IL COPYLEFT E' UN'ALTRA COSA

Credo che la discussione che si sta svolgendo su Nazione Indiana meriti un’ulteriore riflessione. L’episodio da cui parte, segnalato qualche giorno fa anche qui da alcuni commentatori, non è infrequente: si tratterebbe di singolari analogie fra i testi di una scrittrice, anche attiva in rete, e quelli di una blogger. Le reazioni della scrittrice, a quanto viene riferito, non sembrano esemplari, e arrivano  a minacce di querela. Fin qui, assolutamente  niente di nuovo, se permettete: di plagi volontari o meno la storia della letteratura (e non solo) è pienissima. Querele incluse: e, in casi di minaccia,  non posso che essere solidale con i due minacciati (Sergio Baratto e, sì, il mitico Andrea Barbieri).
Però. Mi sembra che a giudicare da alcuni commenti al post che racconta la vicenda, e dal titolo apposto da Carla Benedetti, Copyleft? , si corra un rischio grave: quello di confondere questa storia, certo non esaltante, con una rivendicazione molto seria, di cui da diverso tempo si discute e sulla quale si stanno facendo passi avanti non da poco. Appunto, il copyleft (e il punto interrogativo del titolo non basta ad evitare la confusione, secondo me).
Ma nella discussione si tocca anche un’altra problematica importante, quella dell’identità in rete. Faccio un esempio, dal commento di Gabriella: “come ci si può difendere invocando il copyright se l’autore del testo non usa il proprio nome? Come posso dimostrare di essere io l’autore dello scritto e non un altro? Qui sta l’aspetto poco convincente dell’utilizzo dei nickname che si rivela strumento a doppio taglio. Mi sembra che riflettere seriamente su queste problematiche sia doveroso per tutti noi” .
Ecco, la mia preoccupazione è che l’accalorarsi su questa vicenda non porti a trattare argomenti fondanti per la cultura della e nella rete con toni inadeguati. A proposito del nickname, per esempio, già problematizzato da Carla nella discussione torinese sulla Restaurazione, inviterei a leggere questo post di Roquentin.

104 pensieri su “IL COPYLEFT E' UN'ALTRA COSA

  1. @ – cesare
    ovviamente parlavo di plagio in generale, quello in questione è chiaramente presunto, anche se, la somiglianza tra i vari testi è quantomeno inquietante e difficilmente spiegabile come una semplice “contaminazione”, se così fosse, ogni lettore potrebbe dare vita ad un capolavoro (post-moderno).
    in più, nonostante io sia daccordo con te sul fatto che la stragrande maggioranza dei testi pubblicati in rete sta alla scrittura come la paccottiglia artigianale bancarellistica sta all’arte orafa, non sta nè a me, nè a te fare divisioni tra buoni e cattivi. perchè poi la paccottiglia vende, e allora non è corretto rubarla.
    la caratteristica di internet, come ogni medium sta nel mezzo (cioè, non nel mezzo nel senso di equidistante dai suoi estremi, ma in senso mcluhaniano), quindi, sull’accessibilità delle informazioni, sul modo di fruirle, su come esse si disperdono. tutto questo, però, non significa che ci si debba perdere dentro.

  2. Mi ero dimenticato di dire che qua a Venezia impazza in tutta l’area monumentale intorno a San Marco la vendita all’aperto – ad opera prevalentemente di extracomunitari – di prodotti ***taroccati***, senza che gli artisti plagiati (Gucci, Dolce&Gabbana e via dicendo) riescano a ottenere alcuna solidarietà né da Barbieri, né da Baratto, né da alcun blogger. Eppure, stando alle ultime tendenze (cfr. WuMing1), poeti, romanzieri, falegnami, creatori di capi d’abbigliamento eccetera dovrebbero essere tutti considerati ‘artigiani’ alla stessa stregua.

