RAZZISMO E GINOCIDIO

Per cominciare, aderite e firmate qui.
Quindi: ricevo e pubblico subito da Wu Ming.
Invitiamo tutti quanti a leggere e diffondere l’editoriale di Valerio Evangelisti pubblicato oggi su Carmilla:
http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002437.html
Intanto diciamo due parole anche noi.
Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi – se non peggio, perché in quel caso non c’era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda.
Siamo andati a ripescare gli articoli di allora: governo Prodi, Veltroni vicepremier, fiumi di inchiostro sul popolo di sinistra che si scopre razzista e tutto sommato non diverso dall’elettorato della Lega Nord, un decreto xenofobo varato su pressione del centrodestra e condannato dalla comunità internazionale (in quel caso la possibilità, per la nostra Marina, di bloccare navi albanesi anche fuori dalle acque territoriali italiane), infine una strage (terribile, più di cento albanesi morti annegati nel canale d’Otranto, quasi certamente speronati da una nave italiana, caso immediatamente insabbiato e rimosso dalla coscienza collettiva).
***
La sovrapposizione totale tra Rom e cittadini della Romania è un processo di “identificazione” che lascerebbe attoniti, se qualcosa fosse ancora in grado di attonarci.
I Rom non sono tutti rumeni e non tutti i cittadini rumeni sono Rom. I Rom in Romania sono il 2,46% della popolazione. Il nome “Romania” deriva dalla storia delle conquiste imperiali romane, mentre il termine “rom” nella lingua romané (lingua di ceppo indo-ariano) significa “uomo”, anzi, più precisamente significa “marito” (e “romni” significa “moglie”). Esistono individui di etnia Rom in quasi tutti i paesi dell’Europa sud-orientale, e molti vivono anche in altri continenti.
L’identificazione surrettizia tra etnia e cittadinanza (oramai accettata anche “a sinistra”) emana sempre un fetore nazista: gli ebrei non potevano essere tedeschi, polacchi, russi, italiani… erano ebrei e basta, quindi “allogeni”, e il corpo sociale andava depurato da quella tossina. E una nazione che tollera un gran numero di allogeni non può che essere allogena essa stessa.
Peccato che in Romania gli unici veri “allogeni” siano i padroni italiani che hanno chiuso baracca e burattini in Italia per andar là a sfruttare una manodopera sottopagata e priva di diritti. Categoria di cui si è fatto rappresentante, poche settimane fa, il demagogo Beppe Grillo.
***
Sulla base di cosa, poi? Del fatto che i Rom/rumeni sono delinquenti, stupratori, assassini che hanno valicato i “sacri confini” della Patria e oggi seminano il terrore.
Peccato che stupro e ginocidio (= assassinio di donne) siano una specialità molto italiana. Secondo dati ISTAT del 2005, nel 20,2% dei casi denunciati (che a loro volta sono solo il 43% dei casi segnalati) lo stupratore è il marito della vittima; nel 23,8% il colpevole è un amico; nel 17,4% è il fidanzato; nel 12,3% è un conoscente. Soltanto nel 3,5% dei casi il colpevole è un estraneo.
Lo ripetiamo perché suona vagamente importante: soltanto nel 3,5% dei casi denunciati il colpevole di stupro è un estraneo.
E secondo il Soccorso Violenze Sessuali della Clinica Mangiagalli di Milano, il 50% delle vittime di stupri che avvengono in strada sono donne straniere.
Ma ovviamente fa notizia soltanto il caso (terribile ma sporadico) della donna italiana aggredita dallo straniero, dal barbaro, dall’allogeno.
Quanto agli omicidi, poco tempo fa il Procuratore di Verona Guido Papalia ha dichiarato: “Oramai uccide più la famiglia che la mafia.”
In Italia i carnefici delle donne sono sei volte su dieci italiani, italianissimi, e agiscono tra le mura domestiche, con armi da fuoco o coltelli da cucina, strangolando o picchiando a sangue, appiccando il fuoco o annegando nella vasca da bagno.
La media italiana è di 100 uxoricidi all’anno.
Però il problema sono i rumeni.
Che razza di paese è quello dove il Palazzo e la Piazza si scontrano/incontrano/aizzano a vicenda sulla base della stessa condivisa ignoranza, senza pudore, senza rispetto, obnubilati da un razzismo e provincialismo ottuso, che fa sembrare Peppone e Don Camillo due illuminati cosmopoliti?
E’ l’Italia. Non c’è modo di definirlo. Questo posto è unico al mondo e non regge paragoni, fa categoria a sé, ogni aggettivo è inadatto, superato dalla notizia di domani.
E nel frattempo?
Aspettiamo la strage?
Va bene, purché sia Democratica.

153 pensieri su “RAZZISMO E GINOCIDIO

  1. Sì, quando va bene sì. L’esempio della tua colf però non spiega quel che accade ai braccianti polacchi nelle campagne pugliesi, o in tanti altri casi.
    Aggiungo una storiella che credo illumini su come il condizionamento culturale dovuto all’etnicizzazione (mono-etnicizzazione) della forza-lavoro possa ostacolare la tutela dei diritti e peggiorare le condizioni di sicurezza. Mi ha raccontato un funzionario di un ospedale di Bologna (il responsabile delle condizioni di sicurezza sul lavoro) che sulle impalcature i muratori rumeni non portano i guanti, perché portare i guanti è “da femminuccia” e verrebbero scherniti dai connazionali. Gli sforzi del mio conoscente per ripristinare le condizioni a norma di legge sono stati vani, sono più forti il condizionamento culturale e quella che in inglese chiamano “peer pressure”.
    Sul caso che citi ovviamente non posso esprimermi, non sapendone nulla. Ma io non ho mica detto che non bisogna protestare contro degrado e molestie alle donne, anzi. Bisogna protestare contro ogni forma di sopruso, a prescindere dalla provenienza nazionale e dalla religione di chi lo compie. Però c’è modo e modo. A Tor di Quinto, in risposta al crimine commesso da un singolo, è stata demolita un’intera baraccopoli, un’intera comunità di persone incluse donne e bambini è stata sbattuta in strada. Questo non è già un anticipo di pogrom?

