FREE PRESS

Siete di Roma? Prendete la metropolitana? Molto bene. Se così fosse, procuratevi un giornale gratuito. Non i soliti (che pure, oramai, costituiscono la fonte di informazione quasi esclusiva della maggior parte degli italiani): bensì un settimanale  che oggi, per i motivi che saranno intuibili, si trovava  in pile notevoli alle uscite della metro.
E’ nato da poco.  Lo lancia Mario Farina. Come scriveva Gianni Barbacetto su Il Fatto quotidiano, Farina è il “principe della free press in Italia, l’editore dei quotidiani Metro e DNews, che ora lancia il primo settimanale free press di gossip: Io spio, 800 mila copie massicciamente distribuite a Milano e Roma. Chi raccoglie la pubblicità – cioè fa girare i soldi – nella macchina di Farina è lei, la Garnero Santanchè, con la sua Visibilia, concessionaria di Metro , DNews e di Io spio. Anche del Giornale, naturalmente (con Visibilia 2)”.
Bene. Qual è la copertina odierna di Io spio? Un fotogramma di un video ( tratto da un video girato al Fellini di Genova, disponibile su You Tube e  che non vi linkerò)  dove si vede una ragazza distesa, in bikini, con una mano sul pube, e due uomini seminudi e mascherati chini su di lei. La ragazza è Ruby. Il video è girato quando era ancora minorenne. Segue dettagliato servizio all’interno. Con altre immagini dello stesso tenore.
Domande?
Su Io Spio: Unità, uno e due.
AGGIORNAMENTO.
(Adnkronos). “L’Ordine del giornalisti del Lazio, dopo aver esaminato il numero in distribuzione oggi del settimanale “Io Spio”, ha deciso di aprire un’inchiesta e di ascoltare nella prossima settimana il direttore responsabile della pubblicazione per stabilire se esistono violazione dell’art.2 della legge 3 febbraio 1963 n.69, nonché della Carta dei Doveri”. Lo riferisce l’Ordine dei Giornalisti del Lazio in una nota.
Prendere la metro serve.

207 pensieri su “FREE PRESS

  1. @diana, me lo chiedo anch’io. Lo faccio in rete, io, parlo con le mie colleghe di lavoro e di facoltà.
    Non è facile, eh. A molte ho regalato il libro di Loredana (oramai sono prevedibile nei regali). Faccio rete, tanta.
    Tento di far condividere il più possibile.
    E poi organizzo una manifestazione, sì, perché penso che noi che già siamo arrabbiate dovremmo riversare la nostra rabbia nelle piazze.

  2. @Lady losca – ti capisco, è una rabbia sincera. Però, se consideri le donne che fanno scelte diverse dalle tue come lobotomizzate o come “persone da rieducare”, credo che non farai progressi.

  3. Ecco, appunto. L’Isola dei famosi è uguale ad Annozero. Come tutto a tutto il resto. Che infatti le licenziate dell’Omsa e i veleni sotterrati ovunque in Campania all’Isola sono obbligatori. Per non dire di Amici e Report che sembrano clonate. Aveva ragione Moretti, ce lo meritiamo Alberto Sordi…
    Danae, non ce l’ho affatto con te e mi piacciono un sacco le cose che scrivi, ma a me certi finti onesti, e oggettivi e non faziosi, prima mi fanno incazzare e poi mi fanno passare la voglia.
    L.

  4. @diana, il punto è che secondo me manca una riflessione fondamentale. Quelle donne che ho visto compulsare “Io spia” al bar lo facevano perché, evidentemente, “Io spia” offre qualcosa che suscita il loro interesse. Fino a che non si capisce cosa è questo qualcosa e non si propone un’offerta che soddisfi il medesimo bisogno – o desiderio che sia -, temo che urlare la propria rabbia in piazza sia inutile. Liberatorio, sì. Ma inutile.

