IL LUNGO ADDIO DEL PAPA

Due cose da leggere, ora.

Da Azioneparallela, l’intervista di Marino Sinibaldi a Carlo Sini: “Occorre una riflessione critica su come i mezzi di diffusione abbiano dentro di sé qualcosa di morboso. È innegabile. A me è venuto di associare, me ne dispiace ma è così, le immagini del Papa sofferente a quelle del funerale di Diana”.
Su Carmilla , l’intervento di Giuseppe Genna: “Tutto ciò conduce a riflettere sull’effettività metafisica dell’operazione mediatica condotta dal Papa fino alla fine. E’ indubbiamente commovente, ma la metafisica ha ben poco a che fare con la commozione. Con la commozione ha invece a che fare la religione, la quale predispone per l’appunto una retorica, cioè un’arte della persuasione e della commozione, di cui i simboli religiosi diventano stilemi, elementi particellari di un linguaggio indurito”.

68 pensieri su “IL LUNGO ADDIO DEL PAPA

  1. Uffa! Morto un papa se ne fa un altro. E’ questo il vero problema della religione. Che se la guardi da vicino, la religione ha fatto più vittime che fedeli sinceri fra i fedeli. Ed allora, io penso che i coccodrilli per il papa sono ingiustificati, quanto inutili. Adesso il Genna mi vedrà anche le lagrime di sangue sulla Madonnina? Chissà com’era l’Antartide? Non m’ha portato neanche il corpo “vivo” d’un pinguino. Mannaggia a lui. Solo una trota salmomonata per giunta congelata (neanche surgelata) e che sospetto esser andata a male. Il pesce dopo tre giorni puzza, figurarsi dopo vent’anni.
    Ecco, la mia metafisica è molto terra terra, anzi diciamo pure sottoterra. E c’è scandalo? No. Solo la verità, quella che puoi toccare e che riconosci come freddo cadavere.
    Rispetto per la religione, sì, ma in senso evangelico: e il Vangelo, quelle che ci vengon dette le parole di Cristo – per me un filosofo accorto e tanto furbo così tanto da arrivare a farsi mettere in Croce – e non di certo un dio o un figlio di dio -, bene, quelle parole ben tante troppe volte tradite. Qui siamo tutti mortali e nessuno è innocente né nel sangue né nel pensiero.
    E niente polemiche. State buoni se potete, mi raccomando a voi e non a un entità superiore o a una in vaticano.
    OT: Lippa, Lippina, Lory, Lorettina – ma non mi metto in ginocchio sia chiaro come la mia pelata ^___^ – c’è qualcosa d’interessante da me, anche se… be’, se verrai lo scoprirai da te. Altrimenti amen.
    Saludos.
    Iannox

  2. Non si tratta di discutere sul papa, quanto sulla rappresentazione della morte ai nostri giorni: mi pare un tema grosso, su cui mi limito a dire che quanto più la morte viene negata nei discorsi e nel quotidiano, tanto più diventa spettacolo.
    Sono banale, mi rendo conto. Ma questo è.

  3. “operazione mediatica condotta dal Papa fino alla fine”.
    MA CI VUOLE UN GENIO PER SCRIVERE QUESTO.
    GENNA SEI DAVVERO GRANDE.
    mi raccomando che tutti gli intellettuali italiani non perdano l’occasione di testimoniare in diretta. non ci si lascia sfuggiore un momento storico così. dai dai tutti nella giostra a chi dice la cosa più intelligente.
    GENNA COME AL SOLITO E’ IN POLE POSITION.
    VRRRRUMMMMMMMMMMM

  4. L’ovvietà del mediatico e del suo irrisorio tintinnar di telecamere lucenti ed inviati luccicanti, stride, stride fortemente con l’etica tutta secolare della città eterena, perchè come ben sai e vi appertieni, alle soglie del soglio di Pietro il motto ancestrale è “morto un papa se ne fa un altro”, in silenzio magari, lasciando parlare le campane, che si sentono, o se si sentono quando portano gli annunci per le quali erano state originariamente pensate…

  5. Un momento. Anonimo, qui non si tratta di testimoniare: si tratta, per chi ne ha voglia, di riflettere su un fatto mediatico e metafisico prima ancora che religioso (e umano, evidentemente). Sia l’intervento di Genna sia l’intervista a Sini parlano di questo: basta far la fatica di un clic e leggere per intero i post che ho linkato. Poi, se vuoi continuare a divertirti, e a spiegarci che siamo una massa di sciocchi vanesi, fai pure.

