LEGGERE SHIRLEY JACKSON

Sulle candidature femminili Pdl taccio: non è questione di genere, ma di banale buonsenso che vorrebbe che si scegliessero le persone (uomini e donne) adatte per il luogo adatto. Non avviene nè per quanto riguarda le donne nè per quanto riguarda gli uomini, molto spesso. Il resto è chiacchiera, guarda caso, golosa. Quasi come le ricerche che vengono dall’Inghilterra o dall’Irlanda e dicono che è meglio avere una sorella che un fratello perchè le donne sono accudenti. Chiacchiera.
Invece, vi consiglio un libro. Si chiama Abbiamo sempre vissuto nel castello. L’autrice è Shirley Jackson.  Succede questo:
Mary Katherine seppellisce monete d’argento per tenere lontano il male e sogna di vivere sulla luna. Mary Katherine ha diciotto anni e vive insieme a uno zio infermo e alla sorella Constance, bionda e rosea come le principesse delle fiabe. Nessuno interrompe il loro isolamento: perché nella loro splendida  casa, sei anni prima, i genitori, il fratellino e la zia sono morti per aver addolcito con lo zucchero i propri mirtilli. Nella zuccheriera qualcuno ha versato arsenico: forse Constance, accusata e poi prosciolta. A dispetto dell’odio dei concittadini, la vita scorre felice fra pranzetti e giardinaggio. Ma anche le barriere magiche possono essere infrante: e l’arrivo di un parente distruggerà la routine e porterà a galla antiche verità. Jackson è come la definì King dedicandole L’incendiaria: non alza la voce, ma riesce a trasformare la grazia di una storia brillante nel nero più profondo.

18 pensieri su “LEGGERE SHIRLEY JACKSON

  1. Chiacchiera golosa, sì; eppure gli uomini non adatti e le donne non adatte sono scelti con criteri molto diversi, e penso che questo sia un elemento da considerare, anche senza crocifiggere una donna al suo passato di velina o tronista.
    Per quanto riguarda Shirley Jackson, ho letto solo “La lotteria” (con gli altri racconti annessi), e direi che “solo” non rende giustizia all’impressione profonda che mi ha lasciato quel racconto.

  2. Scusa Loredana, ma non capisco bene quello che dici: che il reclutamento dei politici avvenga per cooptazione è sotto gli occhi di tutti, ma le caratteristiche in base alle quali si viene cooptati può diventare, e per me diventa, una questione di genere.
    Ma che significa: crocifiggere qualcuno al proprio passato? Una velina può fare la parlamentare, ci mancherebbe, ma che venga scelta ‘in quanto velina’ e in base alla sua avvenenza è tutta un’altra questione.

  3. Chiarisco. Non sono soltanto le veline ad essere palesemente inadatte (con ogni probabilità) a candidarsi al Parlamento europeo. Esistono anche uomini palesemente inadatti. A mio modestissimo parere, le paginate di giornali sulle signorine sono altrettanto sgradevoli della scelta di partenza. Mi rendo conto, però, che su questo sono in minoranza assoluta: quindi, pardon.

  4. Ma, da un punto di vista “teorico”, che cosa rende adatta la persona candidata?
    E ancora, purtroppo: a cos’è “adatto”, oggi, il luogo della politica?
    Tutto questo, a prescindere dalle Silvio’s Angels. Il “palazzo” si presenta per rispondere alla (in)cultura della performance, che ha scacciato quella della competenza, come dice Walter Siti.
    Tristezza…

  5. D’accordo contro le paginone e i gossip, e proprio per questo secondo me sarebbe necessaria una analisi o una riflessione più meditata, anche per tenere a bada (sconfiggere nemmeno me lo sogno) la cultura della performance, che – d’accordo pure su questo – accomuna uomini e donne.
    Ma forse è il mio solito baco illuministico a ispirarmi, per cui chiedo scusa anch’io e sto zitta. Mi sa che come la pensiamo la pensiamo siamo tutti di minoranza. Una minoranza di minoranze. Non fa ben sperare.

