STATISTICHE

Ore 20 circa, camerini del centro di produzione romano di Mediaset. Prima della puntata di Matrix rileggo le cifre dell’Osservatorio di Pavia sulla presenza femminile nei talk show televisivi. Una su quattro. Conto: con me ci sono Nanni Delbecchi, Gianluca Nicoletti e Fabrizio Rondolino.
I conti tornano.
Dice sempre l’Osservatorio che quasi nel settanta per cento dei casi gli ospiti di sesso maschile vengono chiamati per competenza, mentre le donne sono chiamate per fornire “una testimonianza”.
Mentre ci rifletto, la truccatrice, gentilissima, mi chiede di cosa si parlerà.
“Drive In”, rispondo. Da quanto ho capito, l’idea è quella di mostrare un’ora del programma e interrogarsi su quanto abbia influito sui modelli televisivi a venire. Per quanto riguarda il femminile, soprattutto.
“Ah”, esclama la truccatrice. “Allora lei era una delle ragazze Drive In!”.
Ps. La puntata on line.
Pps. New York Times.

383 pensieri su “STATISTICHE

  1. @ girolamo & Wu Ming 4
    Io credo che uno possa continuare a ritenere che il massimo dell’impegno critico sia la buona vecchia critica dell’ideologia aggiornata ai tempi della lotta e focalizzata, oggi, sulla tv. Una critica dell’ideologia fatta, peraltro, di poca o nessuna analisi testuale (parlo di testo audio-visivo) e di molto pathos morale da cui fioriscono giudizi di valore e sermoni politici un po’ kitsch.
    E tuttavia, senza nulla o troppo togliere al buon vecchio Marx, se gli strumenti della critica venissero aggiornati non tanto al lessico neo-derridiano, ma ai concetti che il post-strutturalismo ha forgiato e disseminato tra differenti discipline compresi i media studies, certe affermazioni al limite dell’incredibile (per essere gentili) in merito alla cultura di massa televisiva potrebbero essere evitate senza troppo sforzo. Certo: è necessario un nuovo paradigma, un po’ meno pathos, un po’ più di studio della tv e degli strumenti critici per analizzarla. E’ necessaria anche quella forma di auto-critica che Morin reputava essenziale per chi voglia studiare la cultura di massa. Ma credo che sia uno sforzo che vale la pena fare se vogliamo essere all’altezza di una trasformazione del potere che con le trasformazioni dei media oggi fa sistema e che non può più essere affrontato con la critica dell’ideologia.

  2. @ girolamo
    Ah, dove saremmo se non ci fossero i filosofi a esortarci allo studio indefesso… Ché noi, si sa, non sappiamo e non capiamo un cazzo. E per fortuna che con noi vogliono essere “gentili”, se no sai le bacchettate…

  3. Però mi pare che i quiz e il culto di santi miracolosi non siano un portato della televisione commerciale, i reality show e le telerisse fanno parte dei palinsesti di quasi tutte le tv del mondo, senza gli esiti politici che vediamo in Italia. Non è semplificatorio? Mi sembra anche davvero ingiusto il ritratto della generazione che dovrebbe essere il risultato di tutto questo, quindi immagino le persone nate dal 1985 in poi (anche Paolo1986, che è la persona più attenta e aperta di tutto il commentario, a mio modestissimo parere).

  4. I quiz e i santi sono planetari. I culi e le tette ad ogni ora sono tutti di casa nostra, almeno piazzati a tutte le ore del giorno e non nei canali porno.

