RAZZISMO E GINOCIDIO

Per cominciare, aderite e firmate qui.
Quindi: ricevo e pubblico subito da Wu Ming.
Invitiamo tutti quanti a leggere e diffondere l’editoriale di Valerio Evangelisti pubblicato oggi su Carmilla:
http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002437.html
Intanto diciamo due parole anche noi.
Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi – se non peggio, perché in quel caso non c’era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda.
Siamo andati a ripescare gli articoli di allora: governo Prodi, Veltroni vicepremier, fiumi di inchiostro sul popolo di sinistra che si scopre razzista e tutto sommato non diverso dall’elettorato della Lega Nord, un decreto xenofobo varato su pressione del centrodestra e condannato dalla comunità internazionale (in quel caso la possibilità, per la nostra Marina, di bloccare navi albanesi anche fuori dalle acque territoriali italiane), infine una strage (terribile, più di cento albanesi morti annegati nel canale d’Otranto, quasi certamente speronati da una nave italiana, caso immediatamente insabbiato e rimosso dalla coscienza collettiva).
***
La sovrapposizione totale tra Rom e cittadini della Romania è un processo di “identificazione” che lascerebbe attoniti, se qualcosa fosse ancora in grado di attonarci.
I Rom non sono tutti rumeni e non tutti i cittadini rumeni sono Rom. I Rom in Romania sono il 2,46% della popolazione. Il nome “Romania” deriva dalla storia delle conquiste imperiali romane, mentre il termine “rom” nella lingua romané (lingua di ceppo indo-ariano) significa “uomo”, anzi, più precisamente significa “marito” (e “romni” significa “moglie”). Esistono individui di etnia Rom in quasi tutti i paesi dell’Europa sud-orientale, e molti vivono anche in altri continenti.
L’identificazione surrettizia tra etnia e cittadinanza (oramai accettata anche “a sinistra”) emana sempre un fetore nazista: gli ebrei non potevano essere tedeschi, polacchi, russi, italiani… erano ebrei e basta, quindi “allogeni”, e il corpo sociale andava depurato da quella tossina. E una nazione che tollera un gran numero di allogeni non può che essere allogena essa stessa.
Peccato che in Romania gli unici veri “allogeni” siano i padroni italiani che hanno chiuso baracca e burattini in Italia per andar là a sfruttare una manodopera sottopagata e priva di diritti. Categoria di cui si è fatto rappresentante, poche settimane fa, il demagogo Beppe Grillo.
***
Sulla base di cosa, poi? Del fatto che i Rom/rumeni sono delinquenti, stupratori, assassini che hanno valicato i “sacri confini” della Patria e oggi seminano il terrore.
Peccato che stupro e ginocidio (= assassinio di donne) siano una specialità molto italiana. Secondo dati ISTAT del 2005, nel 20,2% dei casi denunciati (che a loro volta sono solo il 43% dei casi segnalati) lo stupratore è il marito della vittima; nel 23,8% il colpevole è un amico; nel 17,4% è il fidanzato; nel 12,3% è un conoscente. Soltanto nel 3,5% dei casi il colpevole è un estraneo.
Lo ripetiamo perché suona vagamente importante: soltanto nel 3,5% dei casi denunciati il colpevole di stupro è un estraneo.
E secondo il Soccorso Violenze Sessuali della Clinica Mangiagalli di Milano, il 50% delle vittime di stupri che avvengono in strada sono donne straniere.
Ma ovviamente fa notizia soltanto il caso (terribile ma sporadico) della donna italiana aggredita dallo straniero, dal barbaro, dall’allogeno.
Quanto agli omicidi, poco tempo fa il Procuratore di Verona Guido Papalia ha dichiarato: “Oramai uccide più la famiglia che la mafia.”
In Italia i carnefici delle donne sono sei volte su dieci italiani, italianissimi, e agiscono tra le mura domestiche, con armi da fuoco o coltelli da cucina, strangolando o picchiando a sangue, appiccando il fuoco o annegando nella vasca da bagno.
La media italiana è di 100 uxoricidi all’anno.
Però il problema sono i rumeni.
Che razza di paese è quello dove il Palazzo e la Piazza si scontrano/incontrano/aizzano a vicenda sulla base della stessa condivisa ignoranza, senza pudore, senza rispetto, obnubilati da un razzismo e provincialismo ottuso, che fa sembrare Peppone e Don Camillo due illuminati cosmopoliti?
E’ l’Italia. Non c’è modo di definirlo. Questo posto è unico al mondo e non regge paragoni, fa categoria a sé, ogni aggettivo è inadatto, superato dalla notizia di domani.
E nel frattempo?
Aspettiamo la strage?
Va bene, purché sia Democratica.

153 pensieri su “RAZZISMO E GINOCIDIO

  1. Concordo, letteralmente ‘parola per parola’ sia con l’editoriale di Evangelisti che con le glosse di Wu Ming.
    In 50 anni ho viaggiato parecchio, qui e là, nel mondo. Da un solo paese sono scappato. La Romania. Per vergogna. Vergogna di essere connazionale di quei signori benvestiti che ho visto con i miei occhi, nel parcheggio del miglior hotel di Timisoara prendere a calci (a calci) ragazzini di 10 anni perchè avevano lavato male le loro belle macchine nordestine, dopo avargli fatto la guardia per tutta la notte dormendo all’addiaccio sul cofano. Vergogna di avere lo stesso passaporto di quei tronfi panzuti 50enni che vedevo entrare nell’hotel seguiti da 3 o 4 sedicenni rumene. Vergogna che qualcuno potesse pensare che anch’io ero lì per quello, che anch’io venivo dalla ricca Italia per comprare Romania ‘tutta Romania, donne, bambini tutto’ come mi diceva Mario che aveva 10 anni, aveva imparato l’italiano in orfanotrofio grazie a una vecchia copia del Devoto Oli finito lì chissà come e che si stupiva che io lo avessi fatto dormire nella mia auto, dentro, e che dopo averlo pagato, lo avessi anche ringraziato. Mario ha parlato con me per quasi 3 ore, senza sbagliare un solo congiuntivo. Mario aveva i capelli rasati a zero e orse avrei dovuto rapirlo e portarlo vi acon me.
    In Romania da quel giorno non ho avuto più voglia nè coraggio di andarci. parlo italiano…. non è un bel modo di presentarsi
    lello voce

