Adattarono mantici potenti all’estremità del congegno..e incominciarono a insufflarvi aria. Il soffio, violentemente compresso nel braciere che ardeva di carboni, zolfe e pece, sprigionava una grande fiammata, incenerendo il muro. Sicchè nessuno poteva resistervi.
(Tucidide, La guerra del Peloponneso)
La macchina da guerra usata dagli Spartani contro i difensori di Delio diventa spesso un’altra cosa: per l’esattezza, si trasforma nei “fumi d’arsenico” che costituiscono gli antenati della guerra chimica e diventa il simbolo del terrore cieco di cui si circonda la medesima. Insieme alla segale cornuta gettata dagli Assiri nei pozzi dei nemici. O ai cadaveri dei morti di peste lanciati dai tartari oltre le mura di Kaffa.
Quel che voglio dire è che, in molti casi, ha inciso più la paura del veleno che il veleno stesso. Lo sostennero, per esempio, Simon Wessely, Kenneth Craig Hyams e Robert Bartholomew poche settimane dopo l’attacco alle Twin Towers, in piena psicosi da antrace, nell’articolo Psychological implications of chemical and biological weapons, apparso sul BMJ: “i danni provocati sulla psiche di intere popolazioni dal timore delle conseguenze di un attacco biologico o chimico, possono essere molto peggiori delle conseguenze stesse”.
Pensandoci bene, mi sto convincendo che Giuliano Ferrara sta agendo allo stesso modo, con la sua lista pro-vita e l’ormai lunghissima, martellante campagna che, in apparenza, mira ad una sola cosa: un bel salto nel tempo (all’indietro, ovviamente) in materia di diritti civili.
Via il diritto ad una maternità consapevole, via il diritto di scelta delle donne, anzi, via anche la contraccezione, magari (dixit Ferrara: “L’amore contraccettivo è la sanzione dell’irresponsabilità personale, il fallimento della compiutezza e significatività dell’amore, un cedimento irrazionale a un’identità umana amputata del suo senso del bene”), riconsegna finale ad un destino puramente biologico (“La salute della donna risiede nella sua capacità di generare”).
In realtà, Ferrara sta invece spostando il fuoco dalle vere emergenze, che non a caso espunge con aria esasperata da ogni discussione . Violenza sulle donne, per esempio: quella sì in aumento, esattamente come il numero degli aborti è in diminuzione (ma per il nostro son tutte fisime: “Poi si lamentano degli stupri, della solitudine, dell’indifferenza queste donne sull’orlo di una crisi di coscienza “). Calo del lavoro femminile (drasticamente: gli ultimi dati ci vedono penultimi in Europa, davanti alla sola Malta: dove, non casualmente, divorzio e aborto sono negati). Assenza delle reti di cura, con conseguente accumulo sulle spalle femminili dell’accudimento di casa, famiglia, figli, anziani (purtroppo, gli uomini non se ne fanno carico: la legge sul congedo parentale è stata utilizzata da quattro padri su cento).
Che si fa, dunque, per non cadere vittime di quella mass sociogenic illness denunciata dai tre ricercatori? Come si fa ad evitare il terrore dell’avvelenamento dei pozzi da parte di Ferrara e dei suoi seguaci?
Si rilegge, e si impara a memoria, George Lakoff. “Provate a non pensare a un elefante”, diceva il professore ai suoi allievi. Provate, proviamo, a non cadere nel frame altrui. A non entrare nel territorio creato dall’avversario. A non accettare gli scenari che delinea ad arte. Il che non significa non ribattere, ma ribaltare. In parole poverissime: sfilare ai ferraristi la discussione sulla vita portandola sul terreno della qualità della medesima, tanto per dirne una.
