Ricevo una mail. E’ firmata, ma qui riduco la firma all’iniziale, A. E’ un giovane uomo. Ho deciso di renderla pubblica:
Carissima Loredana,
ti segnalo questo video condiviso su Facebook da un mio amico da sempre amante di rap ed hip-hop. Non sono mai stato partciolarmente ferrato in materia, tuttavia, come poi ho cercato di spiegargli di persona, trovo si tratti del peggior video musicale in cui mi sia imbattuto tra 2011 e 2012. Ciò per una serie di ragioni facilmente constatabili dopo anche pochi secondi di visione. La clip non si riscatta nemmeno nel finale, non cerca soluzioni ironiche (che, del resto, risulterebbero ipocrite dopo 3 minuti di maliziosi ammiccamenti e luoghi comuni maschilisti). Tutto quanto, dalla struttura ai contenuti del filmato, sembra il frutto di una mal riuscita parodia dell’ennesima pessima scopiazzatura del già di suo tremendo American Pie. E non sto enfatizzando.
Soprattutto mi preme evidenziare due punti:
- Il video si prende sul serio, dunque rispetta una concezione effettiva della realtà condivisa da più della metà delle persone che hanno visto e deciso di valutare il video (al momento leggo “2486 Mi piace, 2443 Non mi piace“)
- Il video vede protagonisti dei ragazzi, dei ragazzini, delle ragazze e delle ragazzine di età difficilmente definibile, sfruttando il famoso abbassamento dell'”entry point”. Costoro sono ideatori e star a tutto tondo del prodotto. Sembrano conoscere bene le strategie commerciali e rispettano i loro “ruoli predefiniti“.
Regia, testo e stereotipi sono decisamente desunti dalla più becera pornografia: si tratta della stessa costruzione riscontrabile nella maggior parte dei video hip-hop americani.
Ma come puoi vedere tu stessa, sono proprio gli americani a prenderci in giro:
Italian Pop Song About Oral Sex
Horny or Ernie?
Ecco, invece, alcuni commenti estratti da YouTube:
che cagne da bastonare! XD
frafreezeer
figa che cagne!!
solotwofingerz
Gionny scopatele!
MrRocche
Quantè fica Maite?? Dio porco.
IMTOSSICO93
Cazzo aspetti? Fottile!
TheHitmanFourtyseven
Che Faccia Da Porca Ha Maite PorcoDue
Elena91LesboXScelta
Minchia MAITE che troia!ispira un casino sesso! (…)
exacAKAdeta
MA MAITE AVRA’ 16 ANNI, E NA PORCA ASSURDA ( TROIA ) E GIA SEMBRA CHE SI VUOLE SCOPARE SCANDAL, AL ROGO1
coccinellanera32
LMAO!!!! “I’M ERNIE, ERNIE!”
…seriously??? “Tonight I’m gonna make you enjoy with a blowjob”???
Everyone involved with this video should be feeling humiliated right now because WE’RE ALL LAUGHING AT YOU!
Are there trailer parks in Italy?
jessinerr
Okay. As an Italian I ask you sorry for this crap. So embarassed : |
axLRey
clearly these Italians have very low standards…and are pedophiles..
55sxekristend
18+ only? How come you demand that when the girls in the video are 13?
Elyzater
strumenti di traduzione on line sono fresche. Posso far finta io sono italiano. Qui, qualche spaghetti. troie e puttane
Elyzater
Maite una carriera strappata al porno.
kryoist
E così via…
Inutile dire che gli unici commenti in merito a Gionny riguardano le sue doti canore e la qualità della canzone. In un paio di occasioni si insinua persino che la ragazza sia scesa a compromessi sessuali per prendere parte al video.
Ora, avendo verificato su Internet, mi duole ammettere di avere la stessa età di questo individuo. Lo dico da ragazzo, lo dico da uomo, lo dico da femminista (o profemminista, che tuttavia mi piace meno). Non ne posso davvero più.
Link al testo (le parti in inglese sono, come già sottolineato da alcuni utenti di YouTube, a dir poco maccheroniche)
Un’amica mi ha telefonato ieri per chiedermi di fare vedere le nostre figlie più spesso. Mi dice che sua figlia le ha chiesto di andare a prenderla a una festa di compleanno di un ex compagno delle elementari ora iscritto a una scuola privata milanese – religiosa, naturalmente, una delle scuole da cui proviene l’elite governativa e notarile del paese. Non si sentiva a suo agio. Il gioco suggerito dall’animatore era: ragazzi contro ragazze, inventare uno slogan. Slogan delle ragazze: “Noi abbiamo i milioni, voi siete coglioni”. Slogan dei ragazzi: “Troie! Troie! Troie!”. Alcuni genitori erano presenti – sono ragazzi di prima media. Non so nulla di casa abbiano fatto o detto, temo che abbiano riso.
