GENERAZIONI

Mi ero ripromessa di parlare di Cordiali saluti di Andrea Bajani (Einaudi), letto ieri in un fiato e assai apprezzato (è riduttivo metterla in questi termini, ma tant’è: la storia è quella di un giovane manager che si specializza nello scrivere strepitose lettere di licenziamento).

Naturalmente a farmi cambiare idea è Magazine del Corriere della Sera. E non per l’articolo (e la copertina) che Antonio D’Orrico dedica ad Alessandro Piperno (non dubito che se ne discuterà in altre sedi). Bensì per quello successivo, a firma di Vittorio Zincone, dal titolo Generazione Piperno, dove si passano in rassegna i trentenni “capaci di farsi strada da sé”.E dove si reitera un vecchio abbaglio giornalistico, e non solo, fondato sull’idea di trovare una poetica comune nell’anagrafe, invece che nell’affinità culturale. In realtà, temo che bisognerebbe diffidare in assoluto della parola “generazione” e dell’uso che se ne fa: ricordo che cinque anni fa Fulvio Panzeri si fece promotore, con Letture, di un convegno che riguardava la “generazione senza luna” (o “trenta senza lode”, per ricordare il titolo di un saggio di quegli stessi anni a firma di Tommaso Pellizzari), quella degli allora trentenni, proprio con la finalità di trovare un punto di contatto partendo dall’età degli stessi. Forse, e sottolineo forse, era operazione legittima fino a qualche tempo fa: temo che adesso sia semplicemente improponibile immaginare altri legami che non siano il senso comune per la letteratura.

Nulla di nuovo, per carità: ma ogni volta è necessario tornare anche su ciò che dovrebbe essere scontato, se nella stessa giornata ci si trovano di fronte ben due generalizzazioni. La più grave si trova nell’articolo apparso nelle pagine culturali del Corriere della Sera. Il pretesto è l’ormai frusta polemica sui “duellanti” Sartre/Aron. Nei fatti, lo scrittore Giorgio Montefoschi la sfiora appena per andare a testa bassa contro almeno due “generazioni”, quelle che hanno attraversato il 1968 e il 1977, mischiando nella stessa purea i passamontagna, Mao, Dario Fo, Ritanna Armeni e, soprattutto, il “volgare assassino” Cesare Battisti. A difesa del quale si sono mosse, in Italia, persone di età e appartenenze estremamente diverse. Magari andrebbe scritto.

98 pensieri su “GENERAZIONI

  1. Tanto per dar fuoco alle polveri: Cesare Battisti sarebbe un (vile) assassino, così come si sta preparando a tornare ad essere un assassino – vile pure lui – anche Piperno (Franco). Invece Sofri (per carità, per me in galera non ci dovrebbe stare nessuno, o comunque non come in Italia, come dice la Baraldini che di carceri se ne intende). Invece Sofri, che oggi è per “l’invasione in Iraq”, e che è amico di Ferrara è diventato per certi intellettuali “ignoranti” – che ignorano come le cose siano andate, perchè non le hanno studiate, come Montefoschi dimostra – il simbolo dell’ingiusta detenzione. Sarà che in Italia vale sempre il due pesi e due misure? Sarà che vale soprattutto quando uno/a dimostra di non essere affatto pentito – anche se disposto ad ammettere gli errori, collocandoli nella loro dimensione “storica”. Non sarà che quando dimostra di non essere pentito, in Italia viene considerato uno “scassacazzi senza diritti”? L’importante è pentirsi. Non è importante il reato che hai commesso, ma il grado di “pentibilità” e di “faccia appesa” che sei disposto a mostrare alla pubblica opinione.

  2. sono d’accordo con te, ilposto… e poi c’è un problema di termini che mi ha sempre fatto pensare (male): pentito. mi sa molto da inquisizione e cose simili. ha un retrogusto religioso e non è un termine giuridico perchè lì si dice collaboratore di giustizia.
    e, tra l’altro, il “pentimento” ormai non serve neppure più quello visto che comunque che le pene non sono mai mitigate perchè “l’imputato non ha provato sincero pentimento”, traduco: il tribunale dell’anima.