Qualcuno faccia avere l’opera omnia di Lakoff a chi di dovere: e il prima possibile, grazie.
grande intervento, loredana.
ieri a ballarò bertinotti chiedeva a franceschini: ma il pd, che unisce cattolici e non, come si posiziona rispetto alle unioni di fatto o alla legge sull’aborto?
e quello rispondeva: eh, la scienza fa dei progressi enormi, troppo veloci, siamo chiamati a riflettere, è presto per dirlo, bisogna trovare un dialogo tra cattolici e laici…
CHE CAZZO C’ENTRA? volevo rispondere io. è presto per dire una cosa che era già assodata da anni??
pensavo al paradosso di me ieri sera sul divano. pensavo che mi dispiaceva che bertinotti facesse venir fuori le loro contraddizioni, le contraddizioni cmq chiare a tutti della sinistra, perché, pensavo, magari poi la massa vota berlusconi. e poi ridevo tristemente di me stessa. perché non c’era nessun motivo per preferire la risposta di franceschini alla domanda centrale di bertinotti rispetto alla risposta di tremonti, per esempio. sostanzialmente – e formalmente – identiche.
A non entrare nel territorio creato dall’avversario
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E come pensi di vincere uno scontro se non occupi il territorio avversario?
Lakoff non mi sembra un grande stratega.
Oh, sì, adesso dirai che ironizzo. Vuoi sapere come la penso? L’aborto è un tassello del discorso più grande dell’emancipazione femminile e della liberazione sessuale. Entrambe le cose (emancipazione, liberazione) sono avvenute togliendo libertà e dignità alla controparte , cioè il maschio. Tutto ciò che la donna ha guadagnato, pari pari è stato perso da noi. Bene, adesso si riconquista la libertà. Ferrara è dalla mia parte, perchè io voglio essere di nuovo libero. E se tu sei meno libera, io sono più libero.
Si poteva fare diversamente? Forse. Si poteva costruire un’emancipazione femminile senza reprimere ed umiliare il maschio? Forse. Ma non si e’ fatto. Si e’ scelta una logica diversa. E oggi, a volere di nuovo la nostra libertà siamo in tanti. Essa e’ a scapito della tua, ma questa regola del gioco non l’abbiamo scelta noi.
E’ abbastanza non-ironico questo commento?
Lupanator
Grazie Zohaira!!!! E, sì, accidenti: il pozzo velenoso di Ferrara è proprio questo! E’ il tentativo di spostare la discussione su un argomento che non dovrebbe essere toccato in questi termini. Tra l’altro il penoso teatrino di Berlusconi che finge di redaguirlo per aver presentato una propria lista fa davvero rabbrividire.
Il Pd dovrebbe chiarire le proprie posizioni sugli altri punti chiave, e subito, semmai.
Lupanator: adesso spiegami, sinceramente, quando, dove e come il maschio sarebbe stato umiliato e reso meno libero.
E, a proposito di frame: ecco che sto sbagliando io, entrando nel tuo 🙂
Tu mi stai portando nel territorio donne versus uomini, dove io non sono affatto entrata, e porre la questione in questi termini non è corretto. Ho più volte citato gli studi sul Gender Gap del World Economic Forum che dimostrano che i paesi con maggiore disparità di genere lo sviluppo economico e sociale è minore. Quindi, la questione riguarda uomini e donne insieme, e non contro.
Sono abbastanza allucinato da quello che sta succedendo in Italia. Lavoro da un paio di anni all’estero, in un paese in cui nessuno si permetterebbe mai di uscire con frasi sull’aborto come quelle che ho sentito. A leggere il commento di lupanator sembra che tutto si riconduca alla lotta uomo-donna. Sarà che sono giovane, sarà che nel mio lavoro la parità tra i sessi, sia come numeri che come potere è quasi totale, sarà che ho solo 26 anni, ma mi sembra di non capire: se la donna è libera di abortire io come uomo sono meno libero?
A proposito, capisco che alcuni uomini possano essere contro l’aborto perchè la vivono come una perdita di potere, anche se mi dispiace per loro che siano ancora a questo punto, un po’ meno bene capisco la posizione delle donne contro l’aborto. Per favore Loredana, me lo spieghi tu, che hai visto nascere e hai seguito le battaglie per ottenere questo diritto e adesso le battaglie per toglierlo?
