L'INTERVISTA A JT LEROY: CONTENUTI EXTRA

Post di servizio. Esce oggi nelle pagine degli spettacoli un’intervista della sottoscritta a JT Leroy, in Italia per l’uscita del film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa. L’intervista medesima, realizzata via mail, si è rivelata decisamente più lunga di quanto pubblicato: anche perchè a Leroy piace assai corrispondere attraverso la posta elettronica. I contenuti extra, che non sono leggibili sul quotidiano, son questi:

Sarah non è la prima cosa che ha scritto, vero? C’era una raccolta di racconti, sulla prostituzione, credo. Sono mai stati pubblicati?

Il mio primo libro, che la casa editrice Crown Publishing comprò quando avevo 16 anni, parlava della strada, di quel genere di situazioni. Raccontavo la vita di strada di San Francisco, di Portland, di Seattle, di Los Angeles. Non mi piaceva, non era quello che volevo esprimere. Non aveva, ehm, spazio. E non aveva humour: ero troppo vicino a quelle esperienze. Avevo bisogno di più tempo per maturare come scrittore, per sviluppare le mie capacità.Quindi non scrissi per due anni, poi cominciai a scrivere di quello che sapevo del West Virginia. Non avevo mai provato a scrivere fiction prima, e non lo programmai neanche: venne fuori da sé. Non so perché, né come. Ma fu divertente. Mi divertii a farlo. Era come se tutte le cose assurde e folli, tutte le battute divertenti, tutti i dettagli assurdi che avevo visto lì venissero fuori spontaneamente. Ed è ciò che amo del West Virginia; è così fuori da ogni mappa che può succedere di tutto. E credetemi, succede di tutto!
La cosa che colpisce nella sua scrittura è una sorta di binario doppio: da una parte il racconto di sofferenze e atrocità, dall’altra una mistica di quelle stesse atrocità. Cherry mi ha ricordato una grande eroina della letteratura francese, Divine, il travestito-santa di Notre-dame-des-fleurs di Jean Genet. Lei lo ha letto?

Ho sentito fare a molti il paragone con Genet. Uno dei miei scrittori preferiti mi ha detto:”Mi ha ricordato Genet per la strana religiosità di coloro che sono completamente tagliati fuori, quel mythos che tu crei per gli abitanti di un mondo disincantato, ri-incantato…”.Ho provato a leggere Genet, ma non sono andato molto avanti. Vorrei saper leggere il francese. Ma ho rubato argenteria, come ho sentito dire abbia fatto anche lui! In realtà ho solo preso qualche cucchiaio ad una festa terribile cui sono stato. Ma non ruberei mai da casa di qualcuno. Quello non me lo hanno insegnato.
E quali sono gli scrittori che ha amato, che ama?

Ci sono così tanti scrittori che amo e ammiro che è impossibile indicarne solo alcuni, perché ne lascerei fuori un milione. Imparo ogni giorno dagli altri scrittori. Ammiro molto Dave Eggers per la sua scrittura e per il senso di comunità che sta creando. Anche Breece D’J Pancake ha avuto molto peso nella mia vita. Anche lui era del West Virginia, come me, e pubblicò una sola raccolta di racconti prima di suicidarsi sparandosi un colpo in testa all’età di 26 anni. Parlo con lui quasi tutti i giorni. Mi dissuade dal voler fare la stessa cosa. Mi dice che se ne è pentito. Nella sua opera c’è una freddezza, distante ma palpabile, sia nei personaggi che nelle trame. Mi rende felice di essere un tipo alla “Golden Retriever”. C’è in me una speranza di cui non sono mai riuscito a disfarmi, neanche quando lo volevo disperatamente. Adoro Pancake per la sua abilità nello scrivere. Non una parola viene sprecata. Anche Flannery O’Connor mi incuriosisce sempre molto.