  2. La risposta era a Nautilo. Riguardo invece a Fata: l’importante, appunto, è fare una cosa E l’altra. Invece durante gli scoppi emergenziali si ragioni in termini di aut aut, e del resto una delle funzionalità del razzismo è proprio questa: permette di mettere i deboli gli uni contro gli altri, schierati lungo linee di appartenenza e sempre più incapaci di riconoscere che hanno interessi e nemici comuni.

  3. Sì, veramente la demolizione della baraccopoli ha saputo di rappresaglia militare più che di pogrom, il che comunque è già abbastanza orrendo.
    Il pogrom è compiuto dai civili ed ha bisogno della connivenza dello stato, sono ragionevolmente sicuro che finchè c’è un governo democratico non verrebbe tollerato, se però la situazione dell’immigrazione dovesse (molto) peggiorare, non escluderei nessuna possibilità, in linea con quel che si diceva prima sui nuovi fascismi.
    Per Fata: la situazione di paura quotidiana che descrivi è proprio quella che può portare ai fascismi, è dopo il Terrore che viene Napoleone, dopo le velleitarie minacce di rivoluzione che viene il fascismo, dopo l’inconcludenza e la disoccupazione della repubblica di Weimar che arriva il nazismo.

  4. Beh, a voler essere pignoli, dopo il Terrore viene il Termidoro, si forma il Direttorio, e solo dopo arriva Napoleone. E’ un processo che dura cinque anni. Ma sono sottigliezze… 🙂 E anche quella sul fascismo è un’iper-semplificazione, ma non spacchiamo capelli.
    Rileggendo, mi rendo conto che forse non è chiaro il rapporto tra la storiella che ho raccontato e quel che cercavo di spiegare in un commento più sopra. Provo a spiegarmi meglio, e poi davvero chiudo.
    Il razzismo è un regolatore culturale del mercato della forza-lavoro. Questa regolazione può avvenire in diversi modi. Nella condizione creata da una suddivisione dei lavori su base etnica (coi lavori col tempo ritenuti più “bassi” che scivolano giù verso le etnie considerate più sfigate), molti datori di lavoro ci sguazzano. Molti migranti portano con sé abitudini (lavorare in condizioni insicure, da qui la storiella sui guanti), vissuti (il percepire i sindacati come qualcosa di “comunista” da guardare con sospetto), automatismi e meccanismi di pressione e di controllo sociale reciproco che li rendono meglio sfruttabili, più “caporalabili”, meno tutelabili.

  5. Che chi sfrutta il lavoro degli immigrati li suddivida in etnie in base al tipo di manodopera richiesta può essere, non lo so ma mi fido, l’ho visto succedere anche nei paesi dove le distinzioni di casta sono nette.
    Per quanto riguarda la genesi del fascismo posso testimoniare quel che mi raccontava mio padre, comunista e uno dei relativamente pochi fessi condannati alla galera dal tribunale speciale.
    Dunque lui che c’era stato la spiegava così: “Allora, si faceva un gran parlare di rivoluzione, tutti i giorni si minacciava di farla e spaventavamo i padroni. Ma invece di farla noi li spaventammo così bene che poi la fecero loro. Noi si chiacchierava e loro agivano”
    Naturalmente non ho mai creduto a questa ingenua versione, avevo ponderose opere sull’origine del fascismo. Però, più passa il tempo e conosco il mondo, meno la trovo ingenua.
    Buona notte.

  6. aldilà dei dati, che sono tanti, e diversamente interpretabili ( augias su repubblica diceva che il 40 % degli omicidi nell’anno 2006 a roma è stato commesso da rumeni…)
    basta parlare con un rumeno medio, soprattutto in romania, per capire che anche loro sono consapevoli del fatto che numerose bande di criminali rumeni sono in trasferta in mezza europa , ma soprattutto in italia e in spagna..
    dopotutto, i soldi veri si fanno da noi, non certo in romania, per cui è del tutto normale che le bande criminali rumene si siano trasferite in italia o in altri paesi più ricchi della romania
    dire questo non è razzista, semplicmente è riconoscere l’essenza di ogni organizzazione criminale: fare soldi, fare soldi , fare soldi
    essendo stato diverse volte in romania negli ultimi anni, spesso mi è capitato di dire a rumeni ” quanto fossero tranquille le loro città medio grandi” e di ricevere come risposta sorridente ” certo i delinquenti stanno tutti in italia!”
    ecco, questa sarà pure la vulgata per eccellenza, ma credo che qualcosa di vero ci sia
    in effetti in citttà come timisoara, in un paese effettivamente ancora abbastanza povero come la romania, stupisce il fatto di poter girare tranquillamente alle 4 di mattine senza nessun tipo di pericolo
    ragazze che girano tranquillamente la notte senza paranoie…
    in confronto bologna è un disastro
    questo per dire che è piuttosto verosimile l’idea di una criminalità rumena in trasferta di massa in italia,
    anzi,
    ancor più verosimile è l’idea di una criminalità italiana che dà in appalto a rumeni la gestione di alcuni mercati criminali (gli italiani non volgliono più fare certi lavori..), tipo la prostituzione..
    insomma , va bene essere antirazzisti, ma negare l’evidenza di un ruolo sempre più aggressivo della criminalità più o meno organizzata rumena in italia mi sembra inutile…
    così come mi sembra speculare al ” tutti i rumeni sono delinquenti” il dire che tutti gli imprenditori italiani in romania sono degli sfruttatori bastardi..
    la realtà è molto più fluida!

  7. @paolo, non volevo essere ‘vagamente’ provocatorio, detesto la vaghezza.
    @Wu Ming, “l’importante, appunto, è fare una cosa E l’altra”, ah, allora il massaggio ha funzionato :-), anch’io provo dell’affetto per te.

  8. Ciao da Tommy,
    nel Nord Italia l’infiltrazione di culture diverse ed alternative ha distrutto la convivenza e l’identità. Non nasceranno mai più scrittori ne artisti nel Nord Italia. Questo è il razzismo: meridionalizzare tutto e chi si oppone deve morire. Da Pim Fortuyn a tutti gli altri.

