Saloni vuoti. Corridoi. Saloni. Porte. Porte. Saloni. Sedie vuote, ampie poltrone, tappeti spessi. Pesanti arazzi. Scale, scalini. Scalini, uno dopo l’altro. Oggetti di vetro, oggetti ancora intatti, bicchieri vuoti. Un bicchiere che cade, tre, due, uno, zero. Pezzi di vetro,…
Ci sarebbero, in verità, alcune considerazioni da fare sulla settimana appena trascorsa e sul tipo di reazioni suscitate da prese di posizioni sui cosiddetti argomenti caldi (la polemica su Doina Matei, lo scherno di alcuni politici verso i risultati del…
Nel mio personale wormhole di questi giorni, ripercorro, scrivendo, altri tempi e altri luoghi. Come è prevedibile, è la musica a fare da tramite con il passato. Se penso ai primi anni Settanta, penso a Walter/Wendy Carlos e alla colonna…
Quel che mi stupisce non è nemmeno che se ne discuta ancora, ma che se ne discuta in termini così violenti. Assassine e cose così. Vorrei investire con la macchina Emma Bonino ma poi mi fermo e prego per lei….
Una mail, stavolta. Una di quelle importanti, mi scrive uno studente e io, col suo assenso, pubblico. E ringrazio infinitamente. Sono un ragazzo di 23 anni, studente di Scienze dell’Infanzia. Il mio Docente di Sociologia dell’infanzia mi ha assegnato un…
A dire il vero, non basterebbero dieci post per raccontare questi quattro giorni appena trascorsi: il piacere nel condividere con gli studenti della Scuola Holden le storie e il “canone” della letteratura fantastica, la serietà di altri studenti, quelli del…
La notizia è che Il bazar dei brutti sogni di Stephen King è primo nella classifica dei libri più venduti. Sì, lo so, ci sarà chi commenterà oddio i best-seller, oddio la trama, oddio la decadenza e caduta, oddio e…
Insomma, da ultimo leggo e sento un bel po’ di lamentazioni. Oddio l’editoria italiana. Oddio che catastrofe. Non leggo più i contemporanei. Di contro, leggo anche. Urca che capolavoro. Dopo averlo letto non sarete più gli stessi. Quant’è figo l’autore,…
Nel migliore dei mondi possibili, e questo non lo è, nessuna madre dovrebbe prendere su di sé l’icona della madre coraggio (né dovrebbero farlo le sorelle, come Ilaria Cucchi) e mostrare, in parola o in immagine, il corpo del figlio…
La prendo da lontano. La premessa è che in modo alcuno sto per fare l’elogio della letteratura impegnata-impegnatissima-militante. Sempre più spesso, anzi, non riesco a nascondere non solo il fastidio, ma l’incazzatura profonda quando mi imbatto in chi cavalca, per…