Una madre ha consigliato alla mia amica di fare cambiare “look” alla figlia. Non si trucca e non si rende attraente con l’abbigliamento, difficilmente sarebbe accettata dal gruppo se volesse iscriversi a quella scuola (cosa che per fortuna la mia amica non intende fare).
Credo che l’amica voglia che le nostre figlie si frequentino perché io sono percepita come molto crtitica e consapevole rispetto a certi temi, e in grado di offrire strumenti di difesa alle mie figlie, e alle loro amiche.
Sempre ieri alcune colleghe mi hanno confermato di avere sentito parlare del gioco “faccia di pietra” di cui ho parlato altrove, diffuso tra i giovanissimi milanesi. Per chi non avesse letto, ha a che fare con il tema della canzone.
“del già di suo tremendo American Pie”
Guarda in American Pie, dietro tutte le gag (volutamente) volgari, i doppi sensi, le beceraggini (ma i cinepanettoni nostrani sono peggio) ecc..alla fine c’era almeno l’amore trionfante: nel secondo film della saga Jim capisce di amare (ricambiato) e nel terzo sposa la flautista Michelle che è la ragazza con cui ha perso la verginità nel primo…più romantico di così! Certo, non stiamo parlando di commedie brillanti
Purtroppo mi sa che il videoclip si è concentrato solo sulle beceraggini (peggiorandole)
…da tempo rifletto anche io sui commenti a varie cose blog/post/articoli di giornale/video…secondo leggendoli si trova il marasma qualunquista destroide in cui stiamo…in tutti se leggi quelli del corriere delle sera sono razzisti e classisti…e sessisti…se leggi quelli su youtube sono quasi sempre sessisti…è una faticosa palestra..perché alle volte non solo gli articoli in sé già sono criticabili..il contorno però spesso è molto peggio, di gran lunga peggio..ma d’altraparte viviamo nel paese dove i maggiori quotidiani si permettono di scrivere “la moldava” e manco si domandano perché….
Diciamo solo che benché l’ambiente Hip Hop non sia mai stato molto politically correct né sia famoso per il suo rispetto nei confronti delle donne, almeno nel caso specifico non parlerei di Hip Hop. Per favore.
L’hip hop è volentieri sborone, e da sempre accusato pesantemente (e giustamente) di sessismo. Però qui mi colpisce l’applicazione letterale e quasi magistrale di una consolidata strategia di marketing: favorisci l’identificazione del tuo target, dai loro quello che vogliono, anzi asseconda, legittima e solletica soprattutto gli istinti più bassi, così passi pure per schietto e trasgressivo, e avrai successo (più facile se li condividi genuinamente). Questo prodotto grottesco, con le lolite seminude al parco giochi, i leccalecca, lo schizzo di panna e persino l’inglese maccheronico, sembra uscito direttamente da un brainstorming di adolescenti infoiati seduti in fondo al pullman.
Ah, se cercate sul blog di Perez Hilton, se siete curiosi, potrete trovare anche il suo commento su questo video.
Caro A., se non ne puoi più tu come uomo, immaginati noi come donne 😉 e grazie alle mamme che spalleggiano le figlie quando vogliono vivere come gli pare e non come pare agli altri, anche se gli costa popolarità.
Che dire? L’ambiente è quello, la cultura è quella.
Recentemente uno dei più famosi rapper/produttore del mondo, Jay-Z, essendo diventato padre di una bambina, ha dichiarato che non dirà più “bitch” nelle sue canzoni: “Before I got in the game, made a change, and got rich/I didn’t think hard about using the word bitch/I rapped, I flipped it, I sold it, I lived it/Now with my daughter in this world I curse those that give it/No man will degrade her, or call her name/I’m so focused on your future, the degradation has passed/I wish you wealth, health and insight/ Forever young you may pass/Blue Ivy Carter, my angel?” a 42 anni ci è arrivato.
Eh, magari se un personaggio tanto influente dà l’esempio (“No man will degrade her”) qualcuno comincerà a svegliarsi.
