COMMIATI

Due, in un giorno: Giulio Mozzi e Antonio Moresco.

90 pensieri su “COMMIATI

  1. se questa storia della collana fanucci per moresco fosse vera sarebbe davvero assurda la lettera di commiato su N.I. Sbaglio o no c’è possibilità di lasciare commenti? AVete provato? Ho provato molto fastidio leggendola, non so voi.

  2. È vero, è stata la notte dei blogger (e non dei bloggers, come scriverebbe Roquentin:-)). Giulio Mozzi si sposta in Vibrissebollettino.net. Anche Antonio Moresco si sposta. Come minimo da Fanucci, che gli ha appena affidato una collana. Insomma si nasce Masanielli e si finisce editor:-)
    L’impressione complessiva, tuttavia, è che, come è finita l’epoca d’oro di it.cultura.libri, stia in qualche modo finendo anche l’epoca d’oro dei blog:-)
    Con un triste suggello: il caso Mazzuccato-Maria Sole.

  3. Da indiano più che altro osservatore, e conoscendo bene Moresco, e avendo stretto una salda amicizia con lui, posso dire di capirlo. Ha una marcia in più, un’energia che non tutti hanno. Non si accontenta e posso capire come si senta friggere e come cominci a sentire pastoie e freni. Che hanno un’origine del tutto umana, naturale, e magari anche caratteriale in NI (parlo di me, per esempio), ma che capisco come per Antonio siano difficili da sopportare. E’ un peccato che se ne vada, però. Anche se sono appunto un Indiano poco praticante, mi mancherà.
    Mi consolo un po’ con questo: sono in Francia e oggi, in tutte le edicole francesi, c’è il numero Hors Series di Les Inrockuptibles dedicato interamente a Michel Houellebecq. Per soli 12.50 euro vi portate a casa interviste raccolte in 10 anni, pezzi suoi altrove irreperibili, un portofolio… e un DVD con la registrazione della nuova intervista esclusiva fatta in Spagna per il romanzo in arrivo, e con un SUO cortometraggio (di cui non so nulla! Questa sera me lo guardo golosamente nel PC).
    Qualcuno vuole che gli acquisti copia di questo Les Inrock?

  4. Sandro, a me interesserebbe eccome. In privato mi mandi magari le coordinate (bancarie, postali… fai tu) per finanziare acquisto, spedizione e disturbo? 🙂 grazie!

  5. Io non sono dentro N.I. e come “utente” fruisco dei vari contenuti. NOn conosco le linee tenute dai componenti la redazione di N.I., ma mi sembra che dalle parole di Moresco si evincano (io che sono fuori ho evinto) accuse precise a chi non se l’è sentita di fare delle scelte contro (sto semplificando, scusami), a chi sembra essere omologato al sistema.
    1) dai la possbilità di commentare come ha fatto giulio mozzi, che ha ricevuto solo parole di ringraziamento (moresco temeva strali?)
    2) puoi dire che la tua coerenza (ne parla molto) ti porta a tentare un progetto editoriale che vuole scardinare il sistema. Perché non condividerlo con chi ti ha letto e apprezzato?
    3) perché dice che continuerà da solo etc. etc. una sorta di titano puro contro i funzionari del sistema. maddechè?
    scusa la fretta dell’esposizione, ma questi sono sol alcuni spunti dopo una lettura veloce, magari ci tornerò con più calma.

  6. Scusa squirt, io credo che Moresco apra soltanto la nuova collana di Fanucci senza essere il direttore o roba simile, ma anche se fosse, qual è il problema, uno non se ne può andare da NI se guida una collana di Fanucci? Non capisco dove sta lo scandalo.

  7. gente che va gente che viene:per esempio sandro perchè non apri tu un blog serio? (ho visto su quello feltrinelli che ti sei intrippato).
    cmq mozzi si sposta su vibrisse (che poi era quello da leggere) di moresco invece mi spiace.
    non lo conosco ma credo di capire la sua posizione.
    questo cmq conferma la regola che a sinistra per fare una scissione bastano due persone :-))

  8. Per Barbieri. La notizia la diede Briasco stesso (interno a Fanucci) proprio qui su Lipperatura. Se è errata, o da me ricordata male, pazienza. Ci accontenteremo degli ‘Intemperanti’ di Meridiano Zero:-/ Intanto qua a Venezia stanno dipingendo un’intera isola di azzurro per riportare la pace nel mondo (sponsorizza La Biennale). Come vedi, è tutto un susseguirsi di iniziative contro la Restaurazione:-)
    P.S. Pierpalla, dove trovi il tempo di tempo di infliggerti tutto questo Uelle Bec?

