In brevissimo: nasce una scuola che non è una scuola. Un’occasione per incontrarsi, per leggere e anche per scrivere. Nasce una scuola che non ha una sede fissa ma molte sedi nell’Italia centrale. Nasce Chatwin, scuola nomade di narrazione. E nasce con due compagni di strada che stimo e amo da tempo: Silvia Schiavo e Daniele Zepparelli.
Sul sito (link al primo commento) troverete tutte le informazioni: per ora, sono tre week end primaverili, con due maestre d’eccezione come Romana Petri e Nadia Terranova. Sì, è solo l’inizio. E, sì, i prezzi sono bassi. E, sì, è l’occasione per incontrarci, per ascoltare e scrivere storie. Per provare a costruire l’alternativa nomade.
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Scrivere ed essere persone pubbliche. Ci rifletto da ieri, ma nello stesso tempo, pur mettendo in conto le difficoltà che si riflettono sulla scrittura stessa, non riesco a non pensare anche al fatto che se non fosse per due scrittrici, Nadia Terranova e Stefania Auci, non riuscirei a conoscere molte posizioni contro il Ponte sullo Stretto di Messina. Per questo, mi permetto di pubblicare qui quanto Stefania Auci ha scritto su Instagram.
In questi ultimi tempi leggo molti libri di autrici (soprattutto autrici) dove la rete di amicizie è una famiglia, conta come tale e forse anche più della famiglia di origine. Perché quegli affetti, scelti e curati, sono non solo affinità ma solidarietà e, sì, cura reciproca. Dovunque veda nascere gruppi o reti, penso che ci sia qualcosa di buono, qualcosa a cui guardare con speranza: anche nel campo dei libri. Come avviene in una nuova iniziativa che si chiama Staffetta.
C’è un bigliettino, famoso, che Franco Fortini lascia sul banco di uno dei suoi studenti. Quello studente è Angelo Branduardi, e una volta cresciuto metterà in musica alcune poesie di Fortini. Dunque, il bigliettino. Il testo diceva così: “No, non…
In uno dei bar vicino via Asiago, siede ogni mattina un vecchio signore, e quando prendo la strada di quel bar, lo incontro e lo saluto. Il signor Esse, così lo chiameremo per rispettare la sua privacy, è una presenza…
A dire il vero, non basterebbero dieci post per raccontare questi quattro giorni appena trascorsi: il piacere nel condividere con gli studenti della Scuola Holden le storie e il “canone” della letteratura fantastica, la serietà di altri studenti, quelli del…