Alcuni sono stati incontri importanti: Dennis Cooper, o Dave Eggers. O Mary Gaitskill

Non capisco la domanda. Molti magnifici scrittori mi hanno preso sotto la loro ala, e io cerco di fare altrettanto per altri. Michael Chabon e sua moglie, Ayelet Waldman, mi hanno offerto una stanza in casa loro in cui scrivere; ho poi potuto passare del tempo con loro in Italia, il che è stato fantastico. Poi Mary Gaitskill, che mi ha guidato riga per riga; Tobias Wolff e Mary Karr, scrittori che mi hanno concesso la loro bravura, il loro tempo e mi hanno accolto nel loro mondo, cui ancora oggi non mi sembra di appartenere. Amo sempre Dave Eggers, che sa dare così tanto. È ciò cui aspiro.
Si sono dette e scritte tante cose sul suo conto: qualcuno parla di lei come di un’icona pop. E d’altro canto lei sembra amare davvero molto poco la visibilità, l’esibizione in pubblico. Si sente a disagio in questa definizione?

Non voglio essere un’icona pop. Cerco di tenermene fuori. Credo che l’attenzione dovrebbe essere concentrata sul mio lavoro. Le icone pop hanno, quasi sempre, una breve arco di tempo in cui sono rilevanti. Mi piace pensare che quello che sto creando sia senza tempo. Persone che hanno letto Sarah mi hanno detto che potrebbe essere stato scritto in qualsiasi epoca. Non mi piace inserire riferimenti alla cultura pop nei miei romanzi. Mi piace l’idea che possano esistere senza essere collegati ad uno specifico prodotto, a uno specifico slang di moda al momento; eccetto che per i ragazzi di strada dei miei romanzi, che usano qualche espressione slang che diventerà inevitabilmente vecchia. Sono più interessato a ciò che gli dà fondamento, le ragioni profonde, le eterne domande su chi siamo, qual è il nostro rapporto con noi stessi, con la nostra famiglia, la nostra ricerca di un’identità, individuare i miti che raccontiamo. Secondo me, inserire un riferimento a un prodotto svilirebbe il mio lavoro. Diventare uno di quei prodotti, significherebbe denigrare il tutto. Mi interessa la scrittura. Mi interessa l’arte. E m’interessa migliorare come artista e come scrittore. Non m’interessa essere un elemento di curiosità eppure so di esserlo, è parte di ciò che sono. So che è necessario farsi pubblicità e mi divertono anche alcuni aspetti di questo teatro, del mostrarsi. Mi piace la moda! Non lo avrei mai creduto possibile, ma sono preso dai vestiti ora. O piuttosto dai personaggi che posso diventare, dentro quei vestiti. Per questo mi piace lo stilista newyorkese Gary Graham, è un po’ come Blade Runner che incontra Oliver Twist, e questo è il mio stile! Adoro Ennio Capasa del Costume National, è un maestro. Mi ha insegnato la grazia e l’eleganza. Non erano cose cui facevo caso da piccolo, o forse sì, ma era più una questione di vita o di morte. Con mia madre… Ma ora non voglio rimanere incastrato in qualcuno dei personaggi di cui scrivo. Anche se in parte mi rappresentano, io sono in costante evoluzione. ‘Chi sono’ emerge sempre più. Quindi se scrivo ora qualcosa su un aspetto del mio carattere, quando sarà pubblicato io sarò ormai cambiato. Ci sono persone che vorrebbero tenermi legato a quello che ero, ma io non voglio essere legato ad alcuna particolare identità. È come un attore che viene sempre identificato con lo stesso tipo di personaggio. Io voglio che la mia arte rimanga autonoma. Ma in quanto genitore di quella arte è mia responsabilità dotarla di una vita propria; e se posso farlo senza compromettere me stesso, la mia morale e i miei parametri di giudizio, lo farò. E i miei criteri morali e i miei parametri di giudizio sono maturati, di pari passo con i progressi fatti nel lavoro con il mio terapista. 

 

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68 pensieri su “L'INTERVISTA A JT LEROY: CONTENUTI EXTRA

  1. Difficile sostenere che non si intende rimanere legati ad un solo personaggio quando si fa di tutto per venire identificati con il personaggio. Leroy è un cattivo esempio di cattiva letteratura popolare.

  2. Be’, tra Eugenio Capasa e la madre in quanto a “grazia ed eleganza” io non so chi sceglierei. Certo non il maestro Capasa

  3. mi colpisce che Leroy parli della raccolta non pubblicata come priva di humour. Ho letto Sarah e Ingannevole, ma tutto c’è tranne che humour.

