ADESSO BASTA

Qualcuno faccia qualcosa. Ora. Riporto il post di Lorella Zanardo.
La serata è stata bella, c’era nell’aria la possibilità di togliere i muri di incomprensioni che spesso si erigono tra donne. Ho parlato con Carla, ho parlato con Pinuccia, Marina mi ha introdotta, Luisa mi ha consigliata. E’ la Libreria delle Donne, stasera 10 maggio. Io ero stanca per due anni passati sul territorio, ma lì mi sono sentita bene.
Poi esco, tolgo la catena alla bici, sono le 11 di sera, in giro non c’è nessuno.
Le porte dell’auto parcheggiata davanti a me si spalancano di colpo, alzo la testa e 3 persone e una luce fortissima mi vengono incontro.
E’ la troupe di Strisica la Notizia.
Chiedo alla ragazza che mi investe con una serie di domande come si chiama, lei esita, poi veloce  mi risponde “Elena”,  ha 26 anni, dice che è contenta di avere fatto la velina, che nessuno l’ha obbigata e che io la offendo con il nostro documentario, dice così o qualcosa di simile.
Io sono sulla bici, e mi invade una tristezza infinita: Striscia usa quella violenza che io condanno: prima il plagio del documentario, ora questo agguato notturno, da ore mi aspettavano fuori dalla porta della Libreria.
Dico ad Elena ciò  che chi mi segue sa bene, e che sa anche lei presumibilmente, e gli autori: il nostro documentario è una critica all’uso del corpo delle donne nelle immagini tv, non alle donne che fanno tv. Di Striscia passano poche immagini nel nostro video. La reazione di Striscia è spropositata: noi con un doc fatto in casa e loro con i milioni di euro a disposizione e 7 milioni di persone tutte le sere.
Elena non mi lascia parlare, so che si usa così in tv. La guardo, voglio entrare in relazione ma lei non può, si vede che usa il metodo televisivo, parla veloce, accusa e non da tempo per la replica.
Nemmeno per un attimo provo fastidio verso di lei, per i mandanti sì, per la loro codardia. perchè non sono venuti loro? Uomini senza coraggio, così come si usa ora.
Io non mi occuperò di questa diatriba miserabile, ho altro da fare.
Però credo che chi mi legge potrebbe reagire. Se 3 milioni e mezzo hanno visto il documentario Il Corpo delle Donne e se continuate a chiederci di proiettarlo e se a migliaia dite che vi è servito, ora è il momento di dire voi cosa pensate. Anche quelle giornalista, quei gruppi di donne che il video lo hanno visto, che lo hanno lodato, appprezzato ma che spesso tacciono.
La protervia di questi autori corrisponde al clima di prevaricazione e di impunità che si respira oggi.
E comunque sì, ha ragione mio figlio tredicenne. siamo stati veramente efficaci, con zero euro investiti, a dare così fastidio a quei milionari di Striscia,Mediaset.
Aggiornamento. Gli interventi in rete:
Marina Terragni
Giovanna Cosenza
Perseo blog
Vita da streghe
Nata femmina
Valentinamente
Altracittà
Zeroviolenzadonne
Il fatto quotidiano
Se non ora quando
Comunicazione di genere
Perseo blog 2
Archivio Caltari
Valentina Maran
Liberetutte
Cervelliamo
L’Unità
Sara (spettatrice di Striscia)
WomanJournal
Ma il cielo è sempre più blu
“E adesso, Antonio Ricci, aggrediscici tutti”, videointervento di renatatatina
Giornalettismo
Nazione indiana
Comunicazione di genere
Udireggiocalabria
Femminismo a Sud
Jumpinshark
Womanjournal
Isabella Moroni
Unaltradonna
Malpertuis
Maracinquepalmi
Consumabili
Altrenotizie
Blogosfere
Non è un paese per donne
Il sito delle donne
Stimolividi
Valgraphicart
La discussione su Metaforum



INOLTRE:
In risposta all’Ufficio stampa di Striscia la Notizia, che nei commenti chiede immagini a supporto di quanto affermato da Lorella Zanardo, Barbie Nadeau e le altre donne che ritengono che nel programma si faccia un uso offensivo del corpo femminile, gli screenshot cercati e salvati da un gruppo di utenti di Facebook. Qui.