  3. Mi scuso, qui continuano a saltare commenti (compreso il primo di Cesare) senza che io possa farci niente: se non dirvi che la bufera di vento di questo pomeriggio evidentemente turba anche kataweb…

  4. “Esistono tesi che in qualche modo tenderebbero a dimostrare come, per paradosso, le imprese interessate traggano convenienza dalla “falsificazione dei loro prodotti”. L’’acquisto del “falso”, infatti, può rappresentare una forma di “iniziazione” da parte del consumatore che a questo punto, una volta fidelizzato, potrebbe essere orientato all’’acquisto dell’’originale […] In ogni caso, il commercio del falso rappresenta una pubblicità senza costo dell’’originale.”
    Mario Centorrino e Ferdinando Ofria, “Contraffazione: un fenomeno distorsivo del mercato”, 2003
    Nel software le cose funzionano in modo simile a quello descritto. Microsoft, pur condannando a parole, ha lasciato per anni che la gente installasse abusivamente il sistema operativo, che in questo modo si è imposto come standard, e Bill Gates ci ha guadagnato – per usare un eufemismo – un bel po’ di dindi.
    Prendiamo come esempio un marchio falsificatissimo, forse il primo che viene in mente: i Rolex taroccati garantiscono la presenza dell’immaginario dei Rolex veri, la feticizzazione del marchio, che grazie alla contraffazione è il più famoso del mondo.
    In questo modo, un maggior numero di parvenus (chessò, negli anni scorsi i nuovi ricchi russi, o veneti) aspira al Rolex vero, vuole poter dire: “Lo vedi questo qui? E’ un Rolex vero, mica roba da bancarella!”.
    Il parvenu, il “benestante-massa”, non lo sa nemmeno cos’è un Raymond Weil Don Giovanni, o un Blancpain Leman, un Harry Winston della Avenue Collection, un Audermars Piguet, perché non li sente mai nominare.
    Spostandoci dai polsi ai piedi: Puma, Adidas, Nike… sono tra i marchi più contraffatti in tutto il mondo. Questo ha garantito l’ipervisibilità – quasi l’onnipresenza – del logo. Nella maggior parte dei casi, quando uno va a comprare un paio di scarpe da corsa, quasi senza accorgersene opterà per un marchio divenuto “ambiente”.

  5. Una cosa terra terra: se la Mazzuccato smette di mninacciare querele (o peggio ancora effettuarle) o di usare altri mezzi d’intimidazione contro chicchessià, chiudiamola lì. Lo scopo della mobilitazione dev’essere, secondo me, la legittima difesa di chi,, avendo cercato di ristabilire la verità dei fatti è stato minacciato. Non diventare a sua volta un’aggressione collettiva.

  6. certo, è una specie di messa in scena dell’objet petit a in campo merceologico:
    compro il rolex tarocco perchè desidero lo status di chi ha quello vero, ma, la mia consapevolezza del falso mi copre di vergogna incarnando il mio status di “vorrei ma non posso” e allora si mette in moto il desiderio dell’originale.
    il cortocircuito si ha quando l’*originale* diventa tale solo perchè esiste il *falso*, e il desiderio si morde la coda e il malcapitato gira su se stesso senza mai soddisfare il desiderio.
    poi, io sono di napoli, e al bar dove lavoravo c’era un ragazzo che il rolex falso lo riconosceva da lontano…in questo ambito erano il Grande Altro.

  7. Ma no, spettatrice, che non sono tamarri. Sono piuttosto fini, anzi. Forse gli orologi della Audemars Piguet possono essere considerati un po’ “fortini”, effettivamente possono essere considerati *quasi* tamarri, possono stare al polso di un Califano, per dire, ma gli altri no:
    RAYMOND WEIL DON GIOVANNI
    http://www.watchesplanet.com/Product/RAYMONDWEIL/2671ST00208.jpg
    BLANCPAIN LEMAN
    http://www.uhren-schmuck.de/aktuelles/watchnews/images/20050218112225.jpg
    HARRY WINSTON (AVENUE COLLECTION)
    http://www.orolus.com/images/harry-winston/310-LQGL-D2-2.jpg
    AUDEMARS PIGUET
    http://www.collectorstime.com/ap.htm

  8. No, WM1, No! il Rolex No, è troppo. Compare anche nel Codice da Vinci, al polso del direttore di una banca svizzera……’azzo, c’è costruita intorno una scenetta che vorrebbe essere di comica suspance (bleah).
    Basta. Tutto si tiene in questo mondo di complotti che palesemente da Lipperatura (o meglio dalla Lipperini) si irradiano nei quattro angoli del globo. Speriamo che il Coccige da Vinci ci regali una pubblicita’ indiretta verso altre marche come quelle semisconosciute (e sicuramente tamarre 🙂 che hai citato tu.
    scusate le freddure, ma adesso mi gira cosi’, nun è serata…
    besos e ‘notte