  3. When he taught a writing class at Chapel Hill in 1931 an elderly woman who had slipped into the class got up and read an involved passage from one of his books. “Now, Mr. Faulkner,” she asked on finishing, “what were you thinking of when you wrote that?” “Money,” Faulkner replied.
    Robert Hendrickson, American Literary Anecdotes (1992)

  4. mettetevelo in testa:
    “non mi sembra che il suicidio della critica e il trionfo dei morti viventi stia nel distinguere il genere scadente di Dan Brown dal genere buono di Salgari, piuttosto nell’urgenza di separare l’entertainment dalla letteratura, e in secondo luogo l’Highbrow dal Middlebrow, anziché impelagarsi con la Lipperini nella diatriba sul Faletti popolare e sulla Fallaci populista. Chissenefrega della Lipperini.Chi ci tiene alla lingua sa che la mistificazione è tutta qui. Stanno tentando, tutti insieme, i grandi e i piccini, gli editori e gli scrittorini, di depotenziare la letteratura, di radere al suolo qualsiasi categoria estetica, di cancellare la forma.”
    “Wu Ming è la controcultura al potere, polpettoni metarivoluzionari e metapolitici e un gran chiasso in rete, mobilitazioni virtuali e non, mailing list infinite, paginate su Repubblica e quintali di interviste in quanto autori di bestseller”
    “Giuseppe Genna scrive thriller ma non sono thriller, sono romanzi metafisici, ultrapsichici, ultrasensoriali, ed è più sfacciato di tutti nella scalata, anziché piagnucolare nel suo sito celebra D’Orrico come critico coraggioso perché ha lanciato Faletti, Avoledo e ora anche Piperno. Vuole tre pagine anche lui, o capitalizzare rendite di posizione per prendere il posto di D’Orrico, per far capire che un domani, ci fosse lui, non cambierebbe nulla. Sostiene che Faletti potrebbe anche essere il più grande scrittore italiano perché «restano le storie». Porta acqua al suo mulino, capisco, la cosa patetica è che non è smentito dal futuro, ma dal passato”.
    questo dice il Domenicale e ha ragione.

  5. Che cosa intendi per senso comune della letteratura? Perchè se intendi strizzarsi l’occhio in gruppetti di pochi e promuoversi uno con l’altro, stai confermando parola per parola gli articoli del domenicale.

  6. Scusa, parentestretto, le categorie che usi assieme a quegli altri sono da Don camillo e peppone senza neanche un po’ di soluzione schoum per farvi “godere” di una buona digestione. pasticciate.

  7. parliamo di denari. della cosa in sè.
    perchè un idraulico può vantasri di fare bene il suo lavoro e quindi poter portare la famiglia in vacanza, mentre se uno scrittore vende si deve vergognare?
    i Grandi scrivevano per la gloria? ho i miei dubbi.
    se genna scrive romanzi metafisici vestiti da thriller e ci mangia (è un augrio giuseppe!), gli stringo la mano. perchè non solo mi ha dato un piacevole intrattenimento (fiction per l’oggi) ma anche uno spunto riflessivo (fiction per il domani).
    a me ‘sti discorsi mi sembrano tanto meschinità populiste di chi NON vuole una vera cultura aperta.

  8. bene, io sono molto felice che parentestretto abbia espresso la sua opinione, anche se con un giorno di ritardo. io poi, che devo ammettere ho speso parte del mio tempo sia a leggere l’articolo che, soprattutto, a elaborare una risposta che, per quanto fosse sotto il segno dell’ironia, cercava di essere articolata, sono particolarmente gaudente nell’essere contestato con un “così è e basta”.
    evidentemente più di quello che c’è scritto sul domenicale a parentestretto non gli esce…e allora, forse sarebbe stato meglio sottoscrivere l’articolo senza impegnarsi ad estrapolare alcune tra le più personali e discutibili affermazioni che esso contiene, ma grazie comunque.
    io vedrò di farmelo entrare nella testa…caso mai non c’entra provo col culo.