314 pensieri su “ADESSO BASTA

  1. E’ un’aggressione, non “giornalismo” e tanto meno intrattenimento. Fin qui si è taciuto, anche dei video con le “velone” Zanardo e Lipperini e gli abili montaggi di SLN. Non ci si può occupare sempre di questi signori. Ma appostarsi per ore davanti a un luogo dove si tiene una conferenza è vergognoso. Peraltro, sia Lorella che io abbiamo figli, quasi tutti minorenni. Se ci fossero stati anche loro? Cosa avrebbero provato e pensato?

  2. Sono “cose” pietose, sapere di questi metodi ha lo stesso effetto di ragionare sul bellissimo “Anestesia locale” di Grass. Solidarietà alla Zanardo, alla Lipperini, a voi.

  3. La strategia è, nè più nè meno, quella dello stalking. Insinuare un senso di paura costante. Anche quando non ci sono, potrebbero esserci. Anche quando sei da sola, o con qualche amico, potrebbero essere acquattati dietro l’angolo. In modo da farti perdere sicurezza, creare uno stato di allerta permanente. Che sfianca, logora. Con la speranza che sbrocchi, dài di matto, così poi si vede che è colpa tua.
    Una cosa davvero schifosa. Questa è proprio gentaglia.
    La prima cosa che provo è un enorme dispiacere per voi, per le pressioni che subite. Un sentimento molto inefficace, perchè non è pratico, non produce subito un atto concreto.
    Un senso di vergogna, di tristezza. Questo letamaio ci travolge tutti.
    L.

  4. Ne parlerò con quante più persone possibile, è una violenza vergognosa e stupida!
    Massima solidarietà a Lorella, totale condanna per Striscia.
    Buona giornata a tutti

  5. Bisogna trovare delle strategie di rovesciamento oltre la stanchezza. Siamo sul piano performativo. E sul piano performativo, nonostante quello che dice il figlio di Zanardo, Striscia vince. Vince perché ha soldi e megafoni. Zanardo è stata ed è bravissima sul piano informativo. Ora la battaglia dev’essere sul performativo. Occorre diventare artisti dell’intervento politico. Leggetevi “Parole che provocano” di Judith Butler.
    La volta che una troupe mi aspetterà sotto casa, con una violenza che è fascista – non stalking, non sessismo, non violenza televisiva; abbiamo dei termini usiamoli: è fascismo aspettare sotto casa e aggredire una persona con le telecamere – la inviterò per una birra a casa mia. Il contenuto del messaggio lì è totalmente sparito: quello che dice l’exvelina o quello che replica Lorella non conta più. Contano le luci, i volumi della voce, le risate registrate: è tutto quello dice “violenza fascista”. È allora sul piano dell’espressione che allora occorre intervenire. Rompere lo schema linguistico altrui nell’azione performativo, non solo destrutturarlo ex-post. Sarà assai difficile.

  6. Comunque, è un segnale che hanno *VERAMENTE* paura. Ricci non dedicherebbe così tanto tempo della sua vita a Lorella, Loredana e le altre, se non gli avessero fatto MALE.
    Ed è quando un potere ha paura che ricorre sistematicamente agli “zii Tom”. Alle “zie Tom”, in questo caso.

  7. Hanno paura. Ma tentano di metterla anche a noi. Confesso di riconoscermi nelle parole di Luca. Mettono ansia nelle vite quotidiane delle persone. Non accettano la discussione, ma tentano l’aggressione. Sì, fascismo.
    Christian: come attuarle, le strategie? Ogni riflessione comune è ben accetta.