  6. A dire il vero, anche se l’osservazione di Genna è realistica e pure se ce l’ho a morte con l’Istituzione Ecclesiastica, che fa diventare falsa una religione che potrebbe essere “vera”…ieri sera ho pianto quando è partito lo speciale del TG e devo confessare la mia stupidità: continuo a piangere. Umanamente mi sento dilaniata ad osservare un uomo che (lasciamo stare le nostre considerazioni sul ruolo e sulla consistenza dei messaggi), dopo aver fatto quello in cui ha creduto, continua con sacrificio a lottare per la vita. E’ stato un grande uomo; ora è un vecchio stanco che mi fa una immensa tenerezza. Scusate per l’intervento troppo commosso, ma è questo quello che sento.

  7. Ma sarà un vizio o una virtù – e non c’è polemica giuro nei confronti di Genna o di chiunque invece ne parli, del papa, e lo guardi – o semplice disitneresse, o il fatto che di nascita io sia mezza islamica (Brindisi) mezza albanese, e per educazione un po’ protestante (padre fanatico), e per destino con limitata capacità di attenzione – e con quella poca ci lavoro, o leggo Werther? O è solo che per amici ho scelto Piperno (F.) Virno (P.) che per anni hanno predicato l’esodo? o forse che la morbosità mi piace solo in Fogazzaro? O – per (s)fortuna -in questo come in altri campi sono “fuori tempo”? Mi invento un ’68 che non c’è. Un “illuminismo” con cui sottoscrivo un contratto ogni mattina, se no non so se ce la farei ad alzarmi. no, non ce la farei. non voglio diventare una nuova Pasolini (anche perchè a me quello vecchio un po’ mi ha sempre fatto paura). sto aspettando una mail di risposta, per continuare a lavorare, e ascolto radio onda rossa. io in questo tempo/i, non ci voglio stare. come non volevo andare dalle suore.

  8. “Il Papa si è mostrato al pubblico, in pubblico, il pubblico ha reagito con emozione. Ovunque interviste ai fedeli in piazza che si sono emozionati per avere visto il vicario cristico tentare di parlare e rochire indistintamente. In tutti i contenitori giornalistici è andata in onda questa barzelletta tragica che testimonia della verità spettacolare a cui si è ridotta oggidì l’azione della Chiesa nel mondo. Si tratta certo di un’analisi trita e ritrita, ma approfondendo emerge uno scandalo con cui siamo certi nessun Messia si sarebbe augurato di avere a che fare. E lo scandalo è questo: non c’è più corrente di vita naturale nell’immane apparato simbolico che ormai fa da valva fossile alla Chiesa. L’ictus che il morente Pontefice ha causato, in trent’anni quasi di sovraesposizione mediatica, è in linea con i tempi laici che desiderava frenare. Il simbolo è svuotato perché è diventato un canale di comunicazione. L’ondata emotiva che ha cominciato a montare, e che raggiungerà culmini mai registrati quando il Papa sarà deceduto, è la coerente fotografia di uno stato di fatto: l’emozione è ormai l’unica sfera di azione con cui la gerarchia cattolica intrattiene un rapporto con la realtà. Essa suscita emozione. L’Amore, a dispetto di duemila anni di consapevolezza esoterica cristiana, diventa amore. Struggente evaporazione di ogni ambizione realizzativa, di ogni operazione su se stessi, questa rivoluzione copernicana della Chiesa cattolica appare già, agli occhi di chi studia le colossali storie delle religioni, quale un segno del coma che da tempo ha preso possesso della coscienza cattolica”.
    Parola di Genna.

