COMPASSIONE

Daniel Salvatore Schiffer è scrittore e filosofo.  Ha scritto una lettera a Repubblica. Che mi ha fatto sgranare gli occhi. Certamente si può e si deve discutere sulla golosità mediatica dimostrata ogni volta che un potente precipita nella polvere. Ma la parola “compassione”, a me, non sarebbe mai passata per la mente. Questa è la lettera:
“Il 15 maggio 2011 colui che tutti immaginavano già presidente della repubblica francese è stato arrestato a New York per un fosco caso di violenza sessuale, tentato stupro, sequestro di persona. Qualcosa, tuttavia, irrita la mia coscienza di uomo libero, di uomo che ha a cuore la dignità umana più che qualsiasi altro valore morale: perché aver avuto la spudoratezza malvagia di esibire di fronte alle televisioni e ai fotografi di tutto il mondo, prima ancora che sia accertata la verità dei fatti, un Dominique Strauss-Khan spossato da ore di interrogatorio, umiliato pubblicamente, con i polsi ammanettati dietro la schiena, scortato da due poliziotti, al pari di un volgare criminale o di uno stupratore dall’aspetto di mostro? Quell’immagine è più che sufficiente ai miei occhi, se non proprio a discolparlo, quanto meno a dedicargli tutta la mia compassione. E dunque, quanto meno si conceda a DSK, prima del suo eventuale processo, la libertà condizionata: è il minimo per un uomo la cui colpevolezza non è stata ancora dimostrata!”

61 pensieri su “COMPASSIONE

  1. Questo articolo fa venire i brividi. Mi fa pensare che chi l’ha scritto non sappia cosa siano stupro e sequestro o, peggio, che consideri lo stupro un crimine dIi serie B, cosa che lo autorizzerebbe, quindi, a scrivere un articolo così offensivo e superficiale. Oppure, il nostro Schiffer considera l’immagine di una donna stuprata meno grave di quella che – poverino – sembra causargli così tanta compassione.
    Aggiungo una cosa: avete letto di quel ministro inglese che ha da poco affermato che gli stupri tra conoscenti sarebbe un crimine meno grave? Ecco, tra lui e Schiffer non vedo grandi differenze.

  2. Io ci vedo anche un altra cosa: l’idea che cattivi davvero siano solo appunto i “brutti e cattivi”, non i signori ricchi e in doppio petto, che muovono le leve del potere del mondo. Di fatto, se fosse stato un poveraccio “vero” -“un volgare criminale” uno “stupratore dall’aspetto di mostro”, non il ben vestito ben pasciuto ben fornito di grana DSK (per aspetto, non mi pare infatti che in questo articolo si stia pensando al volto e alla sua espressione, al corpo, ma piuttosto ai simboli della ricchezza e del potere) il signor scrittore forse questa compassione avrebbe anche potuto non provarla…
    Ciò che prova, mi pare più legato al fatto che il suo universo simbolico di persone ricche e quindi buone e belle sia attaccato. Vi vedo quindi non solo sessismo acutissimo, ma anche un classismo feroce che è razzismo verso tutte le persone normali di questo mondo.

  3. Pessimo articolo. Una sola questione: vedo in giro – non in questo blog – una gran confusione tra persone che scelgono una vita “promiscua” e chi si macchia di reati. Lo stupro, le molestie, lo stalking sono reati penali. Avere una vita non monogama, no. Soprattutto se l’altro/a è un adulto maggiorenne, consenziente e – possibilmente – non un sex worker. Ma questo signore è accusato di stupro e lo stupro è un reato. Fine. Presunzione d’innocenza fino al processo ma chiusa li. Spero di essermi spiegata: oggi ho i neuroni leggermente danneggiati.