  8. Ero certo che prima o poi sarebbe avvenuto. Il killeraggio mediatico è l’arma preferita di Antonio Ricci, perfettamente in sintonia con lo spirito dei tempi. In un certo senso questa è anche una guerra tra vecchi media nazi-popolari e nuovi media capillari, non dimentichiamolo: quello contro cui lorsignori combattono è l’avvento di un modo nuovo di comunicare e fare attivismo culturale che non ha bisogno di ingenti risorse e prime time.
    Dico solo due cose:
    1) Il paese sta spronfondando da tempo in un pantano fascistoide, ma ultimamente la discesa agli inferi ha subito un’accelerazione enorme. Per questo la battaglia va combattuta fino in fondo, occorre resistere un minuto di più dell’avversario, senza lasciarsi scomporre, per quanto difficile possa essere, continuare ad agire sui canali che si sono attivati in questi anni. Perché non è altro che la lotta tra un’idea di civiltà ancora possibile e la barbarie, la sopraffazione, il fascismo. E’, sempre più letteralmente, questione di vita o di morte. Nostra e di tutto ciò che riteniamo caro in questo mondo.
    2) Vorrei sapere dove sono tutti i “cervelloni”, i critici televisivi, i semiologi che affollano il parterre ostentato da Striscia a ogni pie’ sospinto. Vorrei sapere cosa ne pensano di tutto questo, se ancora ritengono di avere visto giusto, se si sentono dei gran dritti, o se, in fondo, magari in un angolo recondito del loro ego ipertrofico, non conservano un briciolo di vergogna, e di umanità. Sospetto che oggi si limitino a cambiare canale, abbarbicati dietro e dentro l’illusione della democrazia esercitata con il telecomando.

  9. A questo punto è evidente che non si tratta più soltanto di “Striscia”. Il lavoro che stanno facendo Zanardo e Lipperini comincia a dare fastidio un po’ a tutto il sistema d’interessi politico-economici che poggia sul “corpo delle donne”. Quello è il mandante; “Striscia” sono i sicari.

  10. Come minimo per fare ammenda i semiologi di cui parla Wu Ming4 dovrebbero ideare e condurre personalmente un’azione performativa contro i metodi di Striscia…
    D’accordissimo con Raimo. Ma con i soli media capillari è possibile un’azione performativa che produca effetto?

  11. È purtroppo la peggior forma di complimento che ti potevano fare per la qualità del tuo lavoro, ma uno che lavora da solo e senza budget milionari non ha anche le risorse per difendersi da una guerra. Per questo fai bene a fare appello a chi ha trovato essenziale vedere il Corpo delle Donne per starti a fianco non solo a parole ma con i fatti.
    E Ricci cum suis si dovrebbero, più che vergognare, preoccupare perchè i loro metodi hanno le gambe corte.
    E dovrei fare qualcosa anch’ io, ci penso sopra, suggerimenti graditi.

  12. quando il clima stava diventando insostenibile lotta continua si produsse in uno sforzo teso a ristabilire il senso delle proporzioni organizzando una manifestazione che portasse a una sorta di conciliazione tra le forze non clandestine presenti nell’agone.Ci vorrebbe qualcosa del genere,perchè non siamo lontani dallo stereotipo del marito manesco.E non è bello

  13. questo non e’ giornalismo ne’ tantomeno satira…. questa e’ intimidazione…. chiamiamo le cose con il loro nome….. un agguato di mafia in piena regola…. appostamenti notturni… assalto quando la vittima e’ sola…. e al posto delle armi i microfoni e le telecamere…. usate come armi…. per intimidire…. per avere qualche centimetro di ripresa da poter montare a piacere con commentini, risatine, versi e ululati….. disgustoso…..

  14. I fascisti mi fanno ancora schifo. Pensa un po’ come sono vecchia! Ma non so come si risponde alla violenza con la nonviolenza (verbale). Mi viene naturale diventare violenta. Episodio fascista e violento, dunque. Ne scriverò ovunque possa farlo.

  15. Il piacere della conferma di tutto ciò che qui, e per fortuna non solo, si va dicendo non riesce, chiaramente, a bilanciare il disgusto e la preoccupazione per l’intensificarsi di questo squadrismo 2.0. Sono d’accordo con Luca e e Christian Raimo. Siamo però purtroppo nel paese dove si grida “Forza Stasi, uccidi Chiara” allo stadio. Il percorso per smontare tutto lo schifo che è stato attivato è in salita, concordo, ma anche la loro paura è palpabile. Palpabile perché è tutto vero, si tratta di smontarlo e rivelarlo, di renderlo inefficace per un numero sempre più ampio di persone. Ho già scritto che quel numero è già più vasto di quel che loro vorrebbero far credere, e forse proprio perché lo sanno anche loro dimostrano paura. E dunque in ogni caso, a Striscia, grazie delle conferme. Andremo avanti ancor più convinti.
    E solidarietà a Lorella.