  9. “Il Papa si è mostrato al pubblico, in pubblico, il pubblico ha reagito con emozione. Ovunque interviste ai fedeli in piazza che si sono emozionati per avere visto il vicario cristico tentare di parlare e rochire indistintamente. In tutti i contenitori giornalistici è andata in onda questa barzelletta tragica che testimonia della verità spettacolare a cui si è ridotta oggidì l’azione della Chiesa nel mondo. Si tratta certo di un’analisi trita e ritrita, ma approfondendo emerge uno scandalo con cui siamo certi nessun Messia si sarebbe augurato di avere a che fare. E lo scandalo è questo: non c’è più corrente di vita naturale nell’immane apparato simbolico che ormai fa da valva fossile alla Chiesa. L’ictus che il morente Pontefice ha causato, in trent’anni quasi di sovraesposizione mediatica, è in linea con i tempi laici che desiderava frenare. Il simbolo è svuotato perché è diventato un canale di comunicazione. L’ondata emotiva che ha cominciato a montare, e che raggiungerà culmini mai registrati quando il Papa sarà deceduto, è la coerente fotografia di uno stato di fatto: l’emozione è ormai l’unica sfera di azione con cui la gerarchia cattolica intrattiene un rapporto con la realtà. Essa suscita emozione. L’Amore, a dispetto di duemila anni di consapevolezza esoterica cristiana, diventa amore. Struggente evaporazione di ogni ambizione realizzativa, di ogni operazione su se stessi, questa rivoluzione copernicana della Chiesa cattolica appare già, agli occhi di chi studia le colossali storie delle religioni, quale un segno del coma che da tempo ha preso possesso della coscienza cattolica”.
    Parola di Genna.

  10. …radio onda rossa è uno dei pochi mezzi di comunicazione che non parli del papa. Non voleva essere pubblicità.

  11. C’è una risposta di Webgol
    http://www.webgol.it/
    E’ molto bella.
    “Piango invece il primato delle emozioni, la volgare prepotenza dell’ondata emotiva di cui anche tu scrivi, caro Genna.
    Perchè proprio quel primato è conseguenza di una terribile incomprensione – di quelle che, come scriveva proprio Bloy più di cent’anni fa, gridano vendetta al cielo”.

  12. CATTOLICI STRANI MOSTRI
    Faccio parte di un gruppo cha ha giurato solennemente di difendere questa Repubblica e il nome di Nostro Signore Gesù Cristo dagli intrusi pagani e forestieri ogniqualvolta possano presentarsi. E quando dico difendere dico difendere,nei vuoti di potere, con abilità ed intelligenza organizzativa; e l’unica cosa che capisca certa gente è il Fucile, che come bianchi e liberi abbiamo il privilegio d’imbracciare.
    Il Kattoliko
    Stamattina mi sono arrampicata sul campanile della chiesa e ho stretto la croce di bronzo piangendo per il Papa. Una folla ostile si è raccolta nella piazza urlando King Kong ed invocando l’intervento dell’esercito, non mi hanno ascoltato:” Sono solo una scimmietta cattolica, io”, dicevo.
    Una scimmietta
    Camera uno,cambio camera tre, zoom camera tre sui piedi, camera due fissa sulla bocca, effetto luci al mio tre… uno due tre , camera quattro corpo intero.
    Reggitore televisivo cattolico
    Siamo attorno a voi come neutrini privi di massa, ascoltate il suono delle nostre stringhe vibranti che vi chiedono cosa fare.
    Opus Dei

  13. interessante l’articolo di genna, anche se, e qui rischio di scatenare i diti frenetici del miserabile, trovo che ci sia un eccesso di capriole teoretiche che spostano l’accento sul suo personale interesse per la metafisica. “Se c’è l’essere, l’essere c’è; se non c’è l’essere, la volontà non può essere.”
    a me interessa l’osceno, perchè ciò che vedo è davvero osceno. l’osceno di un uomo morente, forse oramai in coma, a cui viene negato il diritto di morire. un uomo a cui viene negato il diritto di essere uomo. l’osceno dei perticolari clinici esposti come stimmate simboliche. catetere si, catetere no. l’osceno della carne nuda, della tracheotomia esibiti come perturbanti stimmate simboliche.
    c’è un papa pubblico, quello che ha utilizzato i media e li ha bacchettati, quello del post-caduta del muro, quello contro l’eutanasia e contro l’aborto, contro l’uso del profilattico. e c’è un papa che è un vecchietto che sta morendo di varie tremende malattie, che sbudellato viene esposto su pubblica piazza in un delirio di commozione e retorica mediale.

  14. “sbudellato viene esposto su pubblica piazza in un delirio di commozione e retorica mediale”.
    E’ quello che sembra ma non è così.
    Non è sbudellato, non è esposto non è delirio, ma è vero c’è molta retorica compresa la tua.