Questo non è Hip Hop, questo è un ragazzino che gioca a fare il rapper imitando le merdate che vede su mtv.
Questo è hip hop: http://www.youtube.com/watch?v=hmrnGSoEeko
Mamma che schifo!
Ma se coi miei figli (maschio e femmina) non ho fatto nessuna fatica per spiegare che questa roba è immondizia (ci arrivavano da soli già a tredici anni) dite che è perchè siamo marziani o perchè queste cose partono da lontano e prevenire è meglio che curare?
Io avrei una mia idea di come si arriva a ritenere roba del genere come “artisticamente” connotata e rappresentazioni della sessualità di questo tono anche solo plausibili, ma preferisco che me lo spieghino le rappresentanti del libero pensiero nonchè entusiaste della “liberazione sessuale” dei mitici anni Sessanta – Settanta.
premesso che aspettavo il commento di Binaghi ( senza alcuna voglia di ironizzare ), puntuale e però stringato, a me vengono dei sinceri dubbi. Li espongo:
Caro A., dici di non poterne più, e va bene, ma che c’entra il fatto che sei uomo, ragazzo, femminista etc. Di cosa non ne puoi più? Contro la violenza si può agire, contro la libertà, questa libertà no. Possiamo censurare, ma non possiamo, e neanche dobbiamo impedire ad una ragazzina di voler dire quel che vuole dire. O mi sbaglio? Oppure vogliamo educare, ma cosa esattamente? Perché il sesso è bello e gli atteggiamenti del video non ci piacciono, perché tutti parlano di dignità? Forse perché riteniamo che una giusta considerazione di sé non prevede quell’atteggiamento? Se ci sono persone “così” ci sentiamo in dovere di parlarne, pensiamo che c’è qualcosa che non va?
giusto per non far perdere tempo, conosco questo blog, l’ho letto e riletto da cima a fondo.
@ Binaghi, se mi rispondi
perché questa roba è immondizia? questa roba sono persone, e non stanno facendo del male a nessuno.
Anche io mi aspettavo il commento di Binaghi e soprattutto mi aspettavo che prendesse spunto dal post per cercare di attaccare nuovamente briga. Si va a periodi. Caro #: non stanno ammazzando nessuno, e forse potevi trovare un commento più originale per sottintendere che questo blog che conosci così bene e di cui non hai evidentemente capito nulla è fatto da femmine sessuofobe. Una cosa è il sesso, una cosa è la Second Life della sessualità, la partita giocata in virtù di quel che ci si attende da te: lo scandaletto con ragazzine minorenni utilizzate come “cagne”. Il sesso, permettimi, è qualcosa di diverso da questo. E la censura (ma quanto siete fissati, ma quanta ansia avete: credete di essere circondati da censori con la bava) non serve: serve far passare una concezione diversa di come sono i rapporti fra uomini e donne.
Ps. per inciso la ragazza, Maite, va ancora a scuola. Probabilmente è diventata maggiorenne da poco, se lo è diventata. Tutto normale? Tutto logico?
@ lipperini
no aspetta, per favore prendimi sul serio, cioè considerami pure un cretino o quel che è, ma sono solo io che scrivo, e il riferimento alla censura non ha niente di storico o politico o non so cosa dietro, è solo la parola. e non mi ha sfiorato per un nanosecondo di parlare a femmine sessuofobe. so che hai a che fare con chi ti attacca, ma io non c’entro, ho letto le tue cose, ti ammiro e tutto il resto, sto solo cercando di parlare.
Perdonami, ma continuo a leggere non poca provocazione quando chiedi cosa ci sia che non vada in quel video. Mi sembra che sia estremamente esplicito, quello che non va.
#Perchè questa roba è immondizia?
Questa roba sono persone?
Ma tu dove vivi, vicino ad Arcore per caso?
@Lipperini
Attaccare briga? E perchè? Se per te “Eros e civiltà” non c’entra niente e la parola “eterogenesi dei fini” ti ricorda solo la numerosa famiglia del Presidente della Camera stai in pace e non sentirti turbata dalle mie malignità.
Binaghi, una parola sola: piantala.
“me lo spieghino le rappresentanti del libero pensiero nonchè entusiaste della “liberazione sessuale” dei mitici anni Sessanta – Settanta”.
(se non avessi capito: l’argomento è troppo serio per riportarlo ai tuoi giramenti. Definitivo. Grazie)
posso capire di star provocando, ma non è una provocazione strafottente o stronza. lo vedo anch’io quello che non va. però le mie domande posso essere rilette considerandole domande elementari e non più provocatorie.