  16. Io sono d’accordo con luca, per me si tratta di vero e proprio stalking mediatico. insinuare la paura in Loredana e Lorella che si sono libere di fare il loro lavoro però non troppo, perché le telecamere di SLN potrebbero essere lì dietro l’angolo a ricercare il più stupido dei particolari (Se non ricordo male sempre sulla corazzata Mediaset bastò un calzino azzurro di un giudice della causa Mondadori per montare un caso assurdo) per cercare di smontare la loro immagine e la loro credibilità.
    potrà bastare il web e l’appello di Lorella a ripararle da tutto questo? non lo so, offrire la mia solidarietà in questo caso mi sembra poco, ma soluzioni più concrete in questo momento non ne ho, come dice mammamsterdam ogni suggerimento è gradito
    mi viene in mente l’ottimo Gad Lerner e una puntata dell’infedele dove possiate finalmente replicare con lo stesso mezzo agli attacchi di striscia, ma oltre ad esulare dai miei poteri mi chiedo anche se non sia controproducente, non so è evidente dalla mia reazione confusa che questo post mi ha lasciato basita e preoccupata.Un abbraccio a te e Lorella!

  17. Marina Terragni ha chiesto a Ricci un confronto. Tutti da Lerner, magari. O altrove, ma un bel confronto senza trucchi. Anche a casa sua, o Ricci di questo non ha il coraggio? Forse un incontro ad armi pari gli fa paura? Una bella chiacchierata, suvvia, che male può fare? O preferisce continuare a colpire alle spalle e strisciare acquattato nell’ombra?

  18. Non accetterà mai, Ilaria. La comunicazione di Ricci è basata sull’annichilimento dell'”avversario” senza che al medesimo sia data possibilità di replica. A meno che la medesima non venga ritoccata in post-produzione. Il fascismo è vigliacco.

  19. Ho mandato una mail di protesta a Striscia la notizia, per quel che può servire. Se avete altre iniziative contro questa vergogna segnalatele qui sul blog, aderisco molto volentieri.
    Marino Buzzi

  20. Ilaria hai proprio ragione, del resto è da sempre il metodo di Ricci, non è prevista una possibilità di replica, perché dopo essere passati nel tritacarne di striscia dal suo punto di vista non si ha più diritto di parola, la sentenza è già stata emessa.
    i confronti per lui non esistono riparato com’è dietro gli scudi dei soldi e dei legali di mediaset, sa benissimo che questi funzionano da deterrente per chiunque.
    in questo caso rosica perché Loredana e Lorella continuano la loro battaglia fuori dal suo controllo, perché non se ne può impossessare e farne un spettacolino da circo, come oramai in Italia si fa con qualsiasi cosa, perché utilizzando un mezzo meno commerciale e meno potente del suo hanno conquistato l’attenzione e la stima di molte persone mandando all’aria un meccanismo oliato da anni di rimbambimento dello spettatore!!

  21. Io devo ammettere che purtroppo ogni giorno di più mi sta venendo voglia di possedere il Death Note. E per certo lo userei fino all’ultima riga.
    Mi sono immaginato perfettamente la scena dell’agguato. D’altronde è la stessa modalità che si osserva nei servizi. Domande martellanti e un lavoro rapsodico degno di Omero. Perché loro vogliono solo quelle parole lì. Te le fanno riascoltare 10 volte, poi scatta il commento e la risatina del pubblico. Speravo che con la conduzione dei due comici siciliano potessero mutare le cose. Illusione subito caduta.
    Loredana: tu e la Zanardo siete diventate il tafano di Ricci. Ma perché su Repubblica e Corriere non se ne parla? Il pubblico di Ricci è potenziale lettore?