  9. A questo punto immagino se ne andranno anche quelli più vicini a Moresco, la Benedetti Scarpa… E allora Nazione Indiana continuerà?

  10. Mica è un epitaffio. Certo che messo così, in forma così sollennemente breve, sì, aveva proprio la forma d’un epitaffio. Ma così non è.
    Mozzi sarà su Vibrisse, quindi nessun problema. Anzi, meglio, perché Vibrisse è bello, e Giulio fa bene a curarlo maggiormente.
    Moresco sarà sempre in rete, da qualche parte. Con… Oh, tanto è tutto un prendersi e un lasciarsi, peggio d’una soap-opera.
    In pratica non è cambiato niente. State tranquilli, il momento non è catartico. O lo è? Fate vobis. O è una questione di particelle elementari? Boh, chissà però su quale piattaforma!
    Saludos
    Iannox

  11. ho motivo di ritenere che non saranno gli ultimi due a salutare (mozzi e moresco). Nazione Indiana è, letteralmente, “alla frutta”

  12. Angelini, non è stata la notte dei blogger[S*] per un motivo che evidentemente ti sfugge: Mozzi, Moresco e Scarpa non sono mai stati blogger. Vedo che anche tu – scuola Masera? – muori dalla voglia di vedere il weblog morto e sepolto: forse per via di quel tuo sito internet (l’abc dell’html, Angelini, coraggio) che vorrebbe tanto una piattaforma MT ma non può? 😀 Sono indecisa se definirti (gennianamente) un herpes o battezzarti – parafrasandoti – “THE ADVANCING NEW”. I blog stanno benissimo, Angelini, tranquillo, caro, tranquillo. Potrai continuare a fakeggiare in molti, moltissimi commenti, non ti priveremo del giocattolino…

  13. Aggiornamento: seguendo un commento di Tiziano Scarpa sul roquentin.net, sulla questione pseudonimi (vi invito a leggerlo, perché è divertente), ho appena scoperto che sono diventati tre. Anche Scarpa lascia Nazione Indiana. E Gianni Biondillo, spiega, lasciando opportunamente i commenti aperti, che da parte sua aveva già preso in quache modo le distanze.

  14. Angelini, abbi pazienza, stai facendo ridere l’intera rete. Non sai nulla di quel che accade e vuoi dire la tua: sindrome borderline. Sei uguale al tuo sitarello: un reperto di archeologia. Anzi: un fossile 😀

  15. Babsi, ho letto le tue lettere d’amore a Roquentin nel suo blog. Lo sventurato ha risposto o ti tiene ancora sospeso/a?
    P.S. Le edizioni Libri Molto Speciali, come ho spiegato molte volte, sono ormai defunte. Resta il sito come commovente vetrina-ricordo dei miei volumetti:-/

  16. Sono usciti anche Tiziano Scarpa, Raul Montanari, Gianni Biondillo.
    Sono scemo e non capisco: è il convegno di Torino senza interventi del pubblico che ha scritto la parola fine su Nazione Indiana?
    E’ lo scazzo con Caliceti?
    Il linciaggio di Mazzuccato?

  17. @ LOREDANA
    Be’, cara Loredana, era solo una constatazione un po’ ironica, ma che comunque non rifugge un interessamento serio.
    Per ora, sto assistendo a un fuggi-fuggi che sembrerebbe generalizzato… Dico così, perché probabile che a questo punto anche altri decidano di andar via da NI. Ma sia ben chiaro che non auspico affatto ciò.
    Penso che queste decisioni fossero già state prese da tempo, e oggi sono state rese pubbliche. Non nego affatto il lavoro fatto in questi anni da chi oggi uscente, ma teniamo conto che chi oggi esce non appartiene solo alla schiera dei blogger, bensì, e soprattutto, a quella degli scrittori. Nel mio piccolo, io non mi sono mai ritenuto un blogger – tra l’altro odio il neologismo blogger e altri suoi derivati. Ad ogni modo, forse questo scioglimento sarà motivo per la nascita (o la rinascita) di un NI diversa, o per meglio dire “nuova” che vedrà la partecipazione di altre menti ed idee. Potrebbe accadere così, ma non è detto. O forse ciò che rimarra di NI sarà la “nuova” NI, quindi la frattura sarebbe evidente, più di quanto non lo sia già ora.
    Chiaramente – per quel che vale – i miei spazi sono aperti: chi volesse, eventualmente, sa dove trovarmi. Son tutte persone che stimo, ecc. ecc. Non aggiungo dell’altro perché sarei solo palloso e stucchevole. Comunque sì, i miei spazi sono aperti.
    Staremo a vedere… le reazioni che sicuramente ci saranno, ben più forti di quelle già in corso.
    Cari saluti.
    Giuseppe