  4. Gianni, purtroppo sabato ero in casa, vestito da marito di donna incinta e influenzata (quindi impossibilitata a curarsi). Giocoforza mia figlia era in casa anche lei, vestita da bambina di tre anni e mezzo con un costume da Biancaneve chiuso nell’armadio. Cucciolo, per la cronaca, se ne stava per i fatti suoi nel lettino di mia figlia, unico incurante degli eventi…

  5. OT:
    Michele, ma dov’eri sabato? Ti ho cercato dappertutto in piazza del Duomo. Era facile trovarmi, io ero travestito da Scrittore. E mia moglie da moglie dello scrittore. L’unica a remare contro era mia figlia, travestita da Farfallina. Bah, i giovani d’oggi!

  6. Semplicemente non mi piace J.T. Leroy. Parla molto, ma a rilasciar interviste mi pare poco bravo assai. In definitiva, la penso come Michele Monina.
    Altro non ho da aggiungere.
    Cari saluti,
    Iannox

  7. Ciao Loredana, si parla di JT e mi vien da sorridere. Due punti in particolare. Quando citi tale Dennis Cooper, lui non capisce la domanda e poi si dimentica di citarlo nella risposta. Curioso, viste le voci che girano. Altro punto, quando dice di non voler essere una icona pop. Giorni fa lo definii Michael Jackson de noantri, non a caso. Chi lo ha visto dal vivo, o almeno ha provato a vederlo, capirà bene il riferimento. La mia opinione in proposito rimane la medesima, un fantoccio.

  8. Insomma, chissà se è davvero un fantoccio. Ma se la sua storia è vera, veramente, tanto di cappello. La maggior parte di noi bravi ragazzi col “culo al caldo” (scusate il francese) non ne sarebbe uscito vivo.

  9. Se volete – come un fantoccio – mi attacco il pisello al culo con l’attack (ma per finta), poi scrivo come un angelo, e vediamo se è letteratura o roba popolare o che altro. Secondo me verrebbe solo merda, perché anche gli angeli la fanno e sempre tale rimane. In pratica, J.T. Leroy un fantoccio di merda.
    Quand’è che parliamo di altro? Un autore che sia serio, insomma, che non sia un Michael Jackson e che si spera sia almeno un po’ con l’ugola a posto.
    Boh, buona serata.
    Iannox detto anche Ienax

  10. @ IL POSTO DEI LIBRI
    Ma cara, io ho specificato che me l’attacco ma per finta. Mica sono scemo. E credo che neanche quel fantoccio di Leroy sia scemo, però lo fa bene: glielo concedo, avesse la pelle più chiara potrebbe esser la controfigura di M. Jackson.
    Comunque, al di là di tutto, una cosa la devo ammettere: Leroy ti fa piegare in due, a novanta, dalle risate. E se poi scappa la lagrima, è per le risate.
    Adesso perdonami, ma ho da depilarmi le gambe lunghe e snelle per la mia bella che è femmina femmina: stasera faremo cose audaci giusto per tastare quanto è ingannevole il nostro di cuore.
    Baci et abbracci
    Ienax ;-D

  11. @ IL POSTO DELLE IENEX
    Ma cara, carissima! Mito io?! Ma quando mai. A me non m’hanno mai inserito tra i Miti Mondadori, e manco su carta riciclata, fosse anche solo quella che uso per pulirmi il culetto quando ho fatto la pupù.
    Ah, la ceretta è calda: depiliamoci le gambe, e domani il cuore, e non se ne parli più. Ma ci vuol pelo sullo stomaco, per le gambe intendo: il cuore, quello temo sia facile a depilarsi anche da sé.
    Baci et abbracci.
    Ienax Ridens ^___^

  12. O.T.
    Il libro di Piperno esce martedì 15 da mondadori.
    sapete quante copie ci sono in un grosso distributore di milano che fino a pochissimo tempo fa era il magazzino della mondadori per il nord-ovest d’italia?
    volete veramente saperlo?
    30. (adesso 25 perchè le altre le ho prese io).
    quello di sharpe invece da einaudi a marzo.
    e già che ci siamo ricordiamo anche quello di gianni “con la morte nel cuore” da guanda questa settimana (credo giovedì) [se no si arrabbia :-)]
    Il problema delle recensioni “anticipate” sui giornali è che raramente portano la data di uscita (per es. ho visto che donna di repubblica ha iniziato a scriverla da poco).
    Altro problema è che mondadori ti invia “d’ufficio” *solo* i libri di bondi, pera e del cavaliere, ecc…