  2. Tutto condivisibile. Purtroppo sembrano discorsi alieni, il sentire comune è diverso. Serpeggia un’intolleranza sociale, economica, politica, culturale impressionante, aizzata ad arte per scatenare la classica guerra tra poveri. Il germe malsano del fascismo si sta espandendo a vista d’occhio.

  3. Dal MANIFESTO, ieri.
    «Vi racconto come cresce l’intolleranza»
    I problemi di amministrazione del X municipio romano, Cinecittà, i rom e i cittadini arrabbiati per l’ulteriore perdita di qualità delle loro vite
    Sandro Medici
    ……………….
    “Inevitabile dunque che i migranti romeni diventino massa critica, specchio ancora più brutale di una condizione sociale difficilissima.
    Ed è per questo che quando sono arrivati nella sala municipale un centinaio di cittadini furenti non mi sono stupito più di tanto. Erano tutti abitanti di Cinecittà est, impiegati, commercianti, pensionati, classe media, anzi medio-bassa. Ce l’avevano con i romeni accampati sotto le loro case. Pisciano e cacano dappertutto. Di notte, accendono fuochi con i copertoni e i fili elettrici e le nostre camere da letto diventano irrespirabili. Aggrediscono gli anziani per derubarli, cacciano i nostri bambini dai parchi. Sono sporchi, brutti e cattivi. Li abbiamo ascoltati, abbiamo provato a replicare invitandoli alla tolleranza, abbiamo cercato di spiegare le ragioni di tutto ciò, l’Unione europea, la globalizzazione, le difficoltà di gestire i flussi migratori. Non ci hanno minimamente ascoltato; anzi, si sono ulteriormente incolleriti, ci hanno insultato e qualcuno avrebbe voluto farci di peggio.”
    Da REPUBBLICA di domenica.
    Argint Costica, presidente dell’associazione rifugiati politici rom e romeni in Italia:
    …………………….
    Giorn.:Pensa che Bucarest abbia delle responsabilità ?
    “Assolutamente sì, anche se indirettamente. Il nostro governo ha lasciato che orde di criminali romeni venissero in Italia. Gente con precedenti che già al primo visto dovevano essere bloccati. Diciamo che se ne è liberata.”
    Ho il sospetto che fra chi ti caca sull’uscio e la tragedia delle donne e dei bambini in Romania il cittadino italiano si preoccuperà del primo, e non solo per egoismo ma perchè tollerando le cacate sull’uscio o le aggressioni ai pensionati non è che risolverà i problemi dello sfruttamento selvaggio in Romania.

  4. Glieli ho già fatti in privato e li rifaccio volentieri in pubblico i miei ringraziamenti a Evangelisti, per la chiarezza incazzata del suo testo. Così come li replico volentieri a questo dei WM e al commento di Lello.
    Sono appena tornato da un convegno dove ho fatto notare alla platea il perverso utilizzo mediatico della parola “rOmeno”.
    Gherardo Colombo, fra gli altri, ha detto una cosa quasi sottovoce che m’ha fatto rabbrividire: sembra quasi ci sia, se non un progetto, un orizzonte d’intenti che voglia delegittimare l’umanità di queste persone, per meglio odiarle, senza complessi di colpa, in funzione di una prossima catastrofe. Un po’ come si faceva con gli ebrei prima della guerra.
    Ho avuto paura.

  5. Nautilus, il problema è che scegliendo i rumeni come capro espiatorio non si fa nulla per risolvere i problemi QUI, della violenza che c’è qui (ed è perpetrata principalmente da italiani).

  6. giusto quello che dice Wu Ming e molto rassicurante il fatto che ci si preoccupi di evitare il razziamo ecc, interessanti le notizie sul nome, sulle etnie e tutto quanto. Però non siamo ipocriti, il problema degli immigrati esiste e le statistiche dicono anche che i rumeni sono quelli che danno più problemi perchè in percentuale sono quelli che hanno commesso più crimini. Non ripetiamo sempre le stesse cose, è chiaro che non va criminalizzato tutto un popolo e che non si fanno espulsioni di massa tra l’altro legalmente impossibili, ma insomma, vi pare normale che si siano tollerati quei campi profughi?che non si facciano controlli su chi entra?che accogliamo pure i delinquenti comuni?

  7. “i rumeni sono quelli che danno più problemi perchè in percentuale sono quelli che hanno commesso più crimini”
    Riguarda soltanto alcune tipologie di reato ed è una percentuale di una percentuale, la maggioranza (spesso risicata) dentro la minoranza di reati commessi da stranieri. Nessuno dice mai di che numeri stiamo parlando, chissà perché.
    Il 15% degli stranieri arrestati per omicidio è composto da romeni, va bene, ma il 15% di cosa?
    Il 15% di 74.
    Di 74 omicidi commessi da stranieri in Italia nell’anno 2006.
    Ergo: una decina di romeni arrestati per omicidio.
    Su circa un milione di romeni presenti in Italia.
    Cioè *un romeno su centomila* è arrestato per omicidio.
    Un numero irrisorio, a dir poco ridicolo.
    Stessa situazione per gli stupri: i romeni sono il 16% di 62 arrestati stranieri per stupro.
    Cioè, anche in questo caso, una decina di stupratori.
    In un paese dove si commettono sette stupri al giorno, quasi tutti commessi da italiani in famiglia.
    Su queste cifre irrisorie si basa la falsità che porta al pogrom. Su questa non-emergenza è scattata l’isteria di un’intera nazione.