In realtà partendo dal tuo ps, parrebbe logico quel che è successo, ovvero questo video è la logica conseguenza di varie premesse che ben conosci, hai studiato etc. però siccome non ci piace, pensiamo che cambiate le premesse, corrette anzi, non avremo più questa conseguenza. a me non importa tanto quale è la strada da seguire, io al massimo faccio numero, e comunque sto dalla tua parte, per quel che significa. io sto chiedendo non tanto di cosa ci sorprendiamo, e comunque vorrei sapere che peso attribuiamo a questo video con i terabyte di porno prodotti fino a oggi, ma se è possibile pensare con serenità che c’è una Maite che partecipa come vuole ai suoi video, senza che nessuno pensi “che troia” o “poveretta”.
comunque non volgio monopolizzare l’attenzione, magari altri aggiungeranno commenti.
io noto che è diventato difficile parlarsi come persone. io vorrei non avere addosso decenni di linguaggio giornalistico, non avere addosso opinioni, essere un cazzo di niente
Nessuno nega a Maite la libertà di far quello che vuole. E qui ritorniamo alla perenne questione della scelta, di quanto quella scelta sia libera e di quanto sia indotta. Perché se una ragazzina di sedici, diciassette anni ritiene che la via da percorrere per diventare una piccola diva sia quella di riportare usi e costumi videomusicali nel postriboletto del quartierino, forse quella scelta non è “così” libera.
Ps. Poi vorrei sapere cosa c’entra il linguaggio giornalistico.
Pps. Se non di quello che dovrebbe indagare su chi e cosa ci sia dietro certi giri musicali. per esempio.
…Oltre al linguaggio sessista, qui la cosa disgustosa è che la ragazza è EVIDENTEMENTE giovanissima e minorenne. Poi, questa è solo una delle porcherie che girano in rete. Ricordo molto bene una foto che girava su FB di una BAMBINA di massimo 14 anni che si fotografava dall’alto stringendosi il seno con le mani…le battute sulla pedofilia si sono sprecate, ovviamente. Perchè gli stessi che ai pedofili darebbero la castrazione chimica sono quelli che non vedono, oltre le tette, che quella è una ragazzina.
“ma tu dove vivi, vicino ad Arcore per caso?”
forse giornalistico non è adatto. linguaggio col pilota automatico, linguaggio con tutti i metasignificati, tranne quello letterale. sulla libertà ci penso meglio prima di riscrivere. però non t’arrabbiare troppo con binaghi.
per te la questione è seria, però puoi sopportare un pomeriggio di ricreazione.
“per me” la questione è seria? Andiamo bene. la questione è seria per tutti, vorrei sperare.
Ho fatto vedere il video ad amici che lavorano in una Tv di video musicali. Loro non lo passano,ne sorridono come di una tamarrata – sono maschi ok forse no nsi indignano, ma lo guardano col ghigno storto.. – insomma non lo apprezzano, innanzitutto perché la banalità del suo lato artistico ne evidenzia l’altrettanta banalità delle posizioni espresse nel testo – sono imitazioni di Snoopy Dogg e simili, fa parte diquella cultura sbagliata, ma paradossalmente credo sia più l’imitazione trash del mondo hip-hop che non la condivisione (Loredana non per ridimensionare, ma per introdurre una speranza:che secondo me, se davvero nella vita quel tipo si rivolgesse alle tipe così, queste o ne riderebbero o risponderebbero per le rime e lo manderebbero a quel paese). Comunque un segnale grave, ma che nasce da quell’ambiente che Ilaria descive nel primo commento. Le figlie diranno ai genitori che era per ridere, e lo ro i genitori si convinceranno, perché “che faccio gli meno?” e che così sono diventate un po’ famosoe e saranno magari anche loro, i genitori, un po’ contenti. del resto il video ha questa didascalia:” Haters make mu famous”, quindi più se ne parla male meglio è.
PS certo che però la (deriva?) evoluzione di quel che sono i frutti della liberazione sessuale e dell’educazione non repressiova conquistata per ragioni sacrosante 30 anni fa più o meno resta per me una qusestione non risolta, forse anche non discussa davvero, fino in fondo.
