FREE PRESS

Siete di Roma? Prendete la metropolitana? Molto bene. Se così fosse, procuratevi un giornale gratuito. Non i soliti (che pure, oramai, costituiscono la fonte di informazione quasi esclusiva della maggior parte degli italiani): bensì un settimanale  che oggi, per i motivi che saranno intuibili, si trovava  in pile notevoli alle uscite della metro.
E’ nato da poco.  Lo lancia Mario Farina. Come scriveva Gianni Barbacetto su Il Fatto quotidiano, Farina è il “principe della free press in Italia, l’editore dei quotidiani Metro e DNews, che ora lancia il primo settimanale free press di gossip: Io spio, 800 mila copie massicciamente distribuite a Milano e Roma. Chi raccoglie la pubblicità – cioè fa girare i soldi – nella macchina di Farina è lei, la Garnero Santanchè, con la sua Visibilia, concessionaria di Metro , DNews e di Io spio. Anche del Giornale, naturalmente (con Visibilia 2)”.
Bene. Qual è la copertina odierna di Io spio? Un fotogramma di un video ( tratto da un video girato al Fellini di Genova, disponibile su You Tube e  che non vi linkerò)  dove si vede una ragazza distesa, in bikini, con una mano sul pube, e due uomini seminudi e mascherati chini su di lei. La ragazza è Ruby. Il video è girato quando era ancora minorenne. Segue dettagliato servizio all’interno. Con altre immagini dello stesso tenore.
Domande?
Su Io Spio: Unità, uno e due.
AGGIORNAMENTO.
(Adnkronos). “L’Ordine del giornalisti del Lazio, dopo aver esaminato il numero in distribuzione oggi del settimanale “Io Spio”, ha deciso di aprire un’inchiesta e di ascoltare nella prossima settimana il direttore responsabile della pubblicazione per stabilire se esistono violazione dell’art.2 della legge 3 febbraio 1963 n.69, nonché della Carta dei Doveri”. Lo riferisce l’Ordine dei Giornalisti del Lazio in una nota.
Prendere la metro serve.

207 pensieri su “FREE PRESS

  1. Pare che ultimamente Silvio canticchi, mentre si infila il parrucchino:
    “She would never say where she came from
    Yesterday don’t matter if it’s gone
    While the sun is bright
    Or in the darkest night
    No one knows
    She comes and goes
    Goodbye, Ruby Tuesday
    Who could hang a name on you?
    When you change with every new day
    Still I’m gonna miss you… “

  2. Mi sembra importante che si sottolinei che anche Santoro si sia prestato, è la trasversalità del sessismo. La versione di quelli è che la bava è predicato naturale del maschio, la versione nostrana è che tutto è più importante della bava, che anzi può essere strumentalizzata.
    Questo è l’atteggiamento di molti. La questione del problema Ruby è avvertito come un cavallo di troia – alcuni trovano il doppio senso anche simpatico – ma non gliene importa niente.
    Per quanto riguarda Io Spio, non solo hai ragione ma tremo alle occasioni future che ci darà per dibattere.
    🙁

  3. Cara la mia Loredana, che domande vuoi che faccia … mi sento così smarrita davanti a tanta impudicizia e vergogna. La santanchè … fa ANCHE questo? Non ho nè voglia di scherzare nè tantomeno di sentire ironie sarcasmi barzellette su questa gentaglia. Mi chiedo però come mai soltanto adesso che la frittata si è bruciata, anzi è andata completamente in fumo, molti si accorgono, e si meravigliano, dello sfascio in cui ci hanno precipitati. Mi chiedo come mai tante teste d’uovo hanno pensato che quell’essere che ne aveva fatte più di bertoldo da imprenditore, potesse essere anche soltanto un mediocre politico! Ecco, me lo chiedo, ma non lo chiedo a nessuno. Io la risposta non so darla.