  8. Per WuMing1:
    non considero affatto tutti i rumeni in blocco come criminali e odio il razzismo. Però penso che un problema ci sia, se un giornale rumeno, dopo il decreto sulle espulsioni titolava:Ritornano i delinquenti.
    Lo so che non tutti lo sono, che non solo loro lo sono ma se noi abbiamo già i nostri delinquenti quindi già i nostri problemi, ci dobbiamo caricare pure dei problemi dati dai delinquenti stranieri?e perchè?che vengano quelli onesti che lavorano, gli altri, d’accordo,hanno i loro problemi, umanamente me ne dispiace ma sarò politically incorrect se dico che non è compito dello stato italiano risolverli?Per le percentuali, non che abbia importanza perchè il discorso si può fare validamente anche se i pregiudicati arrivati in Italia fossero pochissimi, ma insomma ti cito il blog di Beppe Grillo, un suo post scritto in tempi non sospetti cioè prima del delitto di Tor di Quinto quindi non in zona isteria collettiva:
    “I fatti sono chiari e semplici per tutti: il 40% dei crimini commessi in Italia, sono opera di “non italiani”; ed oltre la metà sono commessi da romeni.
    Dunque i romeni, compiono circa il 20% di tutti i crimini commessi in Italia.
    Traducendo quella percentuale in numero di reati, si può sostenere che i rumeni presenti in Italia commettono circa 80.000 (ottantamila) reati l’ anno, mentre gli italiani, ne commettono circa 200.000 (duecentomila).
    E quanti sono i rumeni in Italia?…Circa 1.5 milioni; e, quindi, la percentuale di crimini rispetto alla popolazione romena presente in Italia è: 80.000/1.500.000= 0,05.33%.
    E la percentuale di crimini degli italiani, qual’ è ? …200.000/57.000.000= 0.0035%
    Confrontando le due percentuali, si arriva a stabilire di quanto i romeni sono più criminali degli italiani: 0,05.3% / 0,0035% = 15,1
    Quindi, i romeni presenti in Italia sono QUINDICI VOLTE (15) più criminali degli italiani residenti in Italia. ”
    Franco

  9. Franco, però ti rispondi da solo. Se la percentuale di crimini tra i romeni è di 0,0533%, che sarà pure quindici volte più alta di quella italiana, ma è comunque un decimale, rispondere con una campagna xenofoba e con espulsioni indiscriminate è del tutto ingiustificato

  10. Questa dei dati, poi, è una cosa tutta da dimostrare. C’è gente che spara dati alla cazzo. Ieri sera Francesco Greco ci raccontò che rimase allibito da un dato che girava nelle pagine dei quotidiani romani: i 3/4 dei delitti sulla persona erano perpetrati da rOmeni. lui lo trovava esorbitante: ha fatto un paio di telefonate a colleghi della procura romana per scoprire che erano molti ma molti meno. Al massimo 1/4. Girano dati assolutamente incontrollati, e volontariamente allarmistici sui rUmeni. Esattamente come fu un decennio fa con gli albanesi. (e 40 anni fa con i Terroni, etc. etc.).

  11. grazie.
    perché quando sono io a dire a conoscenti scandalizzate che non si sentono più sicure a girare la sera (e manco il giorno) che statistiche alla mano rischiano di più dentro casa con padri mariti fratelli, mi guardano come se fossi pazza.
    perché sono stanca di Cogne Garlasco Perugia dell’albanese e del rumeno. perché io sono di verona e ancora mi ricordo gli anni in cui i giornalisti venivano a “investigare” sui rampolli ricchi del nord est dopo il caso maso – in realtà venivano solo, scusate l’espressione, a ravanare nella merda. e francamente ne ho abbastanza.
    perché se questi sono i modi per esorcizzare la violenza, abbiamo ancora molta strada da fare ed è lampante che l’informazione non vuole aiutarci. Anzi, in piena paranoia comincio a pensarla come Colombo

  12. Nel 2004 l’UE ha varato una normativa che prevede l’espulsione dei cittadini comunitari che nel soggiorno in un altro Stato Membro commettano reati e costituiscano un pericolo per lo Stato ospitante. L’Italia ha recepito la normativa ma né Berlusconi né Prodi l’hanno mai voluta applicare. Ora si è deciso di applicarla. Soprattutto perché con l’ingresso della Romania si stanno verificando fenomeni migratori molto consistenti. Ma mi spiegate, anime belle, che problemi avete? Mi spiegate perché pensate che noi in Italia *non* dovremmo trattare i criminali come nel resto d’Europa? Cosa abbiamo di diverso?

  13. Ah, ok, allora non c’è nessun problema. E’ stato chiarito che, com’è ovvio, le espulsioni riguarderebbero le persone e non le etnie.