  13. @ LOREDANA L.
    Cara Loredana,
    ah, ma che ci vuoi fare… ormai l’ho fatta. ^___^ Vabbe’, me ne esco, che stasera si deve un po’ folleggiare. O no?
    M permetto… C’è un’intervista bella, importante, da me. Magari ti vien voglia di darci un’occhiata.
    A domani, allora, col Signor Autore.
    Iannox

  14. >”O piuttosto dai personaggi che posso diventare, dentro quei vestiti.”
    Qui mi sono arresa. Non ho potuto fare altro.
    Volevo solo aggiungere che questi post e questi dibattiti sono davvero utili a qualcuno. Io, per esempio, domani acquisterò un libro di Biondillo. Vedi alle volte le discussioni…

  15. Dado, con tutto il rispetto per la tua esperienza sul campo, non sono d’accordo. Conosco signore e signorine che farebbero un falò con Mastretta e Serrano e che idolatrano Mordecai…No, se si esclude il rosa vero e proprio, non concordo.

  16. state scherzando?
    donne e uomini leggono cose diverse.
    donna lettrice medio-alta: banana, belli, serrano, mastretta (uomini solo banana, ma meglio murakami che piace anche a donne).
    versione di barney è più per maschietti così come animale morente di roth e direi che bukowski è esclusivamente per maschietti.
    non siete d’accordo?
    p.s. le donne leggono di più, decisamente.

  17. Eppure, Dado, dalla mia esperienza, alle presentazioni dei miei libri ci sono SEMPRE più donne che uomini. E sono sempre loro a comprarlo il libro, alla fine.
    E poi, in effetti, per quanto il noir si picchi di uin certo “machismo” (ma il mio personaggio è veramente poco macho) io scrivo per chi legge. E in Italia leggono di più le donne, è inutile negarlo.

  18. Non scommetto mai, se non so di vincere.
    E qui perdo sicuro!!!
    (non perché non abbia fiducia di quanto ho letto io, ma ho la certezza che tu mi hai battuto!)
    😉

  19. Secondo me, ci sono alcuni autori (o libri) che sono letti indifferentemente da uomini e donne; altri no.
    loredana ci saranno donne che non amano mastretta o serrano (il che vuol dire che quantomeno hanno provato) ma pochissimi uomini le leggono…
    tu trovami una donna che legga con gusto, ma gusto vero, bukowski…
    le donne prediligono le scrittrici gli uomini leggono poco le donne (io per primo leggo tendenzialmente solo oates, munro, yourcenar)
    per esempio quanto scomettete che loredana ha letto lo scorso anno molti più libri scritti da donne che gianni? no?

  20. Se posso intromettermi, gli ultimi libri che ho letto sono: L’uccello che girava le viti del mondo-Murakami, Trilogia di New York-Paul Auster, Follia-Patrick McGrath, Confessioni di un codardo-Charles Bukowsky, Brother and sister-Simona Vinci.
    Sono una donna atipica?
    Biondillo attenderò allora, ma sappia che la lettura dei suoi commenti in questo luogo a me caro, m’ha spinta ineluttabilmente all’acquisto compulsivo. :))
    Le farò sapere quali conseguenze subirà la mia pische a fronte di questo gesto, magari quando abbandonerà la triste Milano per la più ridente e solare Roma, così potrò farlo di persona.
    Un caro saluto a lei e a LaLipperini.
    PS: E non fatemi arrabbiare troppo Iannox 🙂

  21. Potrei concedere un pò del mio tempo ad una “solita” polemica ma, Dio Mio, Leroy fa schifo davvero.
    Ma davvero confondiamo la letteratura con lo sterco e allora mi chiedo: perchè?