  4. Il problema di questo video non è il video in sé ma il fatto che si permetta a una minorenne di compiere queste azioni. Cioè io non so com’è la legge in questi casi, cioè da che età parta la facoltà di autodeterminazione, forse dai sedici anni e allora tutto legale. Rimane una questione morale, ma la morale, se non tradotta in legge, si riduce a senso comune e quindi sta ai singoli.
    Diceva il sociologo che la morale è la media dei comportamenti. Forse la media dei comportamenti sta diventando immorale, e questo è il risultato.

  5. da sottolineare anche che fin dal primo giorno Repubblica ha pubblicato tutte le foto di Ruby seminuda in prima pagina, con tanto di link alla sua ‘gallery’ personale su Facebook. (Be’, dovere di cronaca, diritto all’informazione, la missione del giornalismo libero, no bavaglio, ecc….) Quando poi, TRE GIORNI DOPO, ha compiuto 18 anni, le foto su repubblica sono rimaste, solo ‘specettate’ (non erano più coperti gli occhi, che la rendevano irriconoscibile, certo). Non era più “una ragazzina minorenne smarrita e clandestina abusata da un orco”, ma una pinup che fa vendere di più. A proposito di ipocrisia. E di campagne di moralizzazione.

  6. mi associo a zauberei e diana,
    e una domanda ce l’ho, ed è per Santoro: perché ha mandato in onda quel video? cosa aggiunge e cosa toglie a una vicenda che ormai è abbastanza delineata?
    La stessa domanda è per Repubblica: perché ha pubblicato quelle foto?

  7. Io non la vedo in questi termini. Capisco anche, e bene direi, il commento di Diana. Lo sbattere la ninfa in prima pagina (o nelle gallerie d’immagini, che peraltro sono le più viste dagli utenti web) è un discorso che investe, appunto la moralità, l’opportunità, il buon gusto, un senso paterno/materno di morigeratezza nei costumi, di stile e di sobrietà che oggi praticamente non esiste quasi più nel discorso pubblico; tuttavia occorre considerare che le ragioni di questo accanimento iconografico sono primariamente politiche, in questo caso. il giornale “la Repubblica” si è autoinvestito di una missione ben precisa – che, scusatemi, io condivido pienamente – e sta cercando di usare tutti i mezzi consentiti a norma di legge per raggiungerlo: mostrare che il re è nudo e circondato di minorenni, escort e quant’altro, e che usa il potere pubblico per fini privati. Se uno dei mezzi per arrivare a questo scopo è mostrare (peraltro rispettando la legge, mi è parso di capire) fotografie di una ragazza adolescente alquanto disinibita e arrivista, pronta a vendersi in tutti i modi per denaro e fama, non mi oppongo. Attenzione, non sto colpevolizzando la ragazza. La sua indole o i suoi comportamenti non sono sotto giudizio, sono un dato di fatto con cui questo discorso pubblico deve misurarsi in modo, direi quasi, asettico, perché la posta in gioco è ben più alta dell’onore o della protezione di una ragazza che, da quel che si può vedere, sa il fatto suo e non va considerata come una bambina; certamente non da qualche giorno, visto che è maggiorenne.

  8. Io non ci trovo niente di male. La verità è quella, siamo un Paese in cui le bugie di una minorenne possono far cadere il Governo… Leggete il servizio all’interno! Hanno ragione

  9. Se hanno ragione, lo dimostreranno all’Ordine, Paolo. La mia domanda è se si può distribuire gratuitamente, all’uscita della metropolitana, una serie di immagini soft-core in prima pagina. E per uno scopo ben preciso, peraltro.

  10. un’altra domanda, alla Santanchè: è felice di raccogliere pubblicità per un “giornale” che pubblica in prima pagina immagini di tale tipo? è questo lo scopo delle sue battaglie contro il burqa?
    E poi (domanda retorica): in che Paese siamo se per (di)mostrare che “il re è nudo”, mostriamo foto delle fanciulle (queste, sì, davvero nude) che in qualche modo gli gravitano attorno?