  9. @ Angelini: sei un caso disperato! Proprio non capisci, niente da fare, sei ostile ad ogni forma di umano ragionamento. Grazie per la mail, in ogni caso, ne farò buon uso (qui non ti rispondo perché, davvero, sto ridendo).
    @ Giorgio: sì, avevo intuito bene, allora. Il problema è che del substrato filosofico Carla fa un uso fin troppo frequente, e che la sua cosiddetta critica è impregnata di filosofia “quasi accademica”. Il punto è: la filosofia, al contrario delle leggende popolari, non è un piano di discussione per un elite di intellettuali autistici, e qualunque cosa può essere detta in modo chiaro: di sicuro, qualunque concetto che alluda alla scuola di Francoforte non ha bisogno di trasformarsi in una zuppa critico filosofica.
    Io stesso, prima di criticare, sottopongo i pezzi che ritengo contorti, involuti o bizantini, alla lettura di qualche persona di discreta cultura che non sia “specialista” di filosofia. Mi sembra una buona prassi…
    E del resto, infine, è inutile separare la filosofia dalla critica, sarebbe come sostenere che serva “un’educazione a pensare”, un patentino inutile che fa torto sia alla filosofia che alle pretese di comprensibilità di ogni intervento di un critico: perché si parla di interventi che “contengono un pensiero” (oppure non contengono nulla, ma non è questo il caso: la confusione non è la negazione del pensiero, ma una delle sue espressioni più diffuse).

  10. Il
    HARRY WINSTON (AVENUE COLLECTION)
    http://www.orolus.com/images/harry-winston/310-LQGL-D2-2.jpg
    per me è un pezzo dal minimalismo liberty veramente imbarazzante. Credo che starebbe bene anche sul polso di una che non porta orologi da sempre come me. Dovrei però intonare all’oggetto discreto e sobrio anche tutto il guardaroba e francamente mi sfianca l’idea di disfarmi di capi preziosi a cui sono affezionata. Rimando l’acquisto al prossimo cambio di stagione e di armadio.
    ‘notte

  11. Nemmeno io ho mai portato l’orologio, mi dà fastidio avere qualcosa intorno al polso 🙂
    Sì, ti conviene rimandarlo, l’acquisto: non credo costi meno di seimila euro…

  12. Cara Lipperini, vorrei solo chiarire che non mi sono mai espressa contro l’so dei nick, la mia era una domanda forse ingenua non lo nego, che mi ponevo assieme ad altre in relazione ai fatti accaduti. Estrapolata e messa lì nel tuo pezzo sembra essere un giudizio categorico e non lo era. Per quanto riguarda il titolo del pezzo Copyleft? faccio notare che il pezzo, titolo incluso è opera dell’autore del pezzo e non di Carla che l’ha postato. Questo per amor di chiarezza. E con questo scende il silenzio sulla faccenda che ha coinvolto amici a me cari.
    Saludos

  13. Intervengo solo bravemente, per ribadire, come già ha fatto Gabriella, che il titolo “Copyleft?” è mio e non di Carla Benedetti.
    Il titolo in questione voleva essere ironico, e significare l’esatto contrario di “copyleft”, principio con cui invece concordo in pieno. Mi spiace che non si sia capito, colpa mia, ma l’intenzione non era davvero quella di intorbidare la discussione sul copyleft. la poca meditazione sulle parole a volte deriva anche dall’urgenza di far uscire una cosa. E in questo caso l’urgenza, credo, c’era eccome.
    Un grazie a Loredana Lipperini per la solidarietà.

  14. Per cortesia,
    portate pazienza in quanto io sono un pochino ritardato e vista l’ora anche un pochino addormantato.
    Qualche domanda da parte mia, posso?
    ma la persona “offesa dal reato di plagio” è viva?
    si è fatta viva?
    è al corrente di quanto sta accadendo?
    ha detto la sua in proposito?
    Notare le virgolette, please.
    Forse mi sono perso tra link , pagine sparite, blog inventati, blog mai nati, blog taroccati.
    Lo ammetto, mi sono perso.
    Loredana aiutami tu.
    Ma di che ***** state parlando?