Non vedere l’età anagrafica oltre gli ammiccamenti sessuali di una ragazzina è un problema serissimo. So di gente ADULTA che in discoteca è andata con quindicenni o giù di lì, perchè la ragazza SEMBRA disinibita, sembra adulta, è truccata, ecc…Quando la sessualizzazione di un corpo è tale da non poter vedere la persona che c’è dietro, una ragazzina che ha bevuto troppo e vuole essere grande, che magari potrebbe essere tua figlia, è un problema molto serio.
cancelletto, ti rispondo io. E’ immondizia perchè: ad esempio perchè strizza l’occhio in tutti i modi all’asimmetria del rapporto tra uomo e donna.
Lo fa nel tono imperioso e sarcastico con cui si rivolge alla fortunata fanciulla della canzone, fai qui, fai là, mettiti così e cosà, tra argute spiritosaggini, mentre la voce femminile si produce nel classico e rassicurante ritornello oh-cielo-è-così-duro-che-mi-fa-male; lo fa nel video, in cui le uniche a prodursi in mimiche ammiccanti sono due ragazze, e questo malgrado ci siano nel video anche dei maschietti (ma anche altre ragazze) che però son vestiti di tutto punto, si comportano in modo cool e soprattutto non spompinano leccalecca e non vengono inquadrati continuamente su culo, inguine, labbra dischiuse ecc; lo fa alludendo in ogni modo alla giovanissima età delle ragazzine, fanciulle dagli occhi cerbiattosi, che al parco giochi si strusciano sul pincopanco, succhiano calippi e ricevono facial cumshot di panna montata dal macho Gionny. Lo fa anche nel rapporto numerico 2:1 (alla fine Gionny offre la sigaretta alle due fanciulline, forse provate dal suo “tsunami”). Impossibile non ravvisare proprio nelle inquadratura un desiderio di degradazione di quelle due ragazze, cioè uno non vorrebbe mai essere al loro posto…
Francamente parlare di “libera scelta” di una minorenne mi pare una gran cazzata.
Sai Anonimo (grazie, a proposito, per le puntualizzazioni): la deriva della libertà sessuale va certamente discussa. Quello che turba me, forse persino di più, è la didascalia che citi. Famous, o nulla? E, per diventare Famous, tutto?
G.L. Anche a me.
EC: Impossibile non ravvisare un desiderio di degradazione di quelle due ragazze
geeeeessssssssù
volevo dire: credo di capire quanto lavoro e impegno ci metti. per cui credo che le mie chiacchiere e i miei dubbi sono lavoro aggiunto. sto cercando di ragionare e dialogare. la questione è seria per tutti, ma tu lavori, io sto a casa ad occupare uno spazio garantito dal tuo lavoro.
ma quant’è difficile l’esame per non risultare troll et similia e neanche un alieno? spero non ci sia bisogno di aggiungere emoticons
Non sei un alieno, anche perchè ricordo bene i tuoi commenti non “cancellettici”. Ho capito. Ci sono contesti e contesti, però. Contesti dove la ricreazione ci sta. Altri dove è davvero difficile immaginarla. Ripeto: vai su Facebook e dai un’occhiata alla pagina di Maite. Io non mi sento affatto ricreata.
Aggiungo. Sono (quante? 2? 3?) (facciamo 3) tre settimane che su questo blog QUOTIDIANAMENTE si sta mostrando come la “libertà sessuale” sia stata ampiamente scaricata nel cesso (e sono tre settimane che provo nausea nell’aprire queste pagine) tirare fuori per questa stupidata la “liberazione” mi sembra terrificante.
.
Permettetemi un’ultima nota: spesso ‘sta gente si autodifende parlando di “cultura della strada”, ecco, conosco ragazze “di strada” (anche più giovani della signorina in questione) che a un poveretto così spedirebbero volentieri i coglioni a far compagnia alle tonsille.
Ancora una volta si cita “la liberazione sessuale” e gli anni sessanta/settanta come fonte di ogni male, svuotandola di significati e riducendola a un gruppo di freak impegnati in orge e scambi di coppia!
Questa visione ha fatto molto comodo negli anni ottanta e novanta per giustificare tette e culi e un certo tipo di comunicazione pubblicitaria che cominciava a prendere piede e questa continuiamo a riportare per sottolineare la “libertà” di Matie di fare ciò che vuole.
Peccato che nessuno si ricordi che la liberazione sessuale voleva creare nuove donne e nuovi uomini più consapevoli, chiedeva la possibilità di scegliere in modo sereno la propria vita (anche sessuale ma non solo, vedi legge sul divorzio), chiedeva maggiore parità di diritti.