  22. @ VALCHIRIA
    E guarda che adesso il Leroy c’ha pure un ingannevole film che – ovviamente – ho già visto. Che dire? Ho dato di stomaco, in ogni senso. Ma non perché il film forte o che altro, solo perché palloso: ho rischiato un attacco di orchite acuta. ^____^”’
    Poi, uno come Leroy, che non sa rispondere a un’intervista, non mi fa pensare bene: se non è capace di rispondere correttamente alle domande che gli vengono poste, come si puo’ pensare che sappia scrivere un romanzo, anzi due, più un Harold finito schiacciato. La dice lunga, cioè corta il non saper rispondere alle domande. Un fantoccio. Ah, non è che qualcuno potrebbe regalarmi una barbie di secondamano, mi servirebbe, magari riesco a spacciarla come promettente stellina della nuova narrativa underground. Ma solo se di secondamano, altrimenti niente.
    Saludos.
    Iannox

  23. Tittyna, non ti sposo solo perché mia moglie potrebbe arrabbiarsi.
    (e quando si arrabbia diventa cattiva e non mi cucina più niente!)
    Comunque puoi sempre placarti leggendo “Per cosa si uccide” così sarai più che pronta ad immergerti a corpo morto nella lettura di “Con la morte nel cuore”.
    Franz è autore di un libro splendido: “le cose come stanno”. Dopo i miei passa subito al suo!!!
    Appena passo per Roma faccio un fischio, prometto.
    ciaociao, gianni

  24. Dado, “barba bianca”… Gesù erano 20 anni che nessuno me lo citava più… sei un mito!
    (ma io non dovevo scroccarti una cena?)
    😉

  25. ….riprendendo il discorso tra me e me….
    qualcuno, con una qualche ragione, s’era veementemente lamentato che una piagnucolona gridasse a gran voce per far leggere qualcosa di suo e (probabilmente con una ulteriore qualche ragione) si dichiarava poco propenso alla lettura di un brano che sapesse di lagna.
    Ben venga. S’individuava perciò una tendenza della cosiddetta elite di cultura verso l’intellettuale fiero, munito di propri mezzi e battagliero, consapevole della qualità del suo prodotto, poco disposto ad elemosinare letture e, perchè no, incline a qualche doveroso compromesso.
    Dicevo: ben venga.
    Ma allora, questo qui che si lagna di aver istinti suicidi, di non esser lontano da esperienza di strada melodrammatiche e quasi tragiche, che finge un umorismo del tutto inesistente cercando falsamente di ironizzare (per metterle in mostra) le proprie sedute dal terapista…questo qui, di contro, lo facciamo diventare un personaggio della cultura popolare?
    Perchè? A me non piace: eppure sono una che si lagna no?
    Anzi a dire il vero mi annoia, mi suscita uno sbadiglio stordito e mi annienta lo stomaco, facendo rabbrividire le povere viscere mie, contratte per lo sforzo che una ameba scrivente fa al fine di poter produrre ALMENO due parole di senso comunemente compiuto.
    Però mi domando: mi lagno o non mi lagno?

  26. Iannox,
    avrei una Barbie di seconda mano, ma è una Stella sul serio: fenomeno culturale popolare si ma che non si piega sui bassifondi.
    Potremmo stare ore a descrivere i bassifondi ed ognuno descriverebbe il suo. La mia Barbie da collezione, di seconda mano, ha la sua originalità controversa, mette troppi puntini sospensivi ma s’infiamma d’un gioco fenomenale di positive sinapsi.
    Insomma, almeno la mia Barbie non è demente.
    Ma….il tuo indirizzo di posta elettronica?

  27. @ TITTYNA
    Carissima,
    anche se dovessero farmi arrabbiare, tanto lo sanno tutti che, in caso, divento Ienax e pure Super Sajan di 4 livello. ^___^ Non pensiate che i cartoons non li guardi, anche se sono popolari.
    Io potrei far la parte di Goku, Wu Ming 1 sarebbe invece Vegeta. ;-D
    Saludos
    Iannox

  28. Caro Franz, ho scoperto con piacere che siamo compagni di scritture su “King Lear”. Ottima cosa 🙂
    Dado, seguirò i suoi consigli. Ciò che ho letto m’è piaciuto quindi perché non continuare? Ovviamente dopo Biondillo :))

  29. Ferma ferma ferma ferma…mai come stavolta ero ironicissima 🙂
    Ho letto tutti i commenti: non scrivo mai prima di aver letto tutti gli altri (sarà stupido ma mi sembra una questione di rispetto).
    Mai detto che “Lei” lo ha fatto diventare popolare: ho usato un verbo popolare intriso di sarcasmo. Avrei usato altrimenti un verbo al singolare molto diretto.
    Il riferimento a me medesima poi era così palesemente scherzoso che ci si poteva fare una risata e basta 🙂
    Un piccolo languido dolce appunto sulla maniera in cui son stati accolti degli scritti da me postati qui: non mi interessa. L’unica cosa che contava era far venir fuori degli atteggiamenti che in un modo o nell’altro siano riconducibili a comuni denominatori, positivi o negativi che siano.
    Talvolta, ahi ahi, si deve pur andare oltre le apparenze 🙂 Non sono poi così scema 🙂