  15. Null, rileggi quando sei più lucido, mica si può perdere tempo a spiegare le cose a uno mezzo addormentato…

  16. Per Ivan Roquentin detto Er Teribbbbile. Io sarò “ostile ad ogni umano ragionamento” (ah, piccola pulce insolente!), ma tu, come ti dissi la prima volta (ricordi? c’era il tramonto, gli uccellini cantavano…), hai il sense of humour di un paracarro.

  17. Per WuMing1. “Esistono tesi…” dici tu. “Certo, ma esistono anche antitesi e sintesi”, potrei risponderti. Ma non voglio fare l’Hegel della situazione:-/

  18. proposta: e se dibatteste in maniera meno noiosa e pesante? sul fatto del copyleft, è buona l’idea, ma alla fine è la solita furbata. e poi perchè dovrei essere contento di scarucare gratis un testo di wm? ma chissenefrega. se lo devo proprio leggere vado dal libraio. (già fatto, letto dal libraio a gratis…) la mazzuccato è una plagiaria, a quanto pare. ora si sta facendo una pubblicità immensa, state tranquilli che questa è una mossa pubblicitaria. in fatti lei esce con un testo narrativo, per cui si potrà sempre dire: ma si, ha plagiato due poesie di una blogger rincoglionita, però questa è roba sua. in fondo in italia si perdona sempre tutto. e si fa male. ma così va il mondo in questo paese di merda.

  19. Intervengo nella polemica sugli orologi, asse del destino dell’occidente. E’ inutile spendere 12.000,00 per uno di quei catafalchi da polso: l’orologio più bello del mondo, ora esaurito e introvabile, è il “TEMPO LIBERO”, disegnato da Bruno Munari nel ’97 per la swatch e ispirato ad un suo prototipo di sveglia http://www.angelfire.com/mn/curr/images/tempolibero.jpg
    Le ore, serigrafate su dischettini non ancorati al quadrante, sono libere di fluttuare. Un’immagine genialmente semplice da grande pubblicitario: è la pubblicità del tempo insubordinato. Le costose patacche al polso del Califfo, quelle in cui il tempo è rivettato senza pietà, a me sinceramente non interessano.
    Nella storia dell’arte c’è stato un critico e scrittore famoso anche perché non portava mai l’orologio ma conosceva sempre l’ora, era A. Breton.

  20. Leggo spesso questo blog, e mi stupisco di come alcuni commentatori non abbiano assolutamente nulla da dire, di costruttivo, intendo; eppure compaiono con una tenacia ammirevole. Forse le polemiche sterili ed i battibecchi acidi interessano loro soltanto, così come non interessa ai lettori sapere che sono ancora vivi e che hanno studiato con profitto al liceo ed all’università nelle discipline umanistiche e filosofiche. Per non essere del tutto OT, comunque, aggiungo che a mio avviso nessuno scrittore che possa aspirare ad essere definito tale può architettare di farsi pubblicità attraverso un plagio. A mio avviso è stata una bella scivolata su buccia di banana e la plagiatrice sta ancora gambe all’aria. Saluti
    Una lettrice.

  21. Franco,
    ora sono più lucido ma per il mio ritardo mentale non posso farci nulla, quello rimane.
    Veniamo al sodo.
    Il post prima del mio era di Sergio Baratto che chiarisce, bene, la storia del copyleft e del titolo a quel pezzo. End
    Rimane il plagio e le reazioni che ne sono seguite.
    Le reazioni sono chiare e ben esposte quindi anche un ritardato come me ha materiale a sufficienza per formarsi un idea. end
    Alla fine, o in principio, c’è il plagio e su questo chiedevo aiuto.
    Ripeto la domanda, secca:
    la giovane scrittrice vittima del “delitto di plagio” ha rivendicato qualche cosa?
    Capisco che per motli di voi questo è ininfluente ma per un ritardato come me è di particolare importanza.
    Portate pazienza verso i ritardati.
    Grazie

  22. è vero, roquentin ha il senso dell’humor di un paracarro…ma adesso ci verrà a dire che questo modo di intervenire in maniera anticonvenzionale su quella convenzione stratificata che è la lingua è una cosa fatta un po a cazzo di ornitorinco, che, tra l’altro, essendo uno dei Mammiferi più straordinari tra tutti quelli attualmente viventi perchè depone le uova le cova e poi allatta i piccoli, non può essere utilizzato in una figura dialettica.
    scommetto che ci rimanderà al De Mauro, suo cavallo di battaglia.