Se poi negli anni questa libertà è diventata uso pornografico del corpo della sola donna per scopi commerciali, questo non ha nulla a che vedere con le istanze che mossero quel movimento, spero che questo lo si capisca una volta per tutte.
@ francesca violi
intanto grazie, poi io penso meglio a come reintervenire
Raccogliamo immagini dalla rete e dalla tv per analizzarle e ci servono nei ns progetti per le scuole. Esistono decine di gallery di immagini prese dai media che vengono smembrate e raccolte per tipologia: tette, culetti, ecc
Il corpo è oggetitivizzato e la persona diviene carne. Nelel scuole tutte e tutti sono al corrente di qs gallery, chi piu chi meno.
I commenti sono infinitamente piu inquietanti delle immagini: zero erotismo, violenza inaudita, voglia di sopraffazione.
E’ grave? a mio avviso sì. I ragazzi mutuano molto della loro in-capacità di relazione da questi video.
Il problema è che gli adulti ne sorridono, come riportato da Anonimo. Questo è il problema. Io, che sono zero bacchettona ma che non ho paura di essere criticata se dico che è un fenomeno devastante, ne parlo a scuola, con apertura, zero imabarazzi guardando negli occhi. E raccontando quanto tutte e tutti ci stiamo perdendo. Manca l’educazione alle relazioni. E noi adulti, per fare i fghetti e non sembrare dei moralisti, ci sbattiamo altamente le palle dei ragazzi e delle ragazze. Il nostro ruolo di mentori dimenticato, travestiti da 2oenni con l’unica preoccupazione di non apparire obsoleti. QUeste immagini sono devastanti, i ragazzi ne vedono migliaia e nei dibatitti poi se ne escono così: “Scusi ma la differenza tra porno e erotismo qual’è? io non lo capisco vedo porno da quando ho 12 anni, mi pare tutto uguale”.
Secondo me questo video è un perfetto esempio, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto sia necessaria l’educazione sessuale per i ragazzini e le ragazzine. Se ci sono adulti che davvero pensano che questa cosa sia “sessualità”, figuriamoci dei ragazzi delle medie.
E sulla questione della scelta: qui dentro penso che siano relativamente in pochi ad attribuire alle ragazzine del video davvero la “libertà di scelta”. Fuori di qui, però, considerarle in questo modo è la norma. E precisamente per il motivo che ha detto Laura V: non si riesce a vedere, oltre l’atteggiamento, la persona. Dietro quegli ammiccamenti – e anche dietro a quel corpo così conciato ed estremizzato – c’è un lavoro enorme su se stesse, che a sua volta discende da una repressione dell’individualità a favore dell’incanalamento in un modello. Repressione imposta dall’educazione e da un mercato che ha ormai invaso ogni spazio.
Mi viene in mente una discussione che ho avuto con un amico, un militante de sinistra che più de sinistra non si può, a proposito della vicenda del pogrom di Torino. Lui continuava a sostenere che la ragazzina avesse una grossa responsabilità in quanto accaduto, perché aveva scelto di accusare i Rom per salvarsi. Io rispondevo: ma è una ragazzina, vessata dai genitori, sottoposta a un’oppressione indicibile. E lui niente, non si muoveva dalla sua posizione.
Ecco appunto, prima di scrivere non avevo ancora letto il commento di Lorella Zanardo 🙂
“questa libertà è diventata uso pornografico del corpo”
Diventata? Per colpa dei fascisti, sicuramente.
E Cicciolina in Parlamento chi ce l’ha portata?
Magari la signora Lipperini che s’indigna alle mie battute se lo ricorda.
Poi hai voglia a spiegare che la Staller si batteva per la libera espressione dell’affettività (sic) nelle carceri. La gente si ostina a ricordare che i Radicali abbiano portato alle più alte dignità repubblicane l’indimenticabile protagonista di “Supermaschio per mogli viziose”
Binaghi, e dieci: abbiamo capito che hai problemi pregressi con femministe e radicali. Grazie. Adesso possiamo parlare di cose serie o dobbiamo continuare così a oltranza?
