WEBRADIOCRONACHE

Della discussione che si è svolta ieri pomeriggio a Fahrenheit, RadioTre (con Edoardo Sanguineti, Giuseppe Genna, Benedetta Centovalli), Gianni Biondillo ha già fornito un resoconto in pillole (con la partecipazione straordinaria di Luminamenti) nei commenti al post sotto. Azioneparallela ha scritto sul suo blog una vera e propria webradiocronaca (nelle parentesi quadre, i suoi commenti). Non resisto e ve la ripropongo:


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131 pensieri su “WEBRADIOCRONACHE

  1. siamo alla frutta. vorrei capire cosa c’entra azioneparallela con la letteratura e con i gesti letterari di chi la fa. niente. i tre ieri hanno fatto teatro e azioneparallela ha fatto teatro di se stesso su un blog. mah. dite a sinibaldi di invitare azioneparallela, così è contento.

  2. Una domanda a Loredana Lipperini, per trasparenza verso noi lettori e lettrici: sei remunerata per tenere questo blog? E se non vieni remunerata, lo fai per farti conoscere di più e acquisire più peso come giornalista culturale e averne vantaggi professionali? Lo fai per amore della letteratura? Per volontariato culturale? Grazie in anticipo della risposta.

  3. Caro filosoffo:
    1. Chi c’entra con la letteratura? Il fatto che non sia uno scrittore fa sì che io non c’entri con la letteratura? E come filosofo con cosa c’entro, con la filosofia? E la filosofia con cosa c’entra? E come pensi che debba andare la cosa: I letterati con la letteratura, i filosofi con la filosofia, i farmacisti con la farmacia e i pizzaioli con la pizzeria? (Però forse hai ragione: mi han detto che a Ballarò han riferito questo dato: il 50% dei docenti di Medicina e figlio di docenti di Medicina. E credo che il sondaggio non conteggiasse altre importanti relazioni parentali, coniugali ed extraconiugali)
    2. Teatro? Sanguineti Genna e Centovalli facevano teatro? Cioè: facevano spettacolo? Oppure: fingevano? I gesti letterari li facevano, li mimavano o li fingevano? Non saprei (Genna qui è di casa e ci dirà).
    3. Può darsi che io abbia fatto teatro di me stesso (suona come: scempio di me stesso). Se l’ho fatto, l’ho fatto sul mio blog: non son io che ho copiato e incollato qui (grazie). Se l’ho fatto, è perché ero a teatro: sul mio blog. Se poi mi vuoi dire cosa possa o non posso scrivere sul mio blog, ti sarei molto grato. Così: per capire.
    4. Se invece vuoi dire che ho dissacrato la Letteratura, beh
    5. Se poi vuoi dire che è facile fare dell’ironia, ti dò ragione. Ma io uso l’ironia quando voglio far prima (vedi per esempio al punto 4: un beh, e via). Se poi hai la pazienza di andare a teatro (sul mio blog, intendo), vedrai che ne dispenso in modica quantità. Sul tema la mia l’avevo detta già, peraltro abbastanza seriamente (e Sinibaldi non m’aveva invitato, quel briccone!), sicchè un po’ d’ironia la potevo fare: o no?
    6. Se infine Sinibaldi mi invita a RaiTre a parlare di blog, ringrazio lusingato, ma non vado. Se mi invita a parlare di filosofia ci vado di corsa (anche perché tra i conduttori di Fahrehneit ha Cimatti, che è un bravo filosofo).
    7. Filosoffo?

  4. secondo me ha ragione filosoffo. siamo alla frutta. non è decoroso che gli scrittori dialoghino con i blogger a queste condizioni, cioè con degli anonimi che danno pizzicotti. è come parlare in una stanza buia, difendendo una cosa seria, con gente mascherata che ridacchia o ti contesta da tutte le parti con giudizi sommari. molto significativa la reazione di azione parallela, reazione parallela!, che fa tanto il maramaldo ma appena lo si tocca reagisce con una svalangata di righe, per punti e commi :-D. veramente indimenticabile. e con postuma coda di paglia si rende conto di non essere stato autoironico, giacché a questo mondo si può sparare qualsiasi cazzata, purché si faccia mostra di essere autoironici è lecito dire tutto. vedi anche commenti in coda al post precedente, mi pare che sulla mia stessa lunghezza d’onda siano anche giuliana e enzo franzoi e maurizio becker, ma non voglio per forza accaparrarmi compagni di coro.

  5. Io si. Difendo Valchiria. Non quello che dice. Non m’interessa quello che dice. Ha sparato una cazzata? Non l’ha sparata? Se l’ha sparata difendo il diritto a dire cazzate – cosa che hanno fatto anche Franco e Giuliana, peraltro. E visto che non siamo nella sala prefessori di un liceo, dove se ne sparano un sacco, oltretutto. Il razzismo di Franco e Giuliana, se fosse un episodio isolato non andrebbe neanche preso in considerazione, talmente è di basso profilo. Perchè è di baso profilo? Perchè Valchiria la cazzata l’ha sparata sì, ma proprio attaccando uno dei pochi (Sanguineti) che forse in un comntesto come questo l’avrebbe difesa. E avrebbe attaccato – cosa che è innegabile nel percorso di Sanguineti – la mentalità razzista di Franco e Giuliana.

  6. E in quanto a Valchiria: domanda che trova il tempo che trova: prima di sparare una cazzata, perchè non ci pensi? Perchè poi un’altra valchiria – più scema di te – come me, che ti difende – anche se dirai che non te ne frega una mazza – magari non la trovi.

  7. …va be, ho sparato una cazzata. ho chiamato Franco uno che si chiana Enzo. Enzo, scusa se ti ho chiamato con un altro nome.

  8. x Genna
    Stavo cominciando ad avere dei problemi con la letteratura. Adesso li ho pure con il detersivo. Pietà 🙂
    Comunque il pezzo è divertente.
    Con affetto

  9. C’era una volta la massaia che usciva di casa e andava dal negozio di fiducia del quartiere*. Entrava faceva due parole sul tempo i figli e comprava il sapone.
    Il negoziante ci campava il sapone erano solo saponi e non sostituti dell'”ego”.
    oggi i saponi costano il triplo, ma con lo sconto del 30%, e mentre li compri ti becchi anche la presentazione dell’ultimo capolavoro…
    wow la modernità!!!
    * a new york è ancora così.

  10. Caro Franco Di Gennaro, 1. non sono anonimo:
    (se digiti sulla firma trovi pure l’email, mi pare);
    2. Non ti piacciono i punti: fa nulla. Ma mi rispondi ugualmente (o filosoffo mi risponde) non dico agli altri, ma almeno al punto 1?
    3. Cavolo, la postuma coda di paglia era autoironica!!!! (era autoironico persino metterla in un commento separato). (E aveva la forma del double bind, bateson e derrida, per dire).
    4. Così, con l’autoironia, sparo cazzate: quali?
    5. Ti sembro offeso?

  11. Domanda del giorno (valida anche per i giorni passati e per i giorni a venire): Che i venditori di saponi di una volta abbiano problemi con l’ego? Ancora a parlare dell’ego dei saponatori? Oggi?

  12. Mi par di capire che a qualcuno gira storto, oggi. Ma vengo subito alle risposte alla cara lettrice, che graziosamente invoca trasparenza:
    – no, non sono remunerata per tenere questo blog.
    – non credo che possa farmi acquisire “peso” e notorieta’. Ovviamente, dato il tono della tua domanda, non mi crederai quando passero’ all’enunciato successivo, non richiesto. Non me ne frega un piffero del peso e della notorieta’.
    – Lo faccio perche’ avevo voglia di tornare a discutere di letteratura come avveniva ai tempi di Lampi, RadioTre, e mi sembrava e mi sembra che questo sia il luogo piu’ adatto, oggi, per farlo.
    Permettetemi: trovo singolare l’affollamento di commenti con nome e cognome, ma rigorosamente privi di mail, nella giornata di oggi. E parimenti e’ singolare questa improvvisa e fervida difesa dell’aristocrazia letteraria. Cos’e’? Il Goffredo Fofi’s day e me n’ero dimenticata?

  13. Siamo al massimo o quasi dell’intolleranza. I filosofi non si possono occupare di letteratura. Se poi intercalano commenti ricchi di ironia, humor e autoironia non va bene neanche questo. Gli scrittori devono fare gli aristocratici perché se no non sono scrittori. Se Loredana ricavasse notoriertà e fama questo è male. Se tre persone parlano alla radio di letteratura fanno teatro (come se il teatro non fosse cosa degna). Siamo alle solite. C’è sempre qualcuno che vuole dire a qualcun altro come vivere le sue esperienze e il suo tempo.

  14. caro Ilpostodellamossa, rispondevo a Enzo e Giuliana (scusami se ti ho chiamata Giulia), che sottointendevano, neanche tanto “sotto”, che lo scrittore con libro fresco di stampa intervenisse nei blog per farsi pubblicità. Di qui la mossa pubblicitaria.

  15. mi sembra chiaro che oggi un troll, o una troll, sta cercando di monopolizzare la discussione usando pseudonimi diversi. regola uno, ignorarlo/la.

  16. …scusate, eh? mi scappa our happiness is guaranteed – che è solo un pezzo di musica – non siete ingenui. questo è un covo di opportunisti, craxiani – nel senso di un uomo che difese “il libero mercato” in tutti i sensi, senza offesa alla figlia stefania. e anche di leccaculo. ed essendo una delle ultime arrivate in tutti i sensi glielo posso dire, per esperienza diretta. l

  17. Monina – scusate, eh, quando finisco di scaricare il cd me ne vado – non ho capito la mossa pubblicitaria. Di chi?

  18. una persona equilibrata ti potrebbe rispondere – ti sto facendo la parte del diavolo, sto suggerendo ai Franzoi – “Cosa vuoi che conti una polemica con un – uno – libraio, se poi stai sempre in vetrina?”. il problema secondo me, per uno/a che faccia un mestiere legato al mercato è sempre, quando si muove, quello di sentirsi dire, “L’hai fatto come mossa pubblcitaria..”, se poco poco fa “scandalo” . Ma siccome un sistema come quello basato sulla pubblicità non sono stati gli scrittori – almeno non tutti – a crearlo, sta che uno/a se ne deve fregare. Non è un’ offesa sentirsi dire “Lo fai per farti pubblicità”. e’ una barzelletta, come il proverbio di Vassali, che forse i signori Franzoi non conoscono perchè non hanno seguito (se volete saperne di più, leggete un po’ di post prima, e troverete il proverbio)

  19. Parlo a nome mio, perché non è che esista un cartello di scrittori con libri freschi di stampa che si muove come un sol uomo (o se c’è non sono mai stato invitato a farne parte). Cari Enzo e Giulia, non sono d’accordo con quanto dite. Non credo che lo scrittore non debba dialogare, che sia parte di una elite che deve rimanere tale. E il fatto che sia da queste parti a rispondervi lo dimostra. Non sono ovviamente neanche dell’idea che noi si stia nei blog perché abbiamo libri freschi di stampa (anche perché, tanto per citare i nomi che tirate in ballo, cioé il mio, quello di Genna e quello di Biondillo, negli ultimi mesi abbiamo sempre avuto libri freschi di stampa). Non so che idea abbiate voi di marketing, ma polemizzare con i librai (tanto per citare un caso calzante) non mi sembra un’ottima mossa pubblicitaria. Nonostante questo, mi sembra che questo stesso blog sia stato testimone di uno scambio di vedute non esattamente cordiale con un “libraio di una volta”. Se poi volete vedere macchinazioni dietro i nostri interventi, padroni di farlo. Come direbbe Sanguineti, i libri non sono cose innocenti, quindi noi che li scriviamo non possiamo che essere sempre colpevoli.
    Michele

  20. Che ingenui che siamo. Ma certo! Monina, Genna, Biondillo. Gli scrittori che intervengono qui hanno tutti novità fresche di stampa in libreria. Buone saponette a tutti

  21. Scusate se intervengo solo ora. Da giorni c’è uno psicolabile, probabilmente uno dei miei tanti fan, che gira per blog lasciando commenti ostili e polemici. Quello non sono io, o almeno se ero io ero io ma non ero in me. Io il sapone lo faccio in casa, o al massimo lo faccio fare da mio fratello, che ancora fa quello buono, lo dicono tutti.
    abbracci e pan di stelle
    il vero Michele Monina

  22. posto, sono ilposto. Posto, guarda che ti inseguo e me te magno. Almeno pagami i diritti. Lippa, tutte le volte che non c’è il neretto è quel copione/a di “posto” che fa lo/la spiritosa/o. però mi fai ridere, stronzo/a!

  23. caro ilpostodellecazzate.it, secondo una vecchia regola di mercato ciò che conta non è la firma, che si può anche riprodurre – ambulanti insegnano – ma la quallià. inq uesto caso della scrittura, che, diciamo è diversa. come la pelle delle borsette.

  24. Il posto: forse io non mi spiego bene. Anzi, sicuramente e’ cosi’. La singolarita’ non sta nel non firmarsi, figuriamoci. Sta nella presenza contemporanea, oggi, di una serie di commenti senza nick, con nomi e cognomi, e con lo stesso argomento (gli scrittori non devono mischiarsi eccetera). Tutto qui. Ma forse leggo troppi gialli 🙂

  25. ma appunto, loredana! questa è la rete. te la sei scelta tu. è il ‘luogo adatto’ per la discussione, no?, l’hai detto tu. addirittura hai bisogno di pensare a gialli, delitti, misteri? rassicurati, sono solo una mezza dozzina di commenti. nessun giallo. trattasi di blog

  26. “Kamikaze d’occidente” è proprio brutto e furbetto. L’ho comprato perchè mi piaceva lo Scarpa saggista, e mi sono ritrovato con questo perfetto esempio di “io sono uno scrittore ormai affermato e pubblico un libro brutto, per onorare un contratto (o per fare catalogo).” Kamikaze d’occidente non ha nulla, a parte essere scritto bene, a dimostrazione che un libro virtuoso ma senza cuore risulta floscio e inutile.

  27. Mi sembra invece che, pseudonimi o no, scrittori o troll, tutti gli interventi che sto leggendo in questa colonna di commenti siano splendidamente in tema con il post di Lipperini/Azioneparallela. Non si sta forse discutendio se gli intellettuali si debbano occupare di fenomeni come la Lecciso? E allora perché non chiedersi anche se gli scrittori debbano parlare nei blog? La domanda vera è: oggi Gramsci lascerebbe un commento in un blog? Secondo me no, perché, come è stato scritto in altri commenti, non ci sono le condizioni per una vera discussione.

  28. ‘avevo voglia di tornare a discutere di letteratura come avveniva ai tempi di Lampi, RadioTre, e mi sembrava e mi sembra che questo sia il luogo piu’ adatto, oggi, per farlo. Permettetemi: trovo singolare l’affollamento di commenti con nome e cognome, ma rigorosamente privi di mail, nella giornata di oggi.’
    perdonami, loredana, ma queste tue due frasi sono in forte contraddizione. se ritieni che questo è il luogo più adatto per discutere di letteratura, bene, hai il diritto di pensarlo. ma se subito dopo trovi singolare che ci sia qualcuno che non mette la mail, non ci siamo: è proprio questo luogo che permette di non mettere la mail. Hai scelto la rete? tienitela così com’è. ma fallo fino in fondo, non solo quando ti fa comodo. Non lo vedi che queste due tue frasi mi danno ragione? qui non ci sono le condizioni per discutere di letteratura, perché tu stessa ‘trovi singolare’ che la gente non si prende carico di quel che dice lasciando una mail. ci saranno pure le condizioni per giocare, non dico di no, per fare un simulacro di discussione sulla letteratura. ma trattasi, appunto, di simulacro, perché non si può discutere di letteratura fra chi si firma e chi no. e tu, scandalizzandoti lievissimamente con quel tuo ‘trovo singolare’, stai dando ragione a me e a tutti quelli che provano disagio per chi spara cazzate senza sottoscriverle. non vale, come fai in un commento al post precedente, dire che questo mezzo è aperto a tutti comprese le valchirie che non vogliono dialogare, e poi ‘trovare singolare’ che chi ti muove una critica non metta la sua, di mail. Se lo trovi singolare, apriti anche tu una rivista su carta con direttore & c., come auspica antonio pascale.

  29. Caro Carlo, siccome non ci sono molti che usano pesudonimi diversi, ti rispondo. Ho sottolineato, per le perone gentili come te che sto scaricano della musica e che sto attaccata al computer. Mi scusi se sono intervenuta troppo. se avesse letto bene il post, si sarebbe accorto che ho anche detto che stavo per andare via, cosa che fra un quarto d’ora farò. lasciandola alla sua ignor-anza, di me, beninteso.

  30. On Gramsci: di che cosa stiamo parlando ?
    Bizzarro, veramente Bizzaro che in questo dibattito si parli di Gramsci come di un ferro vecchio mentre in tutto il mondo (trannne che in Italia, ovviamente) gli studi gramsciani dilaghino come il miglior paradigma per affrontare il nesso tra potere e pop. culture. Dall’Australia all’Inghilterra agli States si pubblica e si discute di egemonia e articolazione. Qui si dice quasi con imbarazzo che Gramsci è uomo d’altri tempi. vabbe. Poi però, per sentirsi al passo con i tempi si fanno affermazioni avventate e apocalittiche. Ad esempio si dice che la “monocultura del bestseller” porta ad una diminuzione dei titoli disponibili, ma dove ? ma c’è qualcuno che parla con cognizione di causa ? In questo paese si pubblicano più di 50mila titoli all’anno con un incremento di 15mila titoli in 5 anni. La tiratura media in 5 anni è passata da oltre 7mila a poco più di 6mila. Cosa vuole dire ? che il mercato è sempre più vario, che si pubblica sempre più per piccole nicchie, che c’è una moltiplicazione e stratificazione dei pubblici e dei gusti e soprattutto che fare analisi è sempre più difficile. L’analogià tra neobestseller e OGM è affascinante, fa sentire il critico militante sulle barricate e gli rende la vita molto semplice. Purtroppo però è sbagliata, ideologica e grossolana. Dimostra che il mondo universitario, almeno quello che si è espresso sull’argomento, ha pochissima curiosità per il mondo reale. E piuttosto che ragionare seriamente del rapporto tra letteratura e pubblico, crea nuova letteratura. Di fantascienza.

  31. Anche il sapone che ho fatto oggi utilizzando il grasso della liposuzione che mi sono potuto permettere coi proventi dei tanti libri venduti negli ipermercati, un sapone fatto in casa, come quelli di una volta, è in realtà più giovane del sapone sintetico che posso trovare agli ipermercati, proprio di fianco ai miei libri. La giovinezza è una questione interiore, dado, nulla a che vedere con l’anagrafe…

  32. Dado, forse non va in libreria, cosa di cui non mi frega nulla. Ho voci molto diverse sulla grande distribuzione, non intercettata né da te né dalle classifichine striminzitonarcisiste di Alice et similia. Dal libro su COSTANTINO nessuno di noi due si aspettava o si aspetta soldi, come ben sai conoscendo le percentuali dei diritti, qui da dividersi in due. Inoltre vorrei sottolineare che lavoro da circa diciassette anni in editoria e che ho l’impressione che COSTANTINO sia un’operazione editoriale da rivedere nel senso letterale del termine: la rivedrai.

  33. tu michele mi hai corrotto genna, facendogli credere di aver trovato la formula del successo *monetario*. (vasco ha venduto bene vedo);
    invece, senza scherzi, l’ultimo non va per nulla…
    al pubblico a cui interessa il personaggio non interessano i libri e ai lettori forti non interessa evidentemente il personaggio…
    (perchè tra titolo e copertina è troppo smaccato il riferimento al “divetto”)
    bel pasticcio… e in tutto questo vi siete giocati un po’ di credibilità (senza contare le alzatacce per lavorare di domenica)
    operazione da rivedere (per me ve ne pentirete).

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