METAFORE POLITICHE

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Ultimi minuti. Parole di Paolo Becchi, professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova.
“Il movimento cinque stelle deve rimanere puro e vergine, come una bella donna;è l’unico modo che ha per far capire che è diverso dagli altri, non darla a nesssuno”

91 pensieri su “METAFORE POLITICHE

  1. Abbiamo più volte sostenuto che l’impegno nella tutela del diritto delle donne a vedersi riconosciuta pari dignità con gli uomini debba investire necessariamente anche l’ambito culturale. Che dire, quando ci troviamo di fronte ad un docente universitario che così argomenta? Che il nostro compito sarà ancora più arduo e gravoso!!!

  2. A proposito di questa follia odierna, e di come le donne sono sempre state trattate in politica, consiglierei l’autobiografia di una dimenticata del PCI (anche dalle donne) ed è quella di Maria Antonietta Maciocchi, esempio simbolo di come una donna intelligente, preparata e (purtroppo per lei) anche bella, possa essere tanto scomoda da essere rimossa anche dalla memoria collettiva. O meglio, di come la memoria collettiva sia influenzata dai Media e sempre meno in grado di avere un pensiero indipendente.

  3. Ma ha ragione perfettamente, se guardiamo a Formigoni che fece della verginità il proprio programma politico, evidentemente il movimento 5 stelle nella persona di costui ha proprio questo di riferimento politico. E quindi sicuramente l’ intenzione è di fare le stesse cose quando tocca spartirsi la torta.

  4. Pingback: balderilla
  5. Dunque, cos’ha detto il vecchio professore?
    Che se il Movimento di Grillo vuole mostrare di essere diverso deve fare come una bella ragazza che non la dà a nessuno.
    Ammetterete che la verginità è tutt’altro che un valore condiviso oggi, anzi suona come una stravaganza. Insomma, crea “diversità”.
    Non era un’esaltazione della verginità, era l’utilizzo di questo “status” poco praticato in una metafora politica.
    Dov’è lo scandalo Lipperini?
    Sicura di aver sottolineato la cosa più orrenda tra quelle dette e fatte a “Piazza pulita”?
    Non la ridicola indagine suil tasso di democrazia interna al Movimento di Grillo a fronte di un Partito del Padrone da una parte e di un Partito Democratico che si oppone alle preferenze dall’altra?
    Con questa attenzione ossessiva a certe “parole calde” non rischiamo di tirare la volata a chi non se lo merita?

  6. Valter, tesoro mio, capisco la voglia di flame (io no, grazie), ma “puro e vergine come una bella donna” è la frase (le brutte sono zoccole e impure per definizione e via analizzando, se ce ne fosse bisogno, ma non ce n’è). Quanto all’ossessione, è vero. Come dice Nikola Tesla in “The prestige”, so riconoscere un’ossessione quando ne vedo una. Ma, sorry, non è la mia 😀

  7. Flame?
    Allora facciamo così Loredana, mia aignora, io me ne vado a fare un giro e tu leggi questo e poi mi spieghi se lo scandalo è la metafora con la verginotta o il fatto che nessun giornale di regime (a cominciare da Repubblica), mentre tira la cordata al PD omette di pubblicare storie come questa, dove il PD fa la suia (porca) figura:
    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/questa-e-la-mente-operativa-dietro.html
    Baci.

  8. Valter, io non sono Repubblica. Sono Loredana Lipperini. E, in questa sede, sto parlando non semplicemente di una frase più che infelice, ma di una frase che è indicativa della non-presenza di sensibilità verso la cosiddetta questione femminile all’interno del movimento cinque stelle. E voglio essere smentita su questo punto (sono mesi che lo voglio, ma non mi smentisce nessuno).

  9. Il professore consiglia Grillo di non allearsi con l’IDV.
    “Il professore consiglia di non darla via”
    è una sciocchezza prodotta da deduzione sofistica.
    “Così le lezioni di Becchi potranno essere accuratamente evitate.
    Mi chiedo se il Rettore dell’Università di Genova interverrà.”
    è ignobile e poliziesco.
    Prima dei diritti delle donne c’è il diritto alla verità.