  5. Vorrei ricordare a tutti che Ricci, oggi, sulle reti Mediaset va in onda con due programmi: “Striscia la notizia” che mi pare tutto meno che un programma servile o reazionario e “Paperissima”, un varietà molto grazioso, sanamente nazional-popolare. Non capisco bene dunque quando si parla di un Ricci integrato nel sistema. Di quale sistema parlate? Nei programmi di Ricci non vedo ragazzotte siliconate litigare con tamarri, non vedo gente che urla per non dire nulla. Non vedo ragazzotti cantare o ballare davanti a una giuria.
    Voi fate risalire questa televisione, obiettivamente deteriore, al Drive in, quando è chiarissimo, evidente anche a un bambino che Drive in è stato attualizzazione del varietà, di una forma di spettacolo antichissima.
    Quella porcata di televisione a cui assistiamo adesso (con la quale Ricci non c’entra NULLA, ne’ come autore ne’ come ispiratore) si rifà alla peggior televisione americana. Gli americani, capito? Gli amiconi di Walterone Veltroni, il paese del supereroe democratico Obama.
    Le veline nascono come parodia dell’utilizzo delle donne in tv ma poverine, oggi sembrano un omaggio più che altro al candore. Se c’è una cosa in cui Ricci difetta è in eccesso di bontà. Ricci dovrebbe capire che la realtà l’ha ampiamente superato e che le sue veline sono troppo caste, troppo gentili e carine per incarnare una parodia di questa tv.
    C’è troppa gentilezza nei programmi di Ricci, c’è quell’atmosfera da antico varietà, in cui tra donne e attori c’era complicità, amicizia, rispetto.
    Il discorso di Ricci è molto semplice, lineare, Ricci dice: “la tv, soprattutto, commerciale, è varietà, intrattenimento. Noi usiamo il varietà ma lo contaminiamo con il veleno, con piccole dosi di satira, di critica di costume”.
    Ricci è l’unico rimasto a fare una SANA televisione nazional-popolare, una tv gramsciana, una tv che parla al popolo con il linguaggio del popolo ma un linguaggio popolare “alto”, il linguaggio del varietà, dell’avanspettacolo, un linguaggio che si va a contaminare con la satira.
    E’ questo l’unico modo onesto per parlare, per comunicare con il telespettatore medio. La satira, quella pura e dura, sporca e cattiva, non è altro che un linguaggio di nicchia, è un continuo strizzarsi l’occhio. Ci si rinchiude in una stanzetta semibuia e la si spara grossa. Il pubblico è sempre lo stesso, è quello che già fa le cose “giuste”, quelle che tanto ci piacciono: vota a sinistra, guarda i film di Truffaut, legge Sostiene Pereira e tutto il resto.
    Il popolo lo si lascia tutto nelle mani della De Filippi, della Perego, di Emilio Fede, di Minzolini, delle Clerici e compagnia bella.
    Oggi nessuno a sinistra riesce a parlare con la gente, con le persone comuni, quelle che vanno a fare la spesa e non sanno neppure chi sia Italo Calvino. La sinistra parla a se stessa, con il suo linguaggio di sempre.
    Ricci almeno le mani prova a sporcarsele.

  6. @ Regazzoni
    Se non te ne fossi accorto, questo blog non è una riunione di dottorandi in filosofia… e il voler imporre a tutti i costi questo frame di discussione – per giunta dando implicitamente degli ignoranti ad una larga fetta dei tuoi interlocutori, quelli che “non si adeguano” a quel frame – è un atteggiamento francamente odioso.

  7. Alberto, vuoi farci credere che Ricci serve il popolo? Ah no, aspetta: dobbiamo credere di più, che Ricci con le veline fa la parodia della donna oggetto.Che stupide che siamo ad aver pensato che ci facesse solo audience. xD

  8. Alberto, io ho ventinove anni, ho visto Drive In praticamente per la prima volta in vita mai l’altra sera. E non solo l’ho trovato di una noia mortale, ma quando ho visto l’inquadratura di Lory Del Santo ho capito Belen. Come fai a dire che non c’entra niente la prima con la seconda. A me questo modo di volersi lavare la coscienza a tutti i costi mi fa un po’ schifo. Almeno ditelo, fate come i fascisti veri: la donna ci piace nuda, zitta e zoccola. Ma non tirate fuori Gramsci, neh.

  9. Già Sara, proprio sciocche e dico sul serio. Ho solo detto che Ricci è l’unico rimasto a fare una buona televisione nazional-popolare. Voi il popolo lo schifate per definizione, neanche provate a parlarci. State sempre a parlare con voi stessi, vi strizzate l’occhio, vi date di gomito. E intanto il popolo vota in massa Berlusconi e la lega. E non perchè, come credete voi, la gente è cretina per definizione, è perchè ve ne siete lavati le mani, conoscete solo il vostro linguaggio. Aveva ragione Cossiga: se uno di questi comunisti di oggi vede un operaio lo scambia per un ufo.

  10. Io sono sincerissimo. La donna, si, mi piace zoccola. A chi piacciono le donne frigide, scusa? Mi piace la donna sessualmente esuberante. Mi piace nuda, certo, sono eterosessuale, non vedo perchè non dovrebbero piacermi le donne nude. Zitte no, perchè mai?

  11. Ma come ti permetti? Ma come fai a giudicare chi sono? Come fai a dire chi frequento? Io Drive In posso giudicarlo perchè lo vedo, tu ragioni per luoghi comuni e mi confondi con l’assemblea del Pd. Ipocrisia pura: cerchi di giustificare con Calvino e Gramsci il fatto che per te le donne servono solo a decorare un varietà. Ma perchè hai bisogno di tutte queste giustificazioni? Possibile che tu non capisca che proprio Drive In e Striscia hanno contribuito a creare il mondo berlusconizzato in cui viviamo?