  6. Mi dispiace se ti ho offeso, Loredana, però secondo me un problema si pone se, nelle candidature dell’area FI del Pdl che sono pressoché tutte desolanti, c’è una netta divaricazione di genere nei criteri di scelta. I candidati uomini vengono scelti tra portaborse, giornalisti, notabili locali e pesi piuma del partito, tutte personalità di scarso valore ma comunque all’interno di nicchie di potere, mentre molte donne dal mondo dello spettacolo. Le paginate gossippare danno fastidio, certo, ma sono l’altra faccia della medaglia dello stesso problema: candidature da gossip danno vita a informazione da gossip, e viceversa.

  7. Ma io non mi sono assolutamente offesa!!!! Certo che esiste un problema di genere all’interno della questione: evidenziarlo continuamente, però, e con commenti ammiccanti come avviene sulla carta stampata, serve a peggiorare la faccenda. E mi infastidisce anche che quando ci sono state (e ci sono ancora) candidature di uomini che vengono dal mondo dello spettacolo, il discorso è stato diverso.
    E’ quella che Valeria chiama, giustamente, la cultura della performance. Che è un problema serissimo, per tutti.

  8. E’ vero, e nonostante sia visceralmente critica nei confronti della cultura della performance (espressione citata da Paolo, per esattezza), mi sono lasciata trascinare solo da un lato della questione, sollecitata dalle le cose dette da Sofia Ventura in un articolo che è diventato ormai famoso “Donne in politica. il velinismo non serve” che confesso di condividere in pieno, almeno ad una prima lettura.
    Ora, è chiaro che il fenomeno del velinismo è trasversale e il reclutamento dei politici tutti è quanto di più opaco possa esserci, però a me interessa di più il reclutamento femminile perché sono una donna e non riesco a mandare giù questa ‘operazione rosa’ millantata come una grossa conquista politica da parte delle donne.
    Sono scontenta di tutto di questi tempi, ma di questo sono ancora più scontenta. Ma proprio tanto.

  9. Verissimo che sia uomini che donne sono scelti con criteri deludenti, ma mi permetto un’osservazione “collaterale”, per così dire. Non mi sembra molto diverso dai sopra citati il caso della Carfagna eletta ministra senza il necessario background politico, con tanto cioè di esperienza e preparazione approfondite e specifiche. Eppure, Loredana, sulla Carfagna più volte lei ha detto che bisogna valutarne l’operato sulla base di quanto essa propone e fa, senza cadere in pregiudizi legati alle precedenti attività della signorina, attività che pure con la politica avevano ben poco a che spartire. Ricordo ad esempio le polemiche dell’estate scorsa seguite all’intervento della Guzzanti a piazza Navona. Verissimo che si debba valutare una persona dal suo operato, ma ancora non capisco perché quello che Le risulta ovvio a proposito di veline e troniste ora neocandidate non le risultasse tale anche relativamente ad una ministra ex-soubrette.

  10. Mi sembra che con questo post, cara Anita (o chi per lei), io abbia ribadito quel che sostenevo allora. Mi infastidisce che sia così rapido e ghiotto il giudizio sulle veline e non altrettanto quello sugli ugualmente manchevoli candidati di sesso maschile.

  11. Credo che di mezzo ci sia il corpo: di una donna si dice è stata reclutata per il suo corpo, di un uomo non si dice mai.
    E quindi tutto, anche i motivi più abietti, appaiono comunque più accettabili, perché ascrivibili a una sfera estranea alla sessualità e, dunque, alla materia.
    Se questo è il retropensiero, non possiamo che prendere atto ancora una volta della sua forza, ovvero di quanto donna e corpo si identifichino sia per quel che determina il suo reclutamento sia per quel che riguarda il fastidio per quel tipo di reclutamento.
    Sto pensando a braccio, cercando di chiarirmi pure a me stessa. Scusatemi per la nebulosità.