  9. Tommy, nel Nord Italia si sono infiltrati celti, etruschi, romani, goti, longobardi, francesi, spagnoli, austriaci .. di che stai parlando?

  10. per Vronsky,
    Parlo degli oltre 8 milioni di sottoproletari meridionali (calabresi, siciliani, campani) che dagli anni 50 invasero e travolsero ogni convivenza civica, fiducia nel futuro, omogeneità culturale. Sono discorsi questi che gli intellettuali non capiscono, ma t’assicuro, il Nord Italia era fantastico prima del genocidio etnico, culturale, antropologico. ciao T

  11. Si, tutti i popoli che citate hanno arricchito e forgiato il Nord. Anche i rumeni, sono i benvenuti.
    Per “meridionalizzazione” si intende lo stile di vita, il modo di fare dei meridionali, naturalmente non di tutti: mancanza assoluta di senso civico, permalosità, violenza. Basti rileggere il Gattopardo, ma anche riascoltare il giornalista siciliano Matteo Collura, a Farhrenheit, intervistato da Sinibaldi, qualche giorno fa, per il nuovo libro: “L’isola senza ponte”. Poichè è siciliano lo ascoltate con interesse. Se non fosse siciliano direste: “razzista”.
    Meridionalizzazione è la parola più diffusa nel Nord, eccetto le redazioni dei giornali e i salotti intellettuali loro si, conformisti, omogenei ed intolleranti contro chi denuncia il genocidio del Nord. Pim Fortuyn adava ucciso. Gli sta bene.

  12. per Vronsky,
    diciamo che nel piccolo del Nord, la catastrofe fu l’improvvisa alluvione di 8 milioni di sottoproletari, con identità, aggressività, permalosità, senso dell’onore, simile ai clan e alle famiglie arabe. Per le comunità autoctone fu la fine.
    Ma il dramma vero fu dell’unità d’italia. La gran parte dei mille gruppettari al seguito di garibaldi erano intellettuali: Scrittori, pittori, musicisti, tutti figli di papà, romantici e vogliosi di emozioni forti.

  13. per Vronsky, guarda i nomi e le attività dei mille garibaldini, pur essendo in gran parte bergamaschi non troverai mai un operaio o un contadino o un commerciante o imprenditore: solo bamboccioni intellettuali.
    ho appena riascoltato la presentazione del nuovo libro di Ermano Rea, Napoli ferrovia a farhenheit. Se le stesse identiche cose le dicesse uno scrittore del Nord, si parlerebbe di “Nazista puro”. Capisco che tra i bamboccioni per bene, si debba espungere la parola meridionalizzazione, ma questa è la reatà. Pim Fortuyn, Theo Van Gogh, e chiunque osi opporsi alla distruzione delle identità locali, finirà sotto terra.

  14. I padroncini italiani sono delusi, affranti, depressi. Una vera stronzata quella dell’ingresso in Europa. Adesso devono pagare gli schiavi, a casa loro, anche 200, addirittura 230 euro al mese! Tra un po’ chiudono, perchè non vale mica la pena, fino a ieri ne bastava la metà. E poi, mi sa che anche le puttane hanno aumentato i prezzi, prima con tre euro te ne facevi quante ne volevi, giovani, carine, forse adesso ce ne vogliono cinque, dieci. Le badanti, le colf, che puliscono il culo ai nostri vecchi, nonne, non autosufficienti, a casa nostra, lavorano almeno sei giorni su sette, 24 su 24. Per 500 euro, o 600. Se vogliamo gli schiavi ci dobbiamo ciucciare i criminali, tutto qui. Dove volete che vadano? E sapete perchè? perchè oltre a essere più redditizio, le prime comunità a essere soggette all’abuso e al taglieggiamento sono le loro stesse comunità di origine. Volete le puttane, le armi, la manodopera a costo zero? Ve le diamo noi, che siamo giovani, armati e senza scrupoli. Bisognerebbe proprio smetterla con l’ipocrisia, altro che pacchetti sicurezza, altro che demenziali “controstorie d’italia” alla tommy. E’ il nostro conto in banca, il nostro reddito, che è in gioco in questa partita. E’ l’eterna merda italiana del “poveri ma belli”. Come ci piacerebbe che fossero, anzi come proprio “dovrebbero essere”.
    Gli schiavi non sono belli, puzzano, col tempo si deformano, fanno anche un po’ schifo. E poi ci guardano strano, cominciano a fare paura.
    Di andare alla radice delle questioni interessa quasi nulla a quasi tutti. La violenza di genere oggi è la metafora, molto concreta, di come siamo ridotti. Essa è totalmente trasversale ai gruppi etnici, culturali, alle classi e alle generazioni. Tuttavia, nel paese che fino agli 80 aveva vigente il “divorzio all’italiana”, e fino ai 90 e oltre nemmeno una legge sullo stupro, non trova posto in nessun “pacchetto”.
    E’ l’Economia, cicci. Se no, addio G8 e tavoli delle grandi potenze.
    wm3

  15. Tommy, con franchezza: quello che dici mi sembra di assurdità uguale e contraria a quella contenuta nell’editoriale di Valerio Evangelisti che ha dato avvìo a questa discussione. Purtroppo nell’algebra delle discussioni due assurdità di segno opposto non si annullano, ma si sommano in una più grande assurdità.
    Con questo vorrei congedarmi, e con l’auspicio per tutti noi di riuscire alfine a dipanare una questione assai complessa, per il bene di tutti.
    Pax et bonum.