  11. Santoro ha commentato il video dicendo tipo: vediamo tutta la supposta protezione nei confronti della ragazza dove la portano.
    Cioè mi è sembrato evidente che l’intento fosse quello di infrangere l’ipocrisia sul supposto gesto di generosità di B. e dei suoi delegati che hanno ‘preso in carico’ la ragazza.
    Dire che ruby fosse finita a fare la cubista o la ballerina erotica e farlo vedere, beh l’impatto è ben diverso.
    Il filmato ha mostrato tutto lo squallore legato alla vicenda di questa ragazzina e ha contato più di mille argomentazioni.
    Certo la cosa agghiacciante è il fatto che una persona minorenne o meno, così alla deriva, si accompagni a decine e decine di suoi simili senza che nessuno, pur avendone la facoltà, le dia un sostegno umano reale.
    Questo, mi sembra, il vero cuore nero di questa vicenda.
    Purtroppo senza la forza di certe immagini non si riesce a varcare la scorza dell’opinione pubblica. L’etica giornalistica entra in gioco nel commento alle immagini.
    Nel senso comune, purtroppo, Ruby-personaggio, procace e sensuale era maggiorenne ‘di fatto’… quindi la questione è: il giornalismo deve seguire il linguaggio del senso comune e segnare il passo con l’opinione pubblica, o perdere qualche occasione e rimanere legato alla concretezza?
    D.

  12. Loredana, io non cercherei il pelo nell’uovo, in questo caso. Quella che per te è una questione fondamentale di etica, vista la tua encomiabile attività pubblicistica e di sensibilizzazione sulla dignità della donna, qui viene inghiottita da una questione politica che ha la priorità. Non è un banale «il fine giustifica i mezzi» ma una semplice questione di confluenza fra una crisi politica senza precedenti e una serie di motivazioni grazie alle quali si può forse far cadere il governo. Se in mezzo c’è qualche foto scollacciata, è semplicemente il riflesso della situazione stessa. In un altro paese sarebbe stata solo una frase razzista a far cadere il governo, o i semplici dati economico-finanziari, qui ci vogliono giustificazioni ancora più pesanti ed evidenti, siamo a livello di «pistola fumante» (o altre battute assortite in tema), o di Roma che brucia, o che so io. Siamo insomma a un livello nel quale occorre andarci giù pesante per avere dei risultati. Poi, altro è l’uso che ne hanno fatto i giornalisti di Repubblica, altro è quello che ne ha fatto Santoro, altro ancora è «Io Spio». Credo che occorra fare dei distinguo su queste tre strategie. Mi pare che Repubblica, anche se con stile altalenante, renda chiaro che l’uso di queste immagini ha una funzione di denuncia di determinati fatti, con la presentazione di un ampio corredo di notizie e testimonianze; Santoro è stato scandalistico e come al solito faziosissimo, al solo scopo di buttarla in caciara in base a una sua tesi precostituita, violenta nell’atteggiamento e nel modo di porla; «Io Spio» è un giornalaccio per pendolari, un fogliettone che non si presenta affatto sotto mentite spoglie, una sorta di Cronaca Vera gratuito, e casomai eventuali azioni contro di esso dovrebbero essere mosse dall’Ordine, appunto, su basi legali, non su basi morali.

  13. l’argomento è spinoso, tuttavia molto interessante ed è stato trattato su un altro blog, quello di Massimo Mantellini, qualche giorno fa. http://www.mantellini.it/?p=9639
    In quella sede Alessandro Gilioli faceva emergere la contraddizione che un giornalista si trova a dover affrontare mediando fra tutte le sue convinzioni ed opinioni e, naturalmente, senza certezze: ministero talebano della censura o restituzione senza remore del tal-quale?
    Il giornalista rende un servizio migliore censurando o mostrando?

  14. Marco: purtroppo la stragrande maggioranza degli italiani si informa sui fogliacci per pendolari. Ed ecco che etica e codice si intrecciano.
    Sir Robin: c’è una differenza fra censura e uso strumentale delle immagini.