  5. Scelte. Hai fame.
    Apparecchio due tavoli.
    Su uno c’è un piatto di tagliatelle al sugo. Sull’altro un piatto con sopra un bello stronzo fumante.
    Dove ti accomodi?
    Alla fine del pasto ti informo che nelle tagliatelle c’era del veleno, e che se me lo avessi chiesto te lo avrei anche detto. Ma, peccato, non me lo hai chiesto.
    Oggi lobotomizzato, termine che nessuno aveva usato prima, è chi crede di essere sempre nel pieno della propria autonomia decisionale.
    L.

  6. Luca, mi sembra un esempio perfetto!
    Forse, ripensandoci, le mie domande iniziali non dovevano cominciare con “perché”, ma con “come”.
    L’immagine, queste immagini, anzi, sono come il velo d’olio sopra l’acqua: una membrana leggera ma opaca che non fa vedere sotto (o dentro).
    Come Santoro e Repubblica e Io Spio hanno mostrato/veicolato queste immagini? Insieme a quale frase/concetto/pensiero?
    Bene, vedo delle tagliatelle al sugo, ma che ci hai messo dentro? Bene, vedo queste immagini, ma che ci hai voluto mettere dentro? Cosa mi vuoi dire? Come posso io oppormi/rispondere/ribattere?
    Sì, proprio questo è il punto.

  7. @Lipperini: tutti i giornali scelgono le notizie da strillare in prima, non solo la free press. Gli sfracelli attribuiti ai fogliacci, come li chiama lei, hanno altre cause:
    omologazione dell’informazione (tutti i giornali si abbeverano alle medesime grandi agenzie di stampa, quindi tutti i giornali mi raccontano le medesime notizie già filtrate dalle agenzie di stampa).
    Uso non solo strumentale ma politico della notizia.
    @Luca: hai ragione, Io spio e Repubblica e Santoro (per rimanere negli esempi fatti) non sono la stessa cosa. Repubblica e Santoro sono peggio. Io spio è un settimanale di gossip (per altro da quello che ho letto nemmeno alla prima uscita). Repubblica e Santoro in molte occasioni fanno gossip e lo spacciano per inchiesta giornalistica.

  8. Io spio viene distribuito gratuitamente nelle metropolitane, GS: a un pubblico che molto probabilmente non guarda Annozero e sicuramente non legge Repubblica. Acquistare un quotidiano è una scelta. Prenderlo dalle mani di chi te lo porge sui gradini della fermata un po’ meno.

  9. Per caso quest’oggi mi è capitato tra le mani quello che viene definito un settimanale di news e gossip, che dalla pagine di copertina altro non è che pura oscenità.
    Come possono alcuni giornalisti ledere la libertà delle persone in questo modo? Distribuendo spazzatura a titolo gratuito senza alcun tipo di controllo? Se sono padri e madri di famiglia e i figli utilizzano i mezzi di trasporto, vi rendete conto di cio’ che distribuiscono?
    Sono allibita, sconcertata dall’ingnoranza con cui la carta stampata tenta di guadagnare in questo modo per sbarcare il lunario. Questa non è libertà di stampa, è un insulto all’intelligenza dell’uomo ed è mancanza di rispetto.
    Quando la spazzatura passa in tv ho la scelta di spegnere, quando la spazzatura viene messa direttamente nelle mani dei miei figli come posso impedirlo? Davvero questo paese non ha piu’ nessuna carta da giocarsi?

  10. Un particolare ringraziamento a Rossella: come si vede, quando si ha avuto il giornale fra le mani si capisce la reazione. E non ha senso mettersi a dire “ma lo fa anche tizio caio e sempronio”. E’ ALTRA cosa.

  11. Ma anche quando sono a pagamento, i settimanali di news e gossip vendono moltissimo e hanno un pubblico quasi nella totalità femminile. Rossella si riferisce a Io Spia, o a una rivista di news e gossip a pagamento? E il discorso di “ledere la libertà individuale” vale anche per quelle a pagamento? In Inghilterra sui tabloid c’è molto di peggio. Non che io voglia prendere a esempio l’Inghilterra, era solo per fare un esempio: Samantha Fox ci si è arricchita per generazioni, grazie alle lettrici del Sun.
    @luca. Ho provato ad arhomentare perché Santoro non ha, secondo me, alcun titolo per fare campagne moralizzatrici (ammesso che ce ne sia bisogno, di farle, in quei termini) E Ruby non c’entrava.