  16. per wm3,
    quanto scrivi è verosimile, ma non ha nulla di reale: io non ho un lavoro, sono nato in periferia, o meglio, in un quartiere equadoregno. Sono lo straniero, rappresntante di una cultura popolare scalzata da strillanti, bruttissime, ignorantissime badanti latine.
    Pensa che solo 5 anni fa si parlava solo in dialetto.
    Sono perfino felice che siano morti i miei genitori.
    Coloro che dicono che gli immigrati servono sono i Tronchetti Provera, i Montezemolo, i banchieri, la stampa, gli universitari. Tutti esponenti di caste che nulla sanno, neppure immaginano cosa significhi avere dei vicini di casa centro-sud americani o dell’Italia del sud.
    No, chi vuole gli immigrati vive in tranquilli condomini borghesi con la camera da letto affacciata sul parco cittadino. Protetto dal portinaio, e dalla polizia, che subito accorre. Ma il discorso sarebbe lunghissimo. ciao T

  17. La questione non è nemmeno se “servono” gli immigrati, nè che ci sono e cosa dobbiamo “farne”, nè chi li “vuole” e chi no. La questione è che essi ci sono, fanno parte e faranno sempre più parte del tessuto urbano (e non solo) e sociale e bisogna che tutti noi ne prendiamo atto. La chiusura totale delle frontiere all’immigrazione clandestina è geograficamente impossibile. Il flusso migratorio è inarrestabile da un paio di secoli. A testimoni ci sono il territorio nordamericano prima, Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo e Germania poi. E dimentico sicuramente qualche altro paese. L’umanità si mescola, il medioevo è passato da quasi un millennio, e credo che chi coltiva l’odio per chi ha il taglio degli occhi o il colore della pelle diverso dal nostro, non è in grado di coltivare altro, se non il proprio orticello o il proprio feudo monetario. Nel futuro a breve e medio termine sul nostro pianeta, non so voi, personalmente non riesco a vedere altro che una mescolanza delle razze. Non di certo condomini popolari come il mio – quando m’affaccio dal balcone vedo il call center gestito da egiziani, più in là centrale acea e di fronte un altro condominio con una bella antenna vodafone, il parco cittadino è un pò più lontano – dotati di chissà quali barriere a protezione della razza italica. Cordiali saluti.

  18. E’ da un pò che segue Grillo e non mi ricordo di aver scritto storie razziste sul suo blog ( o almeno non come su Repubblica ) qualcuno mi linka gli scritti razzisti di grillo ?

  19. WM3:
    “Se vogliamo gli schiavi ci dobbiamo ciucciare i criminali, tutto qui.”
    Caro wm3 non hai torto, però… mi viene un altro ricordo di famiglia.
    Avevo uno zio che lavorava da operaio in Svizzera. Per una rissa in un bar con dei connazionali fu buttato fuori seduta stante e senza ritorno.
    (Tutte alla mia famiglia dirai..) Il punto è che gli svizzeri avevano le idee chiare su come dovevano comportarsi i propri schiavi volontari e le facevano rispettare.
    Pare però che anche loro comincino ad incontrare dei problemi, visto che nelle recenti elezioni ha vinto un partito xenofobo, si vede la faccenda sta scappando di mano anche a loro.
    Quel che voglio dire è che nella “gestione” di questa manodopera a basso prezzo che si porta dietro gli inconvenienti che conosciamo si possono adottare diversi metodi, da quello dello sfruttamento razionale e senza umanità della Svizzera a quello all’italiana dell’emergenza perenne.
    Immagino ci possano essere delle vie di mezzo meno gravose per tutti.

  20. Ma dove wm3 ha completamente ragione è che di questi “rompicoglioni” abbiamo ASSOLUTAMENTE bisogno. C’è chi avrà necessità di donne giovani e carine a basso prezzo, chi di operai che fanno i mestieri più umili, io prima di avere la badante ucraina per mia madre mi stavo svenando, coi prezzi delle italiane.
    Vogliamo viver da signori ? Dobbiamo accettare anche di pagarne il relativo prezzo ma naturalmente preferiremmo la botte piena e la moglie ubriaca…è umano.
    Ma rihà ragione wm3: almeno vergognamoci un po’, prima di strillare.
    PS. Però il conto non dovrebbero pagarlo solo i meno abbienti, come spesso avviene.

  21. Ciao Tommy, mi piace il fatto che sei politicamente scorretto e magari avrai ragione sulla rovina della cultura nordista a causa della meridionalizzazione, ma mica ci son venuti da sè su da voi, ce li avete chiamati, ti pare ?
    Te personalmente magari no, ma quelle badanti latine ignorantissime di cui parli…perchè mai le assumevano ? Masochismo ? O forse le nordiche colte non ne volevano sapere ? Costavano troppo ? Ma guarda..
    Se 8 milioni di persone son venute “su”, è stato perchè lì c’era il lavoro, non per la bella vita del nord.
    Dici: ma sono Agnelli e Tronchetti Provera che ci guadagnavano, mica la gente. Perchè, se chiudeva la Fiat o la Pirelli non ci rimetteva tutto il nord ? E se non trovavi il cameriere al ristorante o il muratore in cantiere stavi meglio ?
    Certo, potevate seguire il sistema svizzero o tedesco, lager con baracche e finita la necessità tutti a casa, sì, forse così il nord non si sarebbe corrotto, avrebbe mantenuto intatta la sua cultura.
    Ecco perchè te la prendi coi Mille ! Ho capito ora ! Ci fosse ancora il regno delle due sicilie si potevano rimandare gli estranei da dov’eran venuti !
    Però, sul fatto che i Mille eran figli di papà: che c’entra, nell’800 tutti gli aderenti a movimenti nazionali, in Germania, Grecia, Polonia ecc. eran borghesi, gli operai e i contadini si sarebbero mossi per altri obiettivi.