  15. non so veramente come si possa ancora credere che queste immagini, così “ridondanti” rispetto alla sostanza della notizia utile, vengano pubblicate per ragioni politiche.
    Basta vedere che i giornali sono passati dalle foto di Sarah a quelle di Ruby senza soluzione di continuità.
    Speriamo che nei confronti di Io spio risultino gli estremi per provvedimenti.

  16. Colgo la palla al balzo del parallelismo tra Sarah Scazzi e Ruby, nel vedere il padre di Ruby che allontanava l’inviata di Annozero in modo intransigente e commovente, non ho potuto non pensare alla sovraesposizione mediatica dei famigliari Scazzi.
    Mi scuso per l’off-topic.
    D:

  17. tra i ‘fogliacci da pendolari’ distribuiti a Roma (e in altre città d’Italia) ce n’è uno che si intitola City. Mio padre – una vita da giornalista a Paese Sera (quello di Coen e del supplemento libri) – era un appassionato lettore di City, che riteneva il miglior quotidiano in circolazione. Tutte le notizie importanti, ottimamente sintetizzate e distribuite in pagine ottimizzate per la lettura (e senza io ipertrofici, diceva lui). Una volta, poco prima di morire, mi ha chiesto di telefonare al direttore, e ha voluto parlargli per complimentarsi con lui, da vecchio giornalista a giovane. Onestamente, tra Io Spio, Repubblica e Santoro non riesco a vedere differenze sostanziali, almeno sul piano della ‘morale’ (qualunque peso vogliamo dare alla morale) . Quanto all’approfondimento… oggi c’è la rete, e guardarsi intorno.

  18. Ho visto quel video amatoriale su Facebook, dove gira da un po’.
    L’ottica era tutta diversa, secondo me.
    Oltre al fermo immagine e alla didascalia con freccina per indicare la povera minorenne perseguitata, a un certo punto c’era lo stesso fermo immagine dedicato a uno degli spettatori che assistevano con lo sguardo ebete, il sorrisetto e la mascella cascante.
    La didascalia era “italiota tipico”.
    Ecco, messa cosi’ la critica del video, secondo me, assume tutto un altro aspetto: chiedersi perche’ esistano posti “porno soft” del genere, chi ne siano i frequentatori, come si possa permettere che delle minorenni si esibiscano in quel modo.
    Forse cosi’ ci si renderebbe anche conto che il problema non e’ mica solo il premier, ma una parte consistente del Paese che gli sta alle spalle.

  19. Chi si stupisce dell’utilizzo fatto da Santoro del medesimo video non ha capito chi è santoro e soprattutto cos’è la televisione.
    Prima di scendere in politica Berlusconi si era creato i suoi elettori, o meglio la televisione li ha creati e lui che sa bene cos’è la televisione ha capito che era il momento per cavalcare la tigre, pardon il mulo.
    McLuhan diceva che Hitler alla televisione sarebbe apparso ridicolo, e infatti era una creatura della radio. Le lolite discinte e le deputate coi labbroni siliconati non sono un accidente, ma il correlativo oggettivo di Berlusconi. Per quanto riguarda lor signore, la correttezza o solidarietà di genere che vi impedisce di vedere nelle puttane di regime altro da quello che sono, cioè sempre e solo vittime e mai complici, è una palla al piede di cui prima o poi vi dovrete liberare.

