Tag: Franco Fortini

Seguo anche io la vicenda, non la prima e non l’ ultima, dei saluti fascisti al raduno per Acca Larentia. E mi è tornato in mente un bellissimo articolo del mai abbastanza rimpianto Alessandro Leogrande. Lo scrisse per Il corriere del mezzogiorno, lo riportò Minima&Moralia. Era il 2012. Non molto tempo prima un altro, uh, “folle”, di CasaPound, aveva assassinato due migranti a Firenze. Ve ne riporto uno stralcio.

IL BALZO DELLA TIGRE

Questo è un 25 aprile più importante del solito, anche se tutti i 25 aprile lo sono. Questo è un giorno in cui tenere bene a mente quello che diceva Franco Fortini nel 1974 a Enzo Golino:

“Dipendiamo dall’avvenire in quanto siamo riusciti a recuperare dal passato, con il balzo della tigre di cui parla Walter Benjamin, qualcosa che dovrà essere divorato nel futuro”.

E’ un giorno in cui il passato deve consentire il balzo, soprattutto per le giovani persone, visto che la mia generazione (sempre quella che ha perso, diceva Gaber) non è riuscita a trasmettere quel che desiderava. E visto che molti miei colleghi, in questi ultimi tempi, hanno scelto – anche legittimamente, ognuno è padrone della propria vita – di non esporsi, di non parlare di argomenti “politici”, vedi mai.

Nessuna definizione calza meglio dello slogan che Fortini diede di se stesso nel 1973: «Letterato per i politici, ideologo per i letterati»”. Dieci anni fa, se ricordate, iniziai a postare su Facebook e Twitter, tutte le sante sere, una poesia di Fortini. Per tornare a farle circolare, e far conoscere uno dei maggiori poeti italiani a chi ne ignorava il nome.
Tra gli altri scritti, ho già pubblicato quello che ho più caro, non poetico, ma implacabile e vero, così vero oggi.
La sua ultima lettera. E’ il suo testamento politico e di intellettuale, e credo sia giusto leggerla ancora. Eccola.
“Sono vecchio abbastanza per ricordare come tanti padri scendevano a patti, allora, in attesa che fossero tutti i padri a ingannare tutti i figli. Cerchiamo almeno di diminuire la quota degli ingannati. Ripuliamo la sintassi e le meningi. Non scriviamo un articolo al giorno ma impariamo a ripeterci, contro la audience e i contratti pubblicitari. Diamo esempi di “cattiveria” anche a quei lavoratori che dai loro capi vengono illusi di battersi attraverso le strade con antichi striscioni”

Qualcuno, ieri, in occasione dell’anniversario della strage di Ustica, a cui abbiamo dedicato la discussione di apertura a Fahrenheit, sottolineava l’inutilità, o forse il narcisismo della memoria e di chi la sollecita. Buona per chiacchiere, convegni, spettacoli, film, romanzi. Blabla….

Torna in alto