  22. Di questi rompicoglioni ha assolutamente bisogno la destra. Non affrontare il problema sicurezza da sinistra permette alla destra di avere sia il monopolio del guadagno sia il monopolio della gestione culturale del degrado. Quel che dice wu ming 3 e’ corretto. Dunque, noi siamo d’accordo? Siamo d’accordo con lo sfruttamento e col suo corollario? Se non siamo d’accordo, oltre al proclama contro lo sfruttamento, non abbiamo niente da dire sulla non gestione dei criminali?Aspettiamo che arrivi il fascismo limitandoci a gridare, guardate che schifo, arriva il fascismo,non fatevi fregare, il problema non e’ che vi scippano, anzi se vi lamentate che vi scippano aiutate il fascismo. Perche’ non mi torna? Non sono domande retoriche,nel senso che io sono molto confusa. In televisione ho sentito Ferrero che,di fronte all’emergenza nei quartieri dove, per dire, gli anziani non possono piu’ utilizzare la pista ciclabile perche’ e’ piena di uomini giovani, violenti, aggressivi, e veramente di dove siano e’ l’ultimo dei problemi, replicare che la maggior parte dei delitti in Italia avvengono in famiglia. Ok, che risposta e’? Tipo, non state tanto a lamentarvi che non potete piu’ vivervi il quartiere, state contenti che vostro figlio non vi scanni. Mi sfugge qualcosa. Io sono dell’idea che se qualcuno esprimesse una reale volonta’ di contrastare la criminalita’, cosa che non ha niente a che vedere con il disseminare il razzismo, gli antifascisti militanti che nn conoscono le arti marziali e che non vivono in quartieri residenziali sarebbero piu’ sereni nella loro battaglia. Detto questo: Tommy, dove ti sei formato? Quanti anni hai? Qualcuno ti studia?

  23. Per Nautilo,
    No, noi non li volevamo, neppure immaginavamo una tale catastrofe. Questa è la solita, risibile bugia. Gli operai, la piccola borghesia furono come sempre ingannati. Non li conoscevano. Ad imporre i meridionali ed furono i grandi industriali, sfruttando l’ingenuità e l’ignoranza del popolo. Ti invito a leggere “I vinti” di Nuto Revelli. Mio padre, ingenuo, all’epoca del terremoto in Irpinia andò volontario, non si pentì mai abbastanza.
    Negli anni 50, improvvisamente, tutti i corpi dello stato: dalle Poste alla Sanità, dalle scuole, alla sicurezza, alla magistratura, alla finanza furono occupati da meridionali che hanno imposto i loro metodi familistico-arabi.
    Saprai che l’italia è la capitale mondiale della criminalità. Saprai anche delle giunte militari liberticide che lo governano e si espandono sempre più. Non bisognava affittare indiscriminatamente ai meridionali, ecco il risultato, popoli millenari, gloriosi, fieri, estinti per sempre. Ecco il razzismo degli antirazzisti. Chi esprime una libera opinione come Pim Fortuyn deve morire. Ma capisco che siano discorsi incomprensibili per gli intellettuali. ciao T

  24. Devo assolutamente fare una rettifica,sopra ho scritto che Ferrero ha detto questo e quello, in realta’ era franco giordano. Tommy perche’ tuo papa’ si e’ pentito di essere andato volontario in Irpinia? Nei paesi arabi c’e’ molto familismo? Questi popoli millenari,gloriosi e fieri quali erano? Tu a nome di chi ti senti d parlare?

  25. Mi pare che tutto questo parlare che si fa di rumeni/rOmeni sia solo frutto di xenofobia e della classica paura dello straniero. Qualsiasi crimine commesso da un nostro connazionale è un atto criminale puro e semplice, qualsiasi crimine commesso da uno straniero diventa una questione di campanile.
    Forse il cartone animato contenuto in “Bowling For Columbine” rimane una delle espressioni artistiche più felicemente esplicative di come funzioni la paura e delle sue conseguenze a effetto-domino su intere comunità e poi città, nazioni e continenti.
    Il colpevole dei TG americani è sempre un fantomatico “maschio nero sui 30 anni”, in Italia – Paese di creativi – a cadenza decennale cambiamo gli spauracchi.
    Parcheggio la macchina tutti i giorni nella baraccopoli di Saxa Rubra, molto vicina a quella di Tor di Quinto, conosco bene quella realtà, prendo tutti i giorni il famoso trenino.
    Gli episodi più violenti che mi sono capitati in 2 anni di contatti giornalieri con la cultura rom della baraccopoli di Saxa Rubra sono stati: lettura della mano da parte della signora Anna, una partita a pallone coi suoi nipoti, banalità giornaliere sul clima e sul fatto che “non ci sono più le mezze stagioni, sarà colpa del buco dell’ozono”, un caffè, una volta offertomi da alcuni di loro fuori da una roulotte e un’altra volta offerto da me al bar della stazione.
    La città dove vivo, Viterbo, è un piccolo centro e non ha le problematiche che può avere Roma, nonostante ciò abito in un quartiere di immigrati; non per questo però sento la mia cultura di origine (quale? etrusca? latina? medievale?) sconvolta e stuprata… al piano di sopra ho 2 dominicane, nel palazzo di fronte una famiglia di filippini, il quartiere è pieno di cingalesi, gente che lavora sodo ed esce di casa alle 4:00 del mattino: sono gli unici tizi che abbia mai conosciuto che ti salutano per strada anche se non ti conoscono.
    Lavoro come buttafuori a volte insieme ai camerunensi e ai senegalesi, che, come ricordava WM1, spesso fanno questo lavoro, in night dove la maggioranza delle ballerine sono rumene e moldave, gli unici italiani che incontro in quell’ambiente sono i camorristi che le taglieggiano e i padri di famiglia che sborsano 100 euro per 15 minuti di lap-dance.
    Se c’è volontà di interazione, se ci si ricorda che si ha di fronte delle persone, boh, sarò un altro “idealista”, ma mi pare che la vita possa solo esserne arricchita.
    La vita a contatto con altre culture fa assomigliare le mie giornate molto di più a delle situazioni alla Pennac, tipo Malaussène nella variopinta Belleville, che a un incubo lombrosiano dove ci stanno “bruttissime badanti latine” che mi rovinano la vita come scriveva Tommy (e, ammesso che, la bruttezza è reato? quanto è bello Tommy per poter dare del brutto a qualcun altro?).
    Sarà che ho il bisnonno ebreo che sotto il fascismo ha dovuto cambiare cognome e i miei genitori sono meridionali… siamo razze un po’ così: promiscue, permalose, scopiamo come conigli… a volte mi viene la voglia di sfollarmi da solo per salvaguardare tutti i cristiani bianchi.

