel grigiore”, paccottiglia da beffa di Buccari, quasi più patetico di memento audere semper.
Guardate che la visione manichea da decenni appartiene ad una certa cultura. Possibile che ad un allargamento dei concetti corrispondi sempre una reazione stizzita. Il grosso rischio di quest’atteggiamento è la ripetizione acritica delle solite frasi, dei soliti esempi, delle solite argomentazioni.
Rivendicare l’ ETICA nel post precedente e lamentarsi nel successivo per il “BIGOTTO” ricevuto ha senso fino ad un certo punto. Sia chi si difende che chi attacca in fondo è d’ accordo, ci si limita a dare nomi diversi alla stessa cosa. Sfumature.
Interessante, Broncobilly. Etica coincide con puritanesimo? Non sono d’accordo.
Altra cosa su cui dissento, che accomuna Alberto e Dinosauro e altri: il “voi”. Una certa cultura, una certa sinistra, uno schieramento eccetera. Mi pare che non si siano resi conto che chi non accetta questa rappresentazione, questo abbracciare un esistente ritenuto immutabile, non faccia parte nè della vecchia sinistra, nè dell’attuale Pd, nè si possa identificare in uno schieramento. E’ qualcosa, invece, di nuovo e di diverso. Per fortuna.
@ lipperini già per fortuna, ma come spiegare che se c’è un lavoro da fare questo va fatto insieme uomini e donne?
Mi sembra, Laura, che il concetto stia passando.
Bella questa:
“La faccia di Greggio la preferisco a quella finta e servile di Fazio”.
Perché è questione di faccia, non di contenuti.
@paolo1984 piccolo post OT i Robinson lì trasmettono verso le 11 la sera su K2, io li guardo mentre stiro!!sono robinsondipendente!!
Te piacerebbe.
a proposito di Mina, di vera o falsa trasgressione e censura, se posso:
http://unaltradonna.wordpress.com/2011/01/30/gli-occhi-la-bocca/
Fabrizio Bianchi, complimenti per la raffinatezza. La risposta, comunque, è no. 😀
@lipperini si ma che fatica, a 13 anni un amico di famiglia mi regalò Memorie di una ragazza perbene della De Beauvoir, se lo rileggo oggi mi sembra che non sia passato così tanto tempo!!E stiamo parlando dell’immagine della donna nella TV pensi quando si parlerà della donna nel mondo del lavoro!!
@laura a. grazie, esattamente quello che intendevo. 🙂
@ Alberto, e anche @ Antonio Ricci se sta seguendo questa discussione: OK, siete comunisti. Allora conoscete sicuramente la massima leninista secondo cui bisogna sempre individuare la contraddizione principale.
Sono anch’io comunista, quindi permettetemi di esprimermi nel nostro gergo. Qual è, oggi in Italia, la “contraddizione principale”: quella da esercitare contro un Potere bigotto, moralista e repressivo, grigio e mortalmente serioso, che reprime e censura, copre le gambe delle ballerine e vieta qualsiasi riferimento al sesso? No. Questa poteva essere la contraddizione principale nel 1950.
Oggi, il modo di produzione capitalistico si avvale di altre modalità di comando, nelle quali il desiderio non viene represso, ma incanalato e asservito al ciclo produzione/consumo. “Il potere si è fatto pornocratico”, come osserva Wu Ming 1 in questo intervento:
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1675
In questo quadro, l’ironia, la vertigine, il gioco, a cui si riferisce Alberto, sono in realtà pienamente funzionali al sistema. Volete combatterlo “dall’interno”? Benissimo, allora cambiate tattica. La vostra non funziona più.
Vero capolavoro di rigiramento di frittate il discorso di Nicoletti, altra tecnica abbondantemente utilizzata. Altri paesi, per fare un esempio, hanno la presunzione di innocenza (noi no, almeno per i comuni cittadini, salvo invocarla quando un certo personaggio e i suoi complici siano in flagranza di reato, anzi reati), noi in Italia non solo abbiamo la presunzione di deficienza per le donne (democraticamente condivisa da belle e meno belle), ma addirittura i difensori di Drive in riescono, di fronte all’evidenza, ad argomentare che sono le femministe invidiose ad attribuirla alle donne belle, e questo proprio per evitare una discussione intelligente su come certe rappresentazioni hanno diffuso e alimentato quel pregiudizio che chiaramente danneggia in primo luogo le donne. Abile, non c’è che dire, ma molto eccepibile. Eccome, se scricchiola.
Non ho avuto tempo, purtroppo (ma il mio stomaco ringrazia) di guardare la puntata di Matrix. Ho cominciato, però, e ho visto 5 minuti di Drive In. E mi sono chiesta, visto che in questa discussione si è parlato di satira: cosa c’entra con la satira il fatto che il culo della Del Santo viene inquadrato, mentre lei se lo accarezza, ad esclusivo beneficio del telespettatore? Se fosse satira (e anche lì avrei dei dubbi, ma concediamo) il suo gesto, e il culo, non dovrebbero essere visibili anche da Ber(l)uschi? (mi pare che fosse lui, non perdo tempo a riguardare, scusate) Non dovremmo avere uno sguardo interno alla scena come reazione e commento del culo della Del Santo e del suo atteggiamento?
E infine, com’è che ci si concentra tanto su tette e culi quando la tv offre rappresentazioni stereotipate e dannosissime delle donne anche e soprattutto quando sono vestite? Ho guardato 5 minuti di Forum l’altro giorno, e Rita Dalla Chiesa ha sciorinato una tale sfilza di luoghi comuni a una donna che chiedeva (in tv?) la separazione dal marito, che mi sono ripromessa di studiarmi bene la trasmissione per capire quali effetti mostruosi possa avere il plagio che avviene quotidianamente attraverso ragionamenti e discorsi apparentemente “neutri”, ma quelli sì moralistici e di censura dei diritti delle donne. Qualcuna qui ha scritto che dei diritti dovremmo occuparci, io rispondo che la cancellazione dei diritti passa proprio attraverso certa propaganda strisciante. E certo, concentrarsi su tette e culi rende più facile ripetere l’unica ossessiva obiezione che si vuole rendere indelebile, in modo da screditare e delegittimare ogni tentativo di parlare di etica pubblica e di tutto ciò che questa implica in termini di difesa dei diritti di tutti/e. Anche rispetto ai media. E rende facile che si obietti: occupatevi delle cose serie. Questo è occuparsi delle cose serie, ma parte di questa discussione sembra nata proprio per impedirlo.
Grazie, Loredana, stai facendo un lavoro meraviglioso.
@ loredana
“Al solito, per annientare l’interlocutore si usa la semplificazione dei discorsi: chi critica è invidioso”
hai scarsa memoria, questa semplificazione tu e wm1 l’avete usata infinite volte (discutendo su saviano, pulsatilla ecc. ecc.)
Adoro quelli che spuntano come funghi per regolare i vecchi conti. 😀
@ Salvatore Talia (apprezzo l’ironia).
Però, secondo me non è così. I Ricci, i Nicoletti, ma anche i Lanza etc… sanno benissimo come stanno le cose, è questo il punto.
Non è semplicemente vero che la “gag” del
“finto-Grillo che se la prende con le Barbie non è una parodia delle donne che riflettono sui modelli forniti alle bambine.”
Certo che lo è. E’ evidente che lo è.
Nicoletti la tv la conosce bene e in profondità e molto bene la sa usare.