E così il ddl Valditara è diventato legge. Tra l’altro, introduce già da questo anno scolastico, ” il voto in condotta nelle scuole medie e nelle superiori (si viene bocciati con il 5 in condotta e rimandati con il 6) e prevede, a carico degli studenti responsabili di aggressioni a danno di dirigenti scolastici, docenti e altro personale della scuola, multe da 500 fino a 10.000 euro. Il testo, inoltre, mette in soffitta i giudizi descrittivi e ripristina i giudizi sintetici nella scuola elementare (sufficiente, buono, ottimo). ”
Né i docenti potranno protestare più di tanto. Ho avuto già occasione di parlarne, ma esiste già da due anni e mezzo il codice comportamentale per i docenti adottato con D.M. n. 105 del 26.04.2022, che all’articolo 13 dispone che il dipendente sia astenga “dal pubblicare, tramite l’utilizzo dei social network, contenuti che possano nuocere all’immagine dell’Amministrazione”.
Non occorre stupirsi. La scuola di governo si delineava già prima della campagna elettorale. Ripubblico dunque qui l’articolo che scrissi per l’Espresso in quell’estate 2022 che sembra tragicamente lontana, e invece ne portiamo tutto il peso.
In un famoso libro del 2004, L’epoca delle passioni tristi, Miguel Benasayag e Gérard Schmit dicevano: “L’educazione dei nostri figli non è più un invito a desiderare il mondo: si educa in funzione di una minaccia, si insegna a temere il mondo, a uscire indenni dai pericolo incombenti”. Così è anche peggio: si insegna a desiderare un mondo di efficientamento, e non è un bel mondo.