  26. Per Fata,
    1) Si pentì perchè vide con i propri occhi il vero volto del Sud, anche per aiutare a ricostruire bisognava seguire le direttive dei boss, ignoranza, indolenza. Mancanza totale di educazione e senso civico. Tanto che ancora oggi non hanno finito di ricostruire.Altro che rumeni, sono scuse dei media per non parlare del Sud. Quello che riporta Saviano in Gomorra è solo una parte minuscola della capitale mondiale della criminalità. Ripeto di ascoltare Ermanno Rea circa il sud, a Fahrenheit. Be3ne, 8 milioni di queste persone furono catapultate tra i tranquilli ceti popolari del Nord.
    2) La mafia, la famiglia, i clan, sono un calco delle famiglie arabe al potere.
    3) I popoli millenari e gloriosi sono tutti quelli del centro nord che liberarono l’Italia dal fascismo e che fino agli anni 50 erano vitali e fiduciosi nel futuro. Ti sembra poco? Improvvisamente ogni luogo pubblico veniva automaticamente assegnato non a chi era idoneo, ma a siciliani, calabresi, napoletani. 8 milioni. I ceti alti e i padroni continuarono a prosperare, ma il cuore, l’animo dei popoli si spense.
    4) Nel Nord non esiste più una comunità, una identità comune. A nome di chi vuoi che parli, se non di me stesso? ciao T

  27. Ottimo intervento Renato e poi…cosa mi fai ricordare, anche nella mia strada l’unica che m’ha salutato senza conoscermi è stata una signora africana che ha fatto pure scendere la sua bambina dal marciapiede perchè avevo le stampelle, mai visto al mondo !
    Venti metri più in là c’era un fondo affittato ad altri africani che ci hanno impiantato un orchestrina etnica con dei tamburi di due metri, quando suonavano saltavano le tegole al 4 piano.
    Proteste, polizia, ancora proteste, ancora polizia, alla fine se ne sono andati. Respiro collettivo di sollievo.
    Cosa vor dì tutto ciò ? E che ne so ?
    Il campo rom che conosco io in realtà non lo conosco, miei amici che stanno dall’altra parte mi raccomandano di non passarci accanto, i bambini a volte tirano sassi alle macchine, infatti ormai è una strada morta, non ci passa più nessuno.

  28. non ho nulla contro i proverbi dell’italia contadina,ma riesumare “mogli e buoi dei paesi tuoi”(in edizione riveduta e rancorosa)suona come una bestemmia anche per un laico consumato.Non ho niente neppure contro Grillo ma da un mese a questa parte pubblica lettere ufficialmente non sue che con allusioni farlocche fomentano la diffidenza razziale e la xenofobia.Nutro seri dubbi sul fatto che il nord fosse paragonabile alla civile Atene e il sud all’aggressiva Sparta,visto che almeno dal punto di vista gastronomico i frugali menù della bassa brianza hanno smesso di proporre nebbia farcita con gli uccelli proprio in coincidenza della discesa di sardi,trinacriaci e partenopei.E devo ancora trovare qualcuno che smentisca la storia che mi hanno raccontato secondo cui Napoli era il più grosso distretto industriale italico del’ottocento prima che i Savoia lo sottraessero con sotterfugi finto-patriotici ai leggittimi fondatori per regalargli l’illusione di un grande scenario pacificato dove poter crescere(ok,ora basta cazzate)

  29. Ci sarebbero molte cose da dire, iincluse le “resistenze” di Tommy ai cosiddetti intellettuali: non so se questo sia l’aggettivo giusto per definire le persone che si stanno confrontando qui. Ma di confronto si tratta, almeno, e non di semplici slogan.
    Qualcuno, Mario mi sembra, si interrogava a proposito delle derive razziste di Grillo. Ebbene, non solo ci sono state, ma io ho la sensazione che la reazione del governo e dei media ai fatti di Roma si debba proprio al desiderio di rispondere a populismo con populismo. Questo è quello che scriveva Grillo sul suo blog, testuale:
    “Un Paese non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L’obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? Migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all’altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom.
    E’ un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Si poteva fare una moratoria per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla.
    Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari.
    Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati”.
    Altre due cose.
    Primo: le due facce della questione non vanno scisse, in alcun modo. Parlo del ginocidio, e parlo del “gender gap” drammatico in cui vive il nostro paese, e che si tenta in tutti i modi di coprire imputando ad altri le cause della violenza sulle donne (che non è solo fisica, peraltro). Tutta e squisitamente italiana.
    Secondo: per Cinzia. Sei assolutamente la benvenuta qui. Un disaccordo, anche duro, del passato, non pregiudica mai il rapporto, anche virtuale, fra le persone. Grazie per essere qui.

  30. Per Diamonds,
    è verissimo quanto dici su Napoli, se puoi riascolta Ermanno Rea intervistato da Sinibaldi, a Fahrenheit, circa il nuovo libro “Napoli Ferrovia”. Fu l’Unità a sfasciare tutto, ripeto di controllare le biografie di gran parte dei mille garibaldini : erano pittori, scrittori, intellettuali romantici e falliti. Oggi sarebbero tutti in parlamento con Casarini e Caruso.
    Diamonds, non hai la minima idea, non lo puoi nemmeno immaginare come era bello il Nord fino agli anni 50. Un senso civico ed una cortesia straordinari.Anche la parola “Periferia” non esisteva. C’erano paesini nei pressi delle città. Fu la costruzione di enormi casermoni popolari alle cascine, accanto , per ospitare gli 8 milioni di sottoproletari del Sud a sfasciare tutto: addio senso civico, paura. Sterilità.
    I rumeni sono ottimi, distrutti dal comunismo, ma risorgeranno. Niente in confronto alla barbarie della mafia, camorra, ndrangheta. Ripeto, il razzismo vero è quello degli antirazzisti. Pim Fortuyn Theo Van Gogh la prossima volta si fanno i fatti loro. ciao T

  31. Caro Tommy, quel che ha fregato il Nord è stata la sua ricchezza. L’unico modo di mantenere la propria identità culturale è d’essere poveri in un paese povero, allora nessuno ti rompe le scatole, puoi rimanere come sei fino alla fine dei secoli.
    Magari i valligiani si sarebbero accontentati delle loro malghe, ma giù in pianura volevano le macchine e hanno chiamato gente a costruirle. Ingannati ? Allora siete duri perchè l’inganno continua, il nord-est per produrre dai meridionali è passato agli extracomunitari, l’avete voluto il decollo industriale ? Tenetevelo !
    Tuo babbo come Cavour, anche lui dopo esser stato a Napoli stimò una fortuna aver fatto l’Italia prima d’averla vista.
    Consolati, più o meno è successo a tutti.