  20. Salve Loredana, ti ho sempre seguita con piacere, ho letto i tuoi libri e sei stata tu ad illuminarmi sulla questione femminile col tuo libro “ancora dalla parte della bambine”. Sulla questione delle vecchie, sai, se non avessi letto la tua ultima opera, starei ancora a fare gli stessi vecchi discorsi di prima. Ma è da un po’ di tempo che trovo ciò che scrivi un po’…. retorico? Sì, retorico. Cioè, io ci vivo a Roma, e non vivo proprio in braccio al papa, vivo in culopoli, ché m’affaccio dalla finestra e vedo le macchine del raccordo.
    La cosa che hai scritto qui sopra mi lascia molto interdetta, visto che Roma sta andando a quel paese, con quel fascio d’Alemanno e gente simile. Mi sembra retorico stupirsi di certe situazioni, tipo il giornale che hai citato in questo post, quando poi a Roma succede di tutto e di più, ma effettivamente le realtà femministe non fanno niente.
    E allora io mi chiedo, e ti chiedo, senza retorica né rancore: ma come fai a scrivere i libri che scrivi,e poi a non dire/agire sulla realtà romana quando succedono cose come quelle di Maricica (tanto per fare un esempio a caso, e quello più famoso)? Noi a Roma ci proviamo a fare qualcosa, ma siamo sempre tre gatte, ed è per questo che ciò che scrivi mi sembra retorico, ultimamente.
    E non parlo solo di te. Ma tutta ‘sta gente che ti commenta, dico io, lo sa quello che succede alle donne? Se non lo sa, può leggerlo qui: http://www.bolletino-di-guerra.noblogs.org
    Queste sono donne che fanno una discreta fatica per raccogliere tutte le notizie di femminicidi. Perchè di queste cose non parli?
    E poi, perchè non parli di ciò che le donne subiscono su Facebook tutti i giorni, dei siti clonati, dei gruppi copiati, delle violenze strumentalizzate anche dall’ultimo dei poveracci che gira per la rete?
    Non sono domande retoriche, mi piacerebbe veramente capirne il motivo.
    So ovviamente che non sei un’agenzia di notizie, però questo silenzio è assordante, mi lascia senza parole e mi fa anche soffrire.
    Lady Losca

  21. Insisto, perdonatemi. Non è possibile fare un parallelo fra i due contesti se non si ha sotto gli occhi una copia del free magazine. Altrimenti stiamo parlando di nulla. La copertina e l’inserto. Il tipo di immagini scelte e il testo. Fidatevi, no?
    Diana. Con tutto il rispetto per tuo padre, perdonami ma devo dissentire. Io trovo che la free press abbia fatto e continui a fare sfracelli per quanto riguarda l’informazione. E non per gli ego ipertrofici ma per come vengono scelte le notizie da pubblicare e strillare in prima.
    Quanto alla rete: avercene. Siamo in fondo alle classifiche per accesso alla medesima, sapevi?

  22. Lady Losca. Qualcosa, se me lo permetti, tento di fare. Compresa la segnalazione di oggi: certo, non posso fare tutto. Non posso occuparmi di tutto (e di Maricica mi sono occupata, anche a Fahrenheit, peraltro).
    Dirmi che non parlo di queste cose è ingeneroso.
    Ah. Vivo anche io in culopoli. Grazie.

  23. senz’altro d’accordo anche con binaghi. Naturalmente.
    Con il mio primo post non volevo dare un giudizio su Ruby, ma sottolineare l’ipocrisia di chi l’ha usata non una, ma due volte. Per togliere voti a Berlusconi e vendere di più. Due scopi legittimi, che però diventano parodia di se stessi quando li si maschera da battaglie ideali.

  24. @loredana. Per carità. Avrai le tue ragioni, e mio padre poteva naturalmente sbagliarsi. Lo ricordo come un suo momento di grande entusiasmo, quasi infantile, però, quando mi diceva: “Guarda, guarda la prima pagina di City oggi…”

  25. Non sapevo che avessi parlato di Maricica, perdonami, quando vai in onda non posso ascoltarti perchè lavoro. In ogni caso mi sembra che manchi un discorso di cultura antifascista e antisessista nei tuoi discorsi. Cioè, ogni ffatto sembra un caso a sé, e secondo me chi ti legge potrebbe pensare che le cose si cambiano solo se prendiamo di mira questo o quel giornale/pubblicità/televisione di turno. Non è così, e per questo non mi trovo molto d’accordo con le mail bombing ecc ecc. Come qualcuno ha fatto notare tra i commenti il sessismo è trasversale. Ed è questo, secondo me, che va fatto capire quando si scrive. Non ti sto dicendo “fai troppo poco”, chi sono io per dirlo? Semplicemente credo che fare discorsi spezzettati non ha nessun effetto se non quello di far credere che il sessismo è isolato.
    Lady Losca.