Questa della sessualizzazione sul filo della pedofilia, poi, è una delle rappresentazioni che, senza eccezioni, testimonia una completa asimmetria tra maschile e femminile. MAI si tollererebbe uno scherzo, una battuta pesante di due donne adulte su un bambino precocemente “ben fornito”!
laura v
esatto. SI è completamente sdoganato l’interesse sul filo della pedofilia di unomini adulti per ragazzine. Ne scrivo anche nel mio libro. E molti uomini, non tutti assolutamente non tutti, solidarizzano sul tema. Perchè temiamo di prednere posizione? Perchè noi donne adulte non aiutiamo a definire i confini? Le ragazzine si adeguano al mercato, ne vengono influenzate ma non ci stanno bene, per nulla.
Liberare la sessualità, per noi che abbiamo dato vita al movimento delle donne, ancora oggi significa voler porre fine, prima di tutto in noi stesse, ad una visione di donna vittima dell’uomo e dei suoi istinti di dominazione espressi anche e soprattutto mediante rapporti scanditi dalla mancanza di rispetto per il corpo e l’anima femminile.
La pornografia è quasi sempre la rappresentazione esatta dell’esercizio del dominio maschile ed è esattamente il contrario dell’erotico. Anche se in alcuni e alcune genera piacere.
Il problema è destrutturare il piacere, comprenderne le componenti e rifiutare quelle costituite dal dolore scambiato per piacere, dall’umiliazione creduta emozione necessaria all’atto sessuale.
Strada difficile e terreno di negoziazione ma non impossibile con quegli uomini disposti alla relazione autentica e per quelle donne disposte ad esplorarsi oltre la condizione imposta.
Questi uomini e queste donne sono coloro che hanno qualcosa da insegnare alle giovani generazioni.
Triste dirlo, ma questo è hip hop. Non nel senso che l’hip hop è solo roba come questa, ma c’è anche questo. Verso la fine degli anni Ottanta, a partire da sperimentazioni musicali precedenti (come quasi sempre nate nelle discoteche black), il rap e l’hip hop hanno mostrato un potenziale musicale, estetico, e anche politico notevole. Senza bisogno di rileggersi Il rap spiegato ai bianchi, basta ricordare i primi dischi dei Public Enemy o dei Beastie Boys. Roba troppo pericolosa, perché rischiava di veicolare i contenuti delle strade e dei ghetti, e (soprattutto) perché era una musica che si poteva fare con quattro-soldi-quattro. L’autoproduzione era dietro l’angolo, e cominciava a farsi vedere: troppo per le Majors, ma anche per l’establishment politico. Per inciso: in misura minore, ma lo stesso avveniva, per contagio o per imitazione, anche in Italia: Isola Posse, il primissimo Frankie-Hi-NRG, Onda Rossa Posse, AK-47, ecc. Come è stato stroncato dall’interno il rap? Con lo spazio dato alle componenti gangsta’, e a quelle sessuo-maschiliste. Rappare ha finito per coincidere con il veicolare contenuti che avevano a che fare con la grossa pistola, reale o “metaforica” che fosse. E i video hip hop una sorta di “Colpo grosso” a medio-bassa intensità. Naturalmente tutto questo non è accaduto in un atollo polinesiano né in una torre diroccata, ma all’interno di una società nella quale accadevano, su scala più ampia, gli stessi processi che qualcuno esaltava acriticamente come “modernizzazione”. La cosa grave di questo video non è tanto il linguaggio, verbale o del corpo: questa è moneta corrente. La cosa grave è che questo linguaggio sfrutta un codice che era nato per fare altro: per sovvertire la macchina di sovradeterminazione dei codici comunicativi. Parafrasando Pink, la ragazza che rappava senza timore reverenziale con(tro) i Run DMC è finita a ballare sul cubo in un video di 50 Cent. Quanto a questo mentecatto che canta: avrà la maglietta (ma solo quella) dei Run DMC, ma anche lui fa la scimmietta ammaestrata sul cubo. Solo che non lo sa.
Nell’olimpo della consequenzialità (dialoghino)
– Il video in questione dimostra quanto sia pericoloso ridurre l’educazione sessuale a informazione contraccettiva. Lo stupido galletto e le ninfette che vi si muovono infatti sembrano ignorare tutto tranne l’esistenza di preservativi alla fragola
– Quindi?
– La liberazione sessuale ha sdoganato la sessualità come un bene in sè, qualunque fossero le pulsioni soggiacenti?
– Quindi?
– Oltre ai reiterati “J’accuse” sarebbe d’uopo qualche “mea culpa”
– Tu hai dei problemi con femministe e radicali
– In effetti una compagna travestita da Dea Kali nel ’79 mi ha invitata a casa sua, mi ha detto “mi metto in libertà” e poi si è presentata con un rasoio da barbiere in mano
– E tu?