  18. Questa storia non mi garba affatto.
    E’ un “affare” importante ma purtroppo la Redazione di N.I ( che dovrebbe esser faro di democrazia) pecca di dirigismo e non ha voluto tenere in conto alcuno opinioni di eventuali lettori fedeli nè renderci sinceramente edotti delle questioni interne insolute nè delle posizioni dei vari redattori. Dobbiamo solo dedurre a naso.
    E’ un atteggiamento che non mi va giù. Tutto ciò come utente mi dispiace moltissimo.

  19. Babsi, sono contento di sentirti parlare a nome dell’intera rete. Sono incarichi che non si danno a tutti e a cuor leggero. A proposito di herpes, ti è piaciuto il pezzo di Genna-Morassi su Andersen, malgrado le inesattezze?
    Nessuno dei due, è evidente, ha letto il libro, ma che vuoi, oggi le recensioni si fanno così:-)

  20. Non conosco nel dettaglio le motivazioni, nè penso che conoscerle serva. Torno sul punto, per necessità (il post era lapidario, Iannox, non per volontà tombale, ma perchè avevo pochissimi secondi di tempo prima di raggiungere un convegno di cui dirò poi). Mi associo a quanto ha scritto Giuseppe Genna su I Miserabili: quel che avviene oggi non è cosa da poco. Il lavoro in rete svolto, in modi diversi, da Giulio e dagli Indiani che oggi dichiarano di voler abbandonare quella che giustamente Montanari chiama “casa”, è stato, è, importantissimo.
    Proprio perchè immagino, al di là delle illazioni, che le loro motivazioni siano ben ponderate, non li invito a ripensarci.
    Però, mi associo una seconda volta con il Miserabile nell’aprire gli spazi web: questo incluso, ovviamente, fin da questo momento. E comunque, mi auguro di continuare a leggere interventi di Moresco, Scarpa, Biondillo, Montanari in rete (di Giulio, so che lo ritroverò comunque in Vibrisse).

  21. non un commento, un favore.
    sono una studentessa di lettere, la sapienza roma, laurenda in sociologia della letteratura. l’argomento della mia tesi dovrebbe essere il blog-letteraio. volevo se possibile iniziare una corrispondenza con lei, loredana lipperini, per farle alcune domande sul libro la notte dei blogger e più in generale sul blog.
    grazie valeria

  22. ma se uno e uno solo di N.I. oggi ha il computer a riparare e non può partecipare al fuggi fuggi generale da domani dovrà tirare avanti N.I. da solo ?
    (ovviamente scherzo). e in realtà mi dispiace molto per quanto sta accadendo.

  23. Babsi, Ok, correggo: La notte dei blogger viventi. Ho un debole per gli ectoplasmi. Quanto al sito http://www.librimoltospeciali.com (peraltro cliccatissimo!), è un vintage d’occasione ed è bene che resti così, con quella sua aria finto-dimessa da finto-bassa sartoria:-) (in realtà dietro il sito c’è un cervello raffinatissimo: Roquentin stesso ne ha segretamente paura).

  24. Scherzavo naturalmente.
    Valeria, non ti risparmiare e spremi per benino La Lipperini.
    E fatti raccontare anche la storia degli ovetti 😉

  25. io mi associo a Mario Bianco. A me non piace questa chiusura al confronto con gli utenti. Forse tu Lippa o altri (Iannox che fa allusioni a cosa che…bo’) che conoscete di persona gli indiani avete più strumenti per decodificare. Io continuo a pensare che Moresco abbia fatto delle accuse precise e gravi. Verso chi? A ragione? Verso chi non lo seguirà nella sua uscita?
    Riguardo al discorso blog, credo che non si è di fronte a nessuna “morte”, ma solo a continue trasformazioni sollecitate dalle caratteristiche stesse della rete.