  12. Scusate, eh, intervengo a sproposito perche’ non avevo seguito la precedente discussione sulla Carfagna, ma vorrei dire la mia.
    Io in quel caso ero perfettamente d’accordo con la Guzzanti e con la sua indignazione. Eleggere una donna con quelle credenziali (carina, provenienza dall’entourage del premier e, a quanto si mormorava, autrice di determinate performance di bassa lega – e’ proprio il caso di dirlo- ) al rango di ministro mostrava estremo disprezzo per il ruolo della donna, per la figura del ministro, per le istituzioni nel loro complesso. Fra tanti ministeri, scegliere proprio quello delle pari opportunita’, appariva come un ulteriore schiaffo alla dignita’ della persona e alle donne.
    mettersi sulla difensiva a priori in nome del femminismo non e’, in questo caso, la mia posizione, nella misura in cui esistevano ragionevoli indizi che cio’ di cui si mormorava non fossero calunnie da invidie maschiliste, ma notizie dotate di un certo fondamento.
    Pazienza il suo avvocato ministro della giustizia: li’ almeno ci sara’ conflitto di interesse, e l’abbiamo visto, ma c’e’ competenza. Pazienza il suo medico personale sindaco di Catania. D’altra parte, li’ non e’ stato nominato, bensi’ eletto. E allora qualche responsabilita’ ce l’avranno pure questi benedetti elettori. Va bene, ha riempito di suoi sodali e collaboratori ogni spazio disponibile. Ma alcuni casi sono francamente peggiori.
    Ad esempio la mia indignazione sarebbe stata la stessa se il premier avesse nominato il suo guaritore-sciamano a ministro della sanita’.
    Disprezzo per il ruolo, per le competenze, gestione privata dello stato.
    Come avrebbero dovuto sentirsi i medici?
    Oppure, il suo astrologo personale a ministro della scienza. Come avrebbero dovuto sentirsi i ricercatori universitari?
    (Tra l’altro non ho fatto esempi tanto assurdi e lontani dalla realta’ da non potersi verificare, in futuro.)
    Per me, ecco, avrebbero la stessa valenza del caso Carfagna, sul quale magari saltiamo su e dibattiamo per via di nervi scoperti e per un certo dubbio di tradire la lealta’ femminile.
    Mi rendo conto, certamente, anche in base ai commenti che leggo qui, che quando c’e’ di mezzo il corpo della donna la prospettiva cambia.
    Infatti, per continuare con gli esempi, non e’ la candidatura di un Fabrizio Corona nella Destra riprovevole e assurda quanto quella delle veline di cui si parlava, e per motivi simili se non ben peggiori? Ma certo per lui non si sprecano gli stessi fiumi di inchiostro.
    Il che, dopotutto, e’ la prova che lo scopo che probabilmente la manovra si riproponeva, attirare l’attenzione dei media e fare pubblicita’ alle liste, e’ ottenuto.

  13. se le veline pdl indispongono dispiace non riuscire a dimenticare che “a liste bloccate” le candidature femminili Pd quando non vengono vengono pescate da famigliari consorterie tendono a evocare standard di bellezza canonici(con eccezioni più o meno interessanti,certamente).E comunque se non fosse sopetto tutto l’operato del partito di maggioranza non troverei nulla di male nel candidare chicchessia

  14. Eppure… a ripensare a quella discussione (cui partecipai), mi sento di ribadire quanto ho già scritto. Ecco, forse bastava, anche in quel caso, scrivere un chiaro e semplice “è questione di banale buonsenso che vorrebbe che si scegliessero le persone (uomini e donne) adatte per il luogo adatto.” Tutto qui.
    (Scusi, Loredana, che senso dovrei dare al “o chi per lei”?)

  15. la candidatura di personalità appartenenti al mondo dello spettacolo, soprattutto giovani donne avvenenti, potrebbe essere sfruttata per l’unico pregio che ha: fare un passo avanti nell’eliminare il retropensiensiero di cui parlava valeria. Chiunque si candidi per ruoli politici e istituzionali dovrebbe essere giudicato in base alle idee passate e future. Può anche capitare che uno pensando alla Carfagna si immagini chissà che, ma poi il pensiero successivo, mosso dal rispetto che si deve agli altri, deve tornare a cosa il ministro sta dicendo. Anche perché già le donne subiscono ancora oggi pregiudizi spregevoli, mettiamoci anche la vulgata che per andare in tv chissà quali compromessi, se poi fanno pure politica…
    …quanto scritto sopra è frutto di ragionamento, ma se son venute fuori cazzate, portate pazienza

  16. Facendo un passo indietro, quando venivano eletti tribuni arruffapopolo solo in virtù di una dialettica trascinante, non è che, mutatis mutandis, fossimo troppo distanti da questo scenario…
    Purtroppo sono i concetti di politica come servizio alla comunità e di coscienza civica dell’elettore ad essere scaduti. Si promuovono scenografie di poliuretano e silicone anziché progetti realizzabili…

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