  14. @ Franco, i dati che ri-citi dal blog di Grillo sono in parte confezionati a bella posta per generare odio e in parte involontariamente comici. Sull’infinitesimale ti ha già risposto Anghelos, sul resto rimanderei al sito del Ministero degli Interni, che riporta dati diversi, scorporati per reato e disposti lungo una tendenza ventennale.
    Nel 2006 il numero TOTALE di denunciati per omicidio (italiani e stranieri, giustamente come anche ingiustamente) è (rullar di tamburi! squilli di trombe!)…
    …442.
    Tra l’altro, in Italia l’omicidio è un crimine in drastico e costante calo dal 1988 (vent’anni fa la quantità di omicidi era il triplo di quella attuale).
    Di questi 442 omicidi, come si diceva sopra, una minoranza sono presunamente commessi da stranieri, e il 15% circa di quella minoranza è presuntamente commesso da rumeni, per un ridicolo totale di 10 denunce per omicidio all’anno (giuste o ingiuste che siano). In un paese con circa sessanta milioni di abitanti. Cioè una denuncia per omicidio a carico di un rumeno ogni sei milioni di persone.
    E’ come se i nazisti avessero ucciso un solo ebreo. Grave comunque, certo, ma non sarebbe stata la Shoah.
    Ecco, una media di dieci omicidi all’anno commessi da rumeni è grave, certo. Ma non è un’emergenza. E in altre tipologie di reato (lesioni dolose, furti negli appartamenti, rapine in pubblica via, truffe etc.) i rumeni NON sono la prima nazionalità. C’è anche un dato sorprendente: la maggior parte degli stranieri arrestati per rapina in banca nel periodo 2004-2006 erano… tedeschi! Che sono anche la seconda nazionalità più arrestata per rapine agli uffici postali. C’è forse un’emergenza-tedeschi, nel paese? Cacciamo via i crucchi armati di torce e forconi? Non mi sembra.
    Aggiungo che il guru poujadista Grillo ha grosse responsabilità nell’avere “sdoganato”, pochi giorni dopo il suo V-Day, la xenofobia che vediamo in questi giorni, dando la sua visibilissima tribuna, con una premessa tanto acritica quanto delirante (i “sacri confini” etc.) a un padroncino razzista che ha la fabbrichetta in Romania, categoria che ha prodotto i mostri descritti da Lello Voce nel suo commento più sopra.
    @ Vronsky, il problema è che la campagna d’odio sta riguardando un’intera popolazione, non i singoli criminali. La “cultura del sospetto” produce calunnia collettiva e ha sempre vittime collettive, sempre. Historia sarebbe magistra vitae, se la si conoscesse.

  15. @Wu Ming, credo che il modo migliore per smontare la campagna di odio (ammesso che ci sia) sia quello di adottare seriamente misure di sicurezza ed espulsioni, stanti tutte le garanzie previste dalla direttiva UE. L’incomprensibile tolleranza verso la criminalità che il ceto politico italiano ha dimostrato è la prima causa della xenofobia.
    La tolleranza italiana è incompensibile per la gente che ha scarso accesso all’informazione e poco tempo per ragionare. Chi invece abbia modo di pensarci, potrebbe ragionevolmente concludere che questa tolleranza non è un atteggiamento umanitario ma è funzionale ad un modello di immigrazione fatta a misura del lavoro nero (a nord come a sud). Un modello in cui l’immigrato è tollerato, ma come schiavo.
    E’ questo il modello che volete difendere?

  16. Vronsky, il tuo inciso “ammesso che ci sia” e l’insensata domanda retorica finale potrebbero farmi pensare che sei intellettualmente disonesto. Per mia natura buona disposizione al dialogo, mi limito a pensare che ti esprimi male. La campagna d’odio è sotto gli occhi di tutti, negarla è assurdo. L’accusa collettiva domina il discorso pubblico, nei media si affacciano teorie neo-razziali e “ragionamenti” di carattere genetico o comunque antropologico che potevano star bene sulla celebre rivista “La difesa della razza” (tra i redattori un giovane Almirante). Sono partite aggressioni squadristiche, attentati a luoghi frequentati da rumeni. E la politica cavalca la tigre, con dichiarazioni prive dei necessari distinguo, attività legislativa dal fiato sempre più corto, ricerca ossessiva di capri espiatori. Quest’estate sembrava che i lavavetri fossero il Male incarnato. Passata la febbre, i lavavetri ci sono ancora ma non sembrano più essere la priorità. Anche perché questa famosa minaccia alla sicurezza da parte dei lavavetri, nessuno è stato in grado di descriverla in termini concreti e con esempi documentati. In ogni caso, ora tocca ai rumeni.
    Non è la tolleranza dei “progressisti” ad aver causato tutto questo, al contrario è proprio la mancanza di politiche di accoglienza e integrazione degne di questo nome. Siamo il paese dei CPT (detenzione arbitraria per un’infrazione amministrativa!) e della Bossi-Fini, siamo il paese delle mille angherie burocratiche e delle umilianti file di chilometri davanti alle questure. Quanto al lavoro nero, non è la tolleranza a favorirlo ma il razzismo. Il razzismo è una delle principali forze che regolano il mercato della forza-lavoro, il razzismo genera prima rivalità e guerra tra poveri, e poi “etnicizzazione” della forza-lavoro, caporalato razziale, struttura quasi tribale, divisione dei lavori per nazionalità che rende difficilissimi controlli, tutele, sindacalizzazione dei lavoratori. Non è certo una scoperta che faccio io, ci sono fior di ricerche sull’argomento.

  17. Wu Ming, quindi alla base del particolare tipo di sfruttamento degli immigrati in Italia (il quale richiede che vi sia tolleranza) non ci sarebbero motivazioni economiche (ad es. la caratteristica struttura del lavoro italiana per la quale la camorra, come spiega Saviano, è di fatto una delle prime aziende) ma ideale razzistico che caratterizza la razza italiana. Bel risultato dialettico, Wu Ming. Io forse mi esprimo male, ma tu è meglio che ti fermi un attimo a riflettere, prima di scrivere la prossima sciocchezza.