  12. La donna ti piace zoccola? Le donne che non vanno in giro nude sono tutte frigide? Io se fossi un uomo mi vergognerei di appartenere al tuo sesso. Da donna, compiango chi ti sta vicino.

  13. @Marina: …e spiegami, Marina ventinovenne. Dunque tu capisci Belen perchè hai visto Lory Del Santo, giusto? Bene, allora, spiegami un po’ le donne di Macario, Totò Peppino e la Malafemmina, la letteratura erotica, il cinema erotico, la tabaccaia di Fellini.
    Dunque tu stai seriamente sostenendo che prima di Lory Del Santo non esisteva la prima donna? La ballerina? La pin up? La soubrette?
    Ma tu ti rendi conto di quello che scrivi?
    A parte che mi dovresti anche spiegarti che diavolo c’è che non va in Belen. E’ una bella ragazza, simpatica, capace di cantare, ballare. Cosa c’è di diverso tra le e Raffaella Carrà?
    Volete l’abolizione dello spettacolo?
    Facciamo una tv solo di telegiornali e casalinghe che cucinano?
    Il vostro modello chi è la siliconatissima Lilli Gruber? Fammi capire un po’.

  14. A beh se aveva ragione Cossiga siamo a posto!!!Se ritieni che ricci sia l’unico a fare una buona televisione nazional-popolare forse sei tu a sottovalutare l’intelligenza altrui

  15. Il mio modello televisivo è presto detto: Milena Gabanelli.
    Quanto alla Carrà: la Carrà ballava e cantava. Belen mostra le chiappe. Mi pare che ci sia un po’ di differenza.
    Macario: si sceglieva di andarlo a vedere, non si subiva con l’insalata tutte le sere. Per esempio.

  16. Alberto, francamente mi lasci basita. Non capisco nemmeno se dici sul serio o se stai solo provocando. Scusa, le veline nascono come parodia dell’uso delle donne in tv, cioè di quali donne? Forse le donne di Drive In, inventate però sempre da Ricci?
    E’ interessante, comunque, perché io per esempio mi trovo in completo disaccordo sia con Regazzoni che con Girolamo, i quali sono in completo disaccordo tra loro. Ci sarà una terza via?

  17. @Sara C.: mi è stata fatta una precisa domanda: “allora la donna ti piace zoccola, nuda e zitta?”. E io ho risposto che se una donna è zoccola, non essendo io sessuofobico, la cosa non mi crea alcun problema, lo considero un segno di vitalità. Così come dico che mi piace la bellezza di un nudo femminile. Il che non significa affatto che io non possa apprezzare una donna vestita e non zoccola.
    Il punto è che voi non ragionate, avete delle tesi precostruite e cercare di individuare ovunque tesi anti-femministe.

  18. A me sembra che se ci sta uno che si arrampica sui muri sei tu xD Ma dici cose insostenibili pur di difendere un varietà da segaioli, forza.

  19. @alberto ma l’etichetta di femministe la metti tu senza ascoltare o cercare di capire, visto che apprezzi la vitalità dovresti apprezzare anche la vitalità intellettuale

  20. @ Don Cave:
    il mio intervento era rivolto solo ed esclusivamente a Girolamo & Wu Ming 4. Sono così sobri nei loro interventi che viene voglia di fornire loro alcuni consigli bibliografici per approfondire un po’ il tema. E’ un gesto di amicizia tra persone che si conoscono, nulla di più. E poi ti assicuro che i dottorandi in filosofia non li frequento: in media sono noiosi, spocchiosi e non guardano la televisione.

  21. @Marina: mi devi spiegare che madonna c’entra Milena Gabanelli!!! Bravissima giornalista, stimatissima da Ricci ma io sto parlando di SPETTACOLO.
    Tu davvero vorresti una televisione fatta solo di telegiornali, inchieste giornalistiche e documentari?
    Sai che du’ palle, restate in 10 a vederla.
    Tu dunque stai sostenendo che il varietà, la comicità, il balletto non siano generi degni?
    E chi sei un’esponente della santa inquisizione?
    A parte che, ripeto, Belen canta (meglio della Carrà) e balla (peggio della Carrà ma degnamente), rispetto alla Carrà è anche notevolmente più simpatica e non ha quella odiosissima risata.
    Il punto è che la Carrà è istituzionalizzata e quindi per te diventa un’icona.
    Tra 20 anni ci sarà chi dirà: “Belen era fantastica, bravissima, professionale, quelle di oggi sanno solo mostrare le chiappe”.
    E’ sempre così, le cose che dici tu oggi di Belen all’epoca venivano dette della Carrà.
    Voi siete di quelli che aspettate sempre lo sdoganamento prima di poter apprezzare.
    E comunque ripeto: mi devi spiegare COSA della tv di oggi, concretamente abbia a che fare con la gioiosità del programma di Ricci. Non vedo nulla di inventivo in giro, vedo format precotti e volgarissimi. Roba di provenienza americana, quello è ciarpame americano. Ricci ha altre fonti d’ispirazione: Fellini e l’avanspettacolo.
    La tv di oggi semmai si ispira alle pacchianate di Las Vegas.
    Chi non vuol vedere questo è semplicemente in mala fede.
    Punto.