  4. Questa lettera davvero merdosa si innesta, purtroppo, su un fatto reale.
    Da quando sono nato, non ieri, mi sono abituato a vedere i grandi processi in corso negli stati uniti, sia in tv che sui giornali, attraverso i disegni degli illustratori con quei colori pastello. Perchè le telecamere nei tribunali erano, e sono, vietate. Vietate. da Chapman, passando per O.J. e fino a Madoff non li abbiamo mai visti, nè in foto nè in tv, dentro le aule.
    L’immaginario che abbiamo di quei luoghi ci deriva unicamente dalle serie televisive e dai legal thriller del cinema con il ben noto cotè di avvocati giudici e giurie popolari.
    Le immagini di DSK rompono questa tradizone, e regola. Si tratta di una violazione molto grave. E di un errore ancora più grave.
    Perchè rischia di favorire molto i fautori della tesi del complotto. E ancora di più, di sviare l’attenzione dall’insopportabile e odiosa sostanza dei fatti di cui è accusato.
    Si crea così un pretesto favorevole a cose come l’assurda lettera di questo tale, che come così spesso accade risveglia nobili e umani sentimenti sempre e solo in soccorso del potente di turno, anche per il più merdoso e vile degli atti, e mai per lo straccione, il migrante inquadrato all’addiaccio costretto ai propri bisogni dietro uno scoglio, o ammanettato senza sapere per cosa.
    Perchè tanto, quale reputazione e status aveva da difendere?
    L.

  5. Una lettera così non si giustifica. Ma perché questa gente non si indigna allo stesso modo quando a comparire ammanettato e spossato in TV è un povero Cristo? Il retropensiero – manco tanto retro, dato che lo dice esplicitamente – è che il povero Cristo “volgare stupratore” lo è davvero, e SDK no. In virtù del suo status, immagino. Confesso di aver esaurito la capacità di indignarmi, di fronte a queste contorsioni sofistiche mi viene da gettare la spugna.

  6. d’accordissimo con Tiziana (Lombroso é vivo e lotta insieme a loro…)
    personalmente mi sento piú vicina ai *volgari criminali* e a quelle considerate mostruose, piuttosto che al capoccia di un’istituzione che é per tanti e tante il simbolo dell’ingiustizia sociale.
    sono garantista fino al midollo, mi fa schifo la politica mediatica di sbattere il mostro in prima pagina, sempre.
    peró da qui a chiedere rispetto solamente per una classe (mai termine fu piú appropriato) di persone, ce ne passa.

  7. Proprio perché “filosofo”, il nostro Schiffer usa la parola con cognizione di causa. Sono veramente schifato, anche perché anche io filosofia la studio da una vita ed evito con cura di sparare certe scemenze – ma probabilmente non ho bisogno di tanta pubblicità.
    A me il fatto di avere scoperto in un futuro presidente della repubblica un animale del genere – ce la siamo scordata Tristane Banon, vero Schiffer? Dov’eri tu, nell’iperuranio a menare dandyscemenze? – farebbe solo che piacere; invece c’è subito qualche maschio sedicente pensatore pronto a usare la sua penna marrone in suo aiuto. Certo, sempre meglio gridare al complotto: il complotto planetario è molto più appagante di un comune stupratore. Nel primo caso puoi sentirti escluso da una colpa comune e fingere intelligenza, nel secondo devi ammettere che il tuo genere fa abbastanza schifo e svelare l’ipocrisia (anche tua, magari).

  8. Condivido quanto già scritto da Luisa e Tiziana e aggiungo che pensare che possano esistere “stupratori dall’aspetto di mostro” e stupratori un po’ più presentabili e che quindi, indipendentemente da quello che si presume abbiano fatto, non meritino la vergogna delle manette è qualcosa di orrendo.
    Certa gente prima di parlare spinta da non so quali costruzioni mentali farebbe bene a immaginare uno stupro, a visualizzare cosa significa essere invasi, violati da un corpo che non si vuole. Se immagino una scena simile non mi pongo il problema della condizione sociale del soggetto che sta usando violenza o del suo prestigio. Se penso al poi, il pudore violato cui tributo la mia compassione non è quello del violentatore in manette, ma quello della vittima; forse è proprio questo il punto, non è ancora ben chiaro chi è la vittima e chi il carnefice.
    Un violentatore è sempre il carnefice e non esistono attenuanti, o cosiddette “provocazioni” che possano cambiare la cosa, si continua a cercare di circostanziare il gesto anzi il reato, ma non è proprio possibile.
    La vittima è quella che ha subito violenza e sarebbe ora che questa evidenza diventasse patrimonio culturale comune.
    Buona giornata a tutti