  18. Vronsky, non hai capito niente. Il razzismo è una dinamica culturale funzionale all’economia e da quest’ultima costantemente ri-alimentata perché necessaria. E questo a livello mondiale. La divisione del lavoro a livello planetario, la “delocalizzazione”, le dinamiche post-coloniali, l’ineguale modello di sviluppo etc. tutto ciò non sarebbe possibile se nel Nord del mondo non avessimo interiorizzato una scala gerarchica delle popolazioni e delle culture: ci sono quelle più importanti e quelle meno importanti. Ci sono quelle meno e quelle più sfruttabili. Ci sono quelle a cui prestiamo attenzione e quelle di cui non ci frega un cazzo. Senza questa gerarchizzazione dell’attenzione, non sarebbe accettabile quel che avviene tutti i giorni, gli sweatshop, lo sfruttamento dei bambini etc. Perché sono bambini “diversi da noi”, hanno la pelle scura, hanno una cultura di cui non sappiamo nulla, una lingua che a noi suona come sequenza di grugniti e borbottii etc. E questa gerarchizzazione è “frattale”, cioè si ripete uguale a ogni scala di grandezza: a livello mondiale, a livello nazionale, a livello locale. Lo dimostrano anche le ricerche di psicologia e scienze cognitive: l'”altro” non suscita in noi gli stessi sentimenti di chi riconosciamo come simile.
    Consiglio un testo un po’ vecchio ma ancora imprescindibile: Balibar-Wallerstein, “Razza Nazione Classe. Le identità ambigue”, Edizioni Associate, Parma 1990.

  19. Ahi ahi, Vronski… Scendo un gradino più in basso e racconto un altro episodio: poco tempo fa al ritorno da milano sul treno chiacchiero con una donna rumena di una trentina d’anni seduta di fronte. Il discorso è scivolato sui rom. Conferma che sono un’etnia a parte, conferma che rubano anche a casa loro, conferma che gli italiani che hanno attività in Romania sfruttano la manodopera locale anche minorile, conferma che la stragrande maggioranza della popolazione ha poco da mangiare, e nient’altro. Come si fa a disumanizzare persone che ti raccontano come si sta nel paese proprio, e che cercano lavoro in un altro per recuperare dignità? L’orizzonte prospettato da Gherardo Colombo e riportato da Gianni Biondillo è allucinante, ma non improbabile. E scenari metropolitani simili a quelli ipotizzati da Gibson o Sterling non credo siano così lontani. Altrochè i pogrom del governo Prodi che si è assunto la responsabilità di far ritornare in voga almeno il termine, solo per non essere tacciato di immobilismo dall’opinione pubblica. Perdonate il cinismo, mi serve da corazza. Armi non ne porto. Perlomeno non sono così catastrofico come mia nonna che adorava Stalin e il pugilato, e paventava in continuazione il pericolo imminente di una terza guerra mondiale.

  20. Gad Lerner ha affermato più volte di temere, tra una generazione o due o tre, una “soluzione finale” del “problema zingaro” in Italia e in Europa. Secondo lui, quel che sta avvenendo ricorda quanto è accaduto agli ebrei nel cinquantennio precedente alla Shoah: pian piano si prepara il clima. Negli ultimi anni ha dedicato diverse puntate de “L’infedele” a questo tema e al pericolo che avverte. Esagera? Non lo so. Ma è meglio stare attenti. La leggenda metropolitana degli zingari che rapiscono i bambini (credenza falsa al 100%) non è tanto diversa dalla leggenda nera dell’emofagia ebraica, la cui genealogia Furio Jesi ha ricostruito magistralmente nel suo “L’accusa del sangue. La macchina mitologica antisemita” (Bollati Boringhieri, 2007).

  21. Caro Ming, io capisco quello che leggo interpretandolo secondo le regole dell’italiano standard che conosco bene, se non presumo troppo. Se hai dubbi su questo, cerca di motivarli con rispetto dell’interlocutore.
    A leggerla come la racconti, tua ha tutta l’aria una posizione idealistica: lo sfruttamento c’è a causa di un ideale razzistico. Io sono (in questo) più banalmente marxista: il razzismo è una sovrastruttura delle dinamiche del sistema produttivo. Così come la tolleranza della politica italiana, funzionale appunto al lavoro nero.
    In particolare, la tolleranza è nel ceto politico che difende interessi economici ‘sporchi’, il razzismo (ma parlerei più appropriatamente di xenofobia) è nella c.d. ‘gente’ che subisce le conseguenze inevitabili di una immigrazione incontrollata.

  22. “… detto ciò, mi pongo una domanda: l’accoglienza deve avere, come tutto, un limite o no? (‘C’è un limite a tutto…’, ricorda il proverbio). Escluderei che tre quarti di mondo possano riversarsi ed essere accolti in blocco nel solo quarto baciato da Dio (almeno attualmente: nemmeno i baci divini durano in eterno!), facendo saltare anche quello… ”
    Il resto del contraddittorio fra la parte oscura di ciascuno di noi e l’Io cosciente nel mio blog, per chi ne avesse voglia.

  23. Vronsky: “Ideale” e “Dinamica culturale” sono concetti profondamente diversi. Non capisco perchè insisti a parlare di “ideale razzistico”. Wu Ming ha esposto fatti, non posizioni. Insistere sull’immigrazione incontrollata invece che sulla necessaria modifica di quelle dinamiche (che deve essere attuata in ogni sede, e non solo in ambito legislativo) secondo me è fuorviante ai fini di questo discorso.
    Esempio banalissimo è quello di Lamberto Sposini che ha dichiarato di essere stato aggredito da due ladri romeni. Notizia ancora leggibile in rete. L’aggressore, infine identificato, era italianissimo. La rettifica è assai meno reperibile.
    Di questi “dettagli” si compone il razzismo: perchè di razzismo si tratta, senza dubbio alcuno.