  12. Acquistare un quotidiano è una scelta. Solo perché devo tirare fuori i soldi?
    Prenderlo dalle mani di chi te lo porge sui gradini della fermata un po’ meno.
    Perché? Io posso prenderlo. E posso non prenderlo. Una volta preso posso leggerlo. E posso non leggerlo.
    La seconda ipotesi apre scenari di scelta più ampi, mi sembra.
    Una domanda: perché il pubblico delle metropolitane molto probabilmente non guarda Annozero e sicuramente non legge Repubblica?

  13. Rimando ai dati analizzati da Tullio De Mauro qualche post fa. Aggiungo che la maggioranza degli italiani adulti si informa attraverso le due più seguite reti televisive (Rai Uno e Canale 5). E che il calo di vendite dei quotidiani è cosa, ahi, ben nota.

  14. ok. Mi riferivo al commento di Rossella e al ‘ledere la libertà’ dei cittadini. Capisco il suo punto di vista e sì, a volte non capisco e devo chiedere spiegazioni.

  15. quoto integralmente GS. Nel post che apre il thread, le copie di Io Spio “si trovano in pile notevoli alle uscite delle metro”. Si trovano lì, o sono distribuite? O infilate in borsa sotto minaccia? Quando parliamo di libertà, dettagli come questi contano, secondo me. “E perché il pubblico delle metropolitane molto probabilmente non guarda Annozero e sicuramente non legge Repubblica?” chiede GS. Già, perché? Ma che c’ha ‘sto pubblico delle metropolitane? Sono Rossella e i suoi figli, siamo tutti noi che ascoltiamo fahrenheit. E ci mettiamo in borsa Io Spio, oppure veniamo qui e, Loredana, tu ci dici: guardate! Ma bisogna guardare o no? Io ancora non ho guardato. Ho fatto Bene o Male?

  16. Mi sembra, Diana, di aver fatto riferimento più sopra alle analisi di De Mauro già riportate. Quoti integralmente anche me, adesso, o qualcun altro?
    Ps. Mi sembra abbastanza evidente che fra acquisto e distribuzione gratuita ci sia una differenza. O forse sono irrimediabilmente ingenua.

  17. Mi sembra importante cercare il fine della comunicazione del giornale.
    Solleticare i bassi istinti paga sempre, nella metropolitana o nei comizi.
    Dopotutto il colosseo è simbolo di Roma ed emblema di una cittadinanza appassionata a spettacoli truci.
    Siamo in un presente pornografico, tanto è vero che Obama, invece di gridare ad Internet come fonte di tutti i mali, ha avvertito i giovani dicendo: attenzione a quello che metti in rete oggi perché una volta che hai postato una foto, quella rimane in circolazione per sempre e te la ritrovi tra quarant’anni. Magari un domani non vorrai che ti si veda in bikini ubriaca mentre baci la tua amica per gioco ad una festa di adolescenti strafatti.
    Questo è una DATO. Ormai incontrollabile ed irreversibile. L’era digitale porta questo aspetto di pornografizzazione incontrollata dei costumi di parte dell’occidente.
    O ci tiriamo fuori dai media e la sera ci leggiamo un bel romanzo o visitiamo qualche sito diverso o ci guardiamo il satellite o un film e bon…
    Oppure se entriamo nella scena mediatica mainstream e vogliamo parlarne bisogna necessariamente fare dei distinguo.
    Una cosa è la cronaca giornalistica (non si può parlare di un sexy gate a metà o fai vedere tutto o niente), una cosa è quello che fa il settimanale, ovvero rendere la puttana di regime una stra-puttana per spostare su di lei l’attenzione dell’opinione pubblica e distoglierla dal capo del governo.
    Monica Lewinsky ha teso a Clinton una vera trappola sessuale e poi ci ha costruito una carriera, però il processo al presidente per aver dichiarato il falso sul rapporto orale gliel’hanno fatto lo stesso, le due cose sono state separate. Non è che la malafede o la puttanaggine della Lewinsky abbiano assolto Clinton.
    Da noi in cui alla fine quello che conta è vincere le elezioni, perché alla fine se ti eleggono e ti rieleggono vuol dire che puoi fare tutto e continuare senza problemi. Per cui ogni azione mediatica pro governativa mira a mantenere alto il consenso verso B., il sovrano, che anche stavolta ce la farà aumentando al paese l’assuefazione alla cacca di un altro pezzetto, e diventando più ricco insieme a tutti i suoi cortigiani al potere.
    D.