  9. Una delle cose più “modeste” di tutto questo parlare domenicaliano è l’appoggio della “consorteria”. Questo così italiano appoggiarsi l’uno con l’altro- difetto che forse non manca neanche ai nostri, ma che per la “destra” è tratto caratteristico tipico – e allora li vedi, sia in politico che nella cultura (cultura?) si fanno “un po’ da mamma e un po’ da babbo” – che cagata! – uno schiaffone, e una carezza, una rampogna e una sgridata. L’importante è stare tutti assieme, tutti uniti, tutti in coro, come se la riflessione colta, il senso di responasbilità individuale fossero una vergogna. Tutti assieme, tutti in coro a cantare, “Che cagate che siamo e che farem!!!”

  10. Sono abbastanza d’accordo con Giovanni. Eh sì. Pensa che tristezza quando uno scrive pensando ai soldi, rinuncia al proprio “piacere” – mai farlo – e magari i soldi non li fa neppure!!!

  11. D’Orrico è un genio. Punto.
    La metafisica non è un tema e non sta nella letteratura. Punto.
    La lingua non è quella cosa lì che pensano i parenti serpenti. Punto.
    La letteratura non è quell’ossessione domenicale. Punto.
    Le ossessioni compulsive sono l’antiumano, quindi la mattina domenicale è antiumana. Punto.
    Il discorso di Lipperini è oggi fondamentale. Punto.
    Ci sono ghetti di lamentazione adatti all’espressione della vocazione rivoluzionaria conservatrice, la forma più dinamica che il nazismo abbia manifestato. Punto.
    Il divenire esiste. Punto.
    Le gerarchie sono uno spettro proiettivo che prende realtà da coloro che le riconoscono e le denunciano. Punto.
    Il comico è necessario, poiché è il tragico. Chi non è profondamente ironico è fuori da sé. Punto.
    C’è chi ha genuinamente scambiato i testi delle prefiche lamentose per parodie di grandi autori. Punto.
    Come ci si permette di dire che io vorrei il posto di geniali mediatori? Questo è insulto. Punto.
    Perché pubblicamente si favoleggia sui miei introiti? Questa è diffamazione. Punto.
    Bisogna lavorare sul positivo, che è sempre in divenire, e non sul negativo, che è sempre in unificante consolidamento etichettatorio. Punto.
    Chi c’è c’è, chi non c’è non c’era, non c’è, non ci sarà mai. Punto.

  12. “Però (di però ce ne possono essere i pacchi) non ho mai pensato al soldo, mentre disegnavo, caso mai subito prima, o subito dopo, mai durante.” (Andrea Pazienza, Pompeo)
    Citazione per citazione, e qui mi fermo.

  13. Scusa In-cursore: questo è il blog personale della sottoscritta, non un blog ufficiale di Repubblica. Io non me la prendo con te per principio, ti chiedo, molto tranquillamente, cosa desideri da me.

  14. E’ come dico io, Incursore cerca di fregarti e sputtanarti pubblicamente, non mi stupirei se avesse scritto lui le frasi di wu ming e adesso cerca di incastrarti. belle persone in giro eh?

  15. ANTOLOGIA.
    WU-MING:
    WU-MING:Non bisogna distogliere lo sguardo quando si passa per Piazzale Loreto, perché è un memento (nel senzo di minaccia ndr).
    NULL: Li riconosci oggi?
    Si, caro Wu Ming 1, sono quelli che vedi in TV tutti i giorni. Sono loro, di destra e di sinistra, che non hanno mai rischiato nulla e ora godono mentre chi non ha mai svenduto l’anima marcisce in galera.
    FRANCO:Il problema di Piazzale Loreto è uno solo: che non lo si possa rifare a piacimento.
    FRANCO: i fascisti al governo stanno tirando davvero troppo la corda e può darsi che la reazione sia poco garbata.
    FRANCO:Ben venga il memento di Piazzale Loreto! Ragazzi, senza un poco di pelo sullo stomaco questi qua non li si ferma, meno pruderie.
    Siamo proprio un paese che si sbrodola malamente nella memoria.
    P.S. Andrea C è intervebuto sulle zucchine e il sessantanove.