  10. Valter, a me viene da ridere, però se insisti puntualizzo: nella metafora, è stato effettivamente usato “non darla”. Per il resto, sono sicura che Lorella saprà risponderti meglio di me, se avrai la bontà di formulare le tue critiche sotto il suo post. Quanto a me, ho anche io un dirittuccio piccolo piccolo da rivendicare: quello di non aver regolarmente sottostare al presidio militare del “mo’ gliele cantiamo noi a ste femministe”. 🙂

  11. @valter binaghi
    “Il movimento 5 stelle deve rimanere, per usare una metafora, puro e vergine, come una bella donna. E’ l’unico modo che ha per far capire che è diverso dagli altri: non darla a nessuno.”
    quindi un professore universitario è autorizzato a usare qs metafora? e’ cosi? in un programma pubblico?
    Il diritto alla verità è nel mio post Binaghi. Che ha l’obbiettivo di innalzare il livello di consapevolezza di ragazze e ragazzi.
    Un docente ha una responsabilità verso studenti e studentesse: quella di educarli e di rispettarli. Ad un persona responsabile che avesse a cuore l’educazione dei ragazzi e delle ragazze non sarebbe mai venuto in mente di utilizzare una metafora vergognosa. Becchi è un docente, ricordiamolo. E quello che ha affermato è indegno di un professore. In altri PAesi europei per una esternazione così, le conseguenze sarebbero gravissime per il docente.
    Ed è preoccupante doverlo spiegare.

  12. Il commento qui sopra era per Loredana.
    Lorella, non stai parlando con uno che non ha apprezzato il lavoro che hai fatto e che fai. Ma in questo caso mi pare veramente la faccenda della pagliuzza e della trave. Intimi l’allontanamento dalla cattedra di uno che ha usato una metafora infelice (ma innocua), nel momento in cui l’oggetto del contendere è l’attacco portato con tutti i mezzi d’assalto a un movimento che sviluppa l’unica protesta politica davvero urticante al sistema dei partiti che sta affossando il paese.
    Se Becchi dev’essere interdetto dall’insegnamento o comunque punito per questo, alla sede dell’Espresso e di TUTTI i rotocalchi italiani siamo disposte ad appiccare il fuoco?

  13. A me di attaccare adesso il movimento 5 stelle non interessa punto. Perché è stato già detto prima quello che andava detto, e che va peraltro ribadito. Wu Ming ha parlato di criptofascismo di Grillo ben prima del caso Favia. E in tempi ugualmente non sospetti su questo blog ho posto una domanda – priva di risposta – su cosa si intenda fare, da parte del movimento medesimo, sulla questione femminile. Leggere ogni critica ai cinque stelle come un complotto degli Illuminati e dei Rosacroce volti congiuntamente a impedirne l’ascesa rientra nella storia di questo paese: che ama i complotti (e a volte, ahi ahi, anche i fascisti).

  14. Per me è come se avesse detto “l’unico modo che ha un bel ragazzo omosessuale di farsi notare è non darlo mai via”. Sarebbe stato recepito per quel che è, un pensiero pieno di razzismo, stupidità e luoghi comuni beceri. Ma parlava di una donna, e non è un problema fare un parallelo disgustoso in cui la femmina è il pezzo di carne che per conservare il suo valore di mercato deve preservarsi, ed elegantemente astenersi da rapporti sessuali che si sa sono disdicevoli, rendono le donne meno appetibili perché corrotte, usate, non più pure. A volte mi auguro che questo paese con tutta la sua presunta classe dirigente vada in malora per sempre, e del resto lo sta già facendo, mi spiace solo per le poche persone oneste e dignitose che lo popolano.