  18. A chi sbaglia il mio nome: non è grave, ci mancherebbe, ma, nel mio piccolo, l’ortografia è «Pellitteri»… 🙂
    Luca, in un dibattito all’interno di un blog frequentato da persone colte e civili, dire che sono ipocrita e che il mio discorso ti fa vomitare mi pare un tantino sopra le righe. Un atteggiamento interessante per scrivere a una persona tramite un computer è, prima di schiacciare il tasto invio, pensare se quanto appena scritto me lo diresti con la stessa disinvoltura anche in faccia.
    Ho capito comunque che non sei d’accordo con me e ne prendo atto. Spero tu possa argomentare meglio il tuo dissenso.

  19. Sì in effetti GS, hai ragione, puoi non accettare la rivista free, ma sulla metro devi pure far qualcosa. Poi a chi non abita a Roma e vive in Umbria questa discussione sembra quanto meno bislacca. Che Loredana scriva che chi legge solo free press non guarda anno zero e non legge altri quotidiani è discutibile, lei per prima la utilizza la metro, no? Ho sotto mano sta rivista, a me fa sorridere , ha quel tanto di “smandrappato” da suscitare ilarità. L’etica giornalistica? Anno zero ieri sembrava il Grande Fratello, ci sono trasmissioni mattutine su Mediaset che altro che la free press, tutto è molto nebuloso e chi ha idee così precise sul giornalismo è perché lo guarda dall’interno (cioè crede o ha una deontologia) e non capisce che la sguaiataggine è solo all’inizio.
    P.S. Loredana, tra un commento e un altro, hai scritto “a costo di sembrare snob”, per le cazzatelle su cui ti fissi. Tu snob? Ma dove? Si sta sgretolando l’immaginario femminile e anche maschile nel basso impero e ti senti “scollata dalla realtà”?. A me, invece, sembri terribilmente ingenua. Leggi troppo. D’altronde la rivista si chiama IO SPIO, più sputtanata di così?

  20. purtroppo questi giorni sta venendo fuori una verità incontrovertibile.quella che ci racconta di come la sfida in corso che quasi non percepiamo,(manco fose giocata con gli ultrasuoni),è quella i tra coloro che adorano lo status quo ovunque presenti e i poco visibili a cui piacerebbe rovesciare antropologicamente un paese ormai marcio come un calzino scordato dietro un lavabo.Si sta alzando un polverone intorno a un caso che ne è solo l’ennesima dimostrazione.A me bastò sentire berlusconi al tempo del suo duello con Prodi attaccare l’avversario con l’argomentazione che “La sinistra, e in particolare quella massimalista propone di rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell’operaio” per capire che prima ce lotoglievamo dai coglioni meglio era per tutti.IL resto tranne la materia prettamente giudiziaria è conversazione da bar,e in ogni caso pura letteratura(la santanchè e ghedini per esempio sono usciti fuori dalla biografie di rasputin senza passare dal via).Ora tutto sta a indovinare chi la spunterà
    http://195.122.253.112/public/mp3/ABBA/ABBA%20%27Waterloo%27.mp3