  22. Oggi pomeriggio un Wu Ming aveva scritto una cosa molto bella sugli uomini che accusano le donne senza mai guardarsi dentro e senza autocriticarsi. Il loro immaginario è bello e buono così, siamo noi che sbagliamo a contestarlo. Se non è arroganza questa.

  23. Non avevo letto la nuova perla di Alberto.
    Tu mi hai chiesto il mio modello di donna televisiva, citando anche la Gruber (tanto per prendersela con un’altra donna: ti senti meglio adesso? Ti senti più macho? Bravo, complimenti). Io ti ho risposto.
    Fra una Belen e una Carrà, o una Mina, o anche una Cuccarini guarda, c’è un oceano e sei in malafede se sostieni che il contrario. Quanto all’istituzione, ma di che parli? Io parlo di professionalità. O pensi ancora che la Rai sia una cosa diversa da Mediaset? Oggi?

  24. @Marina: ma sei stupida o cosa? Se stiamo parlando di “modello di donna” chi dovrei citarti, Magalli?
    Vedi che riesci a dire solo banalità e luoghi comuni? Io adoro l’universo femminile e la cosa che mi fa rabbia è che a umiliarlo ci siano donne come te, donne incapaci di ragionare senza pregiudizi, donne che umiliano la propria potenziale intelligenza. E’ un vero peccato.
    Fortunatamente non tutte le donne sono così. Meno male che esistono la Gabanelli, Tura Satana, quelle si che sono donne.
    Tornando al confronto tra ieri e oggi, è chiaro che per te “ieri” è sempre più “fico” di oggi, perchè ieri è passato, è istituzionalizzato, neutro, innocuo, mummificato.
    Io giudico quello che vedo.
    Allora, ti ripeto: tra la Carrà e Belen preferisco Belen, perchè canta meglio (la Carrà massacrava letteralmente il grande Burt Bacharach ed è una cosa IMPERDONABILE) ed è notevolmente più simpatica.
    Il paragone tra Mina e la cuccarini non regge. Mina è una cantante che faceva anche la conduttrice. La Cuccarini è una ballerina conduttrice che, occasionalmente, canta.
    Per te Belen non è professionale solo perchè è bella. Nel vostro immaginario distorto le donne belle sono sempre delle mignotte incapaci. Non c’è peggior antifemminista delle femministe.
    Ora te la sei presa con Belen e con la Cuccarini. Hai insultato due donne. Ti senti più macha?

  25. Guarda Alberto, prima si diceva di Faletti che faceva Drive In poi ha scritto romanzi di successo, di Braschi che faceva Drive In e poi è un antropologo o comunque un esperto di cultura nativa americana. Senza aspettare di vedere che farà tra vent’anni Belen, e senza stare a sondare qualità letterarie o di ricerca, mi sai dire una sola ragazza di Drive In o ex velina che abbia avuto un successo di sostanza nel mondo delle spettacolo? Non ce ne sono. L’unica che ha mantenuto un po’ di fama è la povera Lory Del Santo, ancora molto bella e per la quale (full disclosure) io tifavo quando era all’Isola dei Famosi, ma che è evidentemente priva di qualsivoglia talento, va avanti a ospitate e il più delle volte mette anche un po’ a disagio chi la guarda. Questo non vorrà dire niente? E giù le mani dalla risata della Carrà (che a leggere Siti dovrebbe essere anche simpatica a livello umano,secondo me).

  26. Tu adori l’universo femminile che alberga nella tua testa, che è altra cosa. Non capisci neanche quello che scrivo: non me la sono mai presa con la Cuccarini, ho detto anzi che fra lei e belen c’è un oceano, anche se trovo la Cuccarini meno brava della Carrà. Non perchè sia di ieri, ma perchè è obiettivamente brava. E sai perchè penso a ieri? Perchè oggi come oggi il varietà non prevede quella figura della soubrette. Anzi, non la prevede affatto: prevede solo l’evoluzione della valletta, con meno stoffa addosso. L’unica potrebbe essere semmai Simona Ventura, ma somiglia troppo alla Santanchè, urla comprese, per piacermi.
    E poi questa cosa che le donne belle sono incapaci è un’invenzione totale. Ci sono donne bellissime e capacissime: ma anche se lo fossero, in questa televisione, inclusa quella dell’amico tuo Ricci, non si vede. Perchè non possono fare altro che salire una scala mentre la telecamera inquadra il loro sedere. Questo fa Belen.