  15. @binaghi
    scusa ma non è qs la sede per parlare se apprezzi il mio lavoro.
    Hai scritto di un mio presunto tono poliziesco.
    Affermo con consapevolezza e autorevolezza che un docente non puo’ esprimersi come si è espresso Becchi. La sua misoginia è spaventosa. E non c’entra con l’essere femministe. Qs signore incontra centinaia di ragazze in aula. Io mi batto con tutte le mie forze e continuero’ a farlo, contro adulti misogini che offendono non me, che di gente come Becchi me ne infischio, ma giovani donne impossibilitate a difendersi da un uomo che le umilia. Questa arroganza, questa supponenza questa mancanzaa di rispetto che tarpa le ali nell’età evolutiva, io la combatterò. Chiamala come vuoi Binaghi. Guarda, devono abbattermi per fermarmi. Uno come Becchi è indegno di insegnare. Aspetto che si scusi pubblicamente

  16. Quanta indignazione sprecata.
    Dopo il programma e il thread mi sento più grillino di ieri.
    Ad maiora.
    PS – Se Wu Ming parla di criptofascismo di Grillo allora è come se fosse Geova in persona a sentenziare. Gente che un giorno spiega come abbattere lo stato borghese e il giorno dopo si erge a paladina della democrazia ha per forza in casa un’Illuminazione speciale.

  17. @ Valter Binaghi
    Scusa ma potresti farmi capire perché in questo caso l´indignazione sarebbe sprecata? Solo perché c´è una “ridicola indagine suil tasso di democrazia interna al Movimento di Grillo a fronte …” per cui indignarsi di piú? Piccola parentesi: il fatto che ci sia un attacco portato con mezzi d´assalto al M5S perché scomodo potrá anche fare schifo, ma non rende l´M5S automaticamente pulito, cosí come il fatto che se ne sia parlato su Giap non vuol dire che debba andare a finire sulla Bibbia, ma almeno se ne è parlato.
    Tornando al punto, vorresti davvero far passare che “Non era un’esaltazione della verginità, era l’utilizzo di questo “status” poco praticato in una metafora politica”? Va bene stimolare la discussione, ma mi pare che qui ci sia poco di fraintendibile, abbiamo a che fare con una stronzata sessista col botto, e tanto innocua non mi pare. L´avesse detta Berlusconi mezza europa l´avrebbe aggiunta alla lista.

  18. L’indignazione è sprecata perché si sbaglia continuamente obiettivo. Non è il Rettore che deve intervenire (cfr Zanardo). Gli studenti e le studenti del Becchi dovrebbero intervenire. Sempre non siano tutti quanti misogini… (Binaghi, e tu?)

  19. “Dopo il programma e il thread mi sento più grillino di ieri”
    questa è una frase senza senso, se davvero sei un amico del MoVimento non ti diresti “grillino”…..

  20. … com’è quel proverbio, ah sì,” prendere lucciole – senza alcuna allusione eh eh – per lanterne”! perchè licenziare il professore per una frase che voleva essere d’effetto – che tutti capissero – che a questo pensano i professori: a fare degli esempi… e purtroppo, e non certo per sua specifica colpa, così è andato il mondo… insomma attente a non esagerare … per cui mi trovo a concordare quasi col Binaghi e sospetto, dico sospetto, che in realtà l’attacco al movimento venga prima, e ogni argomento sia buono.

  21. Non attacco: ma critiche, come detto, cara Dorrit, da tempo. E non perchè stiamo complottando con i savi di Sion: ma perchè in democrazia le critiche ci stanno tutte. Quanto alla tua notazione: se questi sono gli esempi di un professore, c’è, onestamente, da preoccuparsi.

  22. ma infatti, ho detto che sospetto… due volte! però da quando il movimento, che non fa parte dei partiti tradizionali, che nasce dal basso e dalla rete, ha così ben figurato nelle elezioni è stato oggetto di “critiche” diciamo veementi un po’ da tutte le parti! E anche nella critica, come per l’esempio di cui si parla, può essere questione di misura.

  23. Trovo avvilente che si possa non considerare prioritario il problema del linguaggio (in questo caso sessista) in una trasmissione.
    Ci sono delle regole in pubblico, nessuno si sognerebbe di sputare per terra o scaccolarsi o ruttare in Tv, no?
    Non sono delitti, eppure non si fa. Per una sensibilità comune, per rispetto, perchè certi comportamenti non giovano all’immagine, ecc.
    Però…però si possono ancora pronunciare frasi come quelle dette da Becchi, e peggio, ignorare la protesta della rappresentante politica che prontamente ha protestato. Questo vuol dire semplicemente che la questione non era degna di nota, nemmeno per il conduttore evidentemente. Nemmeno per il pubblico quindi, che ha visto avallare per l’ennesima volta parole e concetti sessisti.
    Penso anch’io che la cosa non dovrebbe finire qui. Ci dovrebbe essre più tempismo e prontezza nel sottolineare questo tipo di commenti (e il concetto sottinteso!), sempre e ovunque.