  22. Io Striscia non la guardo da tempo, ma per anni sono stata una telespettatrice fedele. La mia impressione era quella di guardare un programma di denuncia che dava voce ai più deboli ecc…
    Sono ormai talmente abituata a questi tipi di assalti (non solo Striscia, ma anche Le Iene e altri ancora) che non avevo mai riflettuto sulla componente violenta dell’evento di per sé. C’è da dire che “di norma” questo tipo di trattamento è riservato a truffatori incalliti e criminali di vario genere, di fronte ai quali viene meno la mia stima e il mio rispetto. Tendenzialmente il mio primo pensiero è: “ben ti sta” ( più una serie di aggettivi e sostantivi non ripetibili). Quanto accaduto a Lorella Zanardo mi fa ancora una volta riflettere sulla mia influenzabilità. Mi chiedo infatti quale idea mi sarei fatta di tutta questa vicenda se non fossi mai incappata in questo (e altri) blog….e la risposta potrebbe non piacermi. Mi ritengo molto fortunata quindi ad avere avuto la possibilità di aprire gli occhi, ma quanti/e altri invece non hanno avuto la mia fortuna? Prima di avere un confronto, alle volte duro, con alcuni commentatori di questo blog ero una persona molto diversa, con convinzioni che credevo incrollabili e che da febbraio si sono sbriciolate (per fortuna). Non so se alla signora Zanardo potrà essere di conforto, ma mi piacerebbe farle sapere che io ero una di quelle che vedeva Striscia come un programma intoccabile e che additava Loredana Lipperini come una bigotta. Ora, chiaramente, non è più così e mi chiedo come sia stato possibile essere così ottusa in passato. Io, che all’inizio ho remato contro persone come voi, ora vi dico grazie. Non sarà una gran consolazione immagino, ma almeno sapete che il prezzo che state pagando è davvero dovuto a qualcosa.

  23. Lorella è vero che lui non accetterà mai un confronto però credo che a voi sia dovuto diritto di replica, anche fuori dal web.
    Ti ho vista dal vivo nella mia città un paio di mesi fa proprio nel periodo in cui Striscia ti attaccava di più, e mi aspettavo (forse sbagliando perché chi è venuto all’incontro voleva giustamente sentir parlare del libro) che tu parlassi anche della questione, non lo hai fatto.
    Allora per me quella fu una lezione di intelligenza, eleganza e superiorità (intesa in senso positivo non come snobberia) di una persona pulita che non ha bisogno di mistificare gli “avversari” ma porta avanti le proprie idee con fermezza e generosità.

  24. Hai ragione, Loredana. Io, per parte mia, continuerò a sostenere tutte le iniziative che daranno voce ai cittadini. Ho saputo ora di un’iniziativa, a Milano, per avere un Garante Comunale per la partecipazione, la trasparenza e il dibattito pubblico. E, più in tema, l’istituzione di un difensore dei diritti del telespettatore, che in Spagna esiste per il servizio pubblico (ed è una donna, dunque una difensora, proprio perché l’accento in questo momento è sulla rappresentazione discriminatoria delle donne) e il cui ruolo è comunicare con il pubblico, agire sulla base di denunce e reclami, oltre che a propria discrezione sulla base delle leggi, insomma avere quel dibattito con i cittadini che è la ragion d’essere di un servizio pubblico in quanto tale, potrebbe essere un passo, e idealmente non riguardare solo il servizio pubblico.
    Programmi come Striscia (r)esistono grazie al circolo vizioso di Auditel, al bavaglio che di fatto viene messo ai cittadini, e all’inevitabile seguito di bulletti e bullette che si sentono meglio di fronte all’umiliazione altrui. E ai complici poco coraggiosi. Ecco, credo che abbiano paura che sentire sempre più spesso che Striscia fa schifo dia il coraggio anche a chi finora ha avuto paura di essere isolato, di dire che in fondo anche a lui o lei Striscia fa schifo. Che è un programma mafioso e fascista nei contenuti e nelle strategie. Come quando a scuola si crea un fronte che ferma il bullo.