  23. Se gli scodello l’elenco degli esami di letteratura e linguistica comparata sostenuti nel corso delle mie lauree prende paura:-/
    P.S. Con Chomsky ci davamo del voi (in inglese).

  24. lettrice wrote:
    ……..mi stupisco di come alcuni commentatori non abbiano assolutamente nulla da dire, di costruttivo, intendo; eppure compaiono con una tenacia ammirevole..
    oh mamma, Lipperini non sapevo e non volevo, scusa. Da qualche parte devo essermi persa il Decalogo in cui detti le regole della ‘costruttività’: se mi indichi lo spazio in cui recuperarlo mi aggiorno 🙂
    cara lettrice non ti spaventare, solo mi capitano dei momenti poco costruttivi come questo e bisogna avere pazienza e com-patire.
    besos

  25. invece io e chomsky, ad una cena, ci davamo del LEI…”would she like some more parmigiana?” – “yes please, she is very kind”

  26. @ Angelini: c’è la mia mail, per le questioni private, compresi i paurosi elenchi.
    Ciao
    (a margine, sottoscrivo le parole dellla spettatrice)

  27. Carissimo Angelini, mò non esagerare, non esibire a noi poveri mortali le tue puden…sorry, i tuoi trascorsi di studio. Non sarebbe carino assistere a una gara di ‘chi ce l’ha più lungo’. Non mi sembra educato. Per fortuna sarei tagliata fuori dalla competizione sia per una questione di sesso che per assenza di percorso di studi universitari…pffuiii, l’ho scampata.
    Volgi altrove il tuo sense of humor e vamolà, Roquentin non coglie o non vuole cogliere e bisogna rispettare anche le sue scelte 🙂
    dopo queste perle di saggezza mi eclisso per cercare di digerire in pace. Vi auguro altrettanta, pasciuta, serenità.
    besos

  28. Per Andrea C. Semplicemente spassoso.
    Per Roquentin. Vorrei seguire i commenti senza questo tuo pedante intercalare. Grazie.

  29. Null scrive:
    “la giovane scrittrice vittima del “delitto di plagio” ha rivendicato qualche cosa? ”
    Il tempo che ci hai messo a farti venire questo dubbio e ad esprimerlo ben due volte potevi impiegarlo cliccando sul link a NI offerto dalla Lippa nel post d’apertura. Lì avresti visto che, nella discussione, la plagiata partecipa in prima persona.
    Quell’altro: appunto, se non ti frega di scaricare i testi di un autore, non lo fai. Punto. Andare in giro vantandoti che non ti frega sollecita ulteriori: “E a me che mi frega se non ti frega?” e via così.
    Roquentin e Angelini: dài, bambini, basta, sennò tocca chiamare la madre superiora…

  30. Considerato che Una lettrice è stata ripresa in modo, al solito, affatto costruttivo da chi c’ha la coda di paglia, e tenuto altresì conto che continuano a cadere nel vuoto le richieste di Roquentin ad usare le mail private per i messaggi ***acidi***, è troppo se intervengo con un clamoroso, anonimo, personalissimo OT, chiedendo di capire per quale motivo Angelini & co. (soprattutto lui) sono (credono di essere) così caustici?
    Perché è da un po’ che ci inciampo e non l’ho ancora capito. Scusino se mi permetto, eh, ma non vorrei mi sfuggisse un aspetto dannatamente rilevante ai fini della comprensione esaustiva del panorama letterario.
    Un’altra lettrice solidale con la prima.

  31. Null, non sono il tuo maestro elementare, se non hai voglia di applicarti nella lettura non sono io che posso rivolgermi ai tuoi genitori.
    Nella discussione su NI che c’è qui:
    http://www.nazioneindiana.com/archives/001275.html
    Svariati commenti sono di Elos, Mariasole, insomma, la plagiata.
    Quindi, la tua domanda risultava un po’ assurda a chiunque avesse letto prima di mettere in moto i polpastrelli.

  32. Maddai, ma quale lettrice, pure il finto cambio di sesso ora… “Anonimo”, “Passante”… Poco fa un uccellino mi faceva notare che nel pezzo di Parente sul Domenicale c’è la metafora dell'”ovetto”, già proposta tale e quale da un certo “Passante” in un commento su questo blog, qualche mese fa… L’ovetto del Kazakistan… Qualcuno lo ricorderà.