  24. @piccola dorrit
    non capisco o non voglio capire. Cioè io mi indignerei per attaccare il Movimento 5 stelle? Ma io mi indigno se una nefandezza simile la dicesse berlusconi, il Papa, il PDL, il pd, sel, mia padre o mio figlio . E’ imbarazzante come pensate. Se lo sterotipo grossolano usato dal docente fosse stato sui neri o sugli extracomunitari in generale, sareste insorti.
    E basta! Non sentite la responsabilità verso i ragazzi e ragazze? Potrebbero insorgere i giovani dice Luzifer? No che non potrebbero se chi insegna loro è della levatura del prof in oggetto

  25. @Piccoladorrit
    Non credi che un professore dovrebbe distinguersi per un linguaggio elegante? Ci si può mettere alla portata delle persone, anche con frasi d’effetto, mantenendo un linguaggio esemplare. Non solo il prof dice qualcosa di indecente contro noi donne, ma lo dice anche con linguaggio veramente volgare. “Non darla a nessuno”. Quando andavo all’università io, nessun professore si è mai permesso di usare un linguaggio del genere. E i “messaggi” erano perfettamente percepiti. Si tratta di EDUCAZIONE.

  26. ma poi quanta suscettibilità. uno dice una stronzata evidente, inutile, odiosa, ma se simpatizza per il movimento non si può toccare che subito scatta l’ipotesi del complotto… suvvia, siate lucidi.

  27. Mi sembra che la suscettibilità non manchi neanche dalla parte delle ragazze se un paragone infelice diventa una nefandezza e quindi probabilmente siamo ancora una volta alla contrapposizione ideologica.Tra l’altro un esempio che sappiamo tutte e tutti che in realtà è obsoleto, cioè non corrisponde affatto alla morale e ai costumi dei nostri giorni in quanto, per fortuna, la maggior parte delle donne, e degli uomini, oggi si regolano e la pensano diversamente. Quindi esso è proprio quello che sta nel titolo di questo post, una metafora volgare quanto vi pare, ma usata solo in senso retorico.

  28. Però se “non darla a nessuno” lo trovaste detto da Vauro in una trasmissione di Santoro forse non lo trovereste così scandaloso.
    La verità è che si vuole ricavare una filosofia sessista da una barzelletta.
    Per mantenere uno spazio d’eccitazione nel marasma circense della comunicazione pubblica. E’ una regola elementare della comunicazione in Rete, nessuno si scandalizza ma a volte trovate materiale migliore, altre volte vi attaccate al primo tram che passa, un vecchio professore dai modi un po’ retro. Dai, potete fare di meglio nella radiografia dei movimenti. Andate dai molti trentenni che simpatizzano per Grillo e cercate fra loro se si trovano dei fallocrati criptofascisti. Poi tornate a dircelo che c’interessa, quasi come la fedina penale, il quoziente intellettivo e la squadra del cuore dei futuri candidati alle elezioni. Questa idea di misurare l’universo linguistico con la spanna del sessismo vero o presunto annoia, è ingenuamente semplificante, se non c’è attaccato nient’altro.
    50/50 di chiacchiere sono chiacchiere.

  29. è una metafora volgare che stona in bocca a un professore e rivela una volgarità di pensiero, un sessismo persistente. questo il tema del post. mi chiedo perché ti stia assumendo l’onere di minimizzare, di difendere l’indifendibile. tanto più che nessuno ha identificato il prof. col movimento, il quale a sua volta avrebbe tutto l’interesse a prendere le distanze da esternazioni del genere (se non le condivide)…

  30. ti sbagli. quando vauro fece quella sortita imbecille con la tommasi gliene scrissi quattro. uso lo stesso metro per valutare persone e azioni. ma a quanto pare non è lo stesso per voi.