  27. @Fata: e mo’ che c’entra questo discorso? Adesso è colpa di Ricci anche il destino delle attrici nei suoi programmi? Oppure se ne dovrebbe far carico lui e farle lavorare a vita? Purtroppo è vero, la tv tende a far sparire le donne dopo una certa età, vogliamo prendercela con Ricci anche per questo? A parte che mi pare che oltre la Del Santo, anche la Carmen Russo sia in circolazione. Le altre erano “ballerine di fila”, non prime donne. Non è che mo’ ci si può aspettare di avere successo a vita basta che si mette piede in tv. Lo stesso discorso vale anche le tante comparse maschili del programma di Ricci. E poi a parte Faletti e Braschi, che fine hanno fatto tutti gli altri? Ricci stesso si lamenta del fatto che mediaset non riesca più a innovare a tirare fuori programmi freschi. Ricci, che voi indicate come il demonio in persona, alla fine a Mediaset ha due programmi, è assolutamente minoritario. E’ già un miracolo che si riesca ancora a tenere in piedi. Vedrai che al primo passo falso lo faranno fuori. Quando poi, al posto di Striscia, vi ritroverete qualche reality show o qualche quizzettino scemo, modello Rai, allora starete qui a dire: “eh, quando c’era Ricci si stava meglio”.

  28. @ Antonio Ricci (così, a naso…):
    quello che ti dissi al telefono, lo ripeto qui: hai rivoluzionato, con “Drive In”, il varietà, creando un cult; “Striscia” ha molti elementi interessanti. Il resto, tutto il resto, compresa la recente ossessione per i tuoi programmi di certi intellettuali di sinistra in cerca di frames semplici semplici per comprendere fenomeni complessi è “Wirkungsgeschichte”, storia degli effetti.
    Potresti provare, una sera o l’altra, a far leggere alle veline qualche pagina di Hegel, Marx o Foucault. Quello, davvero, non te lo perdonerebbero mai.

  29. Ha ragione Frodo, “Don’t feed the troll”. Io sono un troll, un disturbatore. Ha ragione, davvero. Sono un disturbatore. Vi lascio alle vostre strizzatine d’occhio e alla vostra superiorità morale. Ecco la grandezza del mondo libero di internet. Una persona esprire le sue idee, arriva il coglione di turno e ti bolla come “troll”, mettendo una pietra tombale sul dibattito. Viva il mondo moderno, viva internet. Abbasso Ricci e abbasso la figa. Un saluto a tutti.

  30. Alberto, con calma. Io sono qua che rispondo. Mi spieghi perchè o ci piace Ricci o siamo la Santa Inquisizione? Così, per capire.

  31. @Alberto: su, non fare la vittima, ti abbiamo dato anche del Ricci. E smettila di dire “voi”, non vedi che ci sono opinioni molto contrastanti?
    Comunque, se devi abbassare qualcosa, abbassa qualcosa di tuo.

  32. @Marina e Fata: L’ho spiegato ampiamente perchè mi piace Ricci. Mi piace il suo modo di fare televisione, lo trovo allo stesso tempo beffardo, infantile, malizioso e, a suo modo, disperato, perchè c’è anche molto la vertigine della disperazione nel suo modo di fare televisione. E’ un candore resistente il suo.
    In questa tv assolutamente volgare, irrispettosa dell’intelligenza e della bellezza, perchè quelle donne alla Cipriani non sono belle, sono disgustose, trovo la sua televisione oggi, come allora, assolutamente CANDIDA. Le veline, ripeto, mi sembrano quasi un omaggio all’ingenuità adolescenziale. Un’ingenuità pronta a farsi corrompere ma momentaneamente protetta tra le pareti sicure di quei sotterranei dove viene messa in onda Striscia.
    In tv mi piace la tv di Ghezzi (soprattutto Fuori Orario, Dio ce lo conservi), quella di Ricci e quella della Gabanelli. Tutto il resto mi fa orrore, soprattutto la tv anti-berlusconiana militante, la più becera e ipocrita (Dandini & Co.).
    Sono gusti.
    Non riesco davvero a tollerare chi mette in relazione questa TV di chiara derivazione american-trash con i programmi di Ricci, che sono sempre stati iper-professionali, pensati, con un’idea forte dietro. Idea che può piacere o non piacere ma un’idea che esisteva e esiste.
    In conclusione, penso che la tv di oggi sia quanto di più lontano possibile dal Drive in.
    Non credo di avere altro da aggiungere.