– Mi sono tuffato dalla finestra. Per fortuna era al primo piano.
sto’ video nun se po’ vedé! a me ha infastidito persino il pezzo finale quando il tipo offre le sigarette alle piccole ragazze, mi sa tanto di ricomprensa ‘da pedofilo’ del tipo- hey bimbe siete state così brave nel fare quello che vi ho detto che mo’ ve meritate na’ siga!- da non confondere con se*a!;) o la sigaretta come dimostrazione che, oh, ora ( dopo aver fatto i giochini da adulti) siete grandi e quindi per dimostrar(ve)lo fumate! io ci vedrei anche questo di molto negativo come messaggio
erotismo? personalmente trovo questo video erotico quanto un ambulatorio bulgaro. la cosa straordinaria è che, rispetto ai commenti, appare di una qualità paragonabile a un film di Bergman. Post dedicato a un nessuno mischiato col nulla. Secondo me, ovviamente. Se qualche minorenne si lascerà traviare da una simile ciofeca vorrà dire che era sulla strada buona già da prima.
Ovviamente non è il singolo video a “traviare” le ragazzine. Il problema è proprio la “normalità” di una faccetta lentigginosa e un corpo giovanissimo, seppur vestito in modo provocante, esposti in questo modo con la complicità degli uomini. Mi vengono in mente anche i discorsi che fanno alcuni insegnanti delle superiori, che sono “turbati” dalle ragazze più grandi…ma si rendessero conto!!
Da genitore mi chiedo che educazione abbiano dato/ stiano dando i genitori dei ragazzi del video. Già alle scuole medie servirebbero incontri con “esperti” sia per genitori sia per ragazzi. Ai giovani bisogna insegnare che si può scegliere, che il sesso non è mercificazione, e occorre educarli al rispetto per sé stessi e per gli altri.
Provo a vedere le cose da un’altra angolazione. Non mi interessa granchè se il video sia hip hop, rap o no. Non ho affezione per il genere. Dal rap comunque è passato molto molto di peggio.
Il video esprime una sintassi sessista – ma una compartecipazione equa di maschi e femmine, un piacere condiviso nel giocare i ruoli, che può non piacere ma di cui occorre politicamente prendere atto. I commenti invece cazziano le ragazze e le ingiuriano come troie, e premiano il maschietto.
Non metterei però l’accento sul fatto che la ragazzina è minorenne. Non so se c’è questo dietro. E’ tutto un discorso tra ragazzini mi pare.
Innanzitutto mi presento: sono Andrew, ho segnalato questo video a Loredana conoscendo bene il suo lavoro, così come quello di Elena Gianini Belotti e l’altrettanto scrupolosa opera critica ed analitica di Lorella Zanardo. Credo che diversi commenti abbiano espresso ciò che era mia intenzione mettere in luce molto meglio di quanto siano riuscite a fare le mie parole (un po’ scoordinate, molto indignate). Condivido gli interventi di Francesca Violi: hanno reso con chiarezza esattamente ciò di cui io non posso davvero più. L’ho detto da uomo perché credo che gli uomini, o meglio, i maschi abbiano colpe gravissime. L’ho detto da ragazzo perché sono un ragazzo e mi sento molto offeso da questa manifestazione di androcentrismo fine a sé stessa. Inoltre l’ho detto da femminista affinché questo aggettivo, che per molti miei coetanei (e non solo) parrebbe avere un sapore vintage ed una definita appartenenza sessuale, si riaffermi per il suo fondamentale significato, il quale non prevede discriminazioni di genere; pari diritti e pari dignità sono un principio basilare. Purtroppo quanto vediamo nel video in questione e leggiamo negli annessi commenti dimostra che è a tutt’oggi necessario assumere una posizione di contrasto, la qual cosa è senza dubbio sintomo di un malfunzionamento sociale. Il fatto che, nel quotidiano, un ragazzo comportandosi in questa maniera possa ricevere soltanto uno schiaffone non mi conforta. Egli riterrà lo schiaffone ingiustificato e questo non lo frenerà da umiliare e colpevolizzare la sua “preda”: l’estremo divario tra realtà e rappresentazione della realtà, sempre più evidente anche nella video produzione “dal basso”, induce a deviare ulteriormente la propria visione delle cose, generando sessismo e mortificazione.
Dovrebbero essere ovvietà. E allora perché ne discutiamo ancora?