  30. Credo d’aver intervistato abbastanza persone e artisti conosciuti, famosi e no, in questi anni. Alcune interviste sono anche on line, altre no. E poi sto aspettando altre tre o quattro interviste che ho fatto ultimamente.
    Ma certo che puoi farti una risata, la mia brutta faccia l’ho messa bene in evidenza perché ci fosse almeno un minimo di umorismo sui blog che tengo. Altrimenti sai che noia per chi mi legge. ;-D
    Il solito ignoto io? No, non troppo ignoto. Conosciuto soprattutto perché notevole rompiballe. ^___^ Be’, adesso che hai avuto scontro diretto col mio brutto muso su schermo ultrapiatto, troppo ignoto non ti sono più. ;-D Be’, cominciamo bene: ti faccio ridere se non altro. Il che è buono.
    Nababbo? No, a parte la Ferrari con la Ferrarelle che chiedo a tutti perché faccia loro intervista, non credo che con sorsetti così piccoli possa diventare un giorno straricco. ^____^’’’
    Divertente e appagante, dici, l’intervista che ti potrei fare. Uhm, perché no? Purché non si parli di Leroy affini e Melisse e Marmellate affini (ma non sopraffine), ci posso pure stare ad un’intervista. Però contattami in pvt, adesso il mio indirizzo di posta lo sai, altrimenti Loredana mi potrebbe castrare per questi OT. E t’assicuro che castrato sono assai meno affascinante. !___! Soprattutto su schermo ultratecnologico e ultrapiatto.
    Baci et abbracci,
    Iannox

  31. Iannox, non attribuirmi intenzioni così feroci.
    Valchiria: non mi pare di aver citato Leroy come esempio di letteratura popolare. Apprezzo la scrittura dei primi due libri, a chiunque appartenga, l’ho intervistato, ho postato qui parte dell’intervista. Stop. Se hai la pazienza di rileggerti i post e i commenti precedenti, noterai che nella discussione sul popolare non era al fanciullo che ci si riferiva. Poi. comprendo il risentimento e anche l’autoreferenzialità: ma non si può giudicare l’universo mondo a partire dall’accoglienza che viene fatta ai propri scritti. O meglio, si può eccome: ma è più difficile pretendere che gli altri ti seguano su questa strada. Ok? 🙂

  32. Iannox, ma non è vero che hai intervistato tutti: ti manco io !
    🙂 posso farmi una risata senza che mi si rimproverino le emoticons no? ma si…con te posso farmela: non sei razzista.
    A quanto pare non sei un solito ignoto, ma la fanciulla Valchiria poco conosce dei visi e dei volti di chi scrive.
    Magari non diventi un nababbo se mi intervisti, ma potrebbe essere divertente e sicuramente appagante: ti assicuro che, al contrario di Leroy, saprei rispondere alle tue domande.
    Giuro che sto ridendo sonoramente come una folle davanti ad uno schermo piatto ultratecnologico 🙂

  33. @ LOREDANA
    Carissima Loredana,
    ah, ma io ben lo so che mai saresti così feroce nei miei confronti.
    O sì? ^___^”’ Ovviamente vado scherzando.
    Sei fin troppo buona.
    Virtualmente, perché siamo qui in un blog, una rosa rossa per farmi perdonare.
    Baci et abbracci.
    Giuseppe

  34. mi sono dimenticato di una scrittrice che mi piace parecchio: A.H. HOMES (i racconti, il romanzo non l’ho ancora letto)…
    titttyna i miei consigli sono per saggiare se ad una donna possa veramente piacere bukowski… (per cui prendili cum grano salis 🙂
    gianni la cena a mio carico quando preferisci, ma ti immaginavo tutto preso da presentazioni ufficiali dell’ultima fatica…
    p.s. il tuo personaggio credo garbi alle donne (come l’autore del resto) ma certe licenze te le prendi anche tu (vedi il famoso pezzo sulle commesse milanesi)

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