  33. @Alberto Mi rendo conto che la cosa migliore sarebbe non rispondere alle persone che come te provano a generare irritazione, ma mi brucia lo stomaco.
    Come hai appena scritto sopra, nulla da aggiungere. Ti chiederei anche di risparmiarci altri pensieri di tale bassezza e volgarità, se possibile. Perchè se non sei tu a vergognarti di dire ciò che dici, resta il fatto che io sì, mi vergogno. A doverci convivere.
    Io, al contrario di te, sono omosessuale, e ti assicuro che i maschi mi piacciono, come mi piace molto il sesso, anche l’erotismo esuberante. Non capisco quale sia da qui il legame con l’apparire in tv perchè si ha un bel cazzo turgido – passatemi la parola: parlo di questo, non di pene – ed essere apprezzati per questo. Se un uomo che trovo simpatico, gradevole – anche in modo leggero – e magari anche intelligente mi si presenta in tv ammiccando a quanto è grosso il suo pacco, credimi: cambio volentieri canale.

  34. @Wu Ming: Gli Adorni (intellettuali puri e duri) e gli Adornati (ex militanti di sinistra venduti a Berlusconi) sono due categorie che ci hanno ammorbato e ci ammorbano. Io trovo interessante esattamente tutto quello che sta nel mezzo. Chi accetta, dunque, di sporcarsi, di contaminarsi, senza però svendersi al nemico. E’ la cosa più difficile e quindi, almeno per me, la più ammirevole.

  35. Chiarito che non devo sentirmi male per non avere tutti gli strumenti di cui parla Regazzoni :-), vorrei dire un paio di cose. Parto da un film di Spike Lee, “Bamboozled” (Imbrogliati). Per chi non lo avesse visto, è la storia di uno sceneggiatore nero che, per protesta contro i programmi fintamente corretti della sua rete, decide di proporne uno ultrarazzista, con dei neri che si travestono da stereotipi neri, da black face. L’intenzione è di farsi licenziare o, in alternativa, di far sommergere la rete dalle proteste e di svelarne il reale razzismo. L’effetto però è diverso: il programma viene spacciato e accolto come satira dal pubblico, che comincia a vestirsi come i protagonisti, lo sceneggiatore diventa ricco e famoso, e alcuni gruppi di neri – che non lo percepiscono come satira, ma, appunto, come ultrarazzismo – si incazzano. Finisce male, con vari morti, incluso il protagonista, che mentre muore guarda questo montaggio degli sterotipi originali che ha risvegliato:
    http://www.youtube.com/watch?v=C45g3YP7JOk
    Il film di Spike Lee è, io credo, una critica forte al razzismo reale ma non evidente di tanti programmi “per neri” e non. Di analogo a ciò di cui stiamo parlando io vedo molte cose, inclusa la confusione tra le intenzioni e l’effetto. Sulle prime non mi esprimo, magari inizialmente, con Drive In, l’intento era anche di fare satira, ma sugli effetti di un genere di tv inaugurato da Drive In ribadisco il mio accordo con quanto scritto da Wu Ming 4, e anche Girolamo. Che gli stereotipi non siano stati inventati da quella tv è sacrosanto, ma il problema io lo vedo nel loro uso, che negli anni si è intensificato, nell’effetto che hanno avuto sul contesto, sia in termini di reazione degli spettatori, sia in termini di trasformazioni sociali. L’eventuale satira si è abbastanza ovviamente trasformata in modello, e quanto all’essere imposto, beh, ma quanta possibilità di scelta ha uno che vive e va a scuola in Italia oggi? Non facciamo altro che vedere donne travestite da , quando non chirurgicamente modificate in, stereotipi femminili, relegate a ruoli stereotipati. Della “igualdad entre hombres y mujeres” che ricorre instancabilmente nelle leggi spagnole a salvaguardia della rappresentazione delle donne nei media – e della loro situazione nella società – qui da noi non c’è traccia.
    Stéphane Hessel conclude il suo libro “Indignez-vous!” con l’invito a “une véritable insurrection pacifique contre les moyens de communication de masse qui ne proposent comme horizon pour notre jeunesse que la consommation de masse, le mépris des plus faibles et de la culture, l’amnésie généralisée et la compétition à outrance de tous contre tous”. In Italia di quell’orizzonte fa parte un sessismo contrabbandato per libertà e divertimento, al quale corrisponde una reale diminuzione dei diritti delle donne, a cominciare dalle scelte in materia di procreazione e, non a caso, dagli ostacoli all’eduzazione sessuale, che a Milano è diventata quasi inesistente nelle scuole prima ancora dell'”invito” del papa. Tanto c’è la tv, no? E poi naturalmente da noi c’è un quasi monopolio nelle mani del potere politico che Hessel, per sua fortuna, non conosce. Sono ben conscia di essere passata dal vintage all’antichità, ma del postmodernismo preferisco prendere il buono, senza lasciarmi fregare senza reagire da chi ha il potere di usarlo contro la mia libertà.