  24. Cara Loredana, anzitutto complimenti per il tuo lavoro e per il tuo blog.
    Io intendo per idealismo, classicamente, l’opinione che l’idea preceda e informi la realtà, in opposizione al realismo per cui la realtà precede e informa l’idea. Se per ‘dinamica culturale’ intendi, in questo caso, il processo di formazione dell’idea razzista nei soggetti, devi chiarire se in questa dinamica includi le condizioni concrete della loro esistenza (es. la sicurezza) oppure se pensi che tale dinamica sia per intero determinata da nozioni antropologicamente astratte come appunto quella di ‘razza’. In questo secondo caso, tu sei idealista come, mi pare, il tuo amico Wu Ming. Niente di male, non è un insulto, si può tranquillamente ammetterlo.
    Nel primo caso, invece, si viene verso la mia posizione: c’è qualcosa di concreto e materiale alla base di questo diffuso disagio sociale e psicologico che (con un po’ di abuso) stiamo chiamando ‘razzismo’. Vogliamo occuparcene?

  25. tutto si consuma nel silenzio di coloro che tuonavano per l’inserimento delle “radici cristiane” nella costituzione europea(ci sarebbe da scappare col circo.Senza ripensamenti)

  26. Lamberto Sposini, dopo aver ripetutamente occhieggiato a sinistra per ambizione di direzione del TG1 sul finire della passata legislatura, è stato buttato fuori dalle televisioni perché facente parte di quei rispettabili giornalisti che partecipavano al Barnum di Biscardi pur sapendo che le moviole erano truccate. Da un po’ di tempo ri-occhieggia a destra per cercare di ritornare in video, e almeno come ospite ci riesce. È di persone (nel senso latino del termine) come queste che è fatto il mondo dell’informazione, cioè quello che ci racconta che siamo dentro un’emergenza-criminalità che, dati alla mano, non esiste.

  27. scrive Vronsky
    Nel primo caso, invece, si viene verso la mia posizione: c’è qualcosa di concreto e materiale alla base di questo diffuso disagio sociale e psicologico che (con un po’ di abuso) stiamo chiamando ‘razzismo’. Vogliamo occuparcene?
    Al posto del pacchetto sicurezza tagliare i fondi alla spesa militare, mai così alta dal dopoguerra a oggi, e investire le risorse in servizi sociali, scuole, alloggi popolari, sanità di base. Sono un idealista, lo so.

  28. Ho letto tutto con attenzione, non so quali sono i dati esatti, e può essere che siano invece quelli che dice Wu Ming. Io pur amando la cultura ed essendo curioso dei vari fenomeni sociali, non ho una grande cultura specifica. Non ho conoscenze di prima mano su queste cose, mi baso come la maggioranza su quello che leggo o sento nei media cercando di esercitare un certo spirito critico. Certo se mi si danno i dati del ministero degli interni non posso metterli in dubbio.Ci tengo però a sottolineare di nuovo che la mia posizione non riguarda l’etnia, anzi, le spedizioni punitive in me non suscitano altro che indignazione. Io voglio dire solo che un problema c’è, che i criminali sono di varie nazionalità ma che molti pregiudicati e criminali romeni sono arrivati in Italia, e che è bene che il nostro Paese affronti la questione mostrando severità con chi delinque e agevolando chi vuole lavorare,non come i cpt dove vanno a finire persone anche con tanto di documenti validi che vengono di fatto sequestrate solo perchè non in regola col permesso di soggiorno pur potendo dimostrare di avere un lavoro. Io non sono razzista,vorrei solo una società giusta e che faccia del suo meglio per dare sicurezza senza andare fuori nè dalla legalità nè dall’umanità.E in questo affrontare il problema includo anche fare opera di educazione ad accettare gli altri e a respingere i simil- ku klux klan. intanto per me è stata una occasione di conoscenza leggere questi commenti che aiutano a riflettere e vedere le cose da tanti punti di vista.

  29. Vronsky tu scrivi che secondo me “lo sfruttamento c’è a causa di un ideale razzistico”. Falso, mai scritto niente del genere.
    Poi aggiungi: “Io sono (in questo) più banalmente marxista: il razzismo è una sovrastruttura delle dinamiche del sistema produttivo.”
    A parte l’utilizzo del termine “sovrastruttura” che secondo me è inadeguato (io vedo il razzismo come parte della struttura, è una vera e propria legge del mercato), è *esattamente* quello che ho scritto io, e non certo in italiano difficile. Ho scritto che “etnicizzare” la forza-lavoro consente di dividerla e sfruttarla meglio. Ho scritto che il razzismo è una dinamica funzionale all’economia e che l’economia continua ad alimentare. Ho scritto che senza il razzismo che riproduce indifferenza per le sorti dei diversi e dei lontani da noi, non funzionerebbe il mercato mondiale. Se ti sembra italiano difficile, non so che farci. E’ un limite tuo.

  30. @Paolo, servizi, scuole, alloggi, sanità, sono d’accordissimo. Sostegno all’inserimento nel lavoro ‘bianco’, direi pure. Tagliando le spese militari, molto bene. Ma non hai motivato la rinuncia al pacchetto sicurezza. Lo vedi in contraddizione con maggiori investimenti sociali? C’è un motivo? E quale?
    E a proposito di risorse: ci sono 17.000 stranieri in carcere in Italia. Costano, pare, 400 euro al giorno l’uno. Fanno 2 miliardi di euro all’anno. Abbastanza per fare alloggi popolari, scuole e ospedali per tutti quelli che vengono onestamente a lavorare.