  26. Null, non c’è bisogno di fatwa: la mia mail è pubblica (Valeria, basta scrivermi all’indirizzo evidenziato sotto la firma…).

  27. Con tutto il rispetto per Mozzi (che ho conosciuto ad un interessante corso di scrittura creativa) e Moresco (bellissimo e condivisibile il suo post di addio), non sarà che gli intellettuali cominciano a fuggire dai blog per ricostruire la loro nicchia? Nel momento in cui tutti possono teoricamente partecipare, nel chiasso la loro voce rischia di confondersi e perdere di autorità. Un’autorità innegabilmente ben distinguibile dalla duttilità di pensiero, superficiale, che ti regala San Google.

  28. Loredana,
    se ora non ti metti a disposizione di Valeria emetto una fatwa disponendo che tutti i lipperini si trasformino in Fake di Angelini :-))))))))

  29. Non vorrei intromettermi, ma provo un pò di rabbia.
    Non ho nessun diritto di discutere le ragioni e i modi di quelli che abbandonano NI o che ci restano. Però da mesi sui blog si è stati coinvolti dalle loro affermazioni su libri, cultura letteraria, editoria, restaurazione ecc. In qualche modo noi piccoli fruitori (lettori) eravamo chiamati in causa. Un gruppo di ‘intellettuali’ (che ho avuto modo di criticare anche piuttosto duramente) ci stavano mettendo davanti a una ‘dura’ realtà. Forse questo è quello che pensavano loro, molti di noi quella realtà la vedevano da tempo e anche in modo non superficiale.
    Queste persone hanno speso e fatto spendere byte a profusione, ma dopo il semifallimento del loro convegno sulla restaurazione siamo stati avvolti da una cappa di imbarazzante silenzio. A seguire l’abbandono alla spicciolata della loro Nazione.
    Sottolineo un percorso che tutti conosciamo per dire che questa disgregazione su spazio web mi fa incazzare. Ho letto le diverse lettere e, ma potrei sbagliare, ho dedotto che questi signori non prendono in giro (volutamente o no) solo noi, ma anche le loro esimie persone. Mi pare chiaro dal contenuto delle lettere che dopo il convegno non si sono confrontati e che poco (o quasi niente) avevano condiviso anche prima. Se questo era il loro modo di procedere e di convivere (legittimo e rispettabile, per carità) perchè tutta questa teatralità di uscite offese e imbronciate? Avrei preferito che si fossero chiusi in una stanza e che magari avessero anche fatto a botte: le loro foto ammaccate sarebbero state più dignitose:-)
    Se dico questo è perchè ho sperimentato, in momenti e situazioni diverse, i due tipi di abbandono e quando ho praticato il secondo, di chiarimento e scontro, mi sono sempre sentita (e anche gli altri credo) un minimo dignitosa. L’imbarazzata fuga alla chetichella senza confronto (ehm…dal dialogo agli insulti 🙂 mi ha sempre lasciato un che di irrisolto, di quasi vigliacco.
    Come sempre ribadisco che si tratta di opinioni personali, passibili di cambiamento e per niente universali e ‘giuste’.
    Nonostante le parole non esattamente dolci credo sia superfluo aggiungere che rispetto comunque gli ‘indiani’, gli sforzi fatti e il lavoro, solo vorrei che questa esperienza gli insegnasse (e anche a noi, perchè no) un minimo di cose riguardo al lavoro collettivo e alle singole responsabilità. Se poi ci ragionano sopra (magari collettivamente 🙂 e ne parlano…grazie.
    besos

  30. gli addi pubblici fanno sempre la stessa fine. E tutti in coro: No, dài, non te ne andare. Vai, vai via!
    refrain
    ….
    refrain
    ….
    refrain
    ….

  31. o bhe, al povero Parente non avevo pensato. Possiamo sempre bandire una campagna di adozione, magari internazionale. Se se lo ‘accattano all’estero…..che so alle Mauritus…o in qualche miniera siberiana….

  32. Da oggi ho scoperto di essere un indiano senza tribù. Indubbiamente, come dice Raul, è un giorno molto brutto. Ma invito i lettori affezionati di NI ad ascoltare le parole dell’ottimo Miserabile. Il chicco di grano muore per portare frutto, cavalcheranno ancora, i nosri eroi, per altre web praterie.