  31. @zanardo
    T’informo (ma non dovrei, visto che dici di andare molto nelle scuole) che un ragazzo o una ragazza di 20-25, se aspettano di farsi un’idea dei rapporti tra i sessi dal professor Becchi vuol dire che hanno grossissimi problemi.
    T’informo anche che con un’antropologia così grezza (le menti degli alunni sono quello che mangiano, cioè quello che sentono dire, come se il soggetto non fosse un creatore e non solo un’elaboratore di significato e valore), l’intento pedagogico è disinnescato in partenza. Non si può stimolare uno ad evolvere, si può solo manipolarlo.
    Non è quello che si teme del nefasto duo Grillo-Casaleggio?

  32. A me sembra che giriamo intorno al problema, che è un problema serio. Chi ascolta chi per farsi un’idea sui ruoli, modi di dire fraintesi, barzellette da baretto prese a prestito.. non esiste levatura che tenga che possa giustificare una cattiva educazione. O vogliamo dire che siamo di fronte a una buona educazione? La battuta infelice smaschera un pensiero presente in tutti noi, marcio nelle fondamenta. Che si manifesti ad alta voce a casa, al bar o davanti alle telecamere, importa davvero poco. E’ radicato comunque. Dircelo in faccia che è marcio, però, almeno va fatto.

  33. @binaghi
    la tua analisi è superficiale Binaghi. I ragazzi e ragazze italiani crescono con il piu potente agente di socializzazione, la tv, portatore del messaggio che ha espresso il prof Becchi. Dal mattino alla sera si tratti di UOMINI e DONNE del GRANDE FRATELLO o di CHE TEMPO CHE FA il leit motiv è : donne corpo, donne oggetto, donne metafora di gnocca. In qs senso è gravissimo che Becchi abbia utilizzato la tvper ribadire ciò che programmi beceri fanno già.
    Vedi Binaghi che dovete smetterla, ma lo dico sul serio, di prendere le mie proteste, le nostre proteste, come un eccesso di moralismo di 4 femministe sfigate. Credo anche che sei e siate in malafede. Basta avermi visto una volta e sentito parlare che si intuisce che moralista non lo sono per nulla. Tutt’altro. Ma ti sbagli di grosso, e ti invito a venire nelle scuole, dove le ragazze e i ragazzi non hanno 25 anni ma dai 14 19. E dovresti ascoltare la sofferenza che esprimono per essere ingabbiate nel MODELLO UNICO . Non fa ridere Binaghi. Se uno come Bechi al bar mi dicesse:”Zanardo la tenga stretta, è l’unico modo per farsi desiderare” penserei solo che è un poveraccio. Ma se lo ripeti 24 ore al giorno a ragazzine che stanno crescendo, l’effetto è terribile. Ci sono molti testi a proposito. L’Università di PAdova ha fatto una ricerca dove mostra a due gruppi di studentesse due diversi documentari: uno del national geographic sugli animali e uno di spezzoni tv sui corpi delle donne. ad entrambi i gruppi poi viene somministrato un compito di matematica. Bene, le ragazze a cui è stato prima somministrato il video con i corpi oggetto, danno risultati peggiori delel altre.Vengono fragilizzate.
    Queste dichiarazioni minano le ragazze. E ti stupirai se ti dico che i ragazzini nelle scuole capiscono ciò che ti sto scrivendo, senza spiegarglielo. Ecco perchè mi rivolgo a loro: perchè c’è modo di cambiare la società partendo da loro. Non sottovalutiamo. Io non ho scelto di andare nelle scuole: sono gli insegnanti ma molto piu spesso sono i ragazzi e le ragazze durante l’autogestione che mi chiamano. Anzichè analizzare, sarebbe ora che anche altri andassero ad ascoltarli.

  34. Zanardo, io nelle scuole superiori, a studenti che vanno dai 17 ai 19 anni insegno da trent’anni buoni. Li conosco bene, credimi, e come dicevo prima il discorso che fai tu in genere non lo ritengo nè inutile nè esagerato. E’ QUESTO CASO in particolare che trovo mal gestito, costruito su poca cosa e in un momento in cui la posta politica in palio è molto alta, dove finisci per tirare la cordata a gente che non se lo merita.
    Ma basta così, che ci siamo capiti, credo.