  21. Non c’è distinzione tra l’italia mediatica ed il grande fratello.
    Scusate ma..
    Il presidente del consiglio italiano ha detto alla questura di milano che la ragazzotta un po’ mignotta che stavano cercando di identificare era la nipote del presidente egiziano mubarak, che si stava rischiando l’incidente diplomatico e sarebbe venuto qualcuno a prenderla in affidamento.
    Poi arriva una subrette che è consigliere regionale pagata 10 mila al mese da tutti noi, la subrette firma e la ammolla alla brasiliana che aveva chiamato personalmente il premier.
    Adesso..
    Di cosa vogliamo parlare, di Santoro che sembra il grande fratello?
    Questo episodio non sarebbe venuto in mente non solo agli autori del grande fratello, ma neanche ai registi dei film di alvaro vitali e bombolo con la fenech.
    Ci vogliamo rendere conto che la posizione di questi potenti è tale da mutare lentamente il senso comune ?
    Cioè non vorrei che l’amore per il confronto ci diluisse il senso di sgomento di fronte alla china surreale che sta prendendo la dirigenza del paese.
    Tra tanti anni i nostri figli ci chiederanno come vivevamo questi anni di anarchia totale e sputtanamento globale.
    Cosa gli risponderemo?

  22. @Marotta: guarda che lo sgomento è condivisibile, ma questo è. Basta con la storia di cosa direte ai vostri figli fra qualche anno. Lo sapranno e sopporteranno oppure emigreranno. Nel mio caso ho scritto che anno zero sembra il GF, non che lo è. Così anime belle ma un “mignotta” in ogni commento lo metti Marotta, eh? Fa più indignato?

  23. io sono convinto che alla base di tutto ci sia un problema di linguaggio.
    Qualche giorno fa mi è capitato di leggere un’intervista a Marino Sinibaldi, il direttore di Radio3, credo. Riflettendo sulle qualità dell’offerta radiofonica constatava:
    «…se prendiamo, che so Radio3, Radio Maria e Radio Kiss Kiss troviamo un varietà di linguaggi che in televisione non esiste proprio! Non esistono tre canali televisivi così distanti nei linguaggi e nei contenuti, e nemmeno tre giornali, naturalmente.»
    E’ verissimo.
    Sarà banale ricordarlo, ma la radio è un mezzo di comunicazione che fa a meno delle immagini, e, per questo, risulta essere molto più evocativo. Ha il grosso pregio di stimolare l’immaginazione individuale che (ce lo ricordava Calvino) è la facoltà di evocare le immagini in assenza (di immagini, appunto). Il che, tutto sommato, equivale a pensare. Non so se mi spiego.
    Anche i libri hanno questa qualità. Lessi is more.
    Il contrario succede con la tv e con i giornali ma anche, eventualmente, con l’informazione in rete, quella più brandizzata, se così posso dire. Un profluvio di immagini ferme o in movimento che ci indirizzano, ci incanalano e ci mostrano il “reale” mettendocelo davanti agli occhi, irreggimentando le nostre sinapsi e conducendo i nostri ragionamenti attraverso l’evidenza di una foto che vale mille parole. La varietà di linguaggio va a farsi benedire, tutti parlano con la stessa lingua, tutto si assomiglia, il vocabolario contiene cento parole in tutto e i concetti non vanno mai al di là di una elaborazione più complessa di stimolo-risposta.
    Ecco perché capisco benissimo Diana che dice : «Onestamente, tra Io Spio, Repubblica e Santoro non riesco a vedere differenze sostanziali». Perché Santoro, Berlusconi, Santanchè, Repubblica etc. parlano tutti la stessa lingua. Eventualmente per dire cose diverse, ma usano tutti lo stesso vocabolario, le stesse parole, lo stesso immaginario, gli stessi oggetti. Ecco perché c’è bisogno di sottolineare, come fa Loredana Lipperini che: «Tutto non è uguale a tutto, maledizione.» Perché invece ne ha tutto l’aspetto.
    Probabilmente è vero che Dallas, Drive In e il Costanzo Show hanno cambiato l’Italia, e lo hanno fatto profondamente in una assurda corsa al ribasso commerciale.
    Ma, spero, non per sempre. Chi è il mio nemico? Perché se andiamo avanti così, morto un Berlusconi se ne fa un altro.

