Tag: Ustica

Proprio oggi, dopo aver letto le notizie sulla disponibilità francese a collaborare sulla strage di Ustica, mi torna in mente Andrea Purgatori. Né potrebbe essere diversamente, perché Ustica è stata la sua ossessione di uomo e giornalista. E allora mi sembra giusto ripubblicare qui quello che ho scritto per La Stampa tre anni e qualche mese fa, in occasione della sua ingiusta morte. Come risarcimento? No, soprattutto come memoria. Non esiste risarcimento, in questi casi.
Quando l’aereo cade, Andrea Purgatori ha 27 anni. Quella sera, raccontò, aveva mangiato salato e nella notte si alzò per bere. Era ancora davanti al frigorifero quando squillò il telefono: era un suo contatto, che gli disse che l’aereo era caduto. Non ti far fregare, l’hanno colpito, gli disse. Non ti far fregare, ribadì, prima di riattaccare. Partì da quella telefonata la lunga inchiesta di Purgatori che, passo dopo passo, ancora una volta, confutava le verità ufficiali. Nessuna bomba, fu un missile. Ci si dedicò per anni (ha forse mai smesso di farlo?), lavorando con i familiari delle vittime. Nel 1991 lavorò alla sceneggiatura del film di Marco Risi, Il muro di gomma. A rileggere oggi le parole conclusive si capisce che Andrea Purgatori era tutto là, in quei perché: “Perché chi sapeva è stato zitto? Perché chi poteva scoprire non si è mosso? Perché questa verità era così inconfessabile da richiedere il silenzio, l’omertà, l’occultamento delle prove? C’era la guerra quella notte del 27 giugno 1980: c’erano 69 adulti e 12 bambini che tornavano a casa, che andavano in vacanza, che leggevano il giornale, o giocavano con una bambola. Quelli che sapevano hanno deciso che i cittadini, la gente, noi non dovevamo sapere: hanno manomesso le registrazioni, cancellato i tracciati radar, bruciato i registri, hanno inventato esercitazioni che non sono mai avvenute, intimidito i giudici, colpevolizzato i periti. E poi, hanno fatto la cosa più grave di tutte: hanno costretto i deboli a partecipare alla menzogna, trasformando l’onestà in viltà, la difesa disperata del piccolo privilegio del posto di lavoro in mediocrità, in bassezza. Ora, finalmente, mentre fuori da questo palazzo, dove lo Stato interroga lo Stato, piove, a molti sembra di vedere un po’ di sole. Aspetta. Queste ultime tre righe non mi piacciono. Aggiungi soltanto… Perché? “

Qualcuno, ieri, in occasione dell’anniversario della strage di Ustica, a cui abbiamo dedicato la discussione di apertura a Fahrenheit, sottolineava l’inutilità, o forse il narcisismo della memoria e di chi la sollecita. Buona per chiacchiere, convegni, spettacoli, film, romanzi. Blabla….

TRENTASEI

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MEMORIALE

“C’ era chi andava a Palermo per partecipare al matrimonio di amici o conoscenti, chi commerciava ed era in viaggio per la propria attività, chi partiva per festeggiare il compleanno della figlia in vacanza in Sicilia, chi rientrava da una…

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