Grazie
Io mi sentirei molto meno libero e con meno dignità in un mondo che considera “naturale” la soggezione di un sesso rispetto a un altro. Che è, ahimè, tuttora il mondo in cui viviamo. E mi sento umiliato io per primo in un mondo dove la dignità femminile è ridotta a passare dai cartelloni pubblicitari (qualcuno ricorda le fotografie di Ico Gasparri che illustravano lo speciale di Diario sullo stupro nell’ottobre 2006?)
Andrea, non è affatto facile risponderti, almeno per quanto riguarda la posizione delle donne contro l’aborto.
Premetto, intanto, ribadendo qualcosa che sembra diventato un mantra svuotato di significato per le volte in cui è stato ripetuto: nessuna donna è a favore dell’aborto, nessuna donna considera il medesimo qualcosa da rivendicare. Quel che si rivendica, semmai, è il diritto di scegliere se, come, quando diventare madre: è molto diverso. Una seria politica di contraccezione (quella che Ferrara nega, quella che non viene insegnata nelle scuole se non occasionalmente, visto che siamo l’unico paese europeo a non avere legislazione in materia) diminuirebbe ulteriormente il ricorso all’interruzione di gravidanza.
Dal punto di vista individuale, dunque, ogni scelta è degna di rispetto: ma deve essere, appunto,una scelta personale. Le donne, le politiche in questo caso, che si scagliano contro la legge 194 sostengono, in sintesi estrema, che questa scelta non appartiene alla coscienza della donna, ma allo Stato. O meglio ancora, all’Etica che attraverso lo Stato deve trovare attuazione.
Quel che mi sento dire è che spirano venti gelidi e restauratori, che troppo spesso hanno spazzato via il desiderio di guardare al di là del proprio piccolo ambiente: forse questa è l’occasione giusta per cominciare a cambiare le cose.
Forse.
“E come pensi di vincere uno scontro se non occupi il territorio avversario?”
Il *terreno*, non il territorio. Il terreno specifico di ciascuno scontro limitato.
Secoli di arte militare e riflessione sulla guerriglia buttati nel cesso con una domanda stupida.
Lupanator: adesso spiegami, sinceramente, quando, dove e come il maschio sarebbe stato umiliato e reso meno libero.
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Non sono sul banco degli imputati, il fatto stesso che i toni nei miei confronti siano questi dovrebbe rispondere alla tua domanda. Non sono del tutto certo che tu voglia capire, penso piuttosto che tu voglia vincere la discussione. Nessuna donna ha bisogno di capire un uomo, essendo oggetto di desiderio, troverebbe comunque un compagno: un simile processo educativo produce una donna che non ha alcun interesse a capire la controparte. Nell’ipotesi che tu per qualche motivo voglia capire, ho scritto un post più esteso sul mio blog. Si intitola “Libertà, maschi e femmine”. Ma credo ti limiterai a giudicare.
Lup.
Lupanator, ma guarda che sul banco degli imputati ti ci sei messo da solo! Io ti ho fatto una domanda, e te la ripeto: spiegami dove sono le umiliazioni e la privazione della libertà subite dagli uomini in virtù di una – non esistente – emancipazione femminile.
Ps. Se poi mi spieghi anche perchè una donna non ha bisogno di capire un uomo, ti sarò ancora più grata. 🙂
Loredana, non dar da mangiare ai troll.
Riguardo a Lakoff e al discorso su “frame di superficie” e “frame di profondità” (quelli che contano davvero): oltre ai libri (che vanno sempre letti prima di “recensirli”), consiglio di leggere i post sul blog del Rockridge Institute da lui fondato. Non metto link, cercare su google.
Più in generale, sulla questione del “rifiutare il terreno scelto dall’avversario”, mi permetto di consigliare questo.
Lupanator, ma guarda che sul banco degli imputati ti ci sei messo da solo!
—-
Non direi. Per esempio, io non ho invitato nessuno a ignorare altre persone chiamandole “troll”, cosa che il kompagno wu ming ha prontamente fatto: riflesso condizionato suppongo. In ogni caso ogni possibile spiegazione sarebbe stata troppo lunga per un commento, quindi ho scritto una cosa sul mio blog. C’e’ anche , in un altro post , la risposta all’altra tua domanda.