  33. Tranquilla, Anonimo, io e Roquentin ci vogliamo un sacco di bene, anche se lui, ogni tanto, per tirarsi un po’ su, mi definisce incapace di intendere e di volere. Il mondo è bello perché è avariato, non trovi? Lo diceva anche Totò.
    Sento che un giorno mi scriverà in privato per confessarmi tutta la sua segreta ammirazione per me. Un bacione.

  34. Franco,
    come tuo solito intervieni a …..
    A parte che nel link a NI io non trovo nessun intervento della parte “lesa”.
    A parte che i vari protagonisti ci stanno regalando uno spettacolo di infima qualità con pagine che spuntano e poi spariscono, blog che dovrebbero stare in linea e non ci sono, di paladini che vogliono difendere le altrui opere quando l’interessata se ne strafotte:
    ” Non blocchiamo il sorriso, caro nonno gaetaNello (ah, nel post di pletòra ho aggiunto un commento per te…)
    Suvvia,ormai è passata anche a me la rabbia. Tanto io nella vita mica voglio fare la scrittrice: io voglio fare la fumettista/fumettara delle avventure di papa ratzGUL! O la pittrice plagiata… O la cazzona fumata. O la filo-soffia dei boschi. E delle biciclette nere dei nonni, o la corto-sogno-metraggista.
    E tanto, tanto altro ancora.
    Un bacio
    che poi, pensavo: e se in verità-come già altri m’han detto- io davvero sbucassi fuori da un libro? Questo sarebbe ancora più angosciante.
    E se io fossi un personaggio di franscesca? Mon dieu. Signori,fratelli,amanti e sorelle, voi che mi avete vista, a parte il vino e le ossa, ero anche un po’ carne, vero?
    elos
    23:13, 19 maggio, 2005 ”
    Questo post è del 19 maggio
    Su NI la “bomba” scoppia il 22 maggio.
    Come dicevo prima io sono un ritardato………
    IO ?

  35. Franco,
    controlla anche le date dei post che sono importanti.
    Se il 19 maggio la diretta interessata dichiara il suo disinteresse alla faccenda perchè si crea il caso il 22 ?
    Lo vedi, io sono un ritardato, io certe cose non le capisco.
    Sono un ritardato. 🙁

  36. Pur non avendo avuto risposta diretta, ho capito (per Franco: sono nata femmina e mi compiaccio di esserlo, nonostante non abbia ancora ottenuto il 100% di parità con voi maschietti). Ho capito che Angelini non è acido come sembra. Si diverte un mondo scatenando l’acidità altrui. Non si spiega perché, altrimenti, a volte ti viene voglia di insultarlo altre volte di andarci a prendere un caffè. Ho capito che è nauseato della tracotanza di chi fa parte, o crede di far parte, del gotha letterario, cioè tutti (ma non tutti) quei critici, scrittori, pseudoscrittori, accomunati dalla identica prosopopea del primo della classe – in rete, poverini, sono costretti ad abbassare la cresta. Angelini deve avere qualche blog anonimo in cui spara un sacco di c… divertenti, ma non credo ce lo dirà mai.
    Per Null: il caso non è stato creato direttamente da Elos, ma da chi ha fatto notare il plagio. Ci si è impuntato, come si suol dire, a seguito della reazione di F.M.
    Un’altra lettrice

  37. “Tesoro mio,
    stai dicendo le stesse cose che dico io.”
    Ecco cosa succede a non farsi i fatti propri. Ti stavi agitando e mi era sembrato che non avessi capito. Non facevi prima a dire che ti secca tutta questa pubblicità, questo can can chiunque lo meni ed a chiunque sia diretto? Che c’entrino o meno Elos, o l’amico Sergio, il principe del foro che ha ritenuto di non procedere, Francesca M. o la Musa che sta ridendo a crepapelle, credo che sia fuor di dubbio che qualcuno ha copiato da qualcun altro, come altrettanto chiari sono i rispettivi ruoli in questa vicenda. Mi sa che l’entrare in rete m’ha procurato qualche incomprensione, oggi. Torno a
    leggere la Yourcenar.
    Un’altra lettrice

  38. “Per Null: il caso non è stato creato direttamente da Elos, ma da chi ha fatto notare il plagio. Ci si è impuntato, come si suol dire, a seguito della reazione di F.M.
    Un’altra lettrice”
    Tesoro mio,
    stai dicendo le stesse cose che dico io.
    Ma io, da ritardato quale sono, mi chiedo il perchè è stato montato un caso quando la diretta interessata tre giorni prima considerava la faccenda “chiusa”.
    Se Elos o Mariasole passasse da queste parti gli direi, fraternamente, di tirarsi fuori da questa vicenda.
    Ora che l’abbiamo scoperta torni a scrivere per il nostro piacere.