  24. Pellitteri,
    very british, gliene devo dare atto. Porgo anche le scuse, ma il mio pensiero resta quello. A mia unica giustificazione le assicuro che, con ogni probabilità, de visu sarei stato almeno altrettanto diretto.
    Capisco, non si doveva mostrare dove e come avvengono i reclutamenti, interi convogli dicono i caramba delle scorte. Non si deve sapere, Romania Ucraina Bielorussia Bulgaria….Salvo poi buttarle in mezzo a una campagna, morte o mezze morte. Puttane. Clandestine. Oppure, settemila un colpo quando capiti nel giro giusto.
    Facite a faccia feroce, facite ammuina. Si dice dalle mie parti.
    Ci sono quei disgraziati sopra una gru a brescia da una settimana. Avranno fatto delle scelte anche loro.
    Saranno faziosissimi pure loro. Come me.
    L.

  25. Sir Robin: sì ma della free press non ci importa nulla, dunque? Proprio Dallas ha cambiato l’Italia o Drive In? No Tangentopoli? Per carità.

  26. Vincent: we are not amused, perdonami. Si riesce a fare un discorso, stando al punto, senza le tue evoluzioni e senza i “sono completamente d’accordo con” di Diana? Sforzatevi, su 🙂

  27. Mignotta, che abbiamo usato un volta per uno caro Vincent, vuole dire quello che è, persona che si vende sessualmente per una guadagno. Escort mi sembra pessimo..
    Prostituta fa troppo professionale e non è esatto mentre ormai di facili costumi, per fortuna, siamo tutti.
    Non volevo essere polemico, l’indignazione viene dalla piega della discussione Trovo ineccepibile che Loredana abbia tentato di indicare l’uso strumentale, violento e crudo delle scene che il settimanale di free press spaccia per comune gossip. E’ un’indicazione chiara e precisa, uso strumentale e violento di materiale a fine strumentale e violento.
    Dire che tutto è uguale, che son tutti trash può essere verosimile come dice il caro sir Robin, ma..
    …resta il fatto che questa discussione non può essere la stessa che avremmo fatto un mese od un anno fa, perché il fatto in esame dello scandalo Ruby, come coi watergate ecc. colloca tutto su un piano diverso.
    Il fatto è eclatante e sconvolgente su un piano istituzionale, anche se tutti i filo governativi ci stanno mettendo varie pezze.
    Dire che tutto è uguale vuol dire rigettare tutto in blocco e invece questo presente va digerito fino in fondo per noi che ci viviamo.
    Secondo me ci sono cento parole in questo mondaccio mediatico, è vero sir robin, ma ci sono decine di sfumature e dialetti da imparare se vogliamo capirci qualcosa.
    D.

  28. Vorrei ricordare che in Ruanda con la meravigliosità della radio hanno organizzato e realizzato genocidi. E che durante il fascismo c’era solo quella. E che Hitler era un “mago” della radio. A idealizzare le cose, si dicono sempre delle…
    L.