  36. @Amedeo:
    “Ti chiederei anche di risparmiarci altri pensieri di tale bassezza e volgarità, se possibile.”
    Quali esattamente? A me pare di aver argomentato, ampiamente, tutto quello che ho scritto.
    “Non capisco quale sia da qui il legame con l’apparire in tv perchè si ha un bel cazzo turgido – passatemi la parola: parlo di questo, non di pene – ed essere apprezzati per questo. Se un uomo che trovo simpatico, gradevole – anche in modo leggero – e magari anche intelligente mi si presenta in tv ammiccando a quanto è grosso il suo pacco, credimi: cambio volentieri canale.”
    Tutto questo sta nella tua testa. Io ho semplicemente detto che è normalissimo che in uno spettacolo di varietà ci siano le belle donne e le ballerine, così come i ballerini, i comici. Non credo francamente che si possa fare un buon varietà con brutte donne e con gente che non sa ballare.
    In tv c’è posto tanto per il varietà quando per i documentari, per l’approfondimento giornalistico ecc…
    Nel varietà ci vanno le belle donne (che non è affatto detto, come tu, maschilisticamente pensi, che siano anche sceme). Punto.
    Per te hanno dignità solo scrittrici, intellettuali e giornaliste?
    Beh, sei molto limitato.
    Per me hanno dignità tanto le ballerine che sanno fare il loro mestiere, con professionalità, quanto le scrittrici e le giornaliste.
    Impara a rispettare le donne, TUTTE le donne.
    E già che ci sei, impara anche a rispettare chi esprime un punto di vista, mi pare assolutamente legittimo.

  37. @Ilaria: Il tuo discorso non è valido. Semplicemente per il fatto che il modello che oggi si è imposto NON è quello del Ricci di Drive in ma quello della tv ultra-trash americana (urla, schiaffi, talent, silicone a go go, quiz scemi ecc..).

  38. @Ilaria: di quale modello imposto parli? Se ti fa più piacere posso postare un papello di 19000 parole. Ho letto quello che hai scritto e mi sono limitato a constatare che non è molto attinente con quello che succede oggi nella tv italiana. Mi limito a constatare che nella tv di oggi del modello Ricci vedo ben poco. Non vedo nulla che abbia a che fare ne’ con Drive in ne’ con l’Araba Fenice ne’ con Lupo Solitario. Vedo la stessa televisione ultra-trash americana che si vede, para para, nei tre quarti del pianeta terra. Mi sembra una cosa così evidente che non ha bisogno di grandi approfondimenti.

  39. E’ proprio un discorso di miopia. La stessa miopia che porta la sinistra italiana a dare la colpa di tutti i mali a Berlusconi. Berlusconi è una merda, non c’è dubbio ma, santi ragazzi, guardate al resto del pianeta. Il capitalismo ha stravinto ovunque, ha imposto i suoi modelli. La sinistra soccombe ovunque (e parlo di sinistra, non di laburisti o democratici). In particolare la sinistra sono anni che non ha risposte, che non propone una seria analisi politica, che si limita a scimmiottare il liberismo, con la presunzione di “umanizzarlo”. Puntare il dito su Berlusconi, che, ripeto, è una merda, è anche un modo comodo per non fare i conti con una catastrofe che è a livello mondiale.
    La stessa cosa vale per la tv. In tutto il pianete terra ha stravinto il modello americano, urlato, iper-volgare, fatto di quiz, schiaffoni e donne ultra-siliconate.
    Invece di ammettere questa evidenza, di fare i conti con una sconfitta immane e generalizzata della sinistra e di tutti i suoi modelli culturali, si punta il dito su Ricci (!!!).
    Che dire? Bello avere sempre uno spauracchio da colpire. E’ un po’ come quegli uomini che per non fare i conti con il proprio fallimento come esseri umani se la prendono con la moglie e con i figli.