  32. Per Loredana,
    è un dato di fatto, gli intellettuali non si sporcano, non abitano, nei ghetti. Parlano molto di periferia, ma ne stanno alla larga.
    Amano circondarsi di immigrati puliti, colti, effemminati. Non volermene, non riesco proprio ad immaginarti su un treno interregionale. Tu, come tutti gli intellettuali, non hai la minima idea cosa sia il genocidio del Nord; l’imbastardimento, lo spaesamento, la tristezza, la malinconia del vedere i propri quartieri finire in mano alla camorra, alla ndrangheta nel menefreghismo generale dei media: bisogna parlare dei rumeni.
    Non volermene Loredana, siamo due mondi agli antipodi, sei una agiata, coltissima intellettuale borghese. Sicura di avere sempre ragione, di essere “La Verità”. Lo si vede anche nelle foto qui accanto: interno elegante, luce soffusa e calda, il tuo look ricercato. Certo non hai la pelle sciupata, lo sguado spento di una lavoratrice. Mi ricordi la sciura di Mariangela Melato.
    Come diceva Longanesi? “Diffidate delle donne intellettuali, cercano la rivoluzione nell’agiatezza”. Ciao T

  33. Di quel post di Grillo (supremo esempio di confusione totale tra Rom e Rumeni), la cosa più grave non era tanto la premessa (comunque rozza, pesantemente allusiva, da apprendista stregone quale Grillo effettivamente è), ma la mail che veniva riportata senza alcuna presa di distanze. Una mail gonfia di risentimento e pregiudizio, violenta nei toni, scritta con l’intenzione di additare un nemico assoluto. Quel post ha dato la stura a commenti agghiaccianti, di un razzismo greve e contento di essere finalmente uscito dal vaso di Pandora. Qualche esempio?
    “un deliquente è un deliquente e gli zingari lo sono alla massima potenza.E’ inutile che le anime candide trovino giustificazione, anche se stanno fermi senza uscire dal loro campo commettono reati.”
    “FUORI TUTTI GLI IMMIGRATI! CHE SE NE RITORNINO NEI LORO PAESI!
    VOI IMMIGRATI SIETE OLTRE SFRUTTATORI ANCHE DEGLI ANTIPATRIOTI!
    NON E’ FUGGENDO CHE SI RISOLVONO I PROBLEMI DEL PROPRIO PAESE!
    IMMIGRATI VERGOGNATEVI!!!”
    “questa gente non serve al nostro paese!
    questo è il paese più bello del mondo!
    non mischiamo le razze con chi non ci merita!
    noi italiani abbiamo portato cultura nel mondo, questa merda con le orecchie a sventola invece sta portando odio e specialmente tra di noi. ”
    E via andare, centinaia di commenti come questi se non peggiori.
    Tutto questo sotto l’ombrello di un titolo (“I confini sconsacrati”) che è un tipico esempio di vuota retorica nazionalista. I confini non hanno alcun carattere di “sacralità”, sono oggetti storici, non metafisici. Sono costruzioni politiche e sociali, sono negoziabili, sono oggetto di dispute, si spostano e si modificano a seconda di dove va la storia.
    Infatti un certo Fabrizio N., in calce a quel post, ha risposto: “Beppe non sono d’accordo con quello che tu dici, ti vorrei ricordare che ognuno di noi ha qualcosa di sacro: l’osso.” Che è proprio la parte del corpo con cui Grillo sembra scrivere certe pericolose idiozie.
    Grillo ha anche fatto tirate nazionaliste in occasione della protesta dei cinesi in via Sarpi a Milano, scandalizzandosi perché sventolavano la bandiera cinese anziché il Tricolore. Ma come, sventolano la bandiera del loro paese in casa nostra?!
    Poi un’altra volta ha detto che, svegliandoli al mattino, la prima cosa che dovremmo far cantare ai nostri bambini è l’Inno di Mameli. Grazie, no, personalmente l’Inno di Mameli mi fa schifo, sia musicalmente sia per la fraseologia. Non vorrei mai che mia figlia iniziasse la giornata dichiarandosi “pronta alla morte” e asserendo che “ovunque è Legnano”, che dobbiamo stare “uniti per Dio” e che “i figli d’Italia si chiaman Balilla” (è il Balilla del 1746, ma oggi quella frase suona per forza diversa e non si può non tenerne conto). No, grazie e vaffanculo, mia figlia si chiama Matilde.

  34. Scusate, ma devo una risposta a Tommy. E non posso non ridere, nonostante la gravità, drammaticità e urgenza delle cose che si discutono in questo topic.
    Tommy, sai qual è il problema più grave a mio modo di vedere? Gli stereotipi. Perchè attraverso il loro passare di bocca in bocca si rafforzano concetti non soltanto sbagliati ma, in alcuni casi, pericolosi.
    Naturalmente non è il mio caso: non corro alcun pericolo se non quello di essere caricaturalizzata.
    Ma vengo a smontare i tuoi, di stereotipi.
    – sei una agiata, coltissima intellettuale borghese
    Non mi sento nè coltissima nè intellettuale nè borghese: sicuramente non sono agiata. Vivo in estrema periferia, in affitto, e arrivando in rosso alla fine del mese. Quelli che mi conoscono personalmente lo sanno benissimo. Come sanno che viaggio su metropolitane e treni interregionali, che tu mi ci veda o meno.
    – Lo si vede anche nelle foto qui accanto: interno elegante, luce soffusa e calda, il tuo look ricercato. Certo non hai la pelle sciupata, lo sguado spento di una lavoratrice. Mi ricordi la sciura di Mariangela Melato.
    Fantastico! L’interno elegante è la spalliera di un divano che ha eroicamente sopportato l’infanzia e la preadolescenza di due figli e dei loro pennarelli. la luce soffusa si deve alla perizia di mia figlia che ha spostato una lampada dietro la mia testa per scattare la fotografia. Sulla pelle, rivendico il glorioso DNA di mia madre e di mia nonna, che è morta a novantacinque anni senza una ruga.
    Mi soffermo sull’ultima frase, caro Tommy:
    “Come diceva Longanesi? “Diffidate delle donne intellettuali, cercano la rivoluzione nell’agiatezza””
    Questo conferma non soltanto quel che penso di Longanesi, ma che il discorso sulle donne è altrettanto drammatico, necessario, urgente di quello sul razzismo. Chiudere la bocca ad una donna, o cercare di farlo, parlando della sua faccia, del suo aspetto fisico e della sua presunta condizione sociale è il modo più facile di deprezzarla “in quanto tale”. Non mi pare che tu ti sia rivolto a nessuno dei tuoi interlocutori parlando del loro genere di appartenenza. Non mi sembra casuale. E non mi sembra casuale che tu sposti il discorso sulla mia persona, nel momento in cui si sta parlando di ben altro.