  15. sinceramente da bravo pagano di una cosa sola sono curioso: quando si troverà assiso di fronte al sommo Zeus, come reagirà quando il Tonante gli chiederà conto delle centinaia di migliaia di cadaveri che lo stregone bianco ha sul groppone (devo dilungarmi sul perchè dei morti? bastano le stronzate sull’HIV? sulla mancata scomunica dei belligeranti? vò avanti?)???? solo perchè i cattolici hanno così tanto orrore della morte questo non significa che io debba vedere cadaveri ambulanti in tv ogni piè sospinto, cazzarola (o casaroli, hihihi)!!!

  16. andrea, la prossima volta che ti azzardi a scrivere “continua tu” all’anonimo ti mando a casa un libro della Fallaci, giuro.

  17. dove sarebbe la retorica anonimo? definisci magari la parola, poi chiarisci il concetto e poi esponi le motivazioni della tua osservazione. distingui fra enfasi e retorica, poi prova, ma è una pratica ancora più raffinata, ad individuare i termini che vengono usati proprio in quanto evocativi di un immaginario collettivo e quelli utilizzati per sottolineare la vacuità di delle costruzioni sovrastrutturali e quelli invece che designano concetti sfumati a seconda del contesto culturale nel quale vengono utilizzati.
    es: “e c’è un papa che è un vecchietto (il vezzeggiativo è stato probabilmente usato perchè evocatico di quell’affetto e compassione che è facile provare di fronte ad una persona ridotta in fin di vita ma che ha comunque conservato lucidità e dignità fino alla fine) che sta morendo di varie tremende malattie (a sottolinearne la sofferenza, quella vera, perchè tremende sono sempre le malattie di chi conosciamo, e non asettiche e ospedaliere, anonime come quelle ci cui sentiamo parlare), che sbudellato viene esposto su pubblica piazza (ad evocare un rito pagano, l’osceno, il dentro che esce fuori, un dentro materiale, però. chiaro il richiamo al precedente riferomento al carattere perturbante delle stimmate. il perturbante è ciò che dovrebbe rimanere nascosto) in un delirio di commozione e retorica mediale.
    continua tu.

  18. Ma secondo voi, Fellini, dopo quel bellissimo episodio de La Dolce Vita in cui si vedono i bambini che corrono di qua e di là mentre vedono la Madonna, e dopo l’episodio dell’intellettuale che ammazza i suoi figli e si ammazza, perchè ha paura della vita, da dove sta guardando tutto ciò, dall’Inferno? Quanti saranno, adesso a ricordarlo quel fantastico illu(sio(mini)ista di Fellini?

  19. UNA MODESTA PROPOSTA PER NON FARSI SOMMERGERE DAI SENSI DI COLPA
    Da usarsi come “viatico” al film:
    “A principà, ma che sarebbe sto miracolo?”
    (Paparazzo a uno che sta lì, prima che arrivino i bambini)
    “ma se ci saranno cinquanta persone! Eh, cosa? bella! ma che bella? sai, quella bellezza americana. una bambola, immaginati una grossa bambola…(Marcello al telefono a Emma, alla conferenza stampa dell’attrice Silvya)
    Ma che ora è? le undici? E c’è ancora tanta gente? eh, a quest’ora al paese, tutto spento! Una tristezza… (Il padre a Marcello, seduto a Via Veneto)

  20. Andrea non ti sai proprio trattenere.
    Staccalo il catetere dalla tastiera, e risparmiaci dal mostrarci ogni giorno quello che hai imparato a scuola.
    PS:Ha cominciato lui maestra!

  21. Mi sembra che l’articolo di Genna raggiunga il cuore del problema.
    Mi fa pensare tanto…
    Molto c’è da riflettere.

  22. Nelle parole di Genna “Il Papa (…) mostra la carne e non mostra lo spirito. Il Papa sta mostrando il mostrabile, non lo spirituale.” la realtà di una Chiesa che non ha più gli alfabeti per parlare, mostrare e dimostrare la spiritualità, l’essenza.
    Una Chiesa che è stata ovunque, ma ha inciso solo dove c’era solidarietà (o connivenza?) con le scelte politiche.
    Una Chiesa che, arrivata al momento giusto, si è presa gli onori assolutamente mediatici di soluzioni epocali che comunque sarebbero arrivate.
    Questo.
    Dall’altra parte l’emozione che, come dice Genna, ” è ormai l’unica sfera di azione con cui la gerarchia cattolica intrattiene un rapporto con la realtà”.
    A me pare che quasi tutto stia seguendo questa strada. Religione e politica (?), cultura ed arte. Perfino la storia.
    L’unico legame valido fra chi propone e dispone e chi riceve è relegato nell’emozione.