Lup
Ecco, appunto, tutto si riduce sempre a “Visitate il mio blog”. Mendicano attenzione provocando. Poi si offendono se qlcn li chiama “troll”, però.
Wu ming: io ricordo di uno sfigato semiemarginato che ogni giorno prendeva una littorina nella bassa ferrarese. Sarai mica quello li’, per caso? In quel caso, forse prima di dare del troll alla gente, dovresti pensarci: chi ti ha conosciuto di persona, o ha conosciuto di persona uno di voi, potrebbe averne, da raccontare.
In ogni caso, il modo in cui tu pensi l’avversario non cambia proprio nulla. Che tu vada o meno sul suo terreno intellettuale , il risultato della partita è un risultato materiale. Fortunatamente stiamo vincendo. E voi state perdendo. Il resto conta poco. Ah, sì: non ho bisogno di scrivere a te per mangiare. Tu invece hai bisogno di scrivere, per mangiare. Riflettici.
Lup
Grassini, mi spiace ma puoi anche verificare: il post e’ davvero troppo lungo per stare nei commenti.
Lup
Ma per mettere a tacere un’opinione che non vi sta a genio non avete niente di meglio da fare che gridare tutti in coro “troll”? Non e’ un po’ deboluccia, come dialettica? No, perche’ i troll oggi votano. Per Ferrara, ad esempio. Riuscirete a far tacere anche lui, gridando “troll, troll”?
Lup
Aò, ma chi sei, il Provenzano di Codigoro??? 😀
Lup, ma guarda che stai parlando solo tu. 🙂
Ciao Lippa,
grande post, davvero. E pure la discussione è utile, inclusi alcuni botta e risposta un po’ così, diciamo.
🙂
In questo momento sono di corsa, ma più tardi lo linko, che mi pare utile che gli sbarbi dalle mie parti si studino il tutto.
Grande post!
Ci vorrebbe coraggio e non accettare di scendere sul piano di Ferrara, è vero. Una moratoria sull’attacco alla 194 che viene condotto scientificamente e rischia di avvelenare i pozzi della campagna elettorale. Bisognerebbe lanciare un appello agli organi di informazione perchè riducano gli spazi sugli sproloqui senza fondamento e invece incalzino i due schieramenti sul loro programma effettivo, specie per quel che riguarda lo stato sociale.
Ci stanno facendo scendere i gradini della scala, ci stanno riportando indietro al punto che ci ritroveremo a terra senza essercene accorti. Un abbraccio mortale al Partito Democratico, ecco cos’è la lista Pro-Life. E purtroppo qualcuno c’è già caduto.
Io ce lo vedo però, vista la preziosità della merce o mercè, uno stato che decide sulla volontà dell’individuo, che in questo caso non può essere che femminile, per difendere cosa poi: un nuovo consumatore! E’ questo che vogliono i ferraristi! Come si difendono i diritti dei nascituri? Con la retorica?
Eccolo! Il pericolo giallooo!
………………………………………………………….Luttazzi.
Oltre a Lakoff, mi permetto di consigliare una ricognizione su quanto il web (o la carta, o entrambi) hanno da mostrare sull’effetto-agenda, o agenda-setting: una teoria più prgmatica (probabilmente meno interessante) per arrivare, per vie diverse, allo stesso risultato: quello di non pensare all’elefante.
Sulla stampa cattolica, per essere precisi su “Europa”, trovo queste considerazioni: «Non si capisce come possa giovare alla causa, invece, una lista ad hoc che, per bene che vada, alla fine assai difficilmente riuscirà a raccogliere una percentuale a due cifre. E allora? Avremo stabilito che la difesa della vita è tema che interessa, che so, al 4 per cento degli italiani, magari solo in alcune regioni. A occhio, si direbbe un investimento a perdere» (Chiara Geloni). Il link per l’intero articolo (che personalmente non condivido, ma il punto di vista è diverso dal mio) è questo:
http://www.europaquotidiano.it/site/engine.asp
Ottima Lippa, mi sa che ti lino subito
linko, ovviamente, pardon
sono disorientata da tutte le ciarle di ferrara, soprattutto perchè sembra che tutti pendano dal suo amo; e sono preoccupata perchè pare che non sappia assolutamente di cosa sta parlando mentre parla. continua così, lippa, non mollare la presa!