  39. Ecco perchè ci tengo sempre a precisare che William Nessuno non è un “nick” nati su un blog ma uno pseudonimo registrato alla SIAE…

  40. Null, certo che potresti metterci un po’ più d’impegno, come dice giustamente Franco.
    Comunque: sono stato io a segnalare su questo blog la vicenda giovedì 19, rimandando (come avevo fatto nel mio blog) al post di Sergio – in margine al quale, il commento di Sole. La cosa in effetti sarebbe finita lì, se non ci fosse stata la reazione della Mazzucato con blog d’insulti e minacce di querele: è stato a quel punto che la cosa è stata portata davanti a Nazione Indiana. Non c’è nulla di strano, come vedi.

  41. Scusate il ritardo: grazie a Sergio e Gabriella per la precisazione sul titolo. e per il chiarimento, che ritengo indispensabile per evitare confusione (Gabriella, se noti bene non ti ho attribuito affermazioni nette, ma dubbi: ho deciso di scrivere il post proprio per cercare di separare una vicenda meschina da un paio di problematiche serie, non per accusarti di qualcosa!).
    Spero che Null abbia nel frattempo capito il motivo del contendere e i termini della questione.

  42. “Halley: Io ti volevo restituire questa lettera.
    Clifford: E’ la mia unica lettera d’amore.
    Halley: E’ bellissima. Peccato che io sono la persona sbagliata.
    Clifford: Ma forse fa lo stesso. L’avevo copiata quasi tutta da James
    Joyce. Non ti eri chiesta il perché, di tutti quei riferimenti a
    Dublino…”
    Woddy Allen
    i titoli più rappresentativi,in generale e sul caso in questione,sono sempre “uomini e cobra” e “scene di caccia in bassa Baviera”.Comunque io al vostro posto non avrei troppe certezze su come si sono svolti veramente gli eventi,così,tanto per dire.ciao

  43. “Null, certo che potresti metterci un po’ più d’impegno, come dice giustamente Franco. ”
    Si ma non rovesciamo la frittatina, prego.
    Io di impegno ne ho messo tanto ma tra post spariti, blog taroccati, blog non raggiungibili, minacce di querele, la diretta interessata che il giorno 19 considera chiusa la vicenda e poi dopo la pubblicazione del pezzo su NI dichiara di essere frastornata (vado a memoria).
    Se lei è frastornata figurati chi si è preso la briga di rimettere assieme i pezzi non avendo vissuto in prima persona l’intera vicenda.
    O dobbiamo prendere tutto per oro colato?
    Loredana io ho capito poco come è mio solito anche se i termini del problema mi erano chiari anche la notte scorsa quando ho fatto il primo post.
    Mi mancavano alcuni pezzi che ora credo di aver messo a fuoco.
    Comunque la guardi è una brutta storia.

  44. @ Loredana:
    Pienamente d’accordo con te sui distinguo, quello che poi intendevo anch’io: oltrepassare il caso personale e riflettere in modo più ampio su alcuni temi emersi dalla vicenda.