  23. Dall’articolo consigliato:
    ===
    Il Papa sta mostrando il mostrabile, non lo spirituale. Lo spirito non è volontà. L’essenza è, non è volontà. Se c’è l’essere, l’essere c’è; se non c’è l’essere, la volontà non può essere. E’ una specola tomistica, che qui adotto, ma mi pare una lente semprevalida per guardare a fatti di metafisica.
    ===
    E cosa doveva fare il papa per mostrare “lo spirituale”? Levitare sul letto come nell’esorcista?
    Per me è “bullshit”.

  24. Non ci sta forse Navarro “illustrando” una a una le “stazioni” – “1.ha perso conoscenza, 2. sta incontrando il Signore…3. (più frettoloso) aggiornamenti nel pomeriggio (leggo da Kataweb)” come in una storia sacra? Non stanno forse “usando” la morte di un uomo che – a torto o a ragione – è stato amato perchè il più possibile degli uomini, creda? Per quello ieri dicevo “Meglio assentarsi”. La chiesa ha fatto fare cose grandi da un punto di vista artistico, pur di avere “potere”. Oggi, che l’arte passa per Vespa, perchè osservare? 🙂

  25. riguardo a Sini, fa piacere sapere che ha scoperto l’acqua calda.
    comunquw, non potendo sottrarsi al potere mediatico, meglio subirlo per il papa che per i cellulari o i quattro salti in padella

  26. ma è da oggi che la chiesa fa leva sulle emozioni per “coinvolgere i fedeli”? No. Non è da oggi. Che cosa hanno fatto i primi mosaicisti, e giù fino a Michelangelo, e passando per Lorenzo Lotto, Caravaggio, Moretto, Savoldo, e anche Leonardo da Vinci (e Bernini, Borromini…etc, etc ) se non “guidare le emozioni per gli eventi fondamentali che riguardano la chiesa”? Non ha la chiesa (potere temporale) sempre fatto leva sulle emozioni? Viene da chiedersi come abbia fatto a cadere così in basso. Da Michelangelo a Bruno Vespa. E’ questo il vero “scandalo”. La prima agenzia pubblicitari è stata la chiesa.

  27. Posticino vezzoso (scusa la parafrasi, ma ieri notte fra una diretta ed uno speciale sono incappata ne Le Nozze di Figaro per fortuna!) parlavo di rapporto con la realtà più che di coinvolgimento delle masse.
    Sono d’accordo sull’invenzione della pubblicità ed ancor più sui mosaicisti, ma tutto ciò era propedeutico, serviva per sorprendere ed instradare. Oggi mi sembra che l’emozione serva per ratificare strade già prese.
    La realtà che il potere (perdona l’obsoleta parola) conosce e porge è sempre qualcosa di già fatto, esaurito, confezionato, nel quale tu non puoi comunque entrare.
    Però ti puoi emozionare, d’altronde ce n’è di che… anzi se non ti emozioni sei tu che non sei reale…

  28. @elio
    poteva scegliere di morire in silenzio, diversificare nell’ultima ora la sua mediaticità.
    Sarebbe arrivato un messaggio diverso.
    Diciamo che il timore è che senza effetti forti non sarebbe arrivato alcun messaggio.
    E questo timore, purtroppo è dei più.
    Mentre invece sono certa che avrebbe fatto pensare e sospendere il cicaleccio.
    Ma chi vuole, in realtà, smettere di parlare anche per pochi istanti?
    @Posto
    vedi, mi hai emozionato con il paragone con la via crucis…
    Però mi hai emozionato tu, non i comunicati…

  29. Ruini ha detto nel corso della sua omelia di ieri una frase rilanciata da tutti i media: “il Pontefice già vede e tocca il Signore”; si è anche parlato di pre-morte, sebbene solo l’ultimo bollettino clinico parli di “iniziale compromissione di coscienza”, preludio al coma. Per inciso, le esperienze di pre-morte sono una frontiera apertissima degli studi neurofisilogici, e da questo link http://www.nderf.org si può iniziare a capire di che si tratta, a 360 gradi.

