Secondo me gli estensori di decreti, provvedimenti, bandi e quel che volete andrebbero tutelati, perché da quando questo governo è in carica hanno un sovraccarico di lavoro. Pensate soltanto al famoso articolo 30 bis del dl sicurezza, che verrà comunque approvato ma immediatamente dopo lo si correggerà con un provvedimento ad hoc.
Non è il solo caso. Oggi su Repubblica arriva la notizia che lo scorso 31 marzo a Marzabotto, Fossoli, Museo Cervi, Sant’Anna di Stazzema e Risiera di San Sabba il ministero della Cultura ha comunicato l’entità dei contributi 2026: “circa 364mila euro ciascuna. Peccato che questo significhi un taglio di quasi 65mila rispetto alle previsioni, che si sommano a un’altra sforbiciata da 22mila già stabilita dalla manovra di bilancio”.
Come risponde Giuli? Che il decreto, almeno per Sant’Anna di Stazzema, «era già in via di sterilizzazione attraverso un decreto compensativo». Dunque, prima si fa un decreto e poi lo si modifica con un altro decreto.
C’è qualcosa di illogico e beffardo in tutto questo, e anche di fortemente inquietante. E’ come se non si avesse chiaro quel che si vuole fare davvero, né si calcolano le conseguenze di quanto si fa.