  25. Beh, penso anch’io che queste incursioni creino ansia in chi le subisce, quando si viene proiettate violentemente in uno scenario che non appartiene al proprio lavoro e al proprio quotidiano! Persone, donne, giornaliste, aggredite per le loro opinioni con il corollario di minacce legali, appostamenti, mail che inondano i blog, ecc. Solo che in tv tutto questo non appare, non si crea un dialogo e non si permette un contraddittorio, tutto viene mostrato con facezia e leggerezza.
    Almeno i giornali potrebbero occuparsene, no? Magari gli insegnanti e le scuole che hanno apprezzato e condiviso il documentario della Zanardo, potrebbero scrivere e protestare… soprattutto andrebbe descritta questa tecnica di sopraffazione che sta dilagando, elencando tutti gli episodi e le modalità. Cioè tirar fuori il concetto di killeraggio mediatico e parlarne non solo sulla rete, e non solo per giudici o politici, ma anche per chi, facendo semplicemete informazione, non può e non deve subire questi attacchi.

  26. Preciso che non volevo dare dei bulletti a tutti quelli che guardano o hanno guardato Striscia, ho appena letto Giulia e apprezzo moltissimo il suo commento. Cercavo solo di evidenziare una strategia e il punto, per me centrale, che ricorrere e rendere comicamente umiliato un truffatore è una sorta di anestetico che pian piano fa accettare, nell’illusione di una identificazione del cattivo e della sua messa alla gogna mediatica, tutte le vere denunce – che a loro volta vengono anche indebolite dal confine sempre più labile, per citare Ricci, tra “verità e varietà”.

  27. Davvero bello, il commento di Giulia qui sopra. Ripaga di tante amarezze.
    Sì, perché c’è chi come me, in seguito alle dure discussioni avvenute qui sopra su donne, media e Ricci, ha anche dovuto rompere con presunti “amici”. Era troppa la delusione nel vederli non solo abboccare all’amo e ricorrere al pavloviano argomento delle “bacchettone” e delle “sessuofobe”, ma addirittura diventare – in nome di non si sa bene quale battaglia libertaria, in realtà liberista – autentici pasdaran del velinismo. Quando, come ho fatto io, si arriva a rispondere all’ultima, demenziale mail con un perentorio “Ma te ne vai una buona volta affanculo?”, è comunque una sconfitta.
    Anche se, sul momento, una certa soddisfazione può pure darla… 🙂

  28. Volevo dire: “fa accettare i mali e i problemi presentati nelle vere denunce”. Nel senso che rende difficile distinguere, crea l’illusione che qualcosa si stia facendo, sposta l’attenzione. E rafforza in realtà il sistema. Chiedo scusa.

  29. Velina contro “gattamorta”
    Ieri la Velina di Montecristo, particolarmente loquace, ha rinfacciato a una Zanardo (nel suo solito cliché di madamina “stanca e indifesa”) le menzogne che impunemente continua a propalare su giornali e nelle scuole.
    La giusta battaglia in difesa delle donne non si combatte certo con le bugie e le mistificazioni o attaccando una libera trasmissione di satira.
    Ufficio stampa Striscia la Notizia

  30. Innanzitutto solidarietà a Lorella Zanardo, immagino quale senso di scoramento e disagio possa lasciare il succedersi di questi episodi.
    Anche secondo me sarebbe indispensabile arrivare a un confronto pubblico di qualche genere…
    Mi colpisce molto leggere di come Zanardo ha reagito cercando un dialogo con l’intervistatrice Elena (ma Elena e poi? gugolando elena + velina viene fuori sempre Elena Barolo, ex velina). Secondo voi come sarebbe invitare LEI, per proseguire la “conversazione” con Lorella in una sede diversa, dove il microfono non è impugnato da una parte sola? In fondo Ricci è l’ideatore di Striscia, ma Elena in questo caso si è proposta come intervistatrice, ha cercato Lorella con microfono e telecamera. Mandata da Striscia, certo, ma è lei che ci ha messo la faccia…Non so, forse è una sciocchezza eh.

  31. Io penso che se Striscia ha bisogno di negare (sbeffeggiare, minacciare, silenziare) le critiche, l’unica risposta è fare da cassa di risonanza. Inutile manifestare sdegno qui – o su altri blog: bisogna parlare con chi non legge ma ha sempre il televisore acceso, e guarda Striscia o cose analoghe. Bisogna trovare un modo per raccontare dove stiamo andando (o dove siamo già arrivati, che è più spaventoso) al vicino di casa, alla zia noiosa, al commesso del negozio di sport – a chi vi pare. Una volta c’erano i volantini, ora dovremmo inventare qualcos’altro.