  16. Volevo far notare quello che ieri notte ha scritto Wu-Ming e sapere se per esempio anche per te è di buon gusto e civile quello che ha scritto!
    So cosa risponderete! lasciate che lo faccia per voi!
    ‘You don’t understand the situation. We are anti-imperialists, anti-capitalists, communists,enemies of the Americans “

  17. Non le ho scritte io le frasi di Wu Ming e poi anch’io avevo sospettatto che non fosse stato lui. Sempre complotti eh?
    Stop

  18. Ma com’è che una giornalista di repubblica non si sente in dovere di frenare chi ha detto quelle cose. C’è gente malata che in giro prende sul serio quello che dicono e agisce .E invece se la prende con me per principio!

  19. In-cursore, non plagiare Montefoschi e non immaginare risposte che ancora non ho dato. Il vero punto non è il mio giudizio “estetico” (hai parlato di gusto) su quel che ha scritto ieri Wu Ming. Conosco le sue argomentazioni da diverso tempo, e la condivisione di un’idea, e di un progetto, va evidentemente al di là del giudizio su una singola frase. Proprio per questo, permettimi di chiederti nuovamente: qual è il tuo progetto? Esprimere dissenso (magnifico), giocare (ancora meglio), denunciare le malefatte della Spectre letteraria che qui si anniderebbe (estasiante)? Oppure, come personalmente auspicherei, posare la fionda e discutere serenamente?
    Gianni: e infatti nella maggior parte dei casi di genere e generazione parlano a sproposito le stesse persone 🙂

  20. Su Pulp (la migliore rivista di libri) Daniele Brolli dice la sua sull’articolo della Benedetti e successivi dibattiti.
    C’è anche la recensione di Intoxication (tropea) con mazzata finale…
    Genna l’ultimo scritto era chiaramente ispirato a Facci.
    Che stilettate quelle di d’orrico sul corriere.
    A sto punto vado a leggere il libro…

  21. E’ chiaro, provocare per poter poi scrivere sul prossimo numero del domenicale che qui si parla bene di piazzale loreto o qualcosa del genere. Lippa, qualcuno sta cercando di farti chiudere i commenti, questo è chiaro.

  22. Volevo far notare quello che ieri notte ha scritto Wu-Ming e sapere se per esempio anche per te è di buon gusto e civile quello che ha scritto!
    So cosa risponderete! lasciate che lo faccia per voi!
    ‘You don’t understand the situation. We are anti-imperialists, anti-capitalists, communists,enemies of the Americans “

  23. Mio diletto In-cursore, questo grazioso giochino, mediaticamente noto come blob, è replicabile in qualsiasi momento anche con quanto viene pubblicato su carta, o detto in televisione o alla radio. Cosa intendi dimostrare con questo? E, sia detto con il fondo di divertimento che i tuoi commenti a volte non riescono a non evocare, cosa ti proponi esattamente?

  24. come volevasi dimostrare, anzi no, perchè forse sarebbe il caso che incursore e ecc. ecc. hanno dei criteri per stabilire la verità basati sull’appartenenza a categorie tipo lo scrivere per un dato quotidiano, aver votato per x (dove la x non è quella di malcolm), l’aver fatto parte di “rossi”, “neri”…ecc. ecc.
    ah, l’esser liberi dal dover riflettere su inutili sfumature…

  25. farei inoltre notare che tutti i post di wuming1 sono “firmati” a mezzo email, cosa che molti altri non fanno. cioè (verification for dummies) chiunque abbia scritto quei post lo ha fatto utilizzando l’indirizzo della wuming foundation che, almeno per quanti mi risulta, non è accessibile a persone al di fuori del collettivo…traduco: quello che ha scritto ha dovuto digitare una password che, in genere, la sa solo quello che usa quell’indirizzo. si capisce?
    insomma, vogliamo sprecare altri fiumi di parole per cose che si possono verificare con la stessa facilità con cui possiamo stabilire se è una bella giornata guardando fuori dalla finestra?