A proposito: sull’appropriazione del corpo femminile sta parlando or ora la Sgrena su Radio3
E io ho appena ricevuto il comunicato di DonneInQuota sull’episodio di Napoli:
“L’episodio di ieri è sintomo di un clima di sospetto diffuso il cui macabro apice è stato raggiunto con un’ordinanza giudiziaria e un blitz della polizia in un ospedale dove si sospettava non venisse rispettata la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza.
DonneInQuota deplora qualunque comportamento volto a ledere la libertà della donna di autodeterminarsi.
Ricorda inoltre che la scelta di ricorrere all’ivg è una scelta ultima ed estrema, affatto indolore e priva di conseguenze.
Chiediamo infine che la legge 194, che ricordiamo è stata accettata prima di tutto dal popolo italiano con un referendum nel 1981, non diventi vacuo argomento di campagna elettorale”.
http://www.donneinquota.org
Vero
Tutto sta ad avercelo un frame alternativo a quello di Ferrara da proporre…
O tirarlo fuori al momento giusto.
Loredana io questo intervento tuo lo apprezzo così quasi pe fede:) Ma a parte la metafora del disuturbo post traumatico da stress presunto, io sto intervento tuo non l’ho capito tanto. In ogni caso, rimanendo nella metafora psicologica che quella m’è chiara.
– Freud dice che l’ansia è una cosa sana perchè serve a schivare i pericoli l’importante è che non diventi patologica perchè se no non serve a niente.
– l’articolo di Bartholomew e soci è stato scritto post undici settembre e quindi il trauma era bello che avvenuto a voja a di.
– io pure so bella che traumatizzata nel momento in cui il mio corpo è usato da terzi a scopo elettorale.
– io a questo punto penso di dover raccogliere tutte le difese psichiche di cui dispongo per elaborare lo stress e, meno psicoanaliticamente ma più cognitivisticamente, evitare che se ne propongano altri e peggiori.
–
(sperando di aver vagamente capito ciò di cui si parlava qui:)))
Zauberei, in sintesi estremissima: Ferrara sta cercando di spostare il terreno della discussione su un tema che non è prioritario nel cosiddetto paese reale. Crea un Frame, appunto, secondo il quale l’aborto diventa il problema numero uno. Se gli si va dietro, si riconosce che invece E’ il problema numero uno e si viene stritolati in uno scontro frontale che adombra tutte le altre questioni.
Alla fin della fiera, si rischia l’effetto antrace, appunto. Si parla tanto dell’emergenza aborto che il discorso sull’emergenza annulla tutto il resto.
Sempre in sintesi estrema, quel che sostiene Lakoff è: mai basare un discorso (o un programma politico) all’insegna del “non sono d’accordo con/su”. Ma restare nel proprio terreno, appunto.
Il problema, comunque, non è Ferrara. Il problema non è nemmeno la destra. Il problema non è nemmeno la chiesa. La destra e la chiesa fanno il loro lavoro di sempre. Ferrara è l’orbo nel paese dei ciechi: è vero che è intelligente ma non è poi questo granché, solo che è l’unico che pensa in termini strategici mentre tutti gli altri vanno a tentoni, e quindi sembra meglio di quel che è.
Il vero problema è il PD, che su questi argomenti (aborto, laicità, unioni civili, eutanasia) non può né potrà mai schierarsi con chiarezza, perché è un Frankenstein messo insieme con pezzi lib-lab e opusdèi, una mesta sintesi di coop e cilicio, che per giunta sta imbarcando noti piduisti. E’ un mischione insensato e privo di programma, esposto a qualunque diktat di qualunque potere forte, a cominciare dal Papa.