  26. Cara Lady Losca, l’immaginario è fatto di dettagli. E i dettagli vanno a comporre un quadro d’insieme. Mi sembra di averlo detto, sia qui che nei libri, molte volte. E’ evidente che bisogna agire soprattutto sul quadro d’insieme e dunque sul sociale e sul politico. Ma anche il dettaglio, qualora individuato, va colpito.
    Una volta che abbiamo detto che il sessismo c’è, ed è trasversale, quale risultato abbiamo ottenuto se poi, con pazienza, non si vanno a individuare e colpire anche i casi isolati, anche le briciole che possono apparire cazzatelle? Questa, almeno, la mia opinione e la mia pratica. Segnalare un giornale che viene diffuso in ottocentomila copie e che stamattina andava a ruba, proponendo immagini intollerabili fra i famigerati pendolari di cui si è parlato, sarà pochissima cosa: ma è una cosa. Un fatto.
    Quanto al concetto che il sessimo sia ovunque, mi pare che lo stia dicendo da almeno tre anni.
    Le cose cambiano se guardiamo anche agli episodi in apparenza insignificanti. Se cerchiamo di ribaltare una narrazione, che è in quella in cui ci muoviamo.
    Questo è quello in cui credo e quello che cerco di fare, tutti i giorni, su questo blog e nei luoghi dove lavoro. Mi rendo conto che è poco, o può sembrarlo. Che dirti? Chiedo venia?

  27. Prendere la Metro serve. E’ molto istruttivo. Qui ci bazzica un paese diverso fatto di anziani, studenti, donne e stranieri. Gente che tira avanti con molta dignità e pazienza (e ce ne vuole nei mezzi pubblici) e che veramente non merita, solo perché gratis, di trovarsi tra le mani un prodotto come “Io Spio”.

  28. Ma perché allora in piazza non ci viene nessuno? Perché la nostra rabbia non cambia le cose? A Roma, in particolar modo.
    Mi stupisce che un blog così tanto letto come il tuo abbia poi nessun/poco effetto sulla realtà.
    E qui passo la palla a chi ti legge.

  29. @Lady Losca. Quante sono le donne che in questo momento hanno in borsa “Io Spio”, tra i “famigerati” pendolari? Come proteggere le donne da quelle donne? E quelle donne da questi uomini? E da questi…. eccetera.

  30. E tu perchè non lo usi, questo blog? Perchè non posti, qui, nei commenti o dove vuoi, le notizie che riguardano gli appuntamenti? Perchè non fai rete (o magari la fai) con Zeroviolenzadonne.it che segnala tutte le iniziative di questo tipo?
    Provo a darti una risposta a quello che mi chiedi: perchè se non si incide sulle piccolezze, sui dettagli famigerati, non cambiano le cose. Non basta la piazza: ci vogliono azioni sulle storie che ci hanno raccontato da vent’anni a questa parte. Ieri sera i miei figli mi dicevano: “fai qualcosa contro il mondo di patty perchè educa una generazione a credere nella cultura del vincente”. E la farò.
    Sai cosa raccontò Berlusconi a un giornalista, vent’anni fa? Che avrebbe cambiato l’Italia con Dallas, Drive In e il Costanzo Show. Lo ha fatto. Ecco perchè insisto nelle mie “cazzatelle”, a costo di sembrare snob, scollata della realtà e pure abitante in centro, porca miseria.

