FLIPPARE FRA I LIBRI

Sono un po’ di giorni che penso e ripenso alla lettura e a come leggiamo. Non cosa, come. Perché è molto facile sconsolarsi sulle classifiche, un po’ più difficile capire cosa ci porta alle medesime. Ed è ancora più difficile trovare risposte a una serie di domande.
Ovvero, leggiamo sempre allo stesso modo oppure la nostra vita di lettori e lettrici si è fatta più frammentata, appunto, e cede alle interruzioni o ai sottofondi? E questo comporta più o meno concentrazione? E, ancora, la concentrazione è sempre necessaria? Mi spiego, se io sospendo la lettura de L’ora di greco di Han Kang per andare a vedere le immagini della Biblioteca di San Gallo arricchisco o svilisco il libro che ho fra le mani?
Sto leggendo parecchio e sto leggendo, come al solito, più libri contemporaneamente: era una vecchia abitudine da lettrice professionista e prima ancora da lettrice appassionata. Saltare da un libro all’altro, però, non mi infastidisce, e non mi distrae. In questi giorni, per dire, ho fra le mani le bozze dell’ultimo romanzo di King, Altri mondi oltre a questo, Anarchica la morte di Giordano Meacci e Le sussurratrici di Giulia Paganelli. Immergermi, riemergere, “flippare” (come direbbe King quando parla di passaggi fra un mondo e l’altro) da una storia all’altra non mi toglie nulla. Anzi, viaggiare di universo in universo mi arricchisce.
Ma questa non è una risposta, ovvio.