FLIPPARE FRA I LIBRI

Sono un po’ di giorni che penso e ripenso alla lettura e a come leggiamo. Non cosa, come. Perché è molto facile sconsolarsi sulle classifiche, un po’ più difficile capire cosa ci porta alle medesime. Ed è ancora più difficile trovare risposte a una serie di domande.
Ovvero, leggiamo sempre allo stesso modo oppure la nostra vita di lettori e lettrici si è fatta più frammentata, appunto, e cede alle interruzioni o ai sottofondi? E questo comporta più o meno concentrazione? E, ancora, la concentrazione è sempre necessaria? Mi spiego, se io sospendo la lettura de L’ora di greco di Han Kang per andare a vedere le immagini della Biblioteca di San Gallo arricchisco o svilisco il libro che ho fra le mani?
Sto leggendo parecchio e sto leggendo, come al solito, più libri contemporaneamente: era una vecchia abitudine da lettrice professionista e prima ancora da lettrice appassionata. Saltare da un libro all’altro, però, non mi infastidisce, e non mi distrae. In questi giorni, per dire, ho fra le mani le bozze dell’ultimo romanzo di King, Altri mondi oltre a questo, Anarchica la morte di Giordano Meacci e Le sussurratrici di Giulia Paganelli. Immergermi, riemergere, “flippare” (come direbbe King quando parla di passaggi fra un mondo e l’altro) da una storia all’altra non mi toglie nulla. Anzi, viaggiare di universo in universo mi arricchisce.
Ma questa non è una risposta, ovvio. Perché bisognerebbe sapere cosa succede quando si abbandona un libro per guardare, che so, una serie, o si abbandona  quella stessa serie, magari per pochi minuti, per controllare la posta elettronica. La parte ottimista di me pensa che in fondo stiamo riuscendo a trovare forme diverse di concentrazione. Quella pessimista lamenta che non ne abbiamo più, in assoluto.
Mi piacerebbe che si discutesse più di questo. Invece, ogni tanto, leggo status o proteste per la decadenza della lettura fra le giovani persone a causa di fumetti e manga. Nel 2026. E ancora qualcuno sostiene che si tratti di non-lettori. In questo caso, la risposta c’è, ed è quella di Lisa Simpson, quando dice che è meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli che aprire bocca e togliere ogni dubbio.

Un pensiero su “FLIPPARE FRA I LIBRI”

  1. Sono meno concentrata nella lettura e in qualsiasi cosa faccia, saltello da una cosa all altra, il telefono è un riferimento perenne. I primi 10 minuti di lettura sono una battaglia costante con il desiderio/necessità di alzarmi, posare il libro, fare altro. Se riesco però a superare questo lasso di tempo , ritrovo la fluidità e la piacevolezza del leggere. Forse a causa di una concentrazione più frammentata o dell ‘ età che che avanza, mettere a fuoco e ricordare è diventato più faticoso. Infatti ho dovuto fermare la lettura di “ La strada oltre il muro” ( Shirley Jackson ) per scrivere i vari componenti delle famiglie. Non so se sia positivo avere il cervello in subbuglio, se stiamo acquisendo nuove competenze o perdendo certezze.

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