  29. Nell’immediato quoto Sir Robin.
    E’ evidente che Santoro e il Grande Fratello non dicono le stesse cose e quindi non sono la stessa cosa, ma parlare di comunicazione in questi termini, cioè solo semantici, è antidiluviano.
    L’effetto pragmatico della comunicazione, che l’ambiente televisivo produce qualunque siano i contenuti veicolati, è quel misto di arrazzamento e furia che McLuhan definiva essenzialmente come una partecipazione tattile al media “freddo”, e che produce tra le altre cose una sessualizzazione strisciante dei contenuti (tutto si vende con l’accompagnamento di gnocca, e c’è scarsa differenza tra pubblicità commerciale e propaganda politica).
    In giro per la Rete troverete un pezzo di Spinato in cui si parla del Saviano televisivo e di come anche un’opera d’impegno civile come la sua rischia di omologarsi a questa carnale idolatria nel momento in cui il suo autore si predispone a diventare un’icona televisiva.
    Forse è estremistico, ma a me fa pensare.
    Eppure ieri sera Conchita De Gregorio (che è oggettivamente una bella signora) io l’ho trovata addirittura bellissima mentre faceva due interventi due con un tono accorato ma fermo, richiamando il senso etico della vicenda. Ma Santoro è riuscito a rovinare anche questo, esibendo Melissa P. (dovere di audience o marchetta editoriale?) che invece è oggettivamente la profezia che si autodetermina.
    Voglio dire che la televisione, se proprio la si deve usare per fare controcultura (personalmente dubito) va usata con una presenza eroica che sappia usare l’estetica del mezzo “detournandola” come dicevano una volta i situazionisti.
    Conchita for president.

  30. @Marotta: mi si dice di restare sul punto senza evoluzioni (my god associato a Diana poi, cui consiglio “Quoto tutti” e ciao. Che sadismo!!).
    Avendo questa rivista sottomano che si chiama IO SPIO, io, caro Daniele, che voglio essere polemico, temo che la deriva sessista sia stata ampiamente superata. Tu ritorni su Ruby, va bene e trovi ineccepibile le parole di Loredana, al punto che scrivi:”uso strumentale e violento di materiale a fine strumentale e violento”. Mhmhm.Questa strumentalità come la abbattiamo? Con il moralismo? No. Con il ditino alzato? No. Con il mala tempora currunt? Neanche. Non credo ci siano spiragli senza ritrovare un benedetto senso di comunità che ci liberi dall’individualismo becero che è in tutti noi. Una sana indignazione condivisa che porti anche a delle azioni importanti. Non sono originale, ma quella di liberarsi dell’antiberlusconismo e andare avanti potrebbe essere una piccola cosa. In caso contraria stiamo nei miasmi delle geremiadi e io, se mi accaloro, non sono nemmeno divertente.

  31. Melissa P. è stata brava, per la sua età e per la sua pochezza come scrittrice in realtà si è dimostrata in grado di cogliere vari spunti utili al contesto ed è stata citata in cinque minuti sia da Santoro che da Mieli. Incredibilmente bella prova.
    Credo che stare in un talk show del genere con quei tempi e modi televisivi e lasciare comunque un segno sensato non sia affatto facile per chi non è esperto di televisione.
    Le icone mediatiche e affollano il nostro immaginario da cinquant’anni possiamo iniziare ad accettarle secondo me…
    Per quanto riguarda ‘la gnocca’ abitava le edicole ben prima della televisione..
    Comunque anche parlare di ‘omologazione’ è un po’ antidiluviano…
    D.

  32. dall’antiberlusconismo, pardon.
    @Diana: a parte gli scherzi, se ti va di continuare, fallo. Ma che messaggio ricevuto? Se a Loredana non va bene si finisce in moderazione. Credo, poi, scherzasse, no? Ti pare che ti chieda di sforzarti a essere brillante e sul pezzo seriamente?

  33. @Marotta
    Il segno sensato ce lo vedi tu.
    Comunque io dicevo qualcosa di teorico sulla natura del mezzo e sull’ambiente che genera. Sarebbe bello ogni tanto entrare nel merito delle posizioni altrui, visto che le si vuole confutare.

  34. @Loredana Lipperini: e ti fa onore, ma qui mi limitavo alla fascia di chi prende la metro senza far parte dell’Ordine. Anche la gente comune a volte alza il ditino. Capita.

