Sì, vi aspettate un post sul Premio Strega e, sì, c’è un articolo su Lucy.Sulla cultura. Però proseguire la discussione sulla fantascienza ha molto senso nella giornata di oggi, soprattutto grazie alle due autrici di questo intervento, Lorenza Ghinelli e Silvia Bottani, cui si deve un bel romanzo appena uscito per Aboca, La roccia dalle radici di stelle. C’è un paese, Valle Fratta, che viene spezzato e distrutto da un’alluvione e da una frana spaventosa. Pochi i sopravvissuti, e non tutti umani. Ma c’è una roccia che spunta dal terreno, e c’è una possibilità comune: quella di un’unione fra specie per costruire quella che davvero potrebbe essere una comunità, che superi le dicotomie e restituisca speranze. Perché a volte, grazie a chi scrive, si può anche attraversare lo specchio e trovare luce. Ed è anche questo il compito degli intellettuali: non i gossip. Tutto vostro.
“La realtà ci viene narrata da chi ha saputo immaginarla prima, e se non si hanno strumenti per decodificarla saremo destinati a stagnare nell’immaginazione di qualcun altro che difficilmente avrà la nostra etica. Ammesso che ne abbia una.
Oggi più che mai ci sembra quindi necessario riconoscere il valore di tutta quella letteratura che offre una palestra immaginativa ai lettori. In un momento storico così complicato, costruire mondi alternativi, allenare la mente a visioni che non siano un mero esercizio di escapismo ma la progettazione di un futuro alternativo, coltivare domande filosofiche e scegliere di incardinarle dentro speculazioni narrative che aprano scenari immaginativi inediti è un lavoro prepolitico quanto mai necessario. La fantascienza nostrana può dialogare con altre scritture di futuri possibili – pensiamo per esempio agli autori del cosiddetto afrofuturismo o alla sci-fi cinese, che molto hanno da offrire in termini di contributi immaginativi. Ci auguriamo perciò che anche i lettori abbiano voglia di ampliare lo sguardo e accogliere narrazioni meno rassicuranti ma più feconde.”
“Dissentire da ciò che ci hanno insegnato a chiamare realtà significa offrirsi la possibilità di rifondarla, diversamente ci travolgerà con tutti i cigni neri che cela nel suo lato in ombra. Un lato che solo l’immaginazione è in grado di illuminare.
Lunga vita alle narrazioni di genere. Lunga vita alla fantasia.
Lunga vita a tutte le creature indocili.”