  35. Qualcuno ha nominato Theo Van Gogh a proposito di antirazzismo?
    Consiglio il libro di Ian Buruma intitolato “Assassinio a Amsterdam”. Contiene un bel florilegio di dichiarazioni di Van Gogh violentemente razziste, sessiste e disgustosamente antisemite.
    In un articolo in cui insultava il collega Leon de Winter (ebreo), Van Gogh parlò di “ebrei diabetici gassati che spandono profumo di caramelle” e di “stelle gialle che copulano nelle camere a gas”.
    Di una giovane accademica ebrea, Evelien Gans, disse che aveva “orgasmi notturni sognando di farsi scopare dal dottor Mengele”. Quando un tribunale lo condannò per diffamazione, Van Gogh disse che i giudici si erano fatti corrompere dal denaro ebraico.
    Più volte Van Gogh definì i musulmani “chiavatori di capre”.
    Per cui, solidarietà a tutte le vittime del fanatismo, condanna ferma nei confronti di chiunque usi la violenza per sopprimere opinioni che non gli garbano… Però, per favore, evitiamo le agiografie postume.

  36. Boh, del post di Grillo due mi sembrano le frasi “qualificanti”:
    …………
    “Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom.
    E’ un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata”
    ………..
    Vabbè che una valanga di persone gode fisicamente nel prendersela coi diversi, soprattutto a parole, ciò li fa star meglio, però mi pare che davvero la marea stia montando. Si può continuare a dire e credere ch’è colpa di chi soffia sul fuoco, ma ricordarsi anche che uno dei vezzi peggiori della sinistra è non voler vedere la realtà che ha sotto il naso, privilegiando l’analisi ideologica.
    …………………..
    “Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa?”
    …………………
    Veramente è da mò che nel sud il governo non la garantisce e la vita va avanti lo stesso ma forse perchè c’è qualcun altro che la garantisce.
    Quel che è dirompente per la convivenza civile è la piccola paura e i piccoli fastidi quotidiani. Se un governo fa mostra di tollerarli, fa una brutta fine.

  37. “Alti steccati fanno buoni vicini” Hayek
    Per Loredana,
    Complimenti alla brava fotografa: senza mezzi ma tanta creatività e intelligenza ti ha fatto dei bellissimi ritratti. Nella foto sembri una borghese di Cortina d’Ampezzo, appena rientrata dopo un pomeriggio passato a sciare. Come vedi le cose non sono mai come sembrano.
    Resta il fatto che ripeti ossessivamente la parola “razzismo” su questioni che non hai vissuto in prima persona, sulla tua pelle: la meridionalizzazione del Nord. Gli 8 milioni di sottoproletari, chiusi, scontrosi e violenti, a contatto il pacifico, placido, cuore del Nord. Quella di Rocco e i suoi fratelli e di tutta la filmografia ufficiale non è la realtà, ma finzione. Longanesi ne diceva un mucchio tutti, perchè impermalosirsi per una battuta? Se non ti senti così intelligente e privilegiata perchè sei così poco tollerante? Sui vegetariani per es diceva: “Vogliono abolire la carne, perchè i poveri amano la carne”. ciao T

  38. Le cose che dice Fata sono interessanti, e concordo con lei nel dire che i politici di sinistra non sanno affrontare affatto il discorso della sicurezza. Però una cosa vorrei sentire dire, sia dai politici sia da chi li critica, ma non la sento mai, e cioè che la sicurezza in Italia è poco tutelata perché: il sistema giudiziario è in situazione di crisi, è lentissimo al punto da essere stato condannato dalla Corte europea dei diritti umani; abbiamo un numero di poliziotti superiore a quello degli altri paesi, ma non c’è altrettanto abbondanza di finanziamenti, con la conseguenza che abbiamo tanti poliziotti ma senza i mezzi per garantire un controllo efficace del territorio; abbiamo un sistema carcerario al collasso, che è anche uno dei motivi per cui molti in carcere ci restano pochissimo o non ci vanno proprio anche se giudicate colpevoli.
    Se si focalizzasse l’attenzione su questi problemi, o meglio, su questi scandali, perchè di scandali si tratta, si vedrebbe che la questione degli immigrati non è che un appendice del problema sicurezza

  39. Diceva anche: “Non c’è obbligo di essere intelligenti”, e lo diceva con riferimento al fatto che “è difficile, in determinate situazioni della vita, evitare i modelli letterari più consumati”.
    Come l’aforisma, aggiungo io. Ciao, mi eclisso.

  40. Per Nautilo,
    sono perfettamente d’accorto con Te, tanto che copio la frase:
    “Quel che è dirompente per la convivenza civile è la piccola paura e i piccoli fastidi quotidiani. Se un governo fa mostra di tollerarli, fa una brutta fine.”
    E’ applicabile al Nord degli anni 50, si sgretolò la convivenza, l’omogeneità, il senso di appartenere a una comunità. Le enormi banlieu traboccanti di 8 milioni di stranieri, per niente integrabili. Sfiancarono, snaturarono, insterilirono i ceti poveri che si sentirono stranieri nei propri condomini. ciao T

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