  26. Scusate, ma vi pare che quelle cose (normalissime, un tempo erano banali e condivise dalle moltitudini, democristiani e liberali compresi, eppure oggi – in tempo di revanscismo neofascista – suonano “ardite” a orecchi disabituati al conflitto) su Piazzale Loreto possa averle scritte qualcun altro, visto che erano a commento di un’animazione che sta sul *nostro* sito?
    Oggi un liberaldemocratico come Ernesto Rossi, un socialista giellino come Emilio Lussu, intellettuali liberalsocialisti come i fratelli Rosselli, addirittura un badogliano come Beppe Fenoglio (che nel suo diario scrisse di “non poter fare altro che odiare i fascisti”) verrebbero trattati da brigatisti. Il Partito d’Azione sarebbe linciato mediaticamente in nome del “buon gusto”. Probabilmente da persone che oggi si definiscono “di sinistra” (tendenza Polito, immagino) ma ai tempi sarebbero state a destra del Partito di Unità Monarchica.
    Che dire? Viva Giustizia e Libertà.

  27. Comunque, quando si evocano i fake, è perché ci si prepara a usarli. Aspettatevi falsi messaggi “di Wu Ming”, nei prossimi giorni. Del resto, gli elzeviristi di quel giornalino (e di altri) non sono nuovi a falsi e provocazioni, si sono già dati da fare alacremente su Indymedia.
    Lippa, occhio, che nei prossimi giorni ti toccherà cancellare un po’ di commenti 🙂

  28. Il problema è diacronico o sincronico?
    Spiego.
    Gli è che sono sempre in ritardo, ma al tempo stesso anche in anticipo – e le due cose non fanno neppure media.
    Non mi dà fastidio che si parli della generazione dei trentenni; il fatto è che sono arrivato ai trenta con qualche anno di anticipo.
    Mi sento incolpevolmente escluso.
    Ora sarei quasi pronto per la generazione dei magnifici quarantenni, ma sono certo che se ne parlerà prima che io ne entri a far parte in fatto e in diritto.
    Perché non si parla mai della generazione di quelli che quasi, o non più ?
    E la metafisica in realtà non è altro che un leggero mal di stomaco, tenetevelo per detto.

  29. Premessa:sono nato nel 1975.
    L’articolo di Giorgio Montefoschi , che in parte condivido , parla sopratutto della generazione ch mi ha preceduto. Parlando dell’oggi posso dire che in questi ultimi anni tutto sembra ripetersi , i fatti di genova , la tragedia dell’11 settenbre , le guerre in Afghanistan e in Iraq , le grandi manifestazioni pacifiste in Europa e nel Mondo.
    Ma per quanto simili , le cose sono oggi diverse, anche se hol’impressione che la mia generazione tenda ad imitare pensieri e gesti della generazione passata più che inventarne di nuovi.
    I black bloc a Genova erano soltanto ragazzini che giocavano al sessantotto, giocavano pericolosamente , troppi nostalgici , da entrambe le parti , hanno caricato l’evento di ideiologie morte e sepolte: una vera caricatura della storia quale sono d’altronde le nuove Brigate rosse , anche per questo non meno pericolose.
    La storia non è un canovaccio con cui giocare.
    P.S : Battisti in difesa del quale (per fortuna)non si sono mosse le forze politiche sia di destra che di sinistra .Magari anche questo andrebbe scritto.

  30. In-Cursore, mi sa che cominci a perdere colpi, il chiarimento su Battisti te l’ho dato io, non Wu Ming 1. Lui ti ha dato quello su Piazzale Loreto 🙂

  31. In-Cursore, mi deludi proprio. Che c’entra la neutralità o meno di Evangelisti? Lui cita fatti, argomenti, sentenze della corte europea etc. Se tu hai modo di smontare quegli argomenti, ok, cita contro-fatti, contro-argomenti, contro-sentenze della corte europea. Ma prima devi leggerlo, quel testo, non appigliarti al nome di chi l’ha scritto.
    DS e Margherita sono gli eredi dei partiti che vollero le leggi speciali, mi pare davvero troppo aspettarsi che intervengano a contestarne i risultati, non pare anche a te?

