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Nel 2019, di ritorno da Mantova, avevo nelle orecchie le parole di Jonathan Safran Foer e Fritjof Capra, che ricordavano  che “abbiamo bisogno dell’esatto contrario di un selfie per salvarci” (Foer) e che per fare rete, comunità letteraria, anche frequentare i festival è un primo passo (Capra).
Non è soltanto un ricordo, è la testimonianza della mia vecchia passione/ossessione/fiducia nella comunità letteraria. Che secondo me esiste, e non è solo quella che ci si immagina leggendo le cronache, con le mani occupate da calici di vino e stuzzichini al formaggio. Ma che forse non trova ancora il modo di riconoscersi fino in fondo, e di incidere fino in fondo.
Però, a volte, si fa viva, con tutta la partecipazione e la passione possibili. Anche in casi certamente piccoli rispetto a quanto avviene: parlo di comunità di lettrici e lettori, e scrittrici e scrittori, che ci hanno aiutato per Gita al faro 2026.
Ebbene, questo è un post di ringraziamento, commosso e appassionato come non mai: perché, nonostante la cifra raccolta non sia quella che ci eravamo prefissi, ci permette di tener vivo il festival: e dunque dal 17 al 20 giugno saremo di nuovo a Ventotene, con sei fra scrittrici e scrittori e un ospite illustre che il sabato pomeriggio terrà una lezione su una donna cui molto dobbiamo per il nostro vivere su questo pianeta: Rachel Carson.
I nomi verranno resi noti fra non molto, e ancora prima pubblicheremo quelli di chi ci aiutato a esserci di nuovo, e auspicabilmente non solo per il 2026. Per ora grazie, mille volte grazie. Vi aspettiamo a Ventotene.

Assai brevemente in giornate complicate.
Questa è l’ultima settimana di raccolta fondi per Gita al Faro. Grazie, intanto, a tutte e tutti coloro che hanno contribuito. La cifra prefissata è ancora lontana, ma quanto arrivato fin qui sarà comunque utile (la modalità scelta per il crowdfunding, infatti, permette di utilizzare i fondi anche prescindendo dall’obiettivo): sarà comunque difficile, sarà comunque complicato, in assenza di contributi istituzionali. Come ha scritto Wu Ming 1 su Giap!:
“Gita al faro è un festival anomalo, raccolto, affettuoso. In quei tre giorni si crea un’atmosfera a cui si penserà con saudade. Proprio per queste sue qualità, purtroppo, fatica a trovare finanziamenti, pubblici o privati che siano”. 
Ma l’idea è quella di provare a farcela ugualmente, e per questo, nei pochi giorni rimasti, continuo a insistere. E’ possibile, è per molte e molti di noi desiderabile, tentiamo ancora.

Vi parlo di Ventotene perché Gita al Faro rischia di non esserci più, dopo l’edizione in forma ridotta dell’estate scorsa. I motivi? Il progressivo assottigliarsi dei finanziamenti, pubblici e privati. Ora, so benissimo che in tempi oscuri come questi la crisi di un festival letterario può sembrare ininfluente. E magari lo è, anzi sicuramente lo è rispetto a urgenze indiscutibili e gravi come quelle che attraversiamo.
Eppure, continuo a essere convinta che le storie servano. Specie in un luogo di memorie fortissime come Ventotene, ma anche e soprattutto Santo Stefano. Da quando ho assunto la direzione artistica, nel 2014,  il fine è sempre stato uno: cercare di restituire quanto Ventotene dà, e dà moltissimo, in termini di memoria, storia, natura.
Sono tanti, tantissimi, gli autori e le autrici che sono stati sull’isola.  Oltre ottanta ospiti, da Stefania Auci a Edoardo Albinati, da Stefano Bartezzaghi a Maurizio De Giovanni, da Donatella Di Pietrantonio a Nicola Lagioia, e poi, in ordine sparso, Daria Bignardi, Giulia Caminito, Paola Caridi, Gianrico Carofiglio, Mauro Covacich, Chiara Gamberale, Vera Gheno, Federica Manzon, Michela Marzano, Michela Murgia, Matteo Nucci, Sandra Petrignani, Tommaso Pincio, Walter Siti, Nadia Terranova, Emanuele Trevi,  Wu Ming 1, Zerocalcare e tantissimi altri.
E altri ne vorremmo. 
Per questo, abbiamo fatto partire oggi una campagna di crowdfunding su Produzioni dal basso. 
Perché vogliamo esserci anche nel 2026. Perché c’è una cosa che abbiamo imparato in questi anni: la letteratura non è mai lontana dal mondo in cui nasce, e ne riporta gli orrori, ma anche le speranze. E in tutto questo tempo sono stati scrittori e scrittrici a guidarci nella comprensione di quel che la cronaca non sempre riesce a restituire.
Grazie per tutto quello che potete fare.

Dunque sono in partenza, questa sera Formia, domani  Ventotene per Gita al Faro. Sarà un’edizione particolare, molto. Più condensata, più centrata su quel che avviene intorno a noi, anche con le parole della letteratura.
C’è un motivo, anzi più d’uno. 
Mai come in questi ultimi mesi si è parlato di Ventotene: la sua storia e quella dei confinati politici sono state evocate nelle piazze, in Parlamento, sui giornali. Mai come oggi si è tornato a fare i nomi di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni (dimenticando, spesso, Ada Rossi e Ursula Hirschmann, che molta parte ebbero nel Manifesto). E mai come oggi, dunque, è necessario ricordare cosa è avvenuto davvero nell’isola in cui furono confinati numerosi uomini e donne che parteciparono alla resistenza e alla lotta per la liberazione, di cui ricorre in questo 2025 l’ottantesimo anniversario, molti dei quali futuri esponenti della classe politica repubblicana. 
La memoria di quanto è avvenuto è stata in passato delegata a pochi, instancabili studiosi, scrittori, attivisti che hanno continuato a indagare sui lunghissimi anni in cui Ventotene e la vicina Santo Stefano sono state luoghi di confino e di carcere. Ed è per questo che l’edizione 2025 di Gita al faro, che da quattordici anni ospita scrittrici e scrittori per conoscere e raccontare l’isola, sarà interamente dedicata a cosa davvero è stata quell’esperienza.
Saranno tre gli ospiti del Festival, Annalena Benini, Paola Caridi e Wu Ming 1, e ognuno declinerà a suo modo la storia di Ventotene e come riecheggia nel presente.
Gita al Faro, insomma, cambia nella continuità, per questa edizione 2025: perché la letteratura non è mai lontana dal mondo in cui nasce, e ne riporta gli orrori, ma anche le speranze. Un’edizione speciale per tempi speciali: dove gli scrittori sono chiamati a guidarci nella comprensione di quel che la cronaca non sempre riesce a restituire.
Questo blog non sarà aggiornato fino a lunedì. E speriamo che siano giorni portatori, se non di pace, di lucidità e di pietà.

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