  30. @isabella
    Quel povero cristo è muto da giorni, si apprestava lucidamente a morire – oh? dico morire!!! – e tu, Genna, ecc., lo accusate, arricciando il nasino, di sbagliare “strategia di marketing”, oh.. troppo “volgave”, vi sentite quasi offesi nella vostra purissima “spiritualità”, eh?
    sancta simplicitas…

  31. MA SIETE IN BUONA COMPAGNIA. SENTITE IL LOS ALGELES TIMES:
    “Per il papa non c’è stato nessun miracolo di Pasqua. Invece della benedizione, il mondo intero ha assistito allo spettacolo patetico di un uomo sofferente che si muoveva con i gesti meccanici tipici di una marionetta. Nessuno mette in dubbio il coraggio e la forza d’animo di questo papa, rispettato anche da chi non condivide la sua stessa fede. Ma il fatto di aver concluso un patto con l’incarnazione contemporanea del diavolo – i media – non mette in pericolo l’anima stessa della Chiesa? Il suo calvario è diventato spettacolo”.
    BANALITA’ E FANFALUCHE D’OLTREOCEANO

  32. E voi che fate qui? Non siete qui a pubblicizzare i libri che ritenete vadano promossi e le ideologie politiche che sostenete?
    Non vi accorgete di essere anche Voi dei bravi pubblicitari? Su, negatelo.

  33. Scusate, non per essere provocatoria o banalizzare, ma vorrei suggerire un attimo di pausa in tutto questo bailamme emozio-mediatico: perche’ non spegnete radio-tv e buttate i quotidiani? Non riuscendo a tollerare questa sovraesposizione mediatica ho chiuso i canali d’informazione: mi spiace che Woitila stia morendo e mi dispiace ancora di piu’ che stiano morendo centinaia di uomini donne e bambini per cause di m….. in tutte le parti del globo. Non sopporto questa distorsione di notizie che da Terry a Paolo ci porta verso il sentimentalismo piu’ bieco a scapito delle vere fregature e tragedie che si consumano in quantità inumana a ogni ora del giorno e della notte (e alle quali da anni molte pie e misticissime anime non prestano piu’ attenzione). Non mi interrogo neanche sulla meta-o-patafisica cattolica, non mi interrogo su ste robbe da un pezzo e, pur ritendo lo scritto di Genna di qualche interesse, volgo la mia attenzione a una realtà che mi fa piangere sul serio.
    Questo senza niente levare o rimproverare a chi si commuove e piange per il papa, per quanto mi riguarda sto ancora piangendo per Falluja e per tutti quelli che in questo momento, lontano dai nostri interessi, dalla nostra immedesimazione-commozione (e soprattutto dai teleschermi) crepano per fame bombe e malattie.
    Amen

  34. @elio
    forse non mi sono spiegata.
    “Strategie di marketing” è una frase che non ha usato Genna nè tantomeno io.
    Però è innegabile che “spiritualità” è una parola che attiene al ruolo di un pontefice e forse richiederla, magari quando si affronta una prova difficile, non è poi così fuori luogo.
    Tu che sottolinei a voce alta “sta morendo” hai mai assistito ad un’agonia?
    A 17 ore di rantoli più o meno coscienti?
    In quest’era non si parla mai della morte . E’ qualcosa di schifoso, da tenere a distanza o da vedere sublimato in qualche sequenza cinematografica.
    C’è anche chi preferisce sperare nei miracoli piuttosto che riservare un momento di profondo contatto con il passaggio.
    Comunque la sensazione di disagio e disgusto che mi assale quando vedo che non ci sono altri modi per comunicare il proprio essere, se non quello dell’effetto speciale va oltre ogni strategia.

  35. Già fatto Spettatrix: mo prendo il cane e mi vado a prendere un caffè al Buon Pastore (oh, manco a farlo apposta! In certe giornate ti accorgi che tutto a Roma va a finire in “pastori”. Questo è un vecchio convento che adesso è del Comunue e sta per, detto pomposamente, :Casa Internazionale delle Donne). Baci 🙂

  36. Il posto tu che cammini tra le strade di Roma non avverti la marea della storia che sale?
    Sei una scrittrice e pensi a prenderti solo un caffè!
    Abbassate il volume del cervello, forse non riuscite a sentire!

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