  32. Ok . Questo è l’ultimo post. Ho ormai raccolto abbastanza elementi per il mio articolo sull’intolleranza nella sinistra radicale. Vi farò sapere il nome del giornale per cui scrivo …. forse vi stupirà!

  33. In-Cursore, hai scritto una cazzata, dato che per Battisti si sono mobilitati svariati deputati Verdi e del PRC (Bulgarelli, Cento, Mascia, Russo Spena), quindi almeno due forze politiche c’erano. E l’appello per Battisti è stato firmato da duemila persone (scrittori, registi, docenti universitari, produttori cinematografici, intellettuali e comuni cittadini). Inoltre mi chiedo cosa ne sappia mai tu, di Battisti, per scrivere “per fortuna”. Conosci la sua vicenda giudiziaria? Sai come sono andati nei dettagli i suoi processi? Lo sai che è stato condannato unicamente sulla base delle parole di un pentito che si chiamava Pietro Mutti, che ha fatto commutare l’iniziale condanna a dodici anni in ben quattro ergastoli, perché lo ha accusato di tutte le azioni compiute dai Pac? Lo sai che su alcune deposizioni si è pronunciata la corte di cassazione e lo ha definito “teste inattendibili”? Le sapevi queste cose? Il mio consiglio: leggi le FAQ curate da Valerio Evangelisti, ma leggile davvero. Poi, ne parliamo, anche via mail.
    http://www.carmillaonline.com/archives/2004/05/000759.html#000759

  34. questa è davvero un’iniziativa interessante, e noi che avevamo sottovalutato il bernstein o il woodward italiota.
    sarei stupito solo se fosse Rakam o magari Milleidee.
    adesso sogno, sogno di essere il gola profonda del tuo pezzo (è così che si chiama in gergo…giusto?).
    sogno di vedermi in tv con la faccia sfocata e la voce scesa di un’ottava.
    ma no ci tenere così sulle spine, dicci tutto, la testata, il tuo nome…o hai paura dell’intolleranza della sinistra…oddio mi tremano le mani a scrivere questa espressione…
    sono sorpreso – è vero – sono sorpreso dalle categorie che utilizzi, dalla faciloneria, e perchè no, diciamolo, dalla banalità delle provocazioni.

  35. Ah, la serietà degli Incursoni, è pari a quella delle parti politiche cui appartengono. Pure mia nonna avrebbe detto di uno come questo qui, “ma chi è sto maleducato?”. che vuoi dire di uno che entra in una casa – immaginaria in questo caso – appizza le orecchie, e prima di uscire, dopo aver insultato un poco gli astanti, grida pure, “Ah, vi ho beccato, sinistri intolleranti! Mo scrivo un articolo su di voi!”. Balzac diceva che peggio die giornalisti non ce n’è. Io non sono Balzac e periò ti dico, “A incursone, ma vaffanculo!”

  36. Andrea C. se non vieni martedì prossimo a salutarmi alla Fnac di Napoli, perché ti permetti di fare il timidone, vengo a casa tua e ti spacco la faccia!

  37. Scusate, sono intervenuta a proposito del “montaggio” di Wu Ming, e ho espresso qualche perplessità. Voglio precisare. Io “difendo” il lavoro di Wu Ming1, e lo apprezzo, non solo, ma ritengo lui una persona seria, e il suo il lavoro di un artista “responsabile”. E a me, forse perchè faccio fatica a esserlo, questa parola piace più di altre. Credo insomma che questo “montaggio” nel contesto del suo lavoro vada inserito, e come tale difeso. I dubbi che ho espresso, erano miei, privati. Forse avrei dovuto scrivergli una mail privata, perchè nella mia buona fede – che preferirei non perdere – non ho considerato che qui i seguaci di Dell’Utri non hanno argomentazioni serie, ma solo le “orecchie appizzate”, una dose infinita di mala fede oltre che delle grandi facce di culo.

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