  9. Un brutto articolo che porta in sé idee pericolose. A un uomo potente è consentito tutto e quando la giustizia fa il suo corso deve essere trattato diversamente dagli altri perché, poverino, non debba soffrire troppo? Ha ragione Tiziana: questo è un articolo che puzza di sessismo, razzismo, classismo. A tal proposito mi viene in mente l’indignazione di molti quando a Polanski furono dati i domiciliari.

  10. Questo articolo è mostruoso! Trasuda sessismo, classismo e senso di superiorità da ogni parola. Già in questi giorni riflettevo sul fatto che forse molti media si sono dimenticati che dietro questa storia c’è una donna vittima di violenza, a cui interessa ben poco sapere se il suo stupratore sia o meno eminente personaggio politico. Per rispetto nei suoi confronti farei volentieri a meno di sapere i particolari di questa vicenda, per lei realmente dolorosa, e non una notizia su cui fare un po’ di spettacolino.
    Come avrei fatto volentieri a meno di sapere e vedere foto e dettagli sulle altre vicende di cronaca italiana, la casa di Cogne e di Garlasco, il corpo della povera Meredith e tante altre. Forse lì davvero bisognerebbe avere compassione e rispetto. Non lo dico per populismo ma come riflessione personale su come ci siamo abituati allo show nero.

  11. Schiffer è fuori di testa ma fuori di testa di brutto. Con questo articolo di “compassione” si rende almeno almeno spiritualmente complice di Strauss-Khan. Poi si può anche pensare che Strauss-Khan sia un debole, che sia stato attirato in una trappola perché si sapeva della sua dipendenza maniacale verso il sesso; ma ciò non ci riguarda. Strauss-Khan è colpevole e non per la prima volta in un momento di debolezza… e anche il momento di debolezza non merita la compassione, non come la intende Schiffer.

  12. l’unica cosa che contesto all’articolo è la frase “al pari di un volgare criminale”.
    In che senso? O non è accettabile che nessun presunto criminale sia esposto in quel modo e in quei termini al pubblico e alla stampa, o è accettabile per tutti. Per il resto, certo che provo compassione. Ma per volgari e non volgari. In teoria, uno è innocente fino a prova contraria. Non viceversa.

  13. Credo che “sessismo, razzismo, classismo” siano definizioni perfette per questa lettera. Leggere “di uomo che ha a cuore la dignità umana più che qualsiasi altro valore morale” e poi “scortato da due poliziotti, al pari di un volgare criminale o di uno stupratore dall’aspetto di mostro”, dove quel “volgare” ha tutta l’aria di un “comune” e “aspetto di mostro” fa venire in mente tesi lombrosiane, fa chiedere al lettore quale concetto di “dignità umana” abbia mai Schiffer.

  14. Premetto che la lettera è vergognosa e che mi fanno schifo gli approcci complottistici.
    Tuttavia la vicenda di DSK è scivolosa e dirompente e andrebbe raccontata con dovizia di particolari.
    Dominique Strauss-Kahn è potente ed elusivo. Di sinistra, ex ministro di Jospin, che ha rinnegato in diretta televisiva 5 minuti dopo la sua sconfitta del 2002, all’opposizione socialista, ma simpatico a Chirac e Juppé. Poi candidato al FMI proprio da Sarkozy.
    Trovo al solito illuminanti le frasi di Luca che nota le stranezze di una rappresentazione discrepante e sopra le righe, che «rischia di favorire molto i fautori della tesi del complotto».
    È doveroso segnalare che, se pure è vero che verso i “poveri cristi” sotto accusa i nobili sentimenti siano sempre rimossi, esiste anche il topos del potente dato populisticamente in pasto al popolo proprio dagli altri potenti.
    Il crinale è stretto e il camminamento richiede attenzione.
    Da un lato è sacrosanto che nella circostanza della contrapposizione tra il “presunto” stupratore e la sua “presunta” vittima SI DEBBA STARE dalla parte della seconda. Poi c’è la vicenda del “potente di turno” (al centro di lotte di potere e intrighi internazionali) il cui arresto è stato teletrasmesso in maniera brutale e inusuale.
    A proposito di “filosofi” (virgolette d’obbligo), segnalo questi due articoli pertinenti:
    Bernard-Henri Lévy dalla parte di Strauss-Kahn – http://bit.ly/mNYE15
    La risposta di Laila Lalami – http://bit.ly/mffdGl
    C_