Per metterlo in crisi basta spostare le discussioni su quel terreno. E l’avversario lo fa. E dal suo punto di vista fa bene. E’ la mossa più efficace e meno dispendiosa, mentre nel PD ogni volta devono spendere un’enorme quantità di energie per trovare una risposta che non crei una guerra interna.
Adesso che siamo in pre-campagna elettorale, forse la vera offensiva le donne (e non solo loro, ovvio) dovrebbero sferrarla contro il PD, per il suo evidente deficit di laicità (nonché di senso, ma questo allargherebbe troppo il campo) e la sua mancanza di reazione decisa a questi attacchi. La minaccia di perdere i voti laici e femminili dovrebbe essere espressa in modo da compensare il timore di perdere i voti beghini e democristi… e poi vedere come va.
…che poi io non li voto comunque, eh. Mi fanno schifo. Parlo da Lakoff dei poveri 🙂
Ciao Loredana,
Per me la cosa della quale si sente defraudato Lupanator è il diritto patriarcal/maschilista/preistorico di dare mazzate in testa alla donne e portarle nella sua caverna per sottometterle, dato che in regime di parità e libera scelta, le donne lo rifiutano a priori…
🙂
Andrea Bagnoli – Maobao
Cacchio!!!
Avevo scritto quel commento senza aver soddisfatto la curiosità di leggere il suo blog.
Ora l’ho letto.
E confermo la mia teoria, aggiungendo alla possibilità della clava, la possibilità della banconota da 500 euro…
🙁
Maobao
P.S. se sei curiosa, ti invito a leggere il post “Caccia alle Streghe” sul mio blog.
Per intanto ti linko.
Non lo so Loredana
Nella storia e nella vita politica tante volte ci si trova davanti al problema della cosa giusta da fare – cedere o non cedere all’allarme, prendere o non prendere sul serio. Dopo tutto è un fatto che l’islam ha la passione per il terrorismo- quindi la paranoia è patologica ma lo stare in guardia non direi.
Rifletto anche sul fatto che, forse qui tu e altri potreste non essere d’accordo, io capisco in una prospettiva storica la ridiscussione dell’aborto. Quasi la aspettavo. Un ragazzo sopra chiedeva perchè un uomo dovrebbe sentirsi menomato dalla sua libertà. Ho pensato a una ragazza giovane e al suo fidanzato di qualche anno più grande – lei vorrà il figlio e lui no. Lei avrà la legittimità dell’ultima parola. La mia sensazione è che la 194 sia una legge sacrosanta e che non vada toccata, per il mio diritto di donna – giammai malata stuprata matta o che ne so – a NON GENERARE se mi capita. Ma ho anche la sensazione che quando ci fu la legge sull’aborto e negli anni successivi, un certo maschilismo diffuso, una certa trivialità di questo paese che non riflette sulle implicazioni dei suoi gesti, sui significati profondi dei percorsi esistenziali, non elabora lutti nè individuali nè culturali, ha impedito di riflettere sui significati di questo nuovo diritto. Su cosa vuol dire essere donne e uomini. Ed ecco che ora spuntano i Ferrara i Risè, e quant’altro e in questo vuoto culturale e psichico alligna la falsa coscienza.
Io vorrei anzi che più maschi possibile si confrontassero col tema della gravidanza.
et voilà! aderisco, ovviamente:)
però si può continuare a prenderli per il culo
http://a-matrix.noblogs.org/gallery/660/previews-med/big_vis2.jpg
Ah, aspetta Zauberei: dipende dai contesti (dai frame, appunto). Riflettere è sacrosanto, sono d’accordissimo con te. Ma il problema è che questa discussione – quella di Ferrara e compagni – è iniziata come strategia politica, non per fini speculativi. Infatti, la discesa in campo era obiettivamente prevedibile.
Invece, quasi tutte le discussioni, e spesso i mea culpa, sulla questione sono stati fatalmente reindirizzati sulla 194: Anna Bravo, che è una storica serissima, non pensava certo di aprire la breccia di cui tutti stanno approfittando quando scriveva della violenza dell’aborto, non molti anni fa.
E’ verissimo che occorre imparare a riflettere sui nostri gesti e ad elaborare i lutti: ma questo deve avvenire, secondo me, in un diverso e più lungo percorso (i simboli, ancora una volta, l’immaginario, ancora una volta): e mai, mai davvero, in campagna elettorale…
Io mi chiedo solo quando è successo, quando è stato che ci siamo distratti e ci siamo risvegliati in un Paese in cui i diritti acquisiti vengono messi in discussione (mentre si pensava, poveri illusi, di conquistarne altri, per tutti), in cui si mandano i carabinieri a interrogare un donna che abortisce (ma ci rendiamo conto della gravità? Hai voglia a non scendere sul loro terreno quando accadono queste cose).
E un’altra cosa. Questa discussione, e certi commenti, mi convincono sempre più che il luogo comune (come spesso accade ai luoghi comuni) sul fatto che destra e sinistra non esisterebbero più, è falso. Falso. Basta andare a vedere il blog di Lupanator (io l’ho fatto, è, come dire, istruttivo) o ciò che accade al mio paese natale, dove, con l’avvento dell’amministrazione di destra è stato sospeso il cineforum (che da anni portava qualche film discreto in provincia) ma in compenso proliferano le starlette e le divette TV invitate come madrine di improbabili manifestazioni.
Siamo diversi. Culturalmente diversi. Se significa qualcosa, anche antropologicamente, diversi.
Il problema è che noi, di sinistra, siamo meno. Molti meno. Non è bello, ma è così. E, forse, questa è la spiegazione alla mia prima domanda. Siamo sempre stati meno, ma per una stagione, più o meno lunga (e bella e intensa) siamo stati egemonici. Non lo siamo più.
Credo sia stato già detto: è solo marketing pre-elettorale. Sarò un ridicolo visionario, ma credo proprio che Ferrara (concordo con WuMing io non vedo alcuna intelligenza, solo astuzia, quella del commerciante che sulla bilancia insieme alla fetta di prosciutto mette un foglio di carta più pesante) mediti su quale argomento, facile in un paese litigiosissimo come il nostro, possa creare una forte discussione, scandalo, gossip intelligente e radical chic, per poi fregarsene dell’esito finale, tanto lui il suo risultato lo raggiunge lo stesso. Ferrara e la sua snobissima moglie (opinionista da Marzullo e per questo inserita nella commissione di qualità cinematografica) erano quelli che parlavano, anzi urlavano delle armi chimiche di Saddam come “pistole fumanti” sulla scena del delitto. Il problema è che in Italia nessuno ti chiede conto delle stupidaggini che dici e degli effetti che crei, quindi puoi dire tutto. La domanda è un’altra: non mi risulta Ferrara abbia figli, non è una donna, come può farsi paladino di una crociata contro l’aborto?
ah la vecchia demagogia, mai dimenticata eppure più volte ribattezzata.
sono perplessa dal fatto che siamo disposti a non credere che si stia consumando qualcosa di molto pericoloso.
Qualcosa di simile successe ai tempid el nazismo.
Gli intellettuali tedeschi erano pronti ad ascoltare Hitler, altri lo sottovalutavano con smobismo, altri ancora pensavano che non sarebbe durato che un breve attimo.
E’ il fato di chi non sa, non ha vissuto, non ha avuto testimonianze dirette.
Credersi più forte e più potente di chi ha deciso di affondare colpi ben assestati, oltretutto con una manipolazione mistificatoria davvero ben congegnata.
E per tornare a Lakoff, di lui è interessante il suggerimento ancor più dell’analisi: occorre spiegare, non dare per scontato che sia facile pensare in maniera aperta, democratica e curiosa.
Occorre ricominciare a parlare, a raccontare a raccogliere testimonianze, a dire alle persone (anche a quelle di sinistra, sì) cosa significa la condizione delal donna, che non è solo aborto, nè solo violenza, nè velo o altre menomazioni in culture diverse (qualcuno ha parlato della giornata contro el mutilazioni genitali???), ma è tutto un percorso mentale che torna ineluttabilmente in ogni tempo.
Ed in soli cinquant’anni di vita è la seconda volta che lo vedo minacciarmi e minacciare le donne tutte.
Anche e sopratutto quelle che hanno dei dubbi, quelle che sarebbero disposte a trattare, quelle che si credono così forti da non poter nemmeno lontanamente immaginare di poter cadere.
Io chiedo aiuto ed aiuto offro.
Sono spaventata. Un po’.
Ma anche piena di cose da dire.
Mario nella prima parte del suo commento, ha perfettamente descritto lo spirito di questo periodo, che ormai definisco “Weimar Epocale”.
E anche la seconda parte, la ritengo sacrosanta nel definire le differenze con gli esempi portati…
Maobao
E sì, il ciccione ama buttare l’amo, mentre nell’acqua tanti pesci gli si muovono acrobaticamente intorno. Ferrara ha tirato fuori un enorme argomento, attraverso concetti alti e con una gran capacità di coinvolgimento culturale. Non è “igienico” rispondere con slogans tirati fuori da polverosi sgabuzzini ideologici. Provate a ragionare uscendo dalla pigrizia mentale di un certo manicheismo di sinistra. Più che di generi discutete di esseri. Allora, forse, verranno fuori tesi robuste e profonde da contrapporre a quelle proposte da Ferrara.
dinosauro, mi sembra che la titolare abbia messo in discussione proprio l’idea di rispondere alle tesi del ciccione….
L’aspetto a mio parere più interessante della “ormai lunghissima martellante campagna” sono le lettere che arrivano alla redazione del Foglio, testimonianze di molti che escono dalla semi-clandestinità di coscienza: per anni immersi nella ideologia del diritto delle donne, forse ora trovano una solidarietà intellettuale insperata.
Non capisco quando dici: “IN APPARENZA mira ad una sola cosa: un bel salto nel tempo all’indietro”; quindi in realtà cosa sarebbe? Ma non ci sfiora minimamente il dubbio (che non è alla base della conoscenza??) che possa avere ragione? Che Non si tratta di un salto all’indietro, ma di scoprire un nuovo soggetto (il feto) di diritti civili tanto desiderati?
Leggendo questo post e i commenti mi vengono in mente alcune cose:
1- che la tecnica della denigrazione dell’avversario è ancora quella più usata quando si è a corto di argomenti (vero gina? che stile impeccabile!!)
2- che si può citare Tucidide e Lakoff ed essere preda della demagogia e della ideologia in cui si è stati educati per anni.
3- che il dibattito sulla vita/qualità della vita può essere fatto solo se il soggetto è il medesimo, non se ce n’è più di uno. In parole poverissime: un feto abortito non si pone certo il problema della qualità della vita.
4- che è assurdo obiettare a chi che fa una battaglia culturale su un aspetto, che non la faccia su altro: è come criticare ambra angiolini perchè oltre alla pubblicità sull’aids non ne fa una sull’infibulazione.
5- che io, che sono una donna eterosessuale, moglie, madre di un aborto, mi sento davvero più tutelata da uno come ferrara che da una come te, cara lipparini.
Io, della scelta che voi mi date di uccidere un figlio, non me ne faccio nulla.
Questa non è la battaglia delle donne, perchè non è la mia.
Ecco. Aggiungo un altro esempio di differenze tra noi e loro. Il livore, costante, continuo, il senso di accerchiamento paranoide, che tracima, sempre, dai loro commenti. Non la rabbia, eh. Non l’indignazione. Proprio il livore.
E chissà, forse dovremmo re-impararlo, questo livore, questa certezza dell’essere nel giusto, questa capacità di distorcere la realtà e rappresentarsi come perenni vittime dei rossi cattivi (al punto di credere a una sciocchezza come quella della censura al Papa).
Ecco. Forse siamo troppo buoni.