  32. Il comunicato dell’ufficio propaganda di Striscia mi ricorda qualcosa…
    Un momento…
    Mumble mumble…
    Ah, sì!
    “Come un funebre rintocco, pesanti come il piombo, ripresero forma le parole:
    LA GUERRA E’ PACE
    LA LIBERTA’ E’ SCHIAVITU’
    L’IGNORANZA E’ FORZA.”

  33. Wu Ming1 voglio essere sincera: la battaglia intrapresa è durissima. E’ durissima per chi, come Loredana (e molti altri/e), conduce la battaglia ma anche per chi, come è accaduto a me, deve cambiare rotta. Il mio cambiamento è stato davvero repentino, ed è nato e si è sviluppato proprio qua, su questo blog. Il mio primo commento suonava più o meno così: “siete esagerati, il problema femminile ormai non esiste più”. Carino, vero, scrivere una cosa del genere in casa di chi lotta da anni per la questione femminile? Non sono una provocatrice, eppure nel momento in cui ho scritto quelle parole sapevo a cosa andavo incontro. Col senno di poi e dopo un po’ di autoanalisi, posso supporre di averlo fatto perché in fondo sapevo di aver scritto una stupidaggine ma non riuscivo a vedere dov’era la falla nel mio ragionamento. Come ha scritto ilaria ero anestetizzata, ne avevo coscienza ma non trovavo la via d’uscita. La via d’uscita me l’hanno indicata a calci nel didietro e ti dirò che era l’unico modo. La totale presa di coscienza è avvenuta pochi giorni dopo quel commento. Era il mio compleanno ma era un giorno importante anche per Loredana e tanti frequentatori di questo blog: era il 13 febbraio. Ti assicuro che scoprire di aver vissuto in un’altra dimensione per anni e accorgersi che anche quel poco che si credeva andasse bene in realtà era un enorme problema è stato traumatico e difficile da accettare. Quello che Loredana, Lorella e tutti voi chiedete al resto del mondo è di accettare che quel poco che si crede buono e giusto in realtà è l’ennesima presa per i fondelli, e di conseguenza di lottare contro ciò che si è difeso a spada tratta fino al giorno prima. Non so quale dei due ruoli sia più difficile: se quello di Loredana (e altri) o quello del resto del mondo. Come ha scritto LGO un grosso problema è anche da riscontrare nei mezzi a disposizione.

  34. Eh sì, le parole.
    Esemplare, il commento dell’Ufficio stampa di SLN: le parole, prese una a una, sono tutte corrette, condivisibili, ma combinate in quel modo lì, combinate alle immagine, ai toni, ai modi utilizzati… un’esplosione di protervia.
    E il commento di Giulia, di contro, ci fa capire quanto sia importante il confronto serio e leale.

  35. Sottolineo anche l'”impunemente”. E la critica come menzogna. Ma poi, chi ha attaccato chi? Il pervertimento è decisamente una delle loro armi preferite.