  40. A parte poche righe o notazioni marginali su questioni di metodo, io non sono quasi mai intervenuto nelle ultime, kilometriche, sempre identiche, rutilanti discussioni sui modelli femminili. Per vari motivi, non ultimo il seguente:
    mi provoca autentico orrore lo spettacolo di maschi che fanno la lezioncina alle donne su quando dovrebbero o non dovrebbero provare disagio e a proposito di cosa. Come diceva il mio socio WM4, questi maschi evitano accuratamente di guardarsi da fuori. Ciò che troveremmo del tutto inaccettabile nel caso di altre soggettività (es. un bianco che rimprovera un nero per il suo sentirsi rappresentato in modo stereotipato e razzista), viene non solo ritenuto normale, ma anche praticato indefessamente nel caso della contraddizione di genere.
    Detto questo, dopo aver letto questo thread, stavolta dico la mia:
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    1) Trovo sbagliato dire che “tutto comincia con Drive in” o parlare dell’influenza di Drive in, perché Drive in e tutte le successive trasmissioni di Ricci non sono mai state altro che lo specchio dei tempi, hanno aderito ai modelli dominanti, fingendo di sbeffeggiarli. Quando va in onda la prima puntata di Drive in, i movimenti sono già stati sconfitti da anni, il “riflusso” è iniziato da un bel pezzo, la normalizzazione e spoliticizzazione della società è un processo già ben avviato. Non diamo a Ricci colpe e influenze che non ha. Ha assecondato processi già in corso, in modo del tutto subalterno.
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    2) Ma non diamogli nemmeno *meriti* che non ha. Drive in non nasce nel vuoto. Ricci non fece che ricicciare e banalizzare innovazioni e intuizioni degli anni precedenti, innovazioni avvenute sulle reti RAI dopo la riforma televisiva del ’77. Programmi come Stryx (1977), Non Stop (1978), A tutto gag (1980) avevano già introdotto tutti gli elementi che Ricci omogeneizzò in Drive in, mescolandoli con elementi di varietà più tradizionali. E infatti oggi chi descrive Drive in come una “cesura storica”, al contempo rimuove (scientemente o per ignoranza) quelle trasmissioni che, con maggiore coraggio e spirito pionieristico, davvero sfondarono il muro della TV d’antan.
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    3) Questa storia del “genio” Ricci è abbastanza patetica. Definendo geniale roba “di risulta” come Risatissima o le sfilate di velone, si dà solo testimonianza della bassezza dei propri standard. C’è un importante romanzo del ‘900, scritto da un certo Musil, in cui l’uso dell’aggettivo “geniale” per parlar bene di un cavallo innesca una profonda crisi nel protagonista. Forse, tra un chilo di monnezza e l’altro, si potrebbe ogni tanto leggere qualche classico.
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    4) Quest’altra storia di Ricci “sovversivo”, “critico”, “rivoluzionario”, è addirittura grottesca, l’apice del ridicolo. Ricci campa ancora di rendita sulla mezza leggenda del suo “pro-situazionismo” giovanile. In realtà, come autore TV non è mai stato la spina al fianco di alcun potere reale. In generale, per i motivi che diceva Salvatore Talia: temporalmente e spiritualmente, l’ascesa di Ricci coincide in toto con la totale sottomissione e riappropriazione dell’ironia “sessantottina” da parte del potere. Ma possiamo anche andare più nello specifico, identificando un “doppio movimento”: da un lato, la TV “di denuncia” à la Ricci (il Gabibbo, gli inviati che inseguono i furfanti etc.) aggredisce e mette a pece-e-piume soprattutto pesci piccoli, truffatori e speculatori che vivacchiano in fondo alla catena alimentare del capitalismo (da Wanna Marchi e sua figlia all’oscuro sindaco del paesino di provincia); dall’altro lato, Ricci ha costantemente agito da manganellatore mediatico nei confronti di chiunque mettesse in un modo o nell’altro bastoni tra le ruote sue e/o del potentato Mediaset, con campagne ad hominem martellate anche per settimane, finalizzate alla character assassination del malcapitato di turno. Ha un grande potere (milioni di spettatori in una fascia che ha in appalto da vent’anni), e ne abusa volentieri.
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    5) L’apologia acritica dell’esistente è l’esatto contrario dello “sporcarsi le mani” stando nel popular in modo conflittuale. Dire che nel pluralistico ed eccitante panorama della cultura di massa “tutto va ben, madama la marchesa” è atteggiamento da mentecatti. Regazzoni, per dire, ultimamente tende molto a tale mentecattume, e con questo offende in primis la propria intelligenza, e in secundis quella di chi subisce la sua coazione a ripetare (non è un refuso). Ancor più da mentecatti è, come si diceva sopra, pretendere *da maschio* di tenere lectiones magistrales alle donne su quali sentimenti sarebbe più up-to-date provare in questo fantastico, bellissimo, sbrilluccicante mondo di tonificanti differenze.

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