  31. Però bisogna anche dire che moltissimi stranieri sono in carcere non per reati concreti quali omicidi, violenze, furti e simili, ma per aver violato leggi sull’immigrazione: è la Bossi-Fini, con la sua impostazione assurdamente restrittiva, a riempire le carceri di stranieri.
    NOTA: non sto dicendo assolutamente che gli stranieri non delinquono o non commettono reati, dico solo che se escludendo i reati da immigrazione il peso degli stranieri nelle carceri e nel sistema economico sarebbe estremamente inferiore

  32. Franco, sul fatto che chi stupra e uccide vada punito e l’innocente vada lasciato in pace mi dico certo che qui siam tutti d’accordo. E’ lo sfondamento di una porta spalancata.
    Purtroppo c’è un problema, però: non è quello che sta succedendo. Non è nemmeno il principio che si sta affermando. Poi, certo, questa fiammata passerà, come sono passate le precedenti. Ma (occhio al futuro anteriore) avrà sedimentato brutalità. L’isteria nei confronti degli albanesi (di *tutti* gli albanesi, ricordiamocelo) è calata e oggi ci vengono proposti nuovi babau. Ma non dimentichiamo mai, nemmeno per un istante, che l’eredità lasciataci da quell’isteria sono i CPT. Istituiti (ah, la memoria, la memoria…) da una legge che si chiamava Turco-Napolitano. Ripeto i due nomi perché anche questo suona vagamente importante: Turco-Napolitano.
    I dati che ho citato, accorpati in comode e rivelatrici tabelle, sono in questo pdf:http://tinyurl.com/37ravg

  33. Wu Ming, tu scrivi che “il razzismo […] è una vera e propria legge del mercato”. Non so a questo punto il valore che tu dai alla copula (intendi sanamente: mi riferisco a ‘è’, forma verbale in funzione predicativa). Mancando questa basilare intesa, ti saluto cordialmente.

  34. @Vronsky, risulti “vagamente” provocatorio… amplificando le tue parole provoco io:” ‘sti 17.000 li eliminiamo (come?) così creiamo i fondi per le necessità sociali?” Se, dico se senza speranza, il governo Italiano investisse risorse importanti per lo stato sociale quei 17.000 si ridurrebbero a meno della metà e rimarrebbero in galera i veri delinquenti. Il pacchetto sicurezza è solo una squallida operazione da piazzista per offrire una qualche vittima sacrificale all’opinione pubblica; ne prendi alcuni a caso, ben ripresi dalle telecamere, e li rispedisci in Romania.

  35. Di “pacchetti sicurezza” ne abbiamo visti a dozzine, arrivano a ondate, ogni “emergenza” strumentale sfocia in un pacchetto sicurezza, presentato in fretta e furia e con toni salvifici, poi allo scoppio d’isteria successivo si riparte esattamente da zero, come se non si fosse mai legiferato, come se il problema di questo paese fosse che non si legifera. Sono tutte cazzate, dal primo all’ultimo articolo, dal primo all’ultimo comma. Però sono cazzate che, briciola dopo briciola, granello di polvere dopo granello di polvere, *sedimentano*, e ogni volta la tragicommedia razzista si svolge un centimetro più in alto, ogni volta si fanno strada enunciati peggiori dei precedenti.

  36. L’allargamento dell’europa e gli ultimi flussi migratori, sovrapposti a quelli meno recenti, vanno di pari passo con le sempre maggiori possibilità di comunicazione e di trasporti, grazie anche all’ammorbidimento dei controlli alle frontiere, e in taluni casi addirittura all’eliminazione degli stessi. Son tutte cose che già sappiamo. Non so se invece abbiamo riflettuto abbastanza sul grado di inarrestabilità di tali flussi, e sul perchè dovrebbe eventualmente esserne limitata l’intensità. Ci sono moltissime, troppe cose sbagliate nella gestione degli stranieri immigrati, se politicamente corretta fosse l’espressione. Sull’argomento appoggio le approfondite – e giustamente incazzate – tesi di WM1. Ma non pensate anche voi che situazioni come quella di questi giorni siano temporanee e che fra due o tre generazioni la maggioranza di noi avrà imparato ad accettare di convivere con i rumeni e le altre comunità straniere? Ciò naturalmente non esclude il fatto che, ora, sia giusto dibatterne… E, a proposito di libertà, paolo, sempre per ora, non sono d’accordo: un pezzetto ce la siamo ripresa, scrivendo da queste parti. Cordiali saluti a tutti, dibattito veramente interessante.

  37. I rumeni tra un po’ “passeranno di moda”, come sono passati di moda gli spauracchi degli anni scorsi. Avremo presto altri capri espiatori immolati sull’altare dei media. Appunto, temo che tra vent’anni, semplicemente, ci saremo scordati di quant’erano assassini i rumeni, ma solo perché avremo altri capri e ovini assortiti. Temo addirittura che questa sia una fase di germinazione di nuovi fascismi. Non necessariamente di un Fascismo, anzi, penso che in quelle vecchie forme il fascismo non si produrrà più. Ma di nuove ideologie razzistiche e autoritarie, di nuove teorie che giustifichino la prevaricazione, questo sì.

  38. Sì Wu Ming , grazie per i dati, è bene ragionare sui fatti, quando si può. Ora, è un fatto o no che una parte della popolazione italiana sta diventando insofferente verso gli immigrati ? E’ un fatto. E’ un fatto successo in tutti i tempi e ovunque, quando entrano in contatto culture diverse fanno scintille. Più immigrati più scintille. Fascismo ? Razzismo ? Non mi paiono prevalenti, anzi.
    Prove ? I filippini sono ben altrimenti diversi da noi di quanto lo siano albanesi e romeni, ma non si sentono lamentele. I cinesi a Prato son millanta, la gente arriva al mugugno ma non chiede drastiche misure di allontanamento.
    Prevalente come è logico è lo scontro fra abitudini sociali e i conflitti economici. Ad aggiungere benzina sul fuoco l’altro fatto incontestabile che molti degli immigrati hanno difficoltà di sostentamento e fra loro vi sono molti che sono arrivati qua già con l’intenzione di delinquere.
    Pare una situazione già rovente così, secondo me il razzismo e le prove di fascismo, che per te sembrano l’alfa e l’omega, passano in seconda linea.
    Il pacchetto sicurezza: sbaglio o era già pronto prima del fatto di Roma ? L’emozione popolare ha fatto sì che sia preso in considerazione a tamburo battente, ma prima o poi sarebbe entrato in vigore.
    Che risulti inefficace può essere, non sarà colpa del pacchetto, è in Italia che qualunque misura per quanto strombazzata diventa poi inefficace, siamo fatti così. In stati più funzionanti probabilmente non si arriva mai alla legislazione d’emergenza, con le leggi che hanno sisteman già tutto. Siamo noi che dobbiamo scrivere:”E’ SEVERAMENTE vietato..”, altrove non esiste. Retaggio delle grida manzoniane.
    Un’ultima cosa: gli immigrati diventano in pochi anni 5 milioni, poi 10, poi 20…ecco se andrà così ti dò ragione, verrà il fascismo.