  36. Faccio il giornalista da oltre 30 anni, e lo faccio nella cronaca nera. Iniziai con gli anni di piombo e sto proseguendo in questi anni di merda. Chiedo scusa per l’autocitazione e per non prendere in specifica considerazione l’episodio che ispira il post, ma credo che il problema sia generale. Mi pare evidente che (spesso con incolpevole complicità di chi legge) venga ritenuto buon giornalismo quello sfacciato e incurante di qualunque remora. Quello che ti stana mentre sei sulla tazza del cesso o a dare gli omogeneizzati al pupo.
    La telecamera sparata in faccia o il taccuino spianato sotto al naso, sono strumenti di per sé invadenti e intimidatori. Oltre che (a mio modesto avviso) controproducenti per chi li usa, visto che possono anche sortire l’effetto di pietrificare la fonte di una notizia.
    Si confondono, temo, la platealità di un servizio giornalistico (o pseudo tale) e l’imbarazzo della “vittima”, con la autorevolezza del servizio medesimo. “Più fai una figura di merda, più io sono un grande giornalista”, sembra ispirare colleghi nella loro missione.
    Insomma, la forma che diventa sostanza.
    Un bel giorno (ma temo sia come il “domani” di Rossella O’Hara) si dovrebbe comprendere che il vero giornalista è colui che arriva alle “prede” con mezzi e modi assolutamente normali. Ciò che lo distingue dagli altri non è il metodo, ma la funzione. Che è quella di informare i lettori in maniera orizzontale, più o meno come quando passavi la versione di latino al tuo compagno di banco.
    Oggi, troppi giornalisti o pseudotali, ritengono che l’informazione debba procedere in senso verticale. Grandine di sassate che arrivano sul destinatario che deve subire in quanto lettore.
    Peccato che raramente si rifletta su un punto fondamentale. Ossia che il giornalista parla con un ministro, con un assassino, con il presidente della Repubblica o con una puttana, per il mestiere che fa e non certo perché è bello, potente e privilegiato.
    Riconducendo il tutto alla normalià di una professione, si potrebbe legittimamente e sanamente ritenere che tanto un giornalista è bravo a trovare una notizia, quanto un ciabattino è bravo a risuolare le scarpe. A ciascuno il suo, e sempre e comunque con grande rispetto.
    Ma il rispetto bisogna guadagnarselo e non pretenderlo.
    Piazzare una telecamera nella cucina della madre di Yara Gambirasio quando la donna ha da dire il nulla, serve solo a dimostrare quanto quella sottospecie di cronista sia stato abile ad arrivare fino a lì.
    Io ho visto e saputo cose che voi umani… :-). Ma me le tengo per me, in quanto spesso non c’è notizia oppure non ho modo di averne conferme. E la gente merita informazione, non palate di fuffa maleodorante.

  37. Devo dire molti grazie, e soprattutto a Giulia, che ha scritto due interventi splendidi.
    E grazie a Enrico. Con cui mi permetto di rilanciare. Dacci una mano a parlare di questa storia.

  38. Velina contro gattamorta mi mancava. E poi il “solito cliché di madamina stanca e indifesa”? Incredibile! Uno non può neanche più essere stanco! E deve reagire a urla e insulti, se no è una madamina indifesa.

  39. purtroppo loredana l’ufficio stampa di quello stesso paese civile dove un premier può dire che gli avversari politici non si lavano e puzzano, che alcuni pm sono un cancro della giustizia, che il Presidente della Repubblica dovrebbe avere meno potere ecc
    dove appunto ci rubano anche il senso vero delle parole di cui si appropriano: libertà, dignità, famiglia, pari opportunità, l’elenco sarebbe infinito, meno infinita è la nostra pazienza…
    PS un saluto a giulia ciao e brava questa è la famosa presa di coscienza di cui parlavamo tanti post fa, spero che tanti abbiano fatto il tuo stesso percorso!!!

  40. Propongo anche qui quanto suggerito sul blog della signora Zanardo.
    Forse scopro l’acqua calda, ma credo che sia necessario iniziare a scrivere email di protesta (tante, tantissime, il maggior numero possibile) non tanto a SLN quanto agli SPONSOR. Non guardo Striscia, lo ammetto, e sono allergica alle telepromozioni in generale quindi non ho idea di quali siano le aziende promosse da questo programma. Sono furente pero’ (understatement) percio’ se mi aiutate a raccogliere gli indirizzi email degli sponsor, creo un template di email ad hoc per chiarire che associarsi a SLN potrebbe risultare in un danno di immagine ed in perdite economiche perche’ ci impegnamo a boicottare i prodotti promossi da questa trasmissione.
    Questa gente non legge Orwell, non capisce le frecciatine dotte, non si interessa al futuro del Paese e nemmeno a quello delle proprie figlie e dei propri figli: capisce solo i soldi e bisogna iniziare a colpire da li’.

  41. Non sono d’accordo con quello che dice Lorella Zanardo quando scrive di provare solo tristezza nei confronti di “Elena”. E’ grazie alle “Elene” che gente come Ricci riesce a campare senza calli sulle mani. “Elena” non è un mandante, certo, “Elena” è la scheggia di schrapnel e Ricci l’esplosivo. Provo ribrezzo per entrambi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto