Tag: Giuliana Misserville

Come promesso, il blog è aperto alle riflessioni sulla fantascienza e sulla sua accoglienza in Italia. C’è qualcosa che non torna, e non si tratta solo di un articolo. Oggi interviene una delle maggiori studiose di letteratura fantastica in Italia, Giuliana Misserville, e la ringrazio per questo.
Individua tre modalità nell’atteggiamento verso la fantascienza, in Italia.
“La terza modalità consiste nell’accogliere la fantascienza nel pantheon della cultura italiana affidandone però la cura a studiosi e scrittori (rigorosamente maschi) che di fantascienza non si sono mai occupati. Come se studiosi e studiose di fantascienza in Italia non ce ne fossero: toh… li avevamo cercati ma non esistevano o non erano disponibili perché stavano portando a spasso il cane. Per un malcelato tentativo di nobilitare così la materia trattata. Vedi Meridiano su Philip Dick.
Queste tre modalità rimandano a una società culturale che ha un’idea di letteratura molto mainstream, molto ingessata, antiquata e forse in buona parte superata o piuttosto ben attenta ai rapporti di potere vigenti nel paese in cui abitiamo.
Mentre io amo la letteratura tutta, e quella di genere in particolare perché come ben individuava Valerio Evangelisti può costituire un potente strumento di critica sociale e politica.
Come la fantascienza è stata la letteratura utilizzata dalle scrittrici americane degli anni Settanta per sovvertire il patriarcato sulla pagina scritta e nella vita reale, oggi, nel nostro paese, la fantascienza e il fantastico sono la letteratura utilizzata dalle soggettività marginalizzate per dire la loro rabbia, parlare di utopia e inventare un altro futuro.”

Questa discussione che prosegue, sugli Stati Generali dell’Immaginazione, vede ora l’intervento di Giuliana Misserville, già apparso su Leggendaria. “E la narrativa riesce a artigliare un pezzo della nostra anima per portarci a riflettere o si balocca con altro?  Perché, come già sosteneva Valerio Evangelisti, solo la fantascienza sembra ancora, oggi come allora, in grado di farsi carico della responsabilità di raccontare il passaggio epocale che stiamo vivendo, affondando le sue trame nelle ambiguità in cui ci dibattiamo”.
Al solito, ogni ulteriore contributo è benvenuto.

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