  35. @vincent
    esiste moralismo e principio di realtà.
    Il berlusconismo è nelle nostre vene, prospera in quel ritardo culturale, civile e morale che non si stacca da questo paese manco a morire. Nel discutere sempre su tutti allo stesso modo, non va bene berlusconi, non va bene saviano, non va bene l’oscar a benigni, non va bene il nucleare ma nemmeno le pale eoliche, non va bene la tv ma internet è il demonio eccetera.
    Io, nel mio piccolo cerco ogni giorno di costruire un ponte tra qualcosa, per mettere in comunicazione due opposti, per capire e conoscere.
    Detesto certe prese di posizione di sinistra contro il globale, il mercato, il trash, il capitale eccetera perchè è roba dell’altro secolo che si basa su presupposti che non ci sono più, non a caso in questo paese la sinistra è fuori dal parlamento.
    D.

  36. Il problema è che il tipo di immagini citate in questo post (ho trovato la copertina di Io spio online, se qualcuno volesse darci un’occhiata: http://www.iltempo.it/politica/2010/11/05/1214453-alema_resta_lettone_silvio.shtml , è piccolina ma i dettagli non sono necessari…) sono pane quotidiano per chiunque frequenti la tv. E’ l’estetica di Studio Aperto precipitata su carta (spezzo una lancia a favore di Cronaca Vera, non credo abbia mai raggiunto questi livelli). E’ pornografia, certo, e chiunque guardi Italia 1 non ci fa neanche più caso. E’ merda che ti arriva addosso continuamente, tanto che non puzza più. Non è tanto l’immagine ad essere oscena, quanto la sua normalità.
    E’ ovvio che c’è una grandissima differenza fra la free press e le riviste a pagamento. Primo: la free press viene distribuita per strada, in luoghi pubblici, è parte dell’arredo urbano, se così si può dire, è qualcosa che riguarda tutti, esattamente come un cartellone pubblicitario. C’è una differenza enorme tra le pubblicità che si trovano, ad esempio, tra le pagine di una rivista e quelle che ci sono per strada. Nel primo caso se le pubblicità ti sembrano inaccettabili puoi chiudere il giornale, buttarlo e non comprarlo mai più. Nel secondo caso le immagini ti sono imposte, ti colpiscono senza che tu possa voltare pagina, e la scelta di rimuoverle o meno riguarda tutti. Il fatto che stiano lì implica un tacito ma esplicito assenso della società; nell’altro caso la questione è meno netta.
    Di ragazzine con quella storia alle spalle, che fanno cose del genere, con quel genere di spregiudicatezza e di arrivismo (che rimangono la spregiudicatezza e l’arrivismo di una ragazzina, anche se alcuni sostengono che a causa dei suoi comportamenti non sia giusto considerarla tale. Che schifo) è pieno il mondo. La mia non è una dichiarazione di resa, è un PROBLEMA che esistano queste cose. Ma un conto è se rimangono nei night, nelle riviste o nei siti softporn che si dichiarano tali, altra faccenda è se tracimano, come sta accadendo ora, ovunque. Come giustamente afferma la Zanardo: “abbiamo convertito tutta la nostra cultura all’estetica di un night club”, un’estetica che ormai è ovunque e che è la norma, è accettata da tutti (o quasi).

  37. E’ il berlusconismo che tracima perché l’opinione pubblica sia assuefatta e il premier assolto, non in senso di complotto ma nel senso che il dispiegamento di risorse d B. per generare consenso cambia di fatto il senso comune.
    Il problema è che una ruby dovrebbe essere sostenuta dalle istituzioni e posseduta dai privati consenzienti, e non posseduta dalle istituzioni.
    Si genera un paradosso in ogni punto di vista.
    D.

  38. Sinceramente mi sembra che si stia parlando del sesso degli angeli. Le foto che sono uscite su “Io Spio” non sono inedite o esclusive. Anzi, sono già state pubblicate su tutti i giornali e si sono già viste su tutte le reti televisive. Solo che la differenza, questa volta, è che il giornale è gratuito rispetto agli altri dove per guardare le stesse cose devi pagare più di un Euro. Non è che darà fastidio proprio per questo?

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