  35. Binaghi ci siamo capiti. come a molti altri/e a me non interessa tirare la cordata a nessuno, su qs non ci intendiamo.
    Sul tema che mi sta a cuore che sia M5Stelle, PD PDL il problema è trasversale e dunque quando è necessario criticare, cirtico. Ho innalzato il livello di consapevolezza sul sessimo nelle trasmissioni di FAZIO E SANTORO, solitamente untouchable.:-)
    Buona domenica

  36. Sfatiamo uno dei miti neo-fem. La misoginia non può essere trasmessa per indottrinamento culturale (tantomeno per via mediatico-televisiva): se hai un professore misogino non diventi misogino. Ok? (dunque neanche se guardi una trasmissione misogina lo diventi). Se il prof è fascista e sei molto giovane può essere che ti frigga parzialmente il cervello indottrinandoti, ma la misoginia è un problema della psiche e se quando vedi una donna molto attraente pensi che non dovrebbe “darla a nessuno” (al limite solo a te) significa, semmai, che dentro porti un altro tipo di indottrinamento, quello cattolico, che di norma si innesta nella nostra psiche in età preadolescenziale, e questo anche se in casa sono tutti comunisti. Il senso di colpa con cui si indottrinano milioni di fedeli in tutto il mondo (religioni diverse guai simili) fa presa sull’evoluzione psicosessuale dell’uomo tanto quanto su quella della donna. Le religioni che conosco sono tutte profondamente misogine, dunque non cominciamo con le lamentazioni cattoliche da un lato e le rivendicazioni pro-sex neo-fem dall’altro. Qui da noi è il cattolicesimo che ha fatto danni allucinanti ed è fuor di dubbio che la maggior parte dei timori, pregiudizi e ignoranze che i ragazzi e le ragazze sviluppano nei riguardi del sesso nascano in seno alla famiglia e agli ambienti religiosi frequentati. Ora, se poniamo il sessismo come conseguenza della misoginia mi pare evidente che il problema non sia da imputare alla scuola, né, lo ripeto, alla televisione e ai media ingenere. Questa è tipica paranoia neo-fem. La televisione semmai foraggia di un cibo la cui funzione è di mantere, ripeto, MANTENERE un popolo rincretinito nel suo massimo stato di stasi evolutiva, cioè non fornisce nulla per evolversi ma ti conferma quello che sei (è la teoria di Eco su Mike Bongiorno: far sentire a proprio agio il telespettatore, non chiedergli alcuno sforzo per crescere). Dunque il problema della misoginia (e del sessismo) nasce nella famiglia e nelle istituzioni religiose che nella famiglia si inseriscono violentemente sia con forme di indottrinamento che con il residuo del precedente indottrinamento dei genitori, che questi vanno poi a scaricare conflittualmente sulla prole causando a volte danni ancora più devastanti di quelli che potrebbe già fare il catechista di turno. Ora, che non si riesca a trovare una giovane universitaria in grado di formulare uno straccio di pensiero critico sull’uscita catto-misogino-sessista del Becchi mi sembra assai improbabile. E mi sembra ormai decisamente insopportabile pensare che solo i ragazzi che incontra Zanardo siano puri e duri. Insomma non voglio fare polemica. Vorrei solo provare a dire qualcosa di nuovo (Lipperini, non dovevamo appunto usare metodi e parole dioverse?).

  37. E’ che te le tirano dalle dita, le polemiche, Luziferszorn :). Però. Che la famiglia giochi un ruolo pesantissimo è vero, ma la scuola non scherza da questo punto di vista, e non solo per quanto riguarda il sessismo. Specie quando famiglia e scuola si allineano. Per essere esplicita e buttandola sul personale: quando mia figlia ha avuto a che fare con il professore negazionista che sbraitava contro il “falso Olocausto” ha potuto contare su un retroterra familiare. Ma non tutti i suoi compagni.

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