  33. @ Jacopo
    “Il chicco di grano muore per portare frutto, cavalcheranno ancora, i nostri eroi, per altre web praterie”
    Mah, non so. Sono usciti Toro Seduto, Cochise, Nuvola Rossa, Cavallo pazzo e quanti ancora ne usciranno. Chi ha cercato di portare avanti il dibattito sulla Restaurazione si è sentito chiuso, né più né meno, in una riserva. Quale Nazione Indiana, se i suoi confini sono delimitati dall’uomo bianco?

  34. ma io mi dico… dietro a tutti questi nickname si nascondono intellettuali e scrittori italiani che non fanno altro tutto il giorno che schiacciarsi il ditino digitale del collega? Ma santo iddio, molti di voi sembrano commare sulla soglia di casa. Dove il dibattito? Dove i contenuti? Ma non ci sono opere da scrivere?

  35. Ciao posto,
    non so se ho la coda di paglia (sempre quella , ahi) o se ti riferisci al mio post quando parli di rimproverare a sproposito.
    In quest’ultimo caso ammetto di avere (forse) usato dei paragoni un pò ‘forti’, ma in sintesi volevo dire che una chiusura e un abbandono così, sì educato, ma rinunciatario, vago-variamente-cripticamente motivato lascia perplessi, incazzati e con un senso di presa in giro.
    Che queste non fossero le intenzioni degli ‘indiani’ lo credo possibile, ma da persone con i loro ‘curriculum’ (s scrve così? boh) ci si aspetta qualcosa di meglio.
    chiaramente ribadisco che questa è la mia misera opinione che non comprende nessun desiderio di opprimere. Se volete potete bypassare.
    ‘notte

  36. scusa spettatrix non sarai scrittrice 🙂 (ed è un complimento) ma cambi idea ogni due per tre. non eri un’ immortale sul pero? non mi cambiate la prospettiva continuamente per favore 🙁 NI che sparisce, tu che a come ti svegli t’inventi. 🙂 chi si loda s’imbroda e ho finito i proverbi per stasera
    @helena. secondo me dovreste riprovarci. 🙂 a partire da che non lo so.

  37. E’ giusto quello che dici, Anonimo. E certo -sono stato presente alla riunione incriminata cui si accenna in qualcuno degli interventi sul blog- è proprio l’incontro sulla Restaurazione ad aver segnato un discrimen nella vita di NI (discrimen folle, ché, se posso dir la mia -e metto in gioco l’ottica tanto svilita del mio mestiere di cronista-, siamo di fronte a un seppuku tanto clamoroso quanto inutile, si annega in un bicchier d’acqua).
    Ma voglio giocarla un po’ alla lunga, insistendo sulla metafora pellerossa, come fai tu. E’ vero che i capitribù sono partiti, ma, innanzitutto, NI lascia una sua traccia. E poi tribù che decidono di vivere separate non per forza devono odiarsi. Consiglio la lettura di «Gli indiani non dicono mai addio», un racconto di L.A. Howe, grande scrittrice cheyenne. La separazione è dolorosa ma porterà indubbiamente ad altri sviluppi. E le tante persone, anche le meno note (come al solito le più dedite e gentili), che hanno contribuito e si sono spese in NI, troveranno ancora diverse forme, ma continueranno a lavorare in rete. Ne sono sicuro, non è ottimismo, penso proprio che andrà così..

  38. no, no spettatrix mi spiego. penso anche io che abbiano chiuso in modo poco “educato”, ma non per “cattiveria” o “strafottenza”, solo per mancanza di “buona educazione” che infatti come dico sempre anche a costo di passare (passare?) – stanziare per “maestrina candidata supplente” – non è altro che, per esempio: essere educati ad affrontare una crisi, una sconfitta, un “probblema”. non mollare. anche se ti senti umiliato, sconfitto, e pensi di aver fatto una brutta figura.
    e siccome tu mi sembri una personcina ammodo e sufficentemente immortale, (spet) non mi sbracare proprio stasera, magari solo perchè sei un po’ stanca.
    sinceramente io credo e spreo che anche a NI siano solo “un po’ stanchi” stasera. anzi, ne sono sicura 🙂

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