  45. Loredana non me ne volere, ti prego.
    Raccolgo l’invito di Alderano e ci metto più impegno nella ricostruzione degli eventi a beneficio di quanti non si sono mossi da questo blog:
    PRIMO ATTO
    “Il sottoscritto ebbe con la Mazzucato una frequentazione via blog, all’inizio. Così come la stessa Elos, della quale la Mazzucato cantava le lodi. Per quanto mi riguarda, ebbi a mandarle il mio romanzo, a dicembre, come ho fatto con molte altre persone. Lei cantò le lodi pure del mio Cirque, in lunghe mail. Insomma, pareva ci fosse un buon rapporto. Per me, almeno, era così, tanto che l’avevo pure invitata a cena insieme al suo compagno. Durante una telefonata (l’unica intercorsa) lei disse, senza che io le avessi chiesto nulla, Domani faccio una telefonata a Marsilio. Dopo una decina di giorni, visto che lei non mi aveva fatto sapere niente le mandai una mail chiedendole en passant se aveva avuto modo di fare quella telefonata. Lei mi rispose con una mail pesante, dicendomi di non starle addosso e altre cose poco simpatiche. Al che io interruppi i rapporti con la suddetta.”
    SECONDO ATTO
    “In quei giorni, Elos scompare dal web. Blog chiuso. Ma i nostri rapporti telefonici e mailari continuano. Ricompare dopo tre mesi. La Mazzucato la accoglie attaccandola con una durezza inconsulta su questioni incomprensibili.
    Dopo qualche settimana, Sole mi telefona, basita. Ho scaricato un e-book della Mazzucato, mi dice, ho trovato lunghi passi riportati pari pari. Ogni tanto qualche piccola interpolazione, ma quelle sono le mie scritture. Gran parte di quel libro è frutto del copia incolla dal blog di Elos. Io ne sono testimone. Mi incazzo. Sole non merita questo. Lei non sa difendersi, è persona di troppa fragilità, che con la vita ha un rapporto di tagli e ferite. Questa persona non può passarla liscia.”
    TERZO ATTO
    “Telefono a Sergio, magari si può scrivere della cosa su Nazione Indiana. Lui dice, meglio di no, magari faccio un post sul mio blog. E fa un post filologico-comparativo in cui si dimostra con irrefutabile evidenza come quello della Mazzucato sia un copia incolla. Io linko il pezzo sul mio blog, e ne do notizia pure su Lipperatura. Parlo di plagio.
    Al che la Mazzucato reagisce con violenza, minacciando querele. Fa un blog apposito contro Sergio, andando sul personale con una violenza inaudita. Agita fumo, ché non ha possibilità di difendersi nel merito.Chiede che ogni accusa venga rimossa -cancellerò il sito,scrive,solo se voi farete altrettanto.Dice che ha una famiglia di avvocati, suo padre condivide lo studio con Gamberini. Be’, anch’io ho ottime conoscenze di avvocati di grido. Non sono quelli a mancarci.
    La Mazzucato tira in ballo Moresco, mette in piazza mail ultra-private che a suo tempo Sole le aveva mandato, mette il suo numero di telefono privato e l’indirizzo.
    Sole, che mi tiene aggiornato poiché io sono fuori e non ho la possibilità di connettermi al web, mi chiede di desistere. E’ troppa la pressione da affrontare – e adesso voglio difendervi io, dice, lasciate fare a me. Le dò la mia password, lei cancella il post che linkava il pezzo di Sergio. Ma Sergio non desiste, ne riparla con Sole e decidono di aspettare. Anzi, stavolta la notizia va su Nazione Indiana.
    Il blog della Mazzucato, nel frattempo è scomparso.Evidentemente qualcuno dei suoi avvocati le ha fatto notare che stava esagerando.
    Vicenda triste. Certe persone saranno dimenticate per l’avvenire. Non per il passato.”
    FINE DELLA RICOSTRUZIONE
    ______________________
    Avete capito chi scrive queste cose?
    Avete letto le “premesse”?
    ______________________
    Alderano le piace questa ricostruzione degli eventi?
    La riconosce?
    ______________________
    In tutta questa storia io vedo una sola vittima, pulita, solare.
    Ciao Mariasole,
    ti voglio bene anche se non ti conosco.

  46. caro Null, sulla ricostruzione non ho nulla da eccepire, nemmeno sui tempi. (Leggere bene le premesse, dice: Avendole scritte, e avendo potuto non scriverle, volevo che fossero lette bene, cosa crede?)
    Che la vittima fosse Maria Sole, questo era chiaro sin dall’inizio. E per questo è scattato il terzo tempo.
    Adesso, come ho ripetutamente scritto, vorrei (vorremmo) che si passasse ad altro.

  47. “Adesso, come ho ripetutamente scritto, vorrei (vorremmo) che si passasse ad altro.”
    Nessun problema.
    Anche se quando era Maria Sole a chiedere di passare ad altro non è stata ascoltata.

I commenti sono chiusi.

Torna in alto