  39. Non verrà il fascismo. Il fascismo come lo abbiamo conosciuto nel ventesimo secolo non si riproporrà, le condizioni storiche sono cambiate. Ma nel corpo sociale sono in suppurazione piaghe da cui ebolliranno fascismi di altro tipo.
    Che una parte della popolazione italiana sia insofferente verso gli immigrati è il classico caso di profezia che, dagli e dagli, si è autoavverata. Sono vent’anni che i media ripetono alla gente: “Tu ce l’hai con gli immigrati. Tu ce l’hai con gli immigrati.” Anche quando la percentuale di reati attribuibile a stranieri era del 3% e la loro presenza nel paese era irrisoria, c’erano già toni da emergenza e titoli razzisti. All’inizio degli anni Novanta nei titoli del “Resto del Carlino” tutti gli immigrati erano chiamati: “Alì”. Esempio: “E Alì viene cacciato dai tuguri di via Stalingrado”.
    Quindi, sì, l’insofferenza nei confronti degli immigrati è oggi un fatto, ma non era inevitabile, non era un percorso obbligato. Qualcuno ha lavorato indefessamente perché fantasia e leggende nere divenissero realtà.
    Sulla questione filippini, questo è proprio un esempio dell’etnicizzazione del mercato del lavoro, della segmentazione di cui parlavo: i filippini fanno i domestici e non ne troverai uno che lavori in fabbrica o in cantiere; le moldave e le ucraine fanno le badanti; i rumeni fanno i muratori; i magrebini fanno gli operai; i senegalesi e camerunensi fanno i buttafuori. Questo che viene visto come un processo “naturale”, come se ciascun singolo popolo fosse geneticamente portato a esercitare esattamente quella professione e non altre, in realtà dipende soprattutto dal fatto che ogni nazionalità ha i suoi “caporali” e il lavoro viene cercato/elargito/trovato/mantenuto secondo logiche di appartenenza nazionale, clanica e/o tribale, logiche che ovviamente ai padroni stanno bene perché permettono di aggirare le regole, tengono lontano il sindacato etc.

  40. Infatti anch’io non stavo certo parlando del fascismo storico, ma ad esempio di quel che sta succedendo negli USA, culla della democrazia occidentale, dove ci si comincia a interrogare fino a che punto sia lecita la tortura.
    Nella mia città, dove non ci sono particolari problemi per l’immigrazione, un quartiere è insorto con prete new-global alla testa per le seguenti ragioni legate agli immigrati: sporcizia, risse, violenze, molestie alle donne, ubriachezza, chiasso, caduta in picchiata del valore delle case.
    Negli altri quartieri, dove leggono gli stessi giornali e vedono le stesse TV, non è insorto nessuno.
    Forse non è solo la propaganda xenofoba all’origine dell’insofferenza.
    Quel che mi ha più colpito è il prete, conosciutissimo come “prete di frontiera” e fautore dell’accoglienza e della convivenza che quest’anno per la prima volta ha detto “Basta, non se ne può più”, anche lui.
    Sulla divisione del lavoro, ho una colf ucraina bravissima, nella mia città ha trasferito mezzo paese suo, col semplice passaparola e la fiducia che ispira, insomma per appartenenza tribale, diciamo. La genetica penso anch’io che non c’entri, si tratterà più semplicemente di specializzarsi in qualcosa e portarsi dietro gli altri.

  41. Secondo me la barriera contro il razzismo sarebbe molto piu’ efficace se, accanto alla giusta pretesa di non criminalizzare un popolo (i romeni, in questo caso; molti dei quali si premurano in ogni modo di sottolineare che il razzismo contro di loro e’ del tutto ingiustificato, perche’ i ladri violenti che puzzano sono in realta’ rom), si prendesse atto dell’assoluta anarchia che vige in molte citta’ e cittadine, dove gruppi di uomini perlopiu’ giovani, di ogni provenienza, si impadroniscono di strade, parchi, aiuole e spadroneggiano su donne, anziani, ragazzini. Totalmente d’accordo con il taglio alle spese militari e con maggiori investimenti sul sociale: nel frattempo, e in attesa che il giovane spacciatore abbia la sua casa popolare e il posto fisso, che sicuramente lo porteranno a cambiar vita, perche’ a mia nonna (attivista in fabbrica negli anni 50, grande frequentatrice di attivita’ di integrazione tipo corsi di cucina africana, tessitura iraniana ecc.),scippata da un uomo probabilmente napoletano (mia nonna tende pero’ a confondere i dialetti del sud), viene tranquillamente detto che e’ inutile che fa denuncia, tanto non si trova piu’ il tipo. Secondo me esiste l’emergenza razzismo ed esiste l’emergenza persone piu’ insicure fisicamente che devono camminare a occhi bassi e muscoli tesi da casa loro al negozio, alla posta, al centro sociale. Io da sinistra voglio occuparmi di tutte e due.

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