  31. In Italia c’è una grave, pesante questione femminile. Ma ce n’è una enorme, epocale, di fine civiltà. Maschile. Ed è quella che impedisce di affrontare tutto il resto.
    Mi dispiace, ma lo squallore si deve vedere. Ci deve inseguire fin dentro le case. Dovete sapere dove le vostre figlie/nipoti/cugine vengono invitate, incitate, incistate. Dovete vedere come si tirano su 5000 euro pro manibus a fronte di 500, se va bene, per un mese di lavoro a progetto da laureata dopo anni di culo sui libri. Ci/vi devono perseguitare, quelle immagini, per me andrebbero proiettate nelle piazze. Se no ha ragione l’ipocrisia nazionale. Ha ragione la Santanchè, fondatrice delle mamme anti-burqa e del puttanodromo Billionaire, e ora anche del fogliaccio locale, a spacciarsi come tutrice della libertà delle donne.
    I commenti è tutto uguale di diana fanno vomitare. L’ipocrisia di Pellitteri, repubblica no ma santoro è faziosissimo che fa tanto figo dirlo, pure.
    L.

  32. Maschile, dice bene Luca.
    E poi, ribadisco, andate a guardare Io Spio. Vedete come hanno schiaffato in prima pagina quel fotogramma. Guardate le didascalie delle scene lesbo. E ne riparliamo. Tutto non è uguale a tutto, maledizione.

  33. Non ho detto che fai cazzatelle. Ho detto che certi post sembrano retorici, ed è molto diverso.
    Partecipo in rete, e a volte mi rendo conto che ci sto pure troppo.
    Non vorrei dover mantenere l’anonimato sempre e comunque, ma è evidente che ci sono dei motivi se mi firmo con questo nickname, e cioè che sono sempre qui, a leggere e a fare cose, bersagliata ovunque da maschilisti che mi vogliono impedire di dire ciò che penso – e come me tante altre ragazze.
    Qui sotto ti/vi linko una cosa che vogliamo fare, ma che purtroppo è difficile portare avanti
    http://controlaviolenzasulledonne.noblogs.org/
    se ti/vi interessa aiutarci a farla, potete iscrivevi a questa mailing list, dove ne discutiamo gli aspetti organizzativi http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/11/25/femminismo-a-sud-abbiamo-una-mailing-list/
    Verrò più spesso a romperti/vi le scatole, visto che mi ci hai invitata espressamente 🙂
    Lady Losca.

  34. @luca – i miei commenti sono del tipo: cerchiamo almeno di essere onesti, se vogliamo fare battaglie civili, morali e via dicendo. E su questo piano molto è uguale, sì, non tutto.
    Incistate?

  35. Loredana
    non entrare nel circo dei freaks perchè prima occorrerebbe trovare una lingua comune.
    Non so, se proprio devo dirla tutta a me piace il clima perverso di sucicidio collettivo. Questo carnevale inviniti dal quale non usciamo. ha un che di apocalittico.
    In quanto alla questione femminile basta trattare le donne da lobotomizzate, se decidono per una strada, affari loro, chi sono io per dire che sbagliano. Fermo restando che io sono libera di farne una questione personale, non in base al genere, ma in base alla persona.
    Sono delle grandi troie e se le becco, in questo bel carnevale, le rimpio di shiaffi, magari qualcosa imparano.
    In questo momento è del tutto inutile cercare un linguaggio…

  36. Non so, sarà anche di grado inferiore – ma io ho trovato Santoro diverse volte parecchio discutibile in termini di etica giornalistica. Ma anche di etica punto. Della faziosità me ne sbatto – so faziosa anche io, quasi mi pare un valore. Sono i toni e le scelte e i modi che trovo discutibili – fatto salve le differenze di grado di cui parlava Loredana.
    Pillitteri se comunque ancora ritieni che chi protesta per queste cose lo fa per un problema di morigeratezza dei costumi, per tenerezze svariate – oddio, non trovo un modo migliore di dire – che non hai capito proprio niente. E pure qualcosa devi aver origliato.

  37. come ha appena scritto Alessandra, non conviene trattare le donne da lobotomizzate, quando fanno scelte diverse dalle nostre. Credo che rappresenti un colossale autogol. Questo non significa dire che tutto va bene com’è. Piuttosto: il cambiamento comincia da me, ho risorse e energie per incidere. Sono responsabile e competente. Come tutte.

  38. Io sono indignata. Dove finisce il corretto dovere di cronaca sulle vicende di chi ci dovrebbe rappresentare politicamente e dove comincia il perverso gioco al solletico del voyeurismo del pubblico?
    Se non capiamo che è in primis attraverso i media che si perpetra la subcultura pruriginosa e sessista che ci ammorba, in questo Paese non cambierà mai niente. Muteranno le facce, ma non la sostanza.

  39. Quello che mi ha colpito più di tutto, uscendo dal metrò oggi a Eur Palasport per recarmi in ufficio, era proprio che ad attingere più volentieri alle pile di “Io spio” erano donne. Presso gli uomini non riscuoteva chissà che consenso: qualcuno lo prendeva, lo sfogliava distratto, poi lo buttava via. Invece, ho visto più di una lettrice sfogliarlo con interesse e a lungo, pochi istanti dopo, mentre facevo colazione al bar.

  40. @a proposito di quanto scrive zau, cui mi associo, sull’etica di santoro. Organizzare una volta alla settimana dei fight club in cui normalmente gli ospiti – che si autosqualificano automaticamente partecipando – si prendono a pugni e a parolacce, urlando, e fanno ognuno la sua propaganda (autopromozionale, non è neanche strettamente politica, magari), è etico? Dov’è la differenza con l’Isola dei famosi, dove almeno soffrono la fame (bene), e non sono strapagati? La trasmissione di radio24 “Chiedo asilo” di Cappa & Drago (dal lun al ven 16.45-16.55 – 10 minuti soltanto) li fotografa in modo esemplare, come bambini dell’asilo, solo drogati e fuori controllo.

  41. Vorrei sperare, Luca, che tutto questo mostrare abbia lo scopo di far vedere lo squallore.
    Sarebbe tanto. Sarebbe un segno di speranza. Se le persone guardassero foto e video e dicessero: che squallore!, sarebbe meraviglioso. Ma temo che per strani meccanismi comunicativi, prima che quel pensiero arrivi a formarsi nella loro mente, prima che riesca a produrre pensieri propositivi e di opposizione e di cambiamento, tutto si inceppi. “Vabbè, ma che fa?”. Assuefazione al brutto, allo squallido (che è diverso dallo squallore).
    Dico una cosa che forse è OT, ma mi ha colpito nei giorni passati. Allora, Vanity Fair pubblica in copertina una foto di Biagio Antonacci “alla Fabrizio Corona”: nudo (tranne per un vinile del suo primo disco a coprire le parti intime), oliato, strafottente. Dice che ora si sente libero e quindi vuole mostrarsi, che il corpo è importante, che la chirurgia estetica va bene, e pure il Viagra, ecc. Perché lo fa (lui e Vanity Fair)? Per dimostrare che è libero? No, per farsi pubblicità, semplicemente. E cosa accade, magicamente? Che le sue e i suoi fans si ribellano (ebbene sì, mi sono andata a spulciare il forum dei fans di Antonacci!!), si oppongono a questa scelta, non lo riconoscono più, vogliono smascherare il suo gioco (ecco il pensiero che si va formando: che squallore!). Lui che fa? Si rivolge in particolare a una di loro e più o meno le dice: sei antica, retrograda, pesante, non capisci la mia poesia (ecco un – misero – tentativo di contrastare la formazione di un pensiero/giudizio corretto sull’evento). Rispondono come, i fans? Tu sei del tuo parere, noi del nostro, comunque mi raccomando, domenica ci vediamo tutti al suo concerto gratis per le forze armate (!?). Ce l’avevano quasi fatta, avevano visto lo squallore, ma poi sono stati risucchiati…

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