  15. Non vorrei interpretare male la lettera, e nel caso mi auguro che qualcuno mi possa correggere, ma mi pare di capire che Schiffer stia dicendo che la notizia (e il protagonista della stessa) è stata trattata nella maniera sbagliata dato che non si è assolutamente certi dell’effettiva colpevolezza (lui si dichiara innocente se non sbaglio). E in effetti, se quest’uomo fosse innocente, ci sarebbe da riflettere. Sull’eventualità della sua colpevolezza mi interrogo ugualmente e mi chiedo se sia comunque giusto seguire una linea così invasiva nel trattare la notizia e il colpevole.
    Non riesco prorpio a capire invece questa frase: ” al pari di un volgare criminale o di uno stupratore dall’aspetto di mostro”…cosa intendeva dire con questo il filosofo? Forse che questo tipo di trattamento dovrebbe essere riservato SOLO a chi è già stato dichiarato ufficialmente colpevole? E’ una frase un po’ ambigua.

  16. Luca,
    in realtà non c’è nulla di nuovo, questa sfilata pubblica è prevista nelle abitudini giudiziarie americane (da Giuliani in poi a NY). Al processo non ci saranno telecamere e vedremo solo i disegnini colorati, perché la gogna mediatica, la passarella del disonore, è stata già espletata.
    Comprenderei, in teoria, il disappunto da “europeo” di chi ha scritto questo articolo, per questa sorta di spettacolarizzazione del presunto colpevole, se non fosse che, come è già stato detto, mi sembra una giustificazione pelosa, razzista e sessista.
    Ma più di tutto classista: si può essere stupratori dall’aspetto mostruoso se si è volgari criminali, non raffinati manager.
    Classismo per classismo, allora, vi dico che l’idea di vedere il boss del FMI in carcere – sarò demagogico – un po’ mi fa godere.
    Ma su tutto: Daniel Salvatore Schiffer, due parole sulla vittima del tentato stupro? Niente niente? Nessuna compassione?

  17. @ Luca, una precisazione tecnica: la regola n. 53 delle “Federal Rules of Criminal Procedure” in vigore negli U.S.A. vieta “the taking of photographs in the courtroom during judicial proceedings or the broadcasting of judicial proceedings from the courtroom”, cioè è vietato scattare foto e riprendere con le telecamere in aula durante lo svolgimento del processo. E’ una norma generale, suscettibile di deroghe (“except as otherwise provided by a statute or these rules”).
    Le foto che circolano di Strauss-Kahn in manette (almeno, quelle che ho visto io facendo una rapida ricerca su Google) sono state scattate tutte durante l’arresto, cioè fuori dall’aula del tribunale, quindi non rientrano nel divieto di legge.
    Detto questo, sono completamente d’accordo con i commentatori e le commentatrici che sottolineano il classismo e il sessismo del testo di D.S. Schiffer, nel quale la parola “uomo”, ripetuta più volte, ha chiaramente il significato di “maschio (benestante)”.

  18. Gianni,
    grazie infinite per la precisazione, ero rimasto basito davanti alle immagini e non sapevo di questa cosa per i preliminari, men che meno a NY.
    Quindi colori pastello pure per questo processo.
    Ultima: figurati se bernard henri levy si stava zitto!
    L.

  19. Salvatore,
    grazie anche a te, ci siamo incrociati, comunque non mi riferivo alle immagini dell’arresto ma a quelle dell’udienza dove gli è stata negata la scarcerazione su cauzione, anche quelle trasmesse di brutto e integrali. E appunto in aula. erano state quelle a sorprendermi. comunque, quanto dice gianni basta.
    L.

  20. L’ho letta anche io questa mattina, in treno, e anche io ho avuto la stessa reazione. Ho pensato: “Scriverò subito una lettera di protesta”. Poi ho pensato anche: “Che tristezza, detta da un filosofo poi. Ancora più triste.”

  21. Anche Paolo Repetti in FB ha scritto: “C’era bisogno di ammanettarlo? Dico dsk. Sarà colpevole al 99% Ma è per quell’1% che esiste il diritto alla presunzione di innocenza.”
    Abbastanza condivisibile, no?

  22. La presunzione di innocenza vale per tutti. Fino al terzo grado di giudizio. Credo sia stato ammanettato come un imputato qualunque. Forse è questo che secca. Io non so se quest’uomo è colpevole: lo stabilirà un processo. Però è singolare che un filosofo non abbia una parola per la presunta vittima.

  23. Questa vicenda mi turba molto e su piani diversi. Mi turba ovviamente il crimine del quale è accusato il potentissimo DSK, ma ancora di più mi turba l’immagine di lui ammanettato e giudicato colpevole prima del processo.
    Secondo me un po’ di cautela in tutte le notizie relative alle cronache giudiziarie sarebbe auspicabile. Ci tengo a precisare che non provo pena per quest’uomo, ma trovo sia ingiusto questo trattamento, perché nessuno è colpevole fino al processo (ma nell’ordinamento giudiziario americano è evidentemente l’inverso, o sbaglio?).
    Quando sarà dimostrato lo stupro, allora si accaniamoci contro questa belva di uomo e proviamo compassione per la sua vittima. Ma non è ancora quel momento!
    (Resta altresì l’irritazione per le parole di questo bel filosofo che evidentemente voleva ingenerare una discussione ed essere provocatorio)

  24. essere scrittore e filosofo non autorizza a ritenere di saper fare tutto né a essere competenti in tutto lo scibile umano. in questo caso, il filosofo sembra non tenere conto del concetto di informazione. Questa può essere fatta bene oppure male, ma se non viene fatta nessuno potrà distinguerne la qualità e scegliere quella che desidera, nei contenuti e nei toni. Se, per informazione, viene mostrata la mamma di Sara Scazzi in lacrime oppure il boss dei Caselesi in manette, non si vede il motivo per il quale a Dominique Strauss-Khan dovrebbe essere riservato un trattamento speciale. E’, allo stato dei fatti, sospettato di un gravissimo reato. Finisce in galera e, di conseguenza, finisce sui giornali.
    Ovvio che i processi e le sentenze sono competenza dei tribunali. In caso di condanna se ne darà notizia, in caso di assoluzione altrettanto. E’ strano l’atteggiamento del filosofo. Così come è strano l’atteggiamento di quanti invocano l’informazione “stile anglosassone” quella che, per esempio, mette in prima pagina la foto di un principe che si scaccola o di una principessa alla quale si è sollevata la gonna per un colpo di vento.
    Se, “anglosassonamente”, ciò fa notizia be’, mi pare che possa farla anche il caso in questione.

  25. E’ giusto essere garantisti e volere che la giustizia faccia il suo corso senza emettere sentenze anticipate, ma il classismo che pervade questa lettera va oltre questa vicenda particolare.
    la mia sarà una provocazione ma mi chiedo se il filosofo Schiffer scrisse la stessa lettera quando ai tempi due rumeni furono accusati di stupro, sbattuti in prima pagina come mostri, quasi linciati dalla folla e poi risultarono innocenti, allora Schiffer chiese compassione e si scusò? non lo so magari si, ma ho qualche dubbio.

  26. Capisco bene l’indignazione suscitata dalla lettera, però opererei un distinguo. Non è che i giornali e i media in genere abbiano pubblicato con grande rilievo la notizia per un atto di giustizia. L’hanno fatto soltanto perché un potente accusato di un reato ripugnante fa notizia, e punto.
    Detto questo, il mancato rispetto della presunzione d’innocenza è una delle questione cruciali del nostro tempo. Liquidare la discussione in termini di “sessimo, machismo, eccetera” non mi sembra fare un buon servizio alla giustizia e a quei tribunali che, come quello dei diritti dell’uomo dell’Aja, che da decenni si battono in questo senso.
    Ciò detto, il massimo rispetto – e compassione, quella vera! – per la vittima. Ma ciò non giustifica questa continua, rivoltante gogna mediatica addirittura planetaria…

  27. Questa lettera doveva rimanergli nella penna, o nella tastiera.
    DSK nelle foto è banalmente un uomo sotto shock, cosa che capita anche a uno stupratore, se tale sarà riconosciuto.
    Schiffer ne fa un caso umano, ma avrebbe dovuto stare zitto e farsi a mente tutte le valutazioni come quelle che appaiono qui nei commenti, e ragionare su tutte le vittime di violenze che non possono neanche più avere espressioni meste sui loro volti, nè mostrare più la dignità offesa.
    Qui penso siamo tutti in grado di provare compassione, ma non per dedicarla a uno solo.

  28. La lettera mi suscita solo schifo, e vi dirò che di compassione per DSK, fino ad oggi, non ne ho provata neanche un po’. Di che cosa dovrei compatirlo? Del fatto di essere arrestato e ammanettato come un uomo normale? Inoltre, lui era un personaggio orrendo già prima che si sapesse questa storia, quindi i complottisti mi fanno proprio ridere.

  29. A questo riguardo segnalo l’articolo di Andrea Inglese su Nazione Indiana: http://www.nazioneindiana.com/2011/05/19/il-male-inverosimile/
    “Noi sappiamo bene che la violenza contro le donne non ha connotazioni di classe, in quanto viene esercitata ad ogni gradino della scala sociale. Eppure risulta a molti difficile infrangere il sogno infantile di un élite che, per quanto egoista, sia risparmiata dai lati più immediatamente barbari dell’essere umano. Presso i colletti bianchi è più tollerabile l’avidità o la corruzione, che la violenza ripugnante dello stupratore.
    Vorremmo tutti credere, in fondo, che l’abito fa il monaco. Il mondo sarebbe molto meno inquietante, di quanto non sia in realtà. Questo meccanismo psicologico, però, costituisce una delle migliori precondizioni dell’omertà.”

  30. Invece che la filosofia userei il classici della risata. Se un tronfio signore scivola su una buccia di banana allora si ride, se lo fa un cencioso accattone lo si compatisce. Non il contrario.
    Io infatti, in attesa che l’equivalente avvocato Ghedini americano chiarisca in mondovisione che DSK era solo un utilizzatore finale o che la santerellina “ci stava”, io mi diverto tantissimo a vedere uno squalone del FMI capitombolare giù.
    Compatire un potente, per favore no; teniamoci la compassione per gli sfigati veri (ad esempio questa donna e la di lei figlia) .
    PS : ma come si fa “di sinistra” e presidente del FMI?.

  31. Non so per me il fatto interessante è una specie di anteriore mentale che trovo disturbante – per usare un eufemismo. Perchè anche io condivido il parere di chi sottolinea che il problema è la non provata colpevolezza. Ma pensiamo a noi stessi di fronte a queste non provate colpevolezze, e se pensiamo da filosofi per esempio desumiamo che siamo di fronte anche a delle non provate innocenze. Specie considerando che ci sono le parole di una donna qui di mezzo – le parole cioè di un soggetto contro un altro. Ecco noi davanti a questi dati diciamo, la mejo cosa da fare è starzi zitti. La meglio cosa da fare è appuriamo e poi decidiamo, certo che se le prove risultano schiaccianti sotto il nostro esame logico – ahò e che semo filosofi a fare – codesto è proprio uno stronzo. Se invece le prove non lo sono rifletteremo su altro – per esempio la nuova semantica mediatica e politica dello stupro sulle donne, delle quali non frega un cazzo a nessuno ma strumentalizzarle che comodità!
    Ma prima, noantri filosofi giudicanti, noantri che abbiamo un etica, non rischiamo mica di sporcarci le manie il pensiero, a solidarizzare con un potenziale colpevole. A meno che, come è il caso del nostro filosofo temo – lo stupro non sia poi motivo di questa gran colpevolezza. E allora Schiffer si vede che non si preoccupa troppo dell sue esternazioni.

  32. (Nino a parte che io non mi esprimo sulla questione dei complotti – in ogni caso, per fare un complotto bisogna essere pocherelli e nascostini, mo li maschilisti patriarcali sono secondo l’ipotesi femminista un po’ di più e visibili a occhio nudo )

  33. Vedi Loredana, non è tanto la compassione. E’ la differenza sottolineata tra “un volgare criminale” e un potente. Se fosse stato un volgare criminale, tutto bene, gogna mediatica compresa.
    Al potente, guanti bianchi.
    Questa, a mio modo di vedere, è la riflessione. Come si distorce la realtà.
    Grazie.

  34. Zaub scusa ma il commento di Nino e’ stato tolto. Sinceramente, questo non e’ uno sfogatoio per persone che pensano che ci sia un tremendissimo complotto femminista contro gli uomini. E’ un luogo dove si discute. Se si vuole discutere, si respira, ci si prende una camomilla e si posta un commento in toni pacati e accettabili. Se si vuole usare la rete per calmarsi i nervi, o per farsi notare, o per far vedere quanto si e’ spiritosi, esistono milioni di blog. Qui ci si confronta.

  35. non ho problemi con la compassione veramente, la compassione per la miseria umana non si nega a nessuno. Ho molti piu’ problemi con:
    “al pari di un volgare criminale” (in che senso al pari? e se lo e’, un criminale, perche’ non e’ volgare? O meglio, perche’ altri si, lo sono?).
    Con: “uno stupratore dall’aspetto di mostro” (perche’ solo gli stupratori brutti dobbiamo svergognare?).
    E con “se non proprio a discolparlo”, la compassione non ha nulla a che fare con la discolpa.

  36. Mah, io ho sempre compassione per chi viene sbattuto in prima pagina PRIMA che sia accertata la sua colpevolezza, a prescindere da genere, razza, nazionalità censo etc.
    La presunzione di innocenza (che non vuol dire – scusate – una presunzione di astensione dal giudizio) è stabilita dalla Costituzione e mi dispiace che venga arbitrariamente disapplicata sulla base di notizie di stampa da parte di persone giustamente molto attente ad altri diritti basilari della persona.
    (Se mi si chiedesse se, sulla base delle notizie di stampa, ritengo Strauss colpevole o meno, la risposta è “sì, e che lo buttino in galera per molto tempo”.)

  37. vedendolo sfilare in catene sono rimasto nel dubbio(facile da sciogliersi),se commentare con un “Modello Giuditta” o con “Willem Frederik Duisenberg – collezione primavera-estate”.Poi mi sono ricordato che Ambler scriveva che “il nemico bisogna combatterlo e non deriderlo”,così sono tornato in strada

  38. Il sesso patologico è al di qua della cultura e della posizione socio-economica.
    Compassione? Troppo presto.
    Rabbia? Molta.
    Il tempo(e le indagini)probabilmente riequilibreranno l’una e l’altra.

  39. Veramente io non parlavo di complotto femminista, ho solo detto che alcune femministe pensano che ci sia un complotto contro le donne da parte di un presunto Patriarcato

  40. La dignità il “signore” non sta proprio dove sta di casa. La storia degli stupratori con l’aspetto di mostri è poi tipica dei rivoltanti sessisti come lui: gli stupratori sono solo i poveracci, gli immigrati, i romeni: cioè quelli che non contano.
    “Quell’immagine è più che sufficiente ai miei occhi, se non proprio a discolparlo…”
    Vorrei sapere da quando in qua l’utilizzo delle manette – che il signore trova stiano benissimo però sui poveracci – nell’arresto di qualcuno possano quasi valere come un’assoluzione.

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