RICOSTRUZIONI

“La vera questione non ha a che fare con un ragionamento astratto sul maggiore o minore gradimento di un generico menù di esperienze culturali da parte dei contribuenti/clienti e sul modo più appropriato per decidere chi paga il conto, e a maggior ragione non riguarda velleitarie istanze di “democratizzazione” della cultura, siano esse state o market-driven.
E’ istruttivo a questo proposito il progetto The Most Wanted Paintings (1994-1997) di due intelligenti artisti concettuali russi, Komar & Melamid, che hanno chiesto a una società di ricerche di mercato di trasformare il pubblico in committente, rilevando attraverso appositi questionari le preferenze più diffuse circa colori, soggetti e dimensioni dei quadri da dipingere, e ottenendo in risposta una collezione di triti stereotipi quali personaggi storici ritratti nel verde con bambini e animali vicino a corsi d’acqua.
Komar & Melamid hanno così elegantemente dimostrato che se fosse davvero il pubblico a scegliere in vece degli artisti e più in generale dei produttori culturali, la storia dell’arte e della cultura non si sarebbe mai potuta evolvere come noi la conosciamo e ci si dovrebbe limitare a ripetere all’infinito l’ovvio e il già noto (come dimostra oggi fin troppo facilmente l’offerta televisiva costuita a misura di audience, o ancora peggio di una versione del tutto simulacrale dell’audience).
Come del resto argomenta chiaramente Donald Sassoon nel suo monumentale e documentatissimo saggio La cultura degli europei dal 1800 a oggi, è sempre l’offerta culturale a creare un proprio pubblico e quindi una propria domanda pagante, e non il contrario: nessuno sa di desiderare una determinata esperienza culturale prima che qualcuno sia in grado di mostrargliela, e soprattutto di fargliela apprezzare”.
Pier Luigi Sacco, docente di economia culturale all’Università IULM di Milano, ha scritto uno strepitoso saggio insieme a Christian Caliandro: si chiama Italia Reloaded ed è stato pubblicato da Il Mulino. Ho conversato con Sacco ieri a Fahrenheit: se ne avete voglia, l’intervista sarà fra non molto disponibile  qui.

3 pensieri su “RICOSTRUZIONI

  1. Ho assistito alla presentazione di Italia Reloaded che gli autori hanno fatto a Firenze poco tempo fa, e ho sentito cose molto interessanti. Ci sarebbe da discuterne per giorni. Recupererò l’intervista che ieri non ho potuto ascoltare, e a questo punto leggerò il libro.

  2. Sono gli artisti, con la loro sensibilità, a dettare il nuovo vocabolario dell’arte che spesso il pubblico (e i critici) non riescono a comprendere perché sempre in ritardo rispetto ai grandi poeti, pittori, musicisti.
    La grandezza dell’arte sta proprio in questa capacità di sognare e di reinventare il mondo. Di guardare con occhi nuovi lo spettacolo consueto della vita.

  3. la strada la tracciano le avanguardie che riescono a non sperdersi(ricordandosi quella scena di quarto potere quando la protagonista in lacrime si lamenta che il pubblico sembra che non la voglia.”